Marilyn Monroe

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Marilyn Monroe

Marilyn Monroe, pseudonimo di Norma Jeane Baker (1926 – 1962), attrice statunitense.

Citazioni di Marilyn Monroe[modifica]

  • Buonanotte, buon riposo, dormi bene. Ovunque tu posi la testa, spero troverai il tuo naso. (citato in La Storia siamo noi) Data? Data?
  • [A proposito di Montgomery Clift] È l'unica persona che io conosco che sta peggio di me.[1]
  • Ho sognato la bellezza per lo più a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare. (citato in Marilyn Monroe DVD)
  • La gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l'incarnazione. (citato in La Storia siamo noi) Data? Data?
  • [Le ultime parole dell'ultima intervista] La prego, non mi faccia apparire ridicola. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
  • Mi è capitato spesso di finire su un calendario. Ma mai per una data precisa.[2]
I've been on a calendar, but never on time. (citato in Marilyn by Milton Greene)
  • Non desidero niente altro. Uomini, denaro, amore, ma solo il talento per recitare. (citato in Marilyn Monroe DVD)
  • Non sono stata abituata alla felicità: è qualcosa che non ho mai dato per scontato, ma pensavo che sarebbe arrivata con il matrimonio. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
  • Se avessi rispettato tutte le regole, non sarei arrivata da nessuna parte. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
  • Se sei famosa la gente crede di avere il diritto di dirti in faccia qualunque cosa, come se questo non potesse ferirti... A volte penso che sarebbe meglio evitare la vecchiaia e morire giovane. Ma vorrebbe dire non completare la propria vita, non riuscire a conoscersi completamente. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
  • Sentivo la mia mancanza di talento come se internamente indossassi abiti da quattro soldi. Ma, mio Dio, quanto volevo imparare, migliorare. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
  • Siamo tutti e due pazzi. Monty lo spostato, Marilyn la spostata. Quando lo osservo vedo in lui il fratello che non ho mai avuto e mi sento più coraggiosa, divento protettiva.[1]
  • Sono commossa and grazie. (i suoi ringraziamenti in italiano, su suggerimento di Anna Magnani, ricevendo il David di Donatello per Il principe e la ballerina, 1958; YouTube)
  • Voglio dire che se sono una Diva lo devo al pubblico. Ma lo devo solo al pubblico e non a una casa cinematografica, o a chiunque altro. (citato in Marilyn Monroe DVD)
  • Vorrei essere felice. Ma chi lo è? Chi è felice? (citato in La Storia siamo noi) Data? Data?

Marilyn[modifica]

