Differenze tra le versioni di "Vasco Pratolini"

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[[Immagine:Tomba Vasco Pratolini, Firenze.JPG|thumb|La tomba di Vasco Pratolini a Firenze]]
'''Vasco Pratolini''' (1913 – 1991), [[scrittore]] italiano.
 
==Citazioni di Vasco Pratolini==
*L'esperienza dei quotidiani rapporti col [[mondo]] ostile, e delle quotidiane rinunzie a cui è costretta la povera gente, ti aveva già provato. Era evidente che avevi subìto un trauma dal quale soltanto adesso ti riprendevi. Stavi scoprendo te stesso, ti rendevi conto, dolorosamente, di avere vissuto fino ad allora, una [[vita]] precaria e assurda, del tutto opposta alla [[realtà]] che dovevi ora affrontare senza possederne gli elementi. Quando finalmente scoprivi il mondo coi tuoi propri [[occhio|occhi]], non era più il mondo che esternamente ti era familiare, ma un altro, diverso e ostile, ove dovevi inserirti a forza, ed ove le tue abitudini, le tue maniere, i tuoi stessi [[pensiero|pensieri]] erano inadatti e addirittura negativi. La nuova realtà ti rifiutava. (da ''Cronaca familiare'', Mondadori)
*L'[[uomo]] è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore. (da ''Cronaca familiare'')
*La vita è una cella un po' fuori dell'ordinario, più uno è povero più si restringono i metri quadrati a sua disposizione. (da ''Cronache di poveri amanti'', Vallecchi)
*Le [[idea|idee]] non fanno [[paura]] a chi ne ha. (da ''Allegoria e derisione'', Mondadori)
 
==''Metello''==
===[[Incipit]]===
Metello Salani era nato a San Niccolò, ma fino ai quindici anni, non vi aveva mai abitato. La sua famiglia era di quel Rione, e ciascuno ha le discendenze che si ritrova. Suo [[padre]], renajolo, era stato anarchico e tutti, tra piazza de' Mozzi e la Colonna, l'avevano conosciuto per la sua bassa statura e il suo pugno proibito. Lo chiamavano Caco, e non perché quella gente sapesse di [[mitologia]], ma per via del gruppo di Bandinelli ch'è sotto Palazzo Vecchio, e per dire ch'era uno che soltanto un Ercole l'avrebbe potuto castigare.
 
===Citazioni===
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Le ragazze di Sanfrediano''===
Il rione di Sanfrediano è "di là d'Arno", è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la [[Chiesa]] del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall'alto, simili a contrafforti, lo circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l'Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la cura dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine. Quanto v'è di perfetto, in una [[civiltà]] diventata essa stessa [[natura]], l'immobilità terribile e affascinante del [[sorriso]] di Dio, avvolge Sanfrediano, e lo esalta. Ma non tutto è [[oro]] quel che ri[[luce]]riluce. Sanfrediano, per contrasto, è il quartiere più malsano della [[città]]; nel [[cuore]] delle sue strade, popolate come formicai, si trovano il Deposito Centrale delle Immondizie, Il Dormitorio Pubblico, le Caserme. Gran parte dei suoi fondaci ospitano i raccoglitori di stracci, e coloro che cuociono le interiora dei bovini per farne commercio, assieme al brodo che ne ricavano. E che è gustoso, tuttavia, i sanfredianini lo disprezzano ma se ne nutrano, lo acquitano a fiaschi.
 
===''Il quartiere''===
*Vasco Pratolini, ''Il quartiere'', Mondadori, 1968³.
 
== Altri progettiFilm==
*''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954)
 
==Altri progetti==
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===Opere===

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