Stan Nicholls

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Stan Nicholls (1949 – vivente), scrittore inglese.

Orchi – I guardiani dei lampi[modifica]

Incipit[modifica]

Stryke faceva fatica a scorgere il terreno, tanto era coperto di cadaveri. Era assordato dalle urla dei combattenti e dal clangore dell'acciaio. Nonostante il freddo, il sudore irritava i suoi occhi. Gli bruciavano i muscoli e il corpo gli doleva. Sangue, fango e schizzi di materia cerebrale gli sporcavano la giubba. E adesso altre due di quelle abominevoli creature, disgustosamente mollicce e rosee, venivano verso di lui con occhi assassini. Stryke pregustò la gioia di ucciderle.

Citazioni[modifica]

  • Alcuni sopportano con compostezza le frustrazioni, altri le considerano un peso insopportabile. I primi costituiscono un ammirevole esempio di stoicismo, gli altri sono pericolosi.
  • La conoscenza è neutra. In genere non è né buona, né cattiva. Diventa una forza per l'illuminazione o per il male a seconda di chi la controlla.

Orchi – Le legioni del tuono[modifica]

Incipit[modifica]

La morte si muoveva sinuosa nell'acqua. Una feroce determinazione induriva i suo viso come pietra. Nuotò più in basso, procedendo con forti spinte delle ampie mani palmate. I capelli d'ebano fluttuavano liberi, una nube d'inchiostro di seppia che si gonfiava dietro di lei. Sottili scie di bollicine gorgogliavano dalle branchie palpitanti. Si guardò indietro. Il suo sciame di nyadd incursori, in file ammassate che nuotavano in formazione, era avvolto nel lugubre alone verdastro delle fiaccole fosforescenti utilizzate per illuminare la via.

Citazioni[modifica]

  • Qualunque compito tu ti sia prefisso, devi realizzarlo al meglio delle tue capacità. Altrimenti, perché vivremmo?
  • Ma in fondo, molti umani sono come i funghi [...]. Vivono al buio e devono nutrirsi di merda.

Orchi – I guerrieri della tempesta[modifica]

Incipit[modifica]

Galoppavano come arpie appena uscite dall'inferno. Jup si girò sulla sella per osservare gli inseguitori. Calcolò che dovevano essere un centinaio, quindi superavano i Figli del Lupo con un rapporto di almeno quattro o cinque a uno. Vestivano di nero ed erano pesantemente armati, e il protrarsi della caccia non aveva certo smorzato il loro ardore. Adesso gli umani di punta erano abbastanza vicini per poter quasi sputare loro addosso. Lanciò un'occhiata a Coilla, che gli cavalcava accanto alla retroguardia della banda. Era china in avanti, la testa bassa, i denti serrati con risolutezza, i capelli raccolti che fluttuavano come fumo su una baia increspata. Lo spigoloso tatuaggio con i gradi di caporale che le segnava le guance accentuava la durezza dei lineamenti.

La guerra degli Orchi – I Figli del Lupo[modifica]

Incipit[modifica]

I camaleoni occupavano il secondo posto nella classifica delle specie più pericolose di Ceragan. Avevano denti affilati come lame di coltello e pelle simile al cuoio invecchiato. L'unica cosa che superasse la loro forza era la loro tremenda aggressività. Il camaleone, a cui davano la caccia un paio di membri della specie che occupava il primo posto della classifica, si rizzò sulle massicce zampe posteriori. La sua testa squamosa spazzolò la cima di un albero che un solo, potente colpo della coda uncinata sarebbe stato in grado di abbattere. «Credi che riusciremo a farcela da soli?» Stryke fece segno di sì.

Citazioni[modifica]

  • Spera negli Dei, ma intanto sella il cavallo.
  • Il guaio delle bugie è che devi continuare a raccontarne altre per tenerle in piedi.

La guerra degli Orchi – L'armata delle Ombre[modifica]

Incipit[modifica]

Solo cinque di loro erano rimasti in vita. Erano quattro soldati e un ufficiale. Quest'ultimo era una donna. Alcuni erano feriti. Tutti erano sull'orlo del panico. La difesa era stata lunga e sanguinosa. Ma alla fine i ranghi si erano spezzati sotto l'attacco, costringendo la manciata di superstiti alla ritirata. Fuggirono dalle porte abbattute e corsero al riparo. Dietro di loro, le creature selvagge dilagarono in un'ondata di paura e distruzione.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]