  • Il primo marito di mia madre si chiamava Baker; il secondo, Mortenson. Quando nacqui io, lei aveva già divorziato da tutti e due. (p. 14)
  • Quando ero piccola, nessuno mi diceva mai che ero carina; bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono. (p. 17)
  • Un giorno o l'altro diventerò una grande stella del cinema. (p. 55)
  • La pubblicità [della Fox] inventò una storia secondo cui ero la baby sitter di un direttore del casting... penserete che avrebbero quantomeno dovuto fare di me una daddy sitter, per occuparmi del paparino... (p. 59)
  • Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura. (p. 61)
  • Io mi vergognavo, ma loro furono davvero delicati... in tutta la faccenda. Stesero del velluto rosso e mi ci fecero sdraiare sopra. Fu tutto molto semplice. E pieno di spifferi! (parlando dello "scandalo del calendario", p. 87)
  • [Hollywood è] un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima. (p. 98)
  • Non basta andare a letto per diventare una star... Ci vuole di più, molto di più. Però aiuta. Un sacco di attrici hanno avuto la loro prima occasione grazie a quello. Gran parte degli uomini sono talmente orribili, meritano che se ne cavi tutto quanto si può! (p. 111)
  • Non sono interessata al denaro. Voglio solo essere meravigliosa. (p. 137)
I am not interested in money. I just want to be wonderful. (citato in Marilyn by Milton Greene)
  • Sapevo di appartenere al pubblico e al mondo, non per il talento o la bellezza, ma perché non ero mai appartenuta a nient'altro o a nessun altro. (p. 138)
I knew I belonged to the public and to the world, not because I was talented or even beautiful, but because I had never belonged to anything or anyone else. (citato in Marilyn by Milton Greene)
  • Un sex symbol diventa un oggetto, questo è il guaio. Ma se dovessi essere il simbolo di qualcosa, preferirei esserlo del sesso piuttosto che di tante altre cose di cui esistono simboli. (p. 144)
  • Billy caro, per piacere vestimi per sempre. Ti voglio bene, Marilyn. (dedica a Travilla, costumista di fiducia, sul calendario "nudo", p. 163)
  • Gesù. Non avevo mai pensato di far effetto alla gente, finché non andai in Corea. [...] la cosa più bella che mi fosse mai capitata. Prima di allora in cuor mio non mi ero mai sentita una stella. Era così meraviglioso guardare giù e vedere persone che mi sorridevano. (p. 164)
  • Ho imparato a camminare da piccola e non ho mai preso lezioni in merito. (rispondendo alla domanda di un giornalista sul suo modo di camminare, p. 190)
Non ho mai fatto nulla deliberatamente per migliorare il mio modo di camminare... Cammino ecco tutto. (citato in Marilyn Monroe DVD)
  • [a proposito di Joe DiMaggio] Non gradiva che gli attori mi baciassero, e non gli piacevano i miei abiti di scena. Non gli piaceva niente dei miei film, odiava tutti i miei vestiti. Quando gli feci presente che ero obbligata a vestirmi in quel modo, che ciò faceva parte del mio lavoro, disse che avrei dovuto lasciare quel mestiere. (p. 193)
  • Dal mio matrimonio speravo di ricavare amore, calore, affetto e comprensione. Invece è stata una relazione basata sulla freddezza e sull'indifferenza. (dichiarazione in tribunale durante la causa di divorzio da Joe DiMaggio, 27 ottobre 1954, p. 196)
  • Non sarò soddisfatta finché la gente non vorrà ascoltarmi cantare senza aver bisogno di guardarmi. (confidenza al suo maestro di canto Hal Schaefer, 1952, p. 202)
  • Per la prima volta sono davvero innamorata. Arthur è una persona seria, ma ha uno splendido sense of humor. Fra noi ridiamo e scherziamo spesso, sono pazza di lui. (p. 216)
  • Lassù, fra le luci, c'era il mio nome. "Dio, qualcuno dev'essersi sbagliato", mi dissi. Ma era là, tutto illuminato. Allora mi sedetti e mi dissi: "Ricordati, non sei una stella". Ma il nome era proprio lassù, in piena luce. (p. 231)
  • C'è sempre qualcuno che ti strattona. Come se tutti volessero strappare un pezzetto di te. (p. 243)
  • È un uomo brillante e uno scrittore meraviglioso, ma credo sia meglio come scrittore che come marito. (su Arthur Miller, p. 290)
  • Una volta celebri, sapete, potete leggere cose sul vostro conto, le idee di qualcun altro su di voi; ma ciò che conta — per sopravvivere, per affrontare giorno per giorno ciò che vi capita — è quel che pensate di voi stessi. (p. 292)
  • Dopo mio marito e Marlon Brando, penso che Yves Montand sia l'uomo più attraente che abbia mai incontrato. (p. 331)
  • Tutti veniamo alla luce con la nostra sessualità, grazie a Dio, ma è un peccato che così tanta gente disprezzi e soffochi questo dono naturale. L'arte, la vera arte, viene da lì, come ogni cosa. (p. 333)
  • La fama è volubile, lo so. Regala gratificazioni e inconvenienti, io li ho sperimentati entrambi. (p. 356)
  • Beh, Chanel n.° 5, ovviamente.[3] (pp. 408, 409)
What do I wear in bed? Why, Chanel No5, of course  Fonte? Fonte?
Variante 1: La notte mi vesto di Chanel n. 5.  Fonte? Fonte?
Variante 2: "Cosa indossa a letto?" "Due gocce di Chanel N°5"  Fonte? Fonte?
Variante 3: Come mi vesto la notte? Con Chanel n. 5! (citato in Franco Cordelli, Un duetto su Coco Chanel, Corriere della sera, 16 maggio 2010, p. 47)

Citazioni su Marilyn Monroe[modifica]

