Università

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L'Università degli Studi di Napoli Federico II

Citazioni sull'università.

Citazioni[modifica]

  • Chi mette le mani su una cattedra non la molla più e può permettersi di costruire il suo sistema di potere: i privilegi e il prestigio legati all'insegnamento permettono di coltivare interessi e così essere professore universitario può diventare un modo per ottenere commesse, consulenze, contratti, contatti e lavori utili agli studi privati. Senza passaggi di denaro, ma solo attraverso lo scambio di favori e gentilezze, si consolida un sistema di potere che taglia fuori chi potere non ha. (Giovanni Floris)
  • Da anni, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, i rettori di tutta Italia elencano puntualmente la stessa lista dei mali dell'università: gli studenti fuori corso, la proliferazione di sedi minuscole, le promozioni ope legis, l'altissima età media dei docenti, i corsi di laurea assurdi, le migliaia di lauree regalate ai funzionari pubblici. E magari più sommessamente, i concorsi truffaldini vinti da individui senza alcuna qualifica accademica, i dipartimenti colonizzati da una famiglia o da un partito politico, gli esami e le lauree venduti con tanto di tariffario. Ministri di destra e di sinistra ripetono indignati questa lista su giornali e Tv. (Roberto Perotti).
  • È difficile proporre una riforma delle università che dia la sicurezza del risultato. Di certo non sembra funzionare l'ottica secondo cui i concorsi assicurano ottimi professori a tutte le università. La realtà è che se un dipartimento vuole assumere un candidato incapace lo riesce sempre a fare, qualunque siano le complesse regole dei concorsi pubblici. (Giovanni Floris)
  • E poi l'Università, un concentrato di deliri, Zecca di libri falsi, anticamera dell'inferno tecnico, martello di orizzonti ciechi... (Guido Ceronetti)
  • Era questo, l'università: credere che ti saresti aperta sull'universo e non incontrare nessuno. (Amélie Nothomb)
  • [L'università deve essere] focolaio di attività scientifica, vero laboratorio nel quale maestri e scolari collaborano ad indagare nuovi veri e a rivedere questioni già discusse. Così nello studente si educa lo spirito critico e, quel che più importa dato lo scopo speciale che la nostra Università ha, lo spirito di ricerca. (Agostino Gemelli)
  • I figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una forma mentis che si crea nell'ambito familiare tipico di noi professori. Questa infelice frase a metà novembre scorso è scappata di bocca al professor Giuseppe Nicotera mentre mi spiegava al telefono come il suo figliuolo Ludovico avesse vinto in solitaria un concorso per ricercatore nell'università più chiacchierata d'Italia (Nino Luca).
  • L'Università ha talora considerato i rapporti con il mondo produttivo se non proprio contaminanti quantomeno rischiosi. (Giorgio Tecce)
  • L'università funziona come strumento di manipolazione ideologica e politica teso ad instillare negli studenti uno spirito di subordinazione rispetto al potere (qualsiasi esso sia) ed a cancellare, nella struttura psichica e mentale di ciascuno di essi, la dimensione collettiva delle esigenze personali e la capacità di avere dei rapporti con il prossimo che non siano puramente di carattere competitivo. (Guido Viale)
  • L'università non è preparazione per la vita, è già la vita. (Joseph H. H. Weiler)
  • La caratteristica peculiare dell'Università consiste nell'insegnare a studiare. La laurea è solo la prova che si sa studiare, che si sa acquisire formazione da se stessi e che ci si è trovati bene nei percorsi della ricerca scientifica... (Maria Montessori)
  • Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell'università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento. (Jack Kerouac)
  • – Lo sanno tutti che nel XX secolo le università erano delle costose scuole materne.
    – Questo è vero, secondo gli standard accademici attuali tu hai praticamente abbandonato il liceo.
    – Cosa?! Non lo trovo giusto! Merito lo stesso rispetto di chiunque abbandoni l'università! Porcaccia l'oca, mi iscriverò alla Mars University e abbandonerò gli studi un'altra volta! (Futurama)
  • Lo sfacelo della scuola e dell'università in Italia sono sotto gli occhi di tutti, ma chi è il colpevole? La Moratti, attuale ministro del governo di centro-destra, oppure Berlinguer, ministro del precedente governo di centro-sinistra? Secondo Roberto Alonge tutto comincia con il '68, che ha aperto l'università a ogni tipo di diplomato, e che ha distrutto non solo il principio di autorità, ma anche quello della meritocrazia. Dal '68 a oggi, per i docenti (della scuola e dell'università) ci sono stati sempre e solo sanatorie e assunzioni in ruolo ope legis, cioè senza concorso, qualche volta camuffate. E i docenti sono diventati fatalmente sempre meno preparati, sempre più asini calzati e vestiti. Una famiglia e una società senza più gli antichi valori dello studio, della disciplina, dell'abnegazione hanno costretto peraltro i docenti della scuola a trasformarsi anche in psicologi, sociologi, assistenti sociali, a insegnare l'educazione alla cittadinanza, l'educazione sessuale, l'educazione alimentare, l'educazione stradale e quant'altro (e sempre per quattro soldi di stipendio). Quando Luigi Berlinguer (ministro dell'ultimo governo Dalema e fratello dell'ex segretario del PCI), undici anni fa, cercò di concedere aumenti salariali consistenti agli insegnanti più preparati e più disponibili, fu travolto e biasimato dalle proteste degli stessi insegnanti, ex compagni, in nome dello spirito della contestazione, che rivendicavano solo aumenti uguali per tutti (Roberto Alonge).
  • Nelle università italiane prosperano dinastie che si tramandano il titolo per generazioni. Dominano su una massa di disperati precari della ricerca, sottopagati, ridotti al silenzio e in alcuni casi alla sottomissione servile con la forza del ricatto. (Davide Carlucci)
  • Queste ventuno università [le università italiane agli inizi del Novecento], grandi e piccole, complete e incomplete, tutte egualmente cospirano alla pubblica rovina: esse sono fabbriche brevettate e monopolistiche di spostati. Da queste officine di diplomi sbucano fuori ogni anno centinaia su centinaia di laureati, i quali hanno poca o nessunissima attitudine alla vita pratica, e non sanno né hanno modo di provvedere al proprio sostentamento, contribuendo all'incremento della pubblica ricchezza. (Federico Garlanda))

Papa Paolo VI[modifica]

  • L'Università è la maggiorità intellettuale!
  • L'esplorazione è seducente. Lo studente che si affaccia per la prima volta all'Università è come un romantico che s'appressa ad un castello meraviglioso.
  • Il dubbio è l'unico mistero a cui si crede ancora all'Università.

John Henry Newman[modifica]

  • [L'Università] è una sede della sapienza, una luce del mondo, un ministero della fede, un'Alma Mater della generazione nascente.
  • Quando la Chiesa fonda una università non chiede talento, genio o conoscenza, per se stessi, ma nell'interesse dei suoi figli, in vista del loro benessere spirituale e della loro influenza e utilità religiose, con il fine di educarli ad adempiere meglio i loro rispettivi compiti nella vita, e di renderli membri più intelligenti, più capaci e più attivi della società.
  • [L'Università è] Un luogo di comunicazione e di circolazione del pensiero attraverso le relazioni personali, in un territorio molto esteso.

Voci correlate[modifica]

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