Tazio Nuvolari

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Tazio Nuvolari

Tazio Giorgio Nuvolari (1892 – 1953), pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano.

Citazioni di Tazio Nuvolari[modifica]

  • [Rivolto a Enzo Ferrari che gli aveva risevato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932] Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.[1]

Citazioni su Tazio Nuvolari[modifica]

  • Nuvolari è bruno di colore | Nuvolari ha la maschera tagliente | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa | di morire non gli importa niente | Corre se piove, corre dentro al sole | tre più tre per lui fa sempre sette | Con l'Alfa rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette! (Lucio Dalla)
  • Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. (Ferdinand Porsche)

Enzo Ferrari[modifica]

  • Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella Scuderia Ferrari, della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
  • Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
  • Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per Mantova. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
  • Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell' uomo fatto d' un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
  • Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
  • Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.

Note[modifica]

  1. Citato in Enzo Ferrari, Il segreto di Tazio, la Repubblica, 27 dicembre 1985.

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