  • Ci sono molte storie plausibili riguardo la morte di questa diva. Una di queste rivela che abbia telefonato a un divo del cinema e gli abbia detto di avere appena assunto una dose letale di sonnifero. Usando le parole di Rhett Butler in Via col vento, questo le rispose: "Francamente, mia cara, non mi interessa". Marilyn gettò il telefono a terra. E così lei morì. Quando la sua cameriera scoprì il corpo, il mattino seguente, trovò il telefono a terra accanto al letto. Le ultime parole che aveva udito erano state: "Non mi interessa". Non me ne importa niente. Claire Boothe Luce ha scritto un pezzo tagliente per la rivista Life, intitolato "Ciò che veramente ha ucciso Marilyn". Nell'articolo diceva che il telefono in terra era in qualche maniera stranamente simbolico della vita di Marilyn e di tutte le vite umane. (John Powell)
  • Dalla morte di Marilyn Monroe, non ci sono più state dee dell'amore. (Peter Bogdanovich)
  • È la donna più donna che si possa immaginare. La maggior parte degli uomini esprime al meglio la propria mascolinità accanto a lei... è una sorta di calamita che fa emergere gli istinti primordiali dell'animale maschio. (Arthur Miller)
  • Fare la diva super bella e superoca, la bionda scema e desiderabile consolante per ogni cretino di maschio occidentale doveva esserle ben pesante, poverina. (Goffredo Fofi)
  • La sua innocenza è così straordinaria che qualsiasi personaggio interpreti, per quanto impudente e sfrontato, riesce sempre a farlo sembrare una ragazza innocente. (dame Sybil Thorndike)
  • Marilyn ci ha lasciato col suo volto sorridente e assente, dalle mille interpretazioni. Un volto enigmatico, come la Gioconda. Due volti che troviamo spesso a rappresentare due periodi diversi dell'arte, il Rinascimento e il Contemporaneo. Marilyn e la Gioconda: due volti, due sorrisi misteriosi. (Carlo Lucarelli)
  • Marilyn Monroe era un'attrice comica [comedian] sottovalutata. Ma chi mi paragona a lei vede soprattutto il collegamento estetico: siamo tutt'e due bionde, pettorute e non so cosa. Per un po' di tempo è andata di moda questa bellezza androgina, e noi siamo diverse. Sì, forse la gente si lascia confondere da quest'aspetto esteriore, il sex appeal e tutto il resto... Mi piacerebbe che ci fosse una somiglianza anche tra i due stili di recitazione, ma no... non credo. (Scarlett Johansson)
  • Mi fissò un appuntamento nel suo appartamento. [...] Era un appartamentino modesto, arredato in maniera mediocre. Non c'era nulla che facesse pensare che lì viveva una dea. Quando è uscita dalla camera sono rimasto a bocca aperta. Non sapevo cosa dire. Con le mani tormentavo il taccuino per gli appunti. Lei si è scusata per il ritardo. Sai cosa mi ha detto? [...] Mi ha detto che non sapeva come vestirsi. Capisci, come vestirsi per incontrare me! Volevo risponderle che addosso a lei qualsiasi straccio andava bene. Da questo particolare ho capito che era una donna fragile, insicura. Una donna segnata dalla vita (a nove anni fu violentata da un parente), che aveva il complesso di non aver studiato e voleva togliersi questa etichetta di oca bellissima. Non era così: era intelligente, ma fragile. Troppo fragile, vittima della sua bellezza. (Nantas Salvalaggio)
  • Pensavo a lei, allora, come alla persona più sola che avessi mai conosciuto. Per tutto il periodo delle riprese a San Francisco, forse due o tre settimane [per Eva contro Eva], Marilyn la si vedeva seduta da sola in un ristorante o in un altro locale. O bere da sola. Le chiedevamo sempre di unirsi a noi, e lo faceva, e sembrava contenta. Ma in qualche modo non capì o accettò mai che dessimo per scontato che era una di noi. Rimaneva da sola. Non era una solitaria. Era davvero sola. (Joseph L. Mankiewicz)
  • Se Marilyn fosse stata così semplice da imitare, oggi ci sarebbero molte più sosia di quante in realtà non ce ne siano già. (Gloria Steinem)

Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood[modifica]

