Thomas Carlyle

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Thomas Carlyle

Thomas Carlyle (1795 – 1881), storico e saggista scozzese.

Citazioni di Thomas Carlyle[modifica]

  • Chi non ha fatto niente non sa niente.[1][2]
  • Di tutte le cose che l’uomo può fare quaggiù, la più importante, la più meravigliosa è ciò che chiamasi Libro.[3]
  • Dopo tutto, la Storia è la vera Poesia; e la Realtà, se interpretata in modo esatto è più grande del Romanzo. Anzi, nella giusta interpretazione della Realtà e della Storia risiede l'autentica Poesia.[4]
  • Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità.[5]
  • Felici i popoli i cui annali sono vuoti nei libri di storia!
Happy the people whose annals are blank in history books![6]
  • Il cozzo di tutto il sistema solare e di tutti i sistemi stellari ti potrebbe uccidere una volta sola.[7]
Anche un cataclisma di tutti i sistemi solari e stellari ti può uccidere solo una volta.[2]
  • Il mio regno non è quel che ho, ma quel che faccio.[8]
  • Il sarcasmo è il linguaggio del diavolo: per questo da molto tempo vi ho praticamente rinunciato.
Sarcasm I now see to be, in general, the language of the Devil; for which reason I have, long since, as good as renounced it.[9]
  • Ogni lavoro, anche filare il cotone, è nobile; il lavoro è l'unica cosa nobile.
All work, even cotton spinning, is noble; work is alone noble.[10]
  • Quando si abbatte una quercia, la sua caduta echeggia in tutta la foresta, ma cento ghiande possono essere seminate in silenzio da un venticello che nessuno nota.[11]
  • Se Gesù Cristo arrivasse oggi fra noi, la gente non lo metterebbe nemmeno in croce. Lo inviterebbero a cena, lo ascolterebbero, e si burlerebbero di lui.[12][2]
  • Speranza vana voler rendere gli uomini felici attraverso la politica![13][2]
  • Un uomo che abbia almeno una volta riso di gusto non può essere, tutto sommato, irrimediabilmente malvagio.
No man who has once heartily and wholly laughed can be altogether irreclaimably bad.[14]
  • Un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l'ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra.[15]

Critical and Miscellaneous Essays[modifica]

  • I tre elementi più importanti della civiltà moderna: la polvere da sparo, la stampa e la religione protestante. ("The State of German Literature")[2]
  • Il sentimentalista è il più arido tra tutti i mortali.
The barrenest of all mortals is the sentimentalist. ("Characteristics.")
  • La storia è l'essenza di innumerevoli biografie. ("On History")[2]
  • Una vita ben scritta è quasi tanto rara quanto una ben spesa.
A well-written Life is almost as rare as a well-spent one. ("Richter", 1827)

Heroes and Hero-Worship[modifica]

  • Direi che il maggior difetto è non esserne consci di alcuno.
The greatest of faults, I should say, is to be conscious of none. ("The Hero as Prophet")[16]
  • La vera università di questi giorni è una collezione di libri.
The true University of these days is a Collection of Books. ("The Hero as Man of Letters)[16]
  • Nessun grand'uomo vive invano: la storia del mondo non è che la biografia degli uomini grandi.
The history of the world is but the biography of great men ("The Hero as Divinity")[16]
  • Per ogni uomo che resiste alla prosperità, ce ne sono cento che resistono alle avversità.
For one man who can stand prosperity, there are a hundred that will stand adversity. ("The Hero as Man of Letters")[16]

The French Revolution. A History[modifica]

  • A una pioggia d'oro molte cose sono penetrabili.
To a shower of gold most things are penetrable. (I, III, 7)[17]
  • [Maximilien de Robespierre], Arido, implacabile e impotente, monotono e affettato, infecondo come il vento di Harmattan.[18]
  • Il regale Mirabeau [...] un uomo, una realtà.[18]
  • La Francia fu per lungo tempo un dispotismo temperato dagli epigrammi.
France was long a despotism tempered by epigrams. (I, I, 1)[17]
  • Non è difficile capire la profonda incompatibilità reciproca che divide i due [Robespierre e Danton]; con qual terrore di odio femmineo la povera Formula verdemare guarda la straordinaria, colossale Realtà, e diventa più verde nell'osservarla [...] Due prodotti di tali dimensioni sono troppo per una sola rivoluzione.[18]
  • [Georges Jacques Danton] Pur con tante scorie, era un uomo, un'ardente realtà del grande grembo di fuoco della natura stessa.[18]

Citazioni su Thomas Carlyle[modifica]

  • Aprite un libro e cercate di leggere, ma scoprite che Shakespeare è trito e banale, Dickens insipido e pedestre, Thackeray noioso e Carlyle eccessivamente sentimentale. (Jerome K. Jerome)
  • Che cosa trovò il Carlyle nella filosofia tedesca? [...] trovò [...] una concezione di vita dinamica, idealistica del tutto opposta a quella positivistica e meccanica predominante allora in Inghilterra. [...] dopo aver fruito di questa luce volle diffonderla tra i suoi connazionali: soldato solitario combattente per la nuova fede contro l'imperante positivismo. (Carlo Martini)
  • Come autore rappresentativo e figura di letterato, nessun altro come Carlyle lascerà in eredità al futuro più significativi indizi della nostra era tempestosa, dei suoi violenti paradossi, il clangore, i tormentati momenti del parto. Inoltre egli appartiene al ceppo più nostro della razza: né latino, né greco, ma definitivamente gotico. Ispido, montagnoso, vulcanico, era una rivoluzione francese in persona, assai più di qualsiasi suo libro. Per certi aspetti, sino a tutt'oggi nel secolo decimo-nono, la mente più preparata e acuta, anche dal punto di vista accademico, di tutta la Gran Bretagna; solo che aveva corpo sofferente. Tracce di dispepsia si trovano in ogni sua pagina, e talvolta la riempiono. Tra le lezioni della sua vita – una vita peraltro di una lunghezza sorprendente – potrebbe includersi questa – come dietro il computo del genio e della morale vi sia sempre lo stomaco, a dare una sorta di voto decisivo. (Walt Whitman)

Note[modifica]

  1. Da Corn-Laws Rhymes.
  2. a b c d e f Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  3. Citato in Antonio Bruni, Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869, Firenze, Tipografia Eredi Botta, 1869, p. 1
  4. Citato in Harold Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli.
  5. Da Passato e presente.
  6. Da Life of Frederick the Great, XVI, 1.
  7. Da Lettera a John Carlyle, 1831.
  8. Citato in Selezione dal Reader's Digest, marzo 1985.
  9. Da Sartor Resartus, 1833–1834, II, 4.
  10. Da Passato e presente, 1843, III, 4.
  11. Citato in Selezione dal Reader's Digest, dicembre 1962.
  12. Citato da D. A. Wilson, Carlyle at his Zenith.
  13. Da Journal.
  14. Da Sartor Resartus, 1833–1834, I, 4.
  15. Da Cartismo.
  16. a b c d Da Heroes and Hero-Worship, 1840.
  17. a b Da The French Revolution. A History, 1837.
  18. a b c d Da The French revolution, London 1955; citato in George Rudé, Robespierre, traduzione di Maria Lucioni, Editori Riuniti, 1981.

Voci correlate[modifica]

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