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Rosalina Neri

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Rosalina Neri (1954)

Rosalina Neri (1927 – 2024), attrice e cantante lirica italiana.

Citazioni di Rosalina Neri[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

Rosalina Neri: non sono solo la sosia di Marilyn

Intervista di Eugenio Arcidiacono, famigliacristiana.it, 21 luglio 2016.

  • [Su Marilyn Monroe] Credo che non avrebbe accettato di invecchiare in pubblico: lei per tutti doveva restare sempre bellissima
  • Io di mio sono mora [proprio come la Monroe, ndr]. Un giorno [Marcello] Marchesi mi disse: "Domani ti facciamo bionda". Andavamo in onda il giovedì sera. Il giorno dopo tutti dissero che ero identica alla "Merilina".
  • Jack [Hylton, direttore d'orchestra, impresario e compagno] mi aveva portato con sé a New York a vedere nuovi spettacoli da portare in Inghilterra. Dopo una notte passata in giro, la vidi all'entrata di un night: era ubriaca, si reggeva a stento in piedi, era vestita di nero e aveva una calza tutta smagliata. Eppure era così carina, povera stella. Di sicuro, anche in quelle condizioni, era molto più bella di me. [...] Mi guardò e con la sua voce così dolce esclamò: "Oh my God! What's your name?" (Mio Dio! Come ti chiami?). Le risposi che mi chiamavo Rosalina e lei allora mi disse che avrebbe parlato con suo marito [Arthur Miller, il celebre drammaturgo, ndr] che stava scrivendo il suo prossimo film: il suo personaggio si sarebbe chiamato come me. [«Andò davvero così. Il film Gli spostati uscì nel 1961 con la regia di John Huston e la Monroe interpretava Roslyn Taber, una donna contesa dal cow boy Clark Gable e dall'aviatore Montgomery Clift»]

Rosalina Neri: "A teatro i fischi aiutano a migliorarsi"

Intervista di Fabienne Agliardi, teatro.it, 16 novembre 2018.

  • Ho sempre lavorato molto, però non ho mai fatto delle cretinate in scena, come è successo ad alcune mie amiche. Ho passato dodici anni al Piccolo di Milano e ho cantato alla Scala, ma davvero non saprei dire quali fossero i ruoli più adatti a me e quali invece no. Quel che è certo è che ci sono anche tante cose che non ho fatto. Ci vorrebbe un'altra vita!
  • I fischi fanno parte del gioco e aiutano a migliorarsi. Adesso per le attrici è diventato pure di moda dire "Mi hanno violentato", "Mi hanno fatto questo, mi hanno fatto quest'altro"... Ma è sempre stato così il mondo, eh! E in tutti i campi è così. Ma ormai il mondo è un po' girato dall’altra parte [ride, ndr].
  • Trovo che alcune attrici moderne siano molto brave; altre, invece, sono al minimo della competenza, se consideriamo il livello della recitazione. Ma davvero al minimo.

"Io, una vita per lo spettacolo iniziai come sosia di Marilyn"

Intervista di Antonio Bozzo, ilgiornale.it, 17 agosto 2019.

  • [«[...] venne lanciata nella televisione degli esordi come Marilyn Monroe italiana, da Marcello Marchesi»] Mi fece un bello scherzo. Non mi sentivo la stupidina che imita Marilyn. Però lo ringrazio: quella definizione mi portò in Inghilterra, dove le sosia della Monroe andavano per la maggiore. Non sapevo una parola di inglese. Incontrai l'uomo della mia vita, il direttore d'orchestra e impresario Jack Hylton. Avevo 23 anni, Jack 65. Ma era lui il più giovane. Aveva un carattere meraviglioso. Lo amai come non avrei più amato nessuno. Jack è il papà di mia figlia Angela, ma non l'ha mai conosciuta: morì prima che lei nascesse.
  • Quando gli dissi: ma perché mi ha fatto protagonista, non ho mai studiato recitazione, Strehler rispose che era proprio per questo.
  • [Su Valentina Cortese] Povera stella, mi manca da matti. Andavo a trovarla e mi chiedeva se avevo portato pane e salame. A volte cantavamo insieme, per rivivere momenti della nostra vita. Negli ultimi anni non le hanno fatto mancare nulla, era accudita in tutto, ma questo non evitava che vivesse attimi di grande solitudine. Succede. Ho perso una vera amica, che mi ha aiutato tanto. La conobbi al Piccolo. Finite le prove di uno spettacolo invitò noi del cast a casa sua, per mangiare qualcosa. Da quel lontano pane e salame agli ultimi tempi della sua vita, l'amicizia non ebbe mai ripensamenti.
  • [«Pesano gli anni?»] Non li sento, ho sempre da fare.

Rosalina Neri, da «Marilyn di Arcisate» al premio alla carriera: 70 anni sul palco

Intervista di Giuseppina Manin, milano.corriere.it, 22 agosto 2019.

