Roberto Burioni

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Roberto Burioni (1962 – vivente), medico e docente italiano.

Citazioni di Roberto Burioni[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Che i vaccini causino autismo è una menzogna. Pura e semplice. Dimostrata come menzogna da centinaia di studi scientifici, dal fatto che le lesioni cerebrali dimostrate negli autistici indicano una insorgenza prenatale della malattia, dal fatto che i segni dell'autismo sono già apparenti ad un occhio esperto che osserva i filmini dei bambini precedenti alla diagnosi (e alla vaccinazione) e da mille altre inoppugnabili evidenze scientifiche. Dire che i vaccini causano l'autismo è insomma una bugia, particolarmente schifosa perché genera in genitori già sfortunati e sofferenti il senso di colpa derivante dal pensare di avere causato, con la vaccinazione, questa malattia che secondo i bugiardi si sarebbe potuta evitare.[1]
  • Una delle bugie che più mi infastidiscono è quella secondo la quale gli attuali casi di meningite sarebbero dovuti all'afflusso di migranti dal continente africano. Bene, tanto per cambiare è una menzogna senza senso. In Europa i tipi predominanti di meningococco sono B e C, ed in particolare i recenti casi di cui si è occupata la cronaca sono stati dovuti al meningococco di tipo C; al contrario, in Africa i tipi di meningococco più diffusi sono A, W-135 ed X. Per cui è impossibile che gli immigrati abbiano qualcosa a che fare con l'aumento di meningiti in Toscana. Per cui chi racconta queste bugie è certamente un somaro ignorante. Invece di prendercela con chi non ha colpe, ricordiamo che contro questo meningococco abbiamo a disposizione un vaccino efficace e che se tutti i genitori vaccinassero i loro figli la malattia scomparirebbe nei bambini e negli adulti, come è già accaduto in numerosi paesi.[2]
  • Preciso che questa pagina [la sua pagina ufficiale Facebook.com] non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un «civile dibattito» per discutere alla pari con me. È una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa. Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica.[3]
  • [...] comprendere bene il significato di un lavoro scientifico richiede una notevole esperienza, e non è alla portata di tutti. Per questo i dibattiti scientifici devono avvenire secondo me tra esperti, e non tra esperti e persone che non lo sono. Io stesso mai potrei dibattere con il mio amico Adriano Aguzzi di neuropatologia: gli chiederei di spiegarmi tante cose, ma non sarei in grado di discutere con lui. Non lo vivo come una limitazione: semplicemente per parlare di qualcosa, in campo scientifico e non solo, bisogna avere studiato. La cosa peraltro è accettata in campo sportivo: non sentirete mai una partita di basket commentata da chi non ne conosce le regole o un telecronista di calcio che non sa cosa sia il fuorigioco; qui invece dovrebbe tenersi una discussione sui batteri con chi non sa cosa sia un clone batterico. Non lo ritengo giusto. La mia frase "la scienza non è democratica" significa infatti che i dati scientifici non sono sottoposti a validazione elettorale: se anche il 99% del mondo votasse dicendo che due più due fa cinque, ancora continuerebbe a fare quattro. Poi ognuno è libero di dimostrare che non è vero; ma fino a quando non l'ha dimostrato, due più due fa quattro anche se molti non sono d'accordo.[4]
  • Duecentoquarantadue. Marco Travaglio qualche giorno fa ha detto in una intervista che il morbillo "era considerato un tagliando". Marco Travaglio è nato nel 1964. Nel 1964 242 bambini sotto i cinque anni sono stati uccisi dal morbillo. Sono 242 se io divento Senatore, rimangono 242 se io mi candido con il PD, non cambia il numero se lascio l'università e mi metto a fare il pittore, sono 242 anche se io alle elezioni non vado a votare. È un numero, un numero agghiacciante e non un'opinione. Ora io chiedo a voi (e pure a Travaglio) di immaginarvi duecentoquarantadue piccole bare bianche, duecentoquarantadue banchi d'asilo vuoti per sempre, duecentoquarantadue funerali e oltre quattrocento genitori nel dolore per la perdita di un bambino. Poi, dopo avere fatto questo esercizio mentale, provate a definire la causa di tutto questo "un tagliando".[5]

Da Burioni: “Bufale e NoVax? È colpa dei medici che si sono allontanati dai pazienti”

Intervista su Linkiesta, 10 ottobre 2018

  • [«Perché crediamo ancora nei ciarlatani?»] Mentre la medicina è cambiata e ha fatto enormi passi da gigante, il paziente che soffre, e i suoi familiari, sono gli stessi. Siamo deboli, cerchiamo sempre la certezza della guarigione, che non sempre c'è, e l'assenza del dolore. Ma le strade alternative che si aprono davanti a noi nascondono solo guai grossi. Clara, la ragazza morta di diabete di cui parlo nel libro [Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani], voleva guarire, ma dal diabete non si guarisce, ci si convive e basta assumendo l'insulina. Una santona le aveva promesso invece la guarigione con le vitamine.
  • [«Come ha cominciato il suo lavoro di divulgazione su Facebook?»] Nel 2015 ero in California con la mia famiglia e usavo Facebook per ritrovare vecchi amici. Finché una mia amica bolognese mi chiese di spiegare i vaccini ai genitori all'interno di un gruppo, e in quel caso mi accorsi che invece c'erano persone che spiegavano i vaccini a me. Così ho cominciato a realizzare post sui vaccini, rendendomi conto che c'era bisogno di qualcuno che desse delle spiegazioni, non solo corrette ma anche convincenti e coinvolgenti. Tornando accanto ai pazienti, appunto.
  • [«Questa sua opera però ha canalizzato su di lei anche l'odio in Rete e addirittura le minacce»] È incredibile che un medico venga minacciato perché dice che i vaccini fanno bene. Ma in questo contesto diventa ancora più importante avere la schiena dritta. Dobbiamo continuare difendere la ragione e la scienza, cioè quel metodo ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e che oggi è sotto attacco da parte della disinformazione. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.
  • [«Lei ha detto che la scienza non è democratica. Cosa significa?»] Non possiamo mettere ai voti le dosi di antibiotico da somministrare a un malato. Internet ha illuso che tutto possa esser messo in discussione. La scienza è fatta di discussioni sì, ma che devono seguire le regole della scienza. Non si può lasciar spazio alle bufale.

Incipit de La congiura dei Somari[modifica]

La scienza non è democratica, ma, come vedremo meglio più avanti, tutti possono dire la loro, a patto che quello che affermano sia sostenuto da dati.

Note[modifica]

  1. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 7 luglio 2016.
  2. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 31 dicembre 2016.
  3. Da un commento sulla sua pagina ufficiale di Facebook.com, 2 gennaio 2017; citato in Cristina Marrone, «La scienza non è democratica» Il medico antibufale sui vaccini: «Può parlare chi ha studiato», Corriere.it, 4 gennaio 2017.
  4. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 3 gennaio 2017.
  5. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 21 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica]

  • Roberto Burioni, La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica, Rizzoli, 2017. ISBN 9788817099035

Altri progetti[modifica]