Marco Rizzo

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Marco Rizzo

Marco Rizzo (1959 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Marco Rizzo[modifica]

  • A New York stanno costruendo dei grattacieli blindati, ogni alloggio costa cento milioni di euro. Stiamo tornando al nuovo medioevo: ci saranno le fortezze con dentro ricchi cinesi, russi, indiani, arabi, americani, e nel resto del mondo ci sarà il medioevo.[1]
  • Berlinguer era una persona onesta, ma questo non basta per esser comunisti.[2]
  • Bertinotti è estremista e subalterno allo stesso tempo. Non vede l'ora di rompere qualsiasi trattativa. Ma se io andassi in guerra non vorrei mai un generale come lui. È uno che scappa.[3]
  • Ci avevano raccontato che dopo il 1989, con la caduta del Muro di Berlino e nel 1991 con l'ammainamento della bandiera rossa dal Cremlino, era giunta la "fine della storia", che il capitalismo aveva vinto e che era l'unica strada da percorrere. Abbiamo visto in questi 20 anni che non è così.[4]
  • [Parlando dell'intervento militare in Libia del 2011] Era la Francia contro l'Italia? O non era più la Total contro l'ENI? Il problema non sono le nazioni, ormai sono i grandi gruppi economici e finanziari che travalicano le frontiere.[5]
  • [Parlando dell'entrata in politica di Donald Trump] I padroni eliminano la politica ed entrano direttamente a gestire la cosa pubblica. Il novecento è stato il secolo in cui la politica serviva alla grande borghesia anche per intermediarsi con la società. Oggi la prendono in mano direttamente.[6]
  • La militanza politica di Partito è la forma più alta di impegno di una persona, certo se priva di interesse personale. Noi comunisti dobbiamo tornare ad esser gente di una tempra speciale, di una materia particolare. Non vi deve esser nulla di più alto dell'onore di appartenere a tale esercito.[7]
  • [Parlando del pugilato] La nobile arte è molto meno cruenta. Hai di fronte l'avversario, le dai, le prendi, alla fine ti abbracci. In politica, nemmeno hai messo i guantoni che hai già preso una coltellata e non da chi hai davanti ma da quello di fianco.[8]
  • La sinistra della droga libera, di tutte le massimizzazioni e fanatizzazioni sui diritti civili individuali borghesi, non è la sinistra che ci appartiene. [...] Bisogna capire che quella sinistra lì è la sinistra americana, è la sinistra che strizza l'occhio alle banche, che ha bisogno di armi di distrazione di massa per evitare la questione fondamentale, quella del lavoro; quella del conflitto tra il capitale, sempre più forte, sempre più concentrato nelle mani di pochi, e il lavoro, che è la necessità per tutta la popolazione. Noi stiamo da quella parte lì, insomma, siamo comunisti.[9]
  • [Parlando del comunismo e delle divisioni fra i comunisti italiani] Le grandi idee necessitano di momenti di selezione di quell'idea per renderla più forte ed efficace.[10]
  • Macron dice che con i raid sulla Siria si e' salvato l'«onore» della comunità internazionale. Questo servetto della globalizzazione capitalistica cosa ne sa dell'onore?[11]
  • Nel 2008 c'erano due partiti comunisti, Rifondazione e Comunisti Italiani, che rinunciarono al simbolo per candidarsi con l'Arcobaleno. Poi, nel 2013, finirono con Ingroia. E, nel 2014, con Tsipras. Ora io ho un partito comunista e uso la falce e martello anche se mi dicono che con questo simbolo non supero lo sbarramento. Se ci pensate, però, durante il fascismo i comunisti avevano problemi decisamente più seri dello sbarramento, non trova?[12]
  • [Parlando dell'immigrazione] Nella retorica della sinistra buonista c'è questa politica romantica del migrante; gli uomini non sono animali, che migrano, gli uomini vanno via se c'è la guerra oppure se muoiono di fame. E oggi c'è la guerra e si muore di fame perché c'è il capitalismo.[13]
  • [Parlando degli scontri di piazza del 1977 a Torino] Noi degli istituti tecnici contavamo poco. Eravamo considerati carne da macello per gli scontri di piazza. Ci mettevano sempre in testa ai cortei. Dietro c'erano i liceali con le belle ragazze che gli spremevano i limoni per i lacrimogeni.[3]
  • Non è fallito il socialismo, ma la sua revisione.[14]
  • [Parlando di Che Guevara] Quest'uomo era ministro quando è andato in Bolivia. Lo vedete voi un ministro di qualunque paese del mondo, che rinuncia alla propria posizione [...] per andare a combattere in un altro paese, per un'idea, per una grande idea che è quella del cambiamento, del riscatto dei più deboli? Credo che sia non tanto un mito quanto una vera utopia.[15]
  • [Parlando di Antonio Gramsci] Uno degli omaggi nefasti, ma indubbiamente significativo, è quello che disse Mussolini, quando in una indicazione alla polizia segreta diceva "il cervello di quest'uomo non deve fare più danno". Ma il cervello di quest'uomo è riuscito comunque a uscire dalle gabbie della prigione fascista, a uscire dalla gabbia della morte, e a rendere attuale e presente l'insegnamento del Gramsci rivoluzionario e segretario del Partito Comunista Italiano.[16]
  • Vendola è il poeta del nulla. Un clone del cangiantismo bertinottiano.[8]
  • Violenza e non violenza non sono concetti che hanno una giustezza assoluta, tutto va valutato sulla base del contesto storico e delle condizioni. È una legge della storia.[17]