  • Tra spettacoli fatti e non fatti la pila è alla stessa altezza. Tanti sono rimasti nell'aria, me li proponevano e poi sparivano. Avrei recitato anche gratis, ma i soldi guadagnati li ho investiti bene, ho rifatto il bagno, la sala da pranzo... Per me, figlia di un "magütt" [muratore, ndr] brianzolo, la casa è tutto.
  • Potevo fare la signora ma il teatro è sempre venuto prima di tutto. Quella somiglianza con Marilyn mi ha dato fama, mi ha fatto esordire con Rascel in Tobia candida spia, ma mi ha anche penalizzata. Troppo bella vuol sempre dire un po' scema. Mi facevano fare la svampita. Ma non lo sono mai stata!
  • Il Dino. Il Buzzati che a sera tardi, quando usciva dal Corriere, veniva da me e mi diceva: "Rosalina, fammi due uova in cereghin" con tanto burro, da inzuppare il pane.
  • [Su Giorgio Strehler] Ogni Natale gli regalavo un tacchino farcito, l'ultima volta mi si è rotta la teglia di coccio dove lo cucinavo. Mi è parso un cattivo presagio, e difatti lui è morto proprio quel Natale.

Rosalina Neri torna al cinema: «Io, la Marilyn italiana, ancora in scena a 92 anni»

Intervista di Cecilia Ermini, iodonna.it, 22 ottobre 2020.

  • Tutti mi vedevano come un'imitazione di Marilyn mentre io ero molto di più. All'epoca l'associazione "vamp uguale oca" era all'ordine del giorno, e tutti infatti pensavano fossi una cretina. Alla Rai ho iniziato a lavorare grazie al mitico Marcello Marchesi. Durò qualche anno e poi mi cacciarono. [«Come mai?»] Per i dirigenti dell'epoca scandalizzavo troppo i telespettatori. Secondo loro le mie scollature erano troppo audaci ma esageravano. Certo, all'epoca ero 55 di vita e 90 di seno, ma non ho mai esposto le mie grazie con volgarità. Anche per questo me ne andai a Londra a fare spettacoli.
  • [«A metà anni 50 incontra l'uomo della sua vita: Jack Hylton. Direttore d'orchestra, produttore musicale, discografico e miliardario, imparentato con la dinastia di albergatori»] Il più grande amore della mia vita. Abitavamo a Londra, al numero 3 di Savile Row, la stessa casa dove anni prima viveva la famosa Lady Hamilton, l'amante dell’ammiraglio Nelson. E dove, nel 1970, i Beatles suonarono il concerto sul tetto nel famosissimo video. Ho abitato lì per quasi dieci anni. [«Hylton era un uomo famosissimo e pieno di amici celebri. Che vita facevate a Londra?»] Sempre in giro per il mondo. Aveva un appartamento anche a New York e spesso soggiornavamo lì. Una sera mi sono ritrovata a una cena seduta accanto a John Fitzgerald Kennedy, nel celebre ristorante 21 Club. Era un uomo splendido e, ovviamente, restò colpito dalla mia somiglianza con Marilyn ma non ci provò. Era amico di Jack e sapeva che era molto geloso. Ricordo che mangiammo lo stesso piatto: rane alla provenzale.
  • La prima volta che andai a Londra fu grazie a una proposta di fare alcune serate di spettacolo. Mi ospitò una signora inglese del jet set e in quella casa c'era anche Diana Dors, la sosia inglese di Marilyn Monroe. Era molto gentile, altissima e con un seno esplosivo. Ricordo che telefonai a mia madre raccontandole di questo suo seno incredibile. E lei mi disse: "Rosalina, metti del cotone idrofilo nel tuo décolletè". Il giorno dopo ero in prima pagina sul Mirror, mica la Dors.
  • [«Ha avuto successi teatrali e televisivi, ma nel cinema è stata una meteora: pochi film e nessuno diretto da un grande regista»] Negli anni 50 se volevi fare del cinema dovevi per forza stare a Roma. E a me non è mai piaciuta. Inoltre amavo di più stare in teatro. Ero molto amica però di alcuni registi. Fellini, per esempio, anche se non mi ha mai proposto un ruolo nonostante rientrassi nei suoi canoni estetici.
  • [«È stata la migliore amica di Valentina Cortese. Che cosa vi legava maggiormente?»] Amava la musica, voleva parlare solo di musica. Mi aveva vista a teatro negli anni 70 e siamo andate subito d'amore e d'accordo. Non la frequentavo quando lei era all'apice della carriera. Certo, ci eravamo incrociate qualche volta ma il nostro rapporto è esploso dopo. C'era molta comprensione fra di noi. Un'amicizia profonda e unica. Ancora oggi, ogni tanto, indosso un cappotto rosso che lei mi regalò.

Filmografia[modifica]

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