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Sami Khedira

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Sami Khedira nel 2011

Sami Khedira (1987 – vivente), calciatore tedesco.

Citazioni di Sami Khedira

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Citazioni in ordine temporale.

  • Il Real [Madrid] è un magnete. Ovunque tu sia, intorno ci sono migliaia di persone. Un club unico. L'obbligo di vincere a tutti i costi non l'avevo mai provato. Mi ha forgiato e maturato.[1]
  • Mi potrebbero dare undici Ronaldo, non li prenderei. Lui da solo sì, ha classe come uomo e calciatore. Ma funziona in una squadra in cui occorrono Davids o Gattuso...[1]
  • Cosa mi rimane di 5 anni a Madrid a parte i titoli? Il successo sportivo è naturalmente importante, ma non è tutto. A fine carriera uno continua a vivere da uomo, non più da calciatore. Per questo, di Madrid mi restano le persone fantastiche che ho conosciuto, sia in squadra che fuori. Ho potuto conoscere ed imparare una cultura completamente diversa, nuova gente, una mentalità diversa, una visione diversa delle cose. [...] Come voglio essere ricordato? Come un professionista serio e uno sportivo leale. Sono felice quando la gente dice: "è uno di noi, è un Madridista". Sono stato là 5 anni e ho sempre dato tutto. Spero che la gente lo riconosca. Il Real Madrid resterà per sempre nel mio cuore.[2]
  • L'arrivo di Ancelotti al Bayern [Monaco] è una vittoria per il calcio tedesco, è un allenatore sempre pronto ad ascoltarti e chiarire faccia a faccia, il suo approccio con i giocatori è limpido e si basa molto sul rapporto umano: Ancelotti è un grande allenatore, oltre che un uomo di classe.[3]
  • Se giochi anche solo una volta allo Juventus Stadium sai che sono solamente in 40.000, ma sembra che siano in 150.000. Sono una delle migliori tifoserie del mondo [...].
If you play even one time at the Juventus Stadium you know they are just 40.000, but it seems like 150.000. They are one of the best fans in the world [...].[4]
  • [Sullo Juventus Stadium] Ero stato in questo stadio da spettatore e l'atmosfera era speciale. Ma poi l'ho provata dal campo. Appena 40mila spettatori e ho subito pensato: "È incredibile". Quando chiudi gli occhi e assapori l'atmosfera pensi che è uno stadio da 100mila spettatori o più considerando l'entusiasmo dei tifosi. [...]. Il rumore, l'euforia, l'atmosfera nello stadio, è qualcosa di speciale.[5]
  • [Sul passaggio dal Real Madrid alla Juventus] A un certo punto ti fermi a pensare cosa devi fare della tua vita. Ho capito che il Real Madrid era stata la cosa più bella che mi poteva capitare. Ma a 28 anni avevo due scelte: rinnovare e finire la carriera a Madrid o cercare una nuova sfida. Volevo qualcosa di diverso. [...]. Poi ho ricevuto la chiamata della Juventus [che] stava ritrovando l'aura del passato. Per me un nuovo paese, una nuova cultura, una nuova lingua. E ho capito che potevo avere il ruolo che volevo: avere maggiori responsabilità, compiti da leader. Ha funzionato [...].[5]
  • Alla Juventus [...] mi sembra di essere in Germania. Tutto viene gestito con precisione e puntualità.[6]
  • Mi ritengo fortunato ad aver giocato in Spagna e in Italia: imparare diverse culture è bellissimo.[6]
  • So come è fatto Ancelotti: dà molte, molte, molte libertà. Fa così perché vuole che i suoi giocatori siano creativi. [...] Carlo è stato influenzato dalle sue esperienze all'estero, non è il tipico italiano.[7]
  • [...] a Torino si è più vicini alla mentalità tedesca. Sono tutti molto puntuali, lavoratori, nonostante questo [...] di tanto in tanto, si trova il tempo per stare con la famiglia e bere un buon vino rosso.[7]
  • [Su Massimiliano Allegri] È un tecnico molto intelligente [...]. Ha la capacità di farci restare sempre focalizzati sulla partita che sta per arrivare [...]. Trova sempre le giuste soluzioni e le sostituzioni, sa leggere e sentire cosa sta accadendo nei momenti della partita e della squadra: è uno dei migliori allenatori in circolazione.[8]
  • Il VAR è una buona cosa, ma non lo è il modo in cui viene utilizzato, va regolamentato meglio. In Germania la sua applicazione è stata disastrosa. Ho la sensazione che gli arbitri siano confusi e condizionati anche in Italia. A volte non sanno se fischiare o meno, non sanno se arriverà l'aiuto del video, a volte non interviene neanche in caso di rigore. Mi sembra un gran casino. I giocatori non sanno se sia il caso di esultare o meno, a farne le spese è la passione, che nel calcio è vitale [...].Quando si ferma una partita per tre minuti noi giocatori restiamo lì senza fare niente, a chiederci come gestire queste situazioni. Tutto questo uccide il calcio.[9]

Da un'intervista a Nike.com; citato in Claudio Agave, Contra-ataque.it, 9 giugno 2016.