  • Qualunque cosa recitasse, lo recitava realisticamente. Secondo me, non conosceva nessun altro modo di recitare: sapeva solo dire la verità. (Arthur Miller, p. 692)
  • Pensavo che avesse le potenzialità per essere una grande attrice, se le avessero dato il materiale giusto. E se guardi la roba che ha recitato, è sbalorditivo che sia riuscita a farsi notare: è quasi sempre materiale molto primitivo. Ed è stupefacente che il pubblico ricordi le sue interpretazioni in film come quelli. Si impeganva per rendere quei personaggi come se fossero persone in carne e ossa, e non sagome di cartone. (Arthur Miller, p. 692)
  • [Su Laurence Olivier e Marilyn ne Il principe e la ballerina] Con lui ha avuto dei problemi, su questo non c'è dubbio. Olivier vedeva il film alla maniera degli inglesi: recitano nel grande stile, loro. Marilyn del grande stile non sapeva niente di niente. Nell'interpretazione di Olivier non c'era niente con cui potesse entrare in contatto. (Arthur Miller, p. 693)
  • Le uniche volte in cui la vedevo veramente a suo agio era quando stava con i miei due bambini e il loro cagnone. Allora si rilassava, non si sentiva minacciata. Con tutti gli altri sembrava nervosa, intimidita, spaventata. (Clifford Odets, p. 693)
  • Gli animali non la umiliavano. (Arthur Miller, p. 693)
  • Pensavano che fosse carina, che fosse sexy, e morta lì. E lo era infatti. Ma era anche una persona reale, molto reale. Qui c'è un elemento di cecità. La sua bellezza accecava molti. (Arthur Miller, p. 693)
  • Vedi, non le fu mai concessa la dignità che chiedeva. La dignità che chiunque vorrebbe, come ricompensa per le sue interpretazioni. Gli attori vengono trattati come strani animali che sanno fare certi trucchi. (Arthur Miller, p. 693-694)
  • Era una combinazione molto particolare di timidezza, insicurezza e... non direi 'presenza da star', ma, lasciatemelo dire, sapeva con molta precisione che effetto faceva agli uomini. (Fritz Lang, p. 694)
  • Lei era timida, e tornare sul set dopo la faccenda delle foto la spaventava a morte: così era sempre in ritardo. Non so perché non riuscisse a ricordare le battute, ma capisco benissimo i registi che si arrabbiavano, lavorando con lei. Però era molto sensibile, molto reattiva. (Fritz Lang, p. 695-696)
  • La Monroe era terrorizzata di entrare in scena, perché aveva un complesso di inferiorità tremendo. Mi dispiaceva per lei. Ne ho visti altri così. [...] Per esempio quando cominciammo a farla cantare ha cercato di scappare via dallo studio di registrazione due o tre volte. Abbiamo dovuto acchiapparla e tenerla stretta per farla rimanere lì. In realtà cantava molto bene. [...] Aveva paura, tutto qui: paura di non farcela. (Howard Hawks, p. 696-694)
  • Era dolcissima, senza la minima cattiveria. (Lauren Bacall, p. 698)

Marilyn[modifica]