Dall'intervista Mai Stati Sovrani di Byoblu, 20 febbraio 2018.

Video disponibile su YouTube.com.

  • Gentiloni è stato eletto dai parlamentari italiani che sono stati eletti dal popolo, cattiva scelta ma è stato eletto. Draghi chi lo ha eletto? La signora Lagarde chi l'ha eletta? (min. 9:01)
  • Una battaglia epocale: da una parte il socialismo, dall'altra parte una società di schiavi. Con un'élite finanziaria economica, protetta da un apparato militare, aiutata da un apparato culturale, che evita che vi siano idee come quella socialista e comunista che possano in qualche modo mettere in discussione il sistema. (min. 16:33)
  • Oggi i gusti sul cibo provocano divisione, oggi i gusti sul genere provocano divisione, oggi i gusti sessuali provocano divisione. Mentre invece noi avremmo bisogno di una grande libertà ma di una grande unità, con un filo rosso che lega tutta la società per il cambiamento. (min. 17:06)
  • Questa è una società morente, sotto tutti i punti vista: dal punto di vista culturale, dal punto di vista valoriale, dal punto di vista morale, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista della vivibilità. Insomma, credo che ci siano buone ragioni oggi per sognare una società diversa. (min. 18:50)
  • Un gay se è ricco è sistemato. Se un gay è povero ha grossi problemi, non perché è gay ma perché è povero. (min. 23:05)
  • La dottrina marxista è un po' come il liceo classico. Studi il latino e il greco, non ti serve per attualizzarlo immediatamente, ma ti apre la mente e ti da strumenti magari per imparare a leggere un manuale. (min. 24:38)
  • Senza il marxismo come chiave di lettura della società penso che saremmo molto arretrati, e senza leninismo come strumento per la presa del potere politico da parte della maggioranza della popolazione, saremmo senza gambe per correre. (min. 24:55)
  • La destra fascista e nazista sono nate con dei barlumi sociali ma poi si sono subito acconciate una volta preso il potere. Mussolini, mangiapreti, ha fatto i Patti lateranensi col Vaticano, ha appoggiato i latifondisti. Hitler ha fatto gli accordi con gli industriali, con i banchieri, da Krupp a tutti gli altri, e ha scelto una via chiaramente dentro il meccanismo capitalistico. (min. 27:22)

Dal programma televisivo Tribuna politica, Rai 2, 22 febbraio 2018.