  • Ci sono sempre aspetti che si possono migliorare: questa è la vera bellezza dello sport per me.
  • [Sull'esperienza da capitano della Germania Under-21] L'allenatore mi disse: "tu sei il leader del team, e se diventeremo campioni d'Europa o meno la responsabilità sarà tua". Avere a che fare con questa pressione è stata una delle sfide più grandi della mia carriera.
  • Allenarsi con calciatori come Cristiano Ronaldo e Sergio Ramos è un'esperienza fantastica. In quasi ogni sessione d'allenamento, Cristiano e Sergio si sfidavano senza paura per ogni tackle. Questo modo di fare ha rappresentato una grande ispirazione per me.

Intervista di Emanuele Gamba, Repubblica.it, 13 marzo 2017.

  • [...] per me invecchiare è guadagnare. Ho avuto tanti infortuni [...], ma non mi hanno segnato. Ho avuto difficoltà a livello mentale e spirituale, ma ne sono uscito [...]. Mi confronto continuamente con il mio corpo e dedico giorno e notte al mio lavoro [...]. Io mi diverto se gioco, e se gioco sempre è molto molto meglio.
  • Gli italiani hanno questa reputazione legata alla dolce vita, mentre i tedeschi sono considerati più severi, più determinati verso l'obiettivo. Quando pensi all'Italia pensi agli spaghetti, alla pizza, al caffè, al vostro talento per godervi la vita, non all'idea che qui si lavori. Ma è un pregiudizio [...]. Ma se noi tedeschi imparassimo a concederci qualche piacere, aiuteremmo la nostra creatività e miglioreremmo la nostra reputazione.
  • Mio papà mi ha lasciato un temperamento arabo che ho mescolato alle mie virtù tedesche: credo di essere corretto, gentile, rispettoso e un grande lavoratore. In Spagna e in Italia ho imparato che bere un bicchiere di vino sul terrazzo non toglie nulla alla professionalità, anzi. [...] voglio farmi contagiare da altre culture [...], voglio cogliere anche i dettagli più insignificanti degli altri popoli. Lo trovo molto interessante.
  • [Sull'essere figlio di una coppia mista] Trent'anni fa non erano così numerose come oggi, chiaramente erano viste con occhio critico. Papà all'inizio era percepito e si sentiva diverso, però ha imparato il tedesco presto e bene, ha analizzato e soprattutto accettato la cultura e le tradizioni della Germania. Non ha detto: sono musulmano e non mi adeguo. Ha dato e quindi ricevuto rispetto. Quando si parla di integrazione, il punto fondamentale è sapere accettare e adeguarsi alla mentalità e alle regole del paese che ci ospita, non ostinarsi a volerle cambiare.
  • [«È un compromesso tra diversità ad avere fatto grande la nazionale tedesca?»] Non è stata una sorpresa, sono cresciuto nel melting pot. Ma dal 2006 è cambiata la visione di queste cose: molti di noi non sono tedeschi al 100 per 100 nella provenienza o nell'aspetto, ma lo siamo per come ci identifichiamo in questa nazione. Non ci sono vecchi o nuovi tedeschi, tutti parlano benissimo la lingua, certe sfumature non si colgono nemmeno più.
  • Lo Stoccarda è la mia squadra del cuore e sono fiero che sia l'unica maglia tedesca della mia vita.

Note

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  1. a b Da un'intervista a la Repubblica; citato in Khedira si presenta alla Juventus: "11 Ronaldo non li prenderei, servono i Davids e Gattuso", Goal.com, 15 giugno 2015.
  2. Da un'intervista a Dfb.de; citato in Khedira: "Il Real Madrid è per sempre nel mio cuore", Juvenews.eu, 4 ottobre 2015.
  3. Da un'intervista a Bild; citato in Khedira eleva la Juventus: "Il Bayern non è favorito, noi abituati", Goal.com, 21 febbraio 2016.
  4. Da un'intervista dopo la partita Juventus - Bayern Monaco 2-2, andata degli ottavi di finale della UEFA Champions League 2015-2016; citato in (EN) Juve's Khedira: We're satisfied with Bayern draw, Sport.bt.com, 23 febbraio 2016, a 0 min 55 s.
  5. a b Da un'intervista a Uefa.com; citato in Juve, Khedira: "Sono un leader. La Champions? È ora di rivincerla", Gazzetta.it, 6 dicembre 2016.
  6. a b Da un'intervista a Bild; citato in Khedira: "Alla Juventus organizzazione come in Germania", Prealpina.it, 27 dicembre 2016.
  7. a b Da un'intervista a Bild; citato in Khedira: «La Juventus è come Guardiola», Tuttosport.com, 27 dicembre 2016.
  8. Dall'intervista di Antonio Romano a Juventus TV; citato in Khedira: «La vittoria più importante? Quella che deve ancora arrivare», Juventus.com, 4 maggio 2017.
  9. Durante la conferenza stampa nel ritiro della nazionale tedesca, 9 novembre 2017; citato in Juventus, Khedira contro il VAR: "è un casino, toglie ogni passione"., Goal.com, 9 novembre 2017.

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