  • Era una ragazza dolce, generosa e devota. [...] Le piaceva farsi coccolare. (James Dougherty)
  • Nel suo viso c'era una qualità luminosa, una fragilità combinata con una vibratilità stupefacente. (David Conover)
  • ...con un'attillata camicetta candida e gli shorts bianchi aderenti, il tocco di colore di un nastro fra i capelli, sembrava un sogno che incede lungo la via. (James Dougherty)
  • Norma Jeane mi disse di essere figlia illegittima. Ovviamente la cosa non mi faceva alcuna differenza. Il fatto che fosse illegittima, penso proprio che la rendesse ancora più bella. (James Dougherty)
  • Non ho mai pensato a Marilyn come a Norma Jeane. Per me erano due persone diverse, Marilyn io non l'ho mai conosciuta. (James Dougherty)
  • ...era come se mi fosse toccato un miracolo. Norma Jeane mi appariva come un angelo. Stentavo a crederci, anche per un solo istante. (André de Dienes)
  • L'impatto di Norma Jeane su di me fu tremendo. Man mano che passavano i minuti, mi innamorai di lei perdutamente. (André de Dienes)
  • Un tocco di trovatella, uno di Venere e avrai delle foto incendiarie. (consiglio di Bruno Bernard alla giovane Norma Jeane)
  • Quando cominciò era meno dotata di qualsiasi ragazza avessi conosciuto, ma lavorò forsennatamente... voleva imparare, voleva diventare qualcuno, più di chiunque altro abbia mai visto. (Emmeline Snively)
  • Quella ragazza aveva qualcosa che non ho più visto dai tempi del muto. Possedeva una specie di bellezza fantastica come Gloria Swanson, e sprigionava sesso come Jean Harlow. Per dire la sua, non aveva bisogno della colonna sonora. (Leon Shamroy)
Quando l'ho vista per la prima volta... ho avuto un brivido. Questa ragazza ha qualcosa che non vedevo dai tempi del cinema muto: riesce a far trasudare di sensualità la pellicola dei film come riusciva Jean Harlow.
  • Le ragazze mi chiedono sempre cosa fare per diventare come Marilyn Monroe. Se solo dimostraste la decima parte dell'impegno e della grinta che quella ragazza possedeva, dico loro, sareste sulla buona strada. Ma come lei non ce ne sarà mai un'altra. (Emmeline Snively)
  • Nel corso degli anni Hollywood ci ha dato la "ragazza-oggetto", quella "vispa", quella "formosa" e persino "il Corpo". Adesso è la volta della "ragazza acquolina-in-bocca". (Earl Wilson)
  • Non l'ha scoperta nessuno: è diventata una stella perché se lo è meritato. (Darryl F. Zanuck)
  • [Cercavo] una giovane donna che passeggiasse al mio fianco in modo da risollevare la mia senescente libido e da farmi uscire il fumo dalle orecchie. (Groucho Marx, spiegando perché avesse scelto Marilyn per il film Una notte sui tetti)
  • Marilyn era a un passo dall'essere dimenticata quando la diressi in Giungla d'asfalto. Ricordo che mi impressionò più dal vivo che sullo schermo... aveva qualcosa di toccante e di attraente. (John Huston)
  • Quando [il provino] fu concluso, Marilyn si mostrò molto incerta sul risultato e chiese di ripeterlo. Acconsentii. Ma avevo già deciso fin dal primo ciak. La parte di Angela era sua. (John Huston)
  • Se fai la brava, ti svelerò la ricetta. Conosco gli ingredienti. (Dick Powell, protagonista de Il messicano, invitando Marilyn a una cena privata)
  • Era un personalissimo miscuglio di timidezza, di ambiguità e —- non vorrei dire di "seduzione da star" —- ma sapeva esattamente che effetto faceva agli uomini. (Fritz Lang)
  • Marilyn Monroe è la miglior attrice comica in attività, una Chaplin in gonnella. (Jerry Wald, coproduttore del film La confessione della signora Doyle)
  • Quando visionammo la prima stampa, ci accorgemmo che lei aveva cancellato tutti noialtri dallo schermo! (Richard Widmark)
  • Sembrava davvero timida; ricordo che quando la manodopera dello studio le fischiava dietro, appariva imbarazzata. (Cary Grant)
  • Qualunque cosa faccia quella ragazza è sexy. Tanta gente — quelli che non hanno mai conosciuto Marilyn — vi dirà che è tutta pubblicità. È una balla. Con la stessa pubblicità hanno tentato di costruire centinaia di altre ragazze; ma con loro non funziona. Lei ha davvero qualcosa di speciale. (Joseph Cotten)
  • L'ho trovata splendida per lavorarci assieme, e terribilmente desiderosa di far meglio. E sveglia. Può darsi che non abbia avuto un'istruzione, ma era proprio sveglia di suo. (Henry Hathaway)
  • Ogni sua mossa, ogni suo gesto può essere irresistibilmente allusivo. (Henry Hathaway)
  • In lei non c'era niente di reale, tutto era assolutamente irreale. (Howard Hawks)
  • Marilyn è una svanita. Capace di presentarsi con una scarpa rossa e una nera... Me ne accorsi quando facemmo una pausa alle 11: lei non aveva fatto colazione per niente, ma s'era dimenticata di aver fame finché non glielo ricordai io. (Jane Russell)
  • A uno sguardo superficiale sembrava una ragazza felice. Ma quelli che la criticavano non l'hanno mica vista, come me, piangere come una bambina perché spesso si sentiva così inadeguata. Ogni tanto soffriva di tremende depressioni e si metteva a parlare di morte. (Travilla)
  • Marilyn è un fenomeno della natura, come le cascate del Niagara e il Grand Canyon. Non si può che farsi da parte e ammirarla sbalorditi. (Nunnally Johnson)
  • Per un uomo lei rappresenta qualcosa che tutti desiderano in sogno. Perché non si lasci eccitare da lei, un uomo dovrebbe essere morto. (Jean Negulesco)
  • Ci vorrebbe la monetina per decidere se l'attrattiva principale di La magnifica preda sia l'ambientazione o la presenza di Marilyn Monroe. Il paesaggio montuoso è spettacolare, ma a suo modo miss Monroe lo è altrettanto. (Bosley Crowther)