Video disponibile su Facebook.com.

  • I grandi gruppi immobiliari hanno decine di migliaia di alloggi sfitti nelle grandi città. Con questo governano il mercato immobiliare, fanno salire e scendere la speculazione negli affitti e nel valore degli alloggi, e dato che c'è un problema di gravità nazionale [...] la casa la si da anche in questo modo: espropriando queste grandi ricchezze che non hanno ragione di esistere oggi. (min. 1:08)
  • La sinistra, quella fucsia, quella che abita nei quartieri alti, parla della questione migranti non vivendo la contraddizione dei quartieri proletari. Ne parla così, per sentito dire. (min. 1:56)
  • La parte migliore del Paese, cioè le persone che vogliono protestare, che vogliono contare, che vogliono essere protagoniste, vengono portate nei territori dell'antipolitica, dove alla fine si urla "onestà! onestà!" ma non cambia niente. Il modello dell'antipolitica non è un modello alternativo di sistema. (min. 5:32)
  • Io mi sento molto legato al popolo, non mi piace parlar male del "populismo". (min. 6:09)

Citazioni su Marco Rizzo[modifica]

  • Chi proprio non mi piace è Marco Rizzo. È un Cossutta senza la storia, l'intelligenza e i pregi di Cossutta. È il prototipo del comunista trinariciuto. (Riccardo Barenghi)

Note[modifica]

  1. Dal programma televisivo Coffee Break, La7, 4 gennaio 2017. Video disponibile su YouTube.com (min. 12:16).
  2. Da un articolo per l'Unità. Disponibile su ilpartitocomunista.it, 11 novembre 2015.
  3. a b Dall'intervista di Claudio Sabelli Fioretti per Corriere Magazine, 20 maggio 2004. Disponibile su Interviste.sabellifioretti.it.
  4. Dal discorso conclusivo della manifestazione a Roma per i cento anni dalla Rivoluzione russa, 11 novembre 2017. Video disponibile su Facebook.com (min. 2:30).
  5. Dal programma televisivo Coffee Break, La7, 6 maggio 2017. Video disponibile su YouTube.com.
  6. Dal programma televisivo Coffee Break, La7, 21 gennaio 2017. Video disponibile su YouTube.com (min. 59:36).
  7. Dall'intervento di saluto al congresso del Fronte della Gioventù Comunista, 11 dicembre 2016. Post disponibile sulla pagina ufficiale del Partito Comunista, Facebook.com.
  8. a b Dall'intervista di Giancarlo Perna, Rizzo, l'ultimo comunista: «Bertinotti? Una mannequin che si cambia a ogni comizio», Ilgiornale.it, 28 aprile 2008.
  9. Dalla conferenza stampa a Rai Parlamento, 22 febbraio 2018. Video disponibile su YouTube.com.
  10. Dall'intervista L'unica vera sinistra siamo noi, che riportiamo la falce e il martello nella scheda elettorale, Tiscali, 1º febbraio 2018.
  11. Da un comunicato di Marco Rizzo, 17 aprile 2018, link.
  12. Citato in Tommaso Labate, Dalla falce al Nord. I simboli in soffitta, Corriere della Sera, 12 agosto 2017, p. 12.
  13. Dal programma televisivo Coffee Break, La7, 4 gennaio 2017. Video disponibile su YouTube.com (min. 6:38).
  14. Dall'intervista di Antonella Ambrosioni, Secolo d'Italia, 18 gennaio 2014. Disponibile su Secoloditalia.it.
  15. Dal programma televisivo Lavori in corso, Rai 2, 9 ottobre 2017. Video disponibile su Facebook.com.
  16. Dalla commemorazione dell'anniversario della nascita di Antonio Gramsci a Roma, 22 gennaio 2018. Video disponibile su Facebook.com.
  17. Dall'intervista Elezioni politiche 2018, Rizzo: I fascisti in Parlamento? è colpa del PD, Blastingnews, 28 febbraio 2018.

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