  • Joe DiMaggio fu il miglior amico che Marilyn avesse mai avuto. Come marito e moglie non erano ben assortiti, ma questo succede a miriadi di uomini e donne. (Allan "Whitey" Snyder, truccatore di fiducia di Marilyn)
  • Marilyn era in anticipo sul suo tempo, e non lo sapeva. (Ella Fitzgerald)
  • Ritengo che come cantante fosse meglio di tante professioniste. Lavorava duro ed era sempre puntuale. (Lionel Newman)
  • Non ho fatto altro che credere in lei. Era una persona amabile e stupenda, e non credo che l'abbiano capito in tanti. (Milton H. Greene)
  • Anch'io rimarrei turbato, sapete, se ci fossero ventimila persone che guardano la gonna di mia moglie svolazzarle sopra la testa. (Billy Wilder)
  • Fu splendida. All'Actors' Studio ci avevano insegnato a non applaudire mai: era come se fossimo in chiesa. Quella fu la prima volta in cui sentii un applauso là dentro. (Kim Stanley, sugli applausi a Marilyn dopo un saggio d'interpretazione di Anna Christie di Eugene O'Neill all'Actors' Studio)
  • Credevo di averle viste tutte; lavorando nel ramo ho conosciuto tantissime modelle e attrici. Ma non avevo mai incontrato una che avesse quel tono di voce, quella gentilezza, quell'autentica dolcezza. Se per strada vedeva un cane morto, si metteva a piangere. Era così supersensibile che bisognava stare sempre attenti al tono con cui le si parlava. In seguito avrei scoperto che era una schizoide, che poteva essere assolutamente brillante o assolutamente gentile, e poi tutto il contrario. (Milton H. Greene)
  • Giocherella, squittisce compiaciuta, si adagia sul sofà. Si mette in bocca il gambo di un fiore, aspira una margherita come fosse una sigaretta. È una performance spontanea, improvvisata, vivace. Probabilmente finirà in lacrime. (Cecil Beaton descrive la seduta con Marilyn nelle sue memorie)
  • Marilyn Monroe fa venire in mente il bouquet di uno spettacolo pirotecnico che strappa agli sbalorditi spettatori un coro di attonite esclamazioni. Lei è spettacolare quanto gli argentei zampilli di una "Fontana del Vesuvio"; si è proiettata fuori dall'oscurità fino a diventare il sex symbol del dopoguerra, la pin-up di un'epoca.[4] (Cecil Beaton)
  • La inquadravano di spalle per mettere in evidenza la rotazione delle anche, un movimento così fluido da apparire comico. In realtà era la sua camminata naturale. (Arthur Miller)
  • Marilyn è più prossima alla genialità di qualsiasi attrice abbia mai conosciuto. È un'artista al di là di ogni dote artistica. È l'attrice cinematografica più completa e autentica dai tempi della Garbo. Ne possiede lo stesso insondabile mistero. Lei è cinema allo stato puro. (Joshua Logan)
  • ...una cosuccia deliziosa. (Laurence Olivier definisce Marilyn davanti al resto del cast de Il principe e la ballerina)
  • [Devi] tentare di essere sexy. (Laurence Olivier davanti al resto del cast de Il principe e la ballerina)
  • Fin dall'inizio fu evidente che in quel film lei sarebbe stata un problema per Larry. Molti attori hanno l'abitudine di venire sul set e chiacchierare, ma lei sul set non ci veniva mai. Mi dispiaceva molto per Larry che tentava di recitare e di dirigere quel film. Ma lei patì tante pene con Larry perché, nei suoi confronti, lui era un vero e proprio assillo. (Jack Cardiff)
  • La cosa affascinante è che appresi tante cose sul suo conto. Frequentavo il suo camerino, le parlavo, diventammo ottimi amici e non la sentii mai imprecare, neppure una volta. Aveva quell'aspetto meraviglioso, incredibile; in lei non c'era niente di osceno, e neanche di cinico. (Jack Cardiff)
  • Abbiamo un assoluto bisogno di lei. È l'unica tra noi che sappia davvero come comportarsi di fronte alla macchina da presa. (dame Sybil Thorndike sul set de Il principe e la ballerina)
  • Possedeva una grande dignità innata ed era estremamente intelligente. E anche troppo sensibile. (Edith Sitwell)
  • Il suo lavoro la spaventava, e pur disponendo di indubbio talento credo che opponesse una resistenza inconscia alla disciplina di attrice. Ma era affascinata dalla mistica del mestiere, e contenta come una bimba quando la si fotografava. Gestiva tutta la faccenda del divismo con un'ineffabile, astuta, evidente disinvoltura. (Laurence Olivier)
Her work frightened her, and although she had undoubted talent, I think she had a subconscious resistance to the exercise of being an actress. But she was intrigued by its mystique and happy as a child when being photographed; she managed all the business of stardom with uncanny, clever, apparent ease.
  • Nonostante gli impubblicabili giudizi [di Olivier] sulla sua mancanza di esperienza e professionalità, Marilyn era in pratica apparsa nello stesso numero di film (Il principe e la ballerina fu il venticinquesimo film di lei, e il ventottesimo di lui), e i suoi rapporti con la macchina da presa erano ben più intimi di quelli di Olivier: dame Sybil aveva ragione. Assistendo al film oggi, Marilyn vi appare lieta e naturale, mentre lui sembra spesso rigido e goffo. (Colin Clark, terzo assistente alla regia)
  • Era del tutto in balìa di grancasse pubblicitarie e sensazionalismi... e venne sfruttata oltre ogni limite. (Laurence Olivier)
  • La trovai incantevole, una buontempona... scoppiava a ridere per un nonnulla. Ed era molto alla mano. Non mi sembrò boriosa, come certe attrici che non ti sorridono e se dici loro buongiorno si voltano dall'altra parte. (Una Pearl, controfigura di Marilyn per Il principe e la ballerina)
  • Alla macchina fotografica offriva più di qualsiasi altra attrice... o donna... che io abbia mai inquadrato: era infinitamente più paziente, più esigente con se stessa e più a suo agio di fronte all'obiettivo che non quando ne era lontana. (Richard Avedon)
  • Mentre le sue insicurezze sono stranote, non tutti sanno quanto fosse divertente. Mai che si lamentasse delle ordinarie vicende dell'esistenza, mai che dicesse una cattiveria sul conto di alcuno, e in più possedeva un meraviglioso e spontaneo senso dell'umorismo. (Sam Shaw)
  • Con l'eventuale eccezione di L'amato (Chéri, 1920) di Colette, e di qualche altra breve storia... non mi risulta che abbia letto alcunché in tutta la vita. Non ne sentiva la necessità: credeva di poter afferrare l'idea di un libro... in poche pagine... Priva di qualunque pretesa culturale, non provò mai il bisogno di preoccuparsi di cose che non la travolgessero. (Arthur Miller)
  • [Marilyn] risplende di bellezza, di umanità. È il genere di artista che non va in scena ogni santo giorno che viene. Dopotutto, è una creatura fuori dall'ordinario. (Arthur Miller)
  • Quella non era solo difficile, era impossibile. (Billy Wilder, ricordando la lavorazione di A qualcuno piace caldo)
  • Per me Marilyn era matta come un cavallo. (Tony Curtis)
  • Un tempo, se la convocavi alle nove di mattina compariva regolarmente a mezzogiorno. Adesso la convochi a maggio e si presenta a ottobre. (Billy Wilder)
  • Baciare Marilyn Monroe era come baciare Hitler. (Tony Curtis)
  • Possiede una certa indefinibile e penetrante magia, come nessun'altra attrice in attività. (Billy Wilder)
  • Era spaventata e insicura. Mi sarebbe piaciuto essere uno psicoanalista che l'avesse come paziente. Forse non avrei saputo aiutarla, ma sdraiata sul lettino sarebbe stata deliziosa. (Billy Wilder)
  • Lei è una bimba smarrita. (Bob Willoughby)
  • Se Marilyn è innamorata di mio marito [Yves Montand], ciò prova che ha buon gusto. Anch'io ne sono innamorata. (Simone Signoret)
  • Mi chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d'un tratto il bacio si fece selvaggio, un incendio, un uragano. Non potevo fermarmi. (Yves Montand)
  • Ogni volta si calava in se stessa e ne traeva qualcosa di unico e straordinario. Non aveva tecniche. Era solo vera, soltanto Marilyn. Ma per l'appunto era Marilyn, eccezionale. In se stessa scoprì delle cose, delle cose che riguardano tutte le donne. (John Huston)
  • Lei ascolta, si strugge, s'interessa. La sorprendo mentre ride attraverso una stanza e sbotto. Ogni poro di quella deliziosa pelle traslucida è vivo, sempre dischiuso — anche se questo mondo potrebbe renderla vulnerabile alle ferite. Preferisco lavorare con lei che con qualunque altra attrice. La adoro. (Montgomery Clift)
  • Mi piace, però è così maledettamente poco professionale... certi giorni si presentava solo dopo pranzo, e poi voleva mandare all'aria una ripresa dopo l'altra... Sono contento che il film sia finito, quella dannata mi ha quasi procurato un attacco di cuore. (Clark Gable)
  • Marilyn è assolutamente femminile, senza artifizi... possiede mille qualità. (Clark Gable)
  • Marilyn è superlativa. È assolutamente femminile. Ogni cosa che fa è diversa, strana, eccitante, da come parla al modo in cui adopera quel suo magnifico busto. Fa sì che un uomo sia orgoglioso di essere uomo. (Clark Gable)
  • Non è stata Hollywood a distruggerla: lei fu vittima dei suoi amici. (Joe DiMaggio)
  • Neanche nel peggior incubo Marilyn avrebbe mai desiderato una relazione stabile con JFK. Andare a letto con un presidente così carismatico andava bene per una notte; lei era affascinata dalla teatrale segretezza della faccenda. (Susan Strasberg)
  • Adesso sì che posso ritirarmi dalla politica, dopo che una ragazza dolce e pura come Marilyn Monroe mi ha augurato buon compleanno! (John Fitzgerald Kennedy)
  • ...non c'era altro che pelle e perline di vetro... solo che io non vidi le perline! (Adlai Ewing Stevenson II, ambasciatore statunitense all'ONU, a proposito del vestito di Marilyn)[5]
  • La cosa più tragica è che il tempo, lo sforzo, l'ossessione dedicati a spiegare la morte di Marilyn hanno fatto ben poco per spiegarne la vita. (Gloria Steinem)
  • Possedeva un tale magnetismo che se la mettevi in una stanza con quindici uomini, ognuno di essi si convinceva di essere lui quello per cui lei stava aspettando che tutti gli altri se ne andassero. (Roy Craft)
  • Come lei non ce ne sarà mai un'altra, e Dio sa quante imitatrici ha avuto. (Billy Wilder)
  • La gran cosa di Hollywood è che c'è sempre una star più grande di te. (Jason Priestley)
  • Il segreto della sua deliziosa sessualità, ammirata dalle donne altrettanto che dagli uomini, era che essa incrementava — invece di svalutarle — le quotazioni della femminilità. Era dolce, naturale e traboccante, come addentare una pesca. (Donald Zec)
  • Dopo essere stata in vita una leggenda del suo tempo, la morte le ha assegnato un posto fra i miti del XX secolo. (John Kobal)
  • Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn. (Andy Warhol)
  • Marilyn si sforzava di essere umana, le sue emozioni lottavano contro l'eventualità di diventare un simbolo o un oggetto... Marilyn Monroe si trasformò in un paio di labbra, una camminata, una serie di numeri: 97-61-91. (Paul Mayersberg)
  • Marilyn Monroe è la prima dea creata dagli americani, la nostra divinità dell'amore... Ora se n'è andata, eppure è dappertutto. Le stelle muoiono ma la loro luce dura per sempre. (Bert Stern)

Citazioni dei giornali[modifica]

  • Due dei più grandiosi fenomeni della natura: le cascate del Niagara e Marilyn Monroe! (Examiner di Los Angeles in una recensione di Niagara; citato in Marilyn Monroe DVD)
  • Lei è qui, cammina, parla, è davvero sensuale come le fragole con la panna! (Evening News di Londra; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 263)
  • Marilyn dev'essere orgogliosa di averci dato una prestazione di tale intrinseca qualità da far pensare che appena ora stia cominciando a essere se stessa. (New York Post su A qualcuno piace caldo; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 315)
  • Marilyn è quasi perfetta e ancora più importante è piacevolmente tutta curve. (The Hollywood Reporter in una recensione di Quando la moglie è in vacanza; citato in Marilyn Monroe DVD)
  • Marilyn Monroe, lucente, rosea e bellissima, ha conquistato l'Inghilterra. (Daily Mirror di Londra; citato in Marilyn Monroe DVD)
  • Per quanto ammirevole, la struttura fisica di miss Monroe stenta a competere con una delle meraviglie naturali del continente (The New Yorker in una recensione del film Niagara; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 146)
  • Questo è lo spettacolo di Marilyn... si mostra nel pieno della sua figura, bellezza e talento. La ragazza è una incredibile commediante. (Examiner di Los Angeles in una recensione di Fermata d'autobus; citato in Marilyn Monroe DVD)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Michelangelo Capua, Montgomery Clift. Vincitore e vinto, Lindau, 2009.
  2. Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1250.
  3. A quanto risulta, questa frase risale al 1952: Marilyn la regalò ai giornalisti quando le chiesero che cosa indossasse a letto. Fu poi utilizzata sulla locandina pubblicitaria del profumo nel 1955, corredando una foto scattata nello stesso anno da Ed Feingersh, nella forma inglese qui riportata.
  4. Questa citazione si trova sui due pannelli laterali di un trittico-ricordo realizzato con una delle pose scattate da Beaton il 22 febbraio 1956 all'Ambassador Hotel di New York. Il regista Joshua Logan qualche mese dopo regalò il trittico a Marilyn, in occasione dell'uscita di Fermata d'autobus. Nell'ottobre del 1999, l'oggetto fu venduto per 145.500 dollari all'asta di Christie's, New York.
  5. Il 19 maggio 1962, al Madison Square Garden, Marilyn cantò al presidente Kennedy Happy birthday Mr. President. Per preparare il vestito Marilyn aveva collaborato con lo stilista Jean-Louis, incaricato di "farle un abito che solo Marilyn Monroe osasse indossare". Costato 12.000 dollari, il capo riluceva di strass cuciti a mano e sotto i riflettori la seta sembrava trasparente, dando l'illusione che Marilyn fosse nuda.

Bibliografia[modifica]

  • Peter Bogdanovich, Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood, traduzione di Roberto Buffagni, Fandango Libri, 2008.
  • Mike Evans, Marilyn (Marilyn Handbook, MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
  • Silja Schriever, Marilyn by Milton Greene, earBOOKS, Germania, 2007. Libro fotografico con 2 CD. ISBN 9783940004024
  • Un secolo di grande cinema: 100 Star, supplemento a CIAK, Arnoldo Mondadori Editore, settembre 2000.
  • Marilyn Monroe DVD, libretti interni dei due cofanetti DVD, 20th Century Fox Italia, 2002.
  • Michelangelo Capua, Montgomery Clift. Vincitore e vinto, Lindau Editore, 2009. ISBN 9788871808086

Film[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]