Tullio De Mauro

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Tullio De Mauro, 2007

Tullio De Mauro (1932 – vivente), linguista italiano.

Citazioni di Tullio De Mauro[modifica]

  • Chi non legge smette anche di studiare. In Italia solo un venti per cento di quadri segue corsi di aggiornamento: quattro volte meno della media europea. Una classe dirigente male alfabetizzata, quindi non aggiornata, è la rovina di un paese, molto più di un crollo della Borsa.[1]
  • Il Croce evitò con cura i tecnicismi d'ogni sorta: lo "aborrimento del gergo filosofico, che spesso cela l'incertezza e l'oscurità del pensiero" e la sua inclinazione a "servirsi del linguaggio ordinario" sono da lui esplicitamente dichiarate [...] giova non poco a conferire limpidezza alla pagina crociana.[2]
  • Il libro di Martha Nussbaum [Non per profitto] ci aiuta a capire che nella formazione mediosuperiore dei paesi occidentali al centro della sfida vi è il recupero pieno dell'importanza dello studio della classicità come prima chiave per aprire la mente alla comprensione dell'altro da noi, innanzitutto di quell'altro di cui noi siamo figli.[3]
  • La democrazia vive se c'è un buon livello di cultura diffusa. [...] se questo non c'è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi – sono forme vuote.[4]

Note[modifica]

  1. Citato in Michele Smargiassi, Nell'Italia dei laureati che non sanno scrivere, Repubblica.it, 6 febbraio 2008.
  2. Da Storia linguistica dell'Italia unita, p. 265.
  3. Dall'introduzione di Martha Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, traduzione di Rinaldo Falcioni, Il Mulino, 2013, 2a edizione, p. 16.
  4. Da L’ignoranza degli italiani, Il Fatto Quotidiano.it, 29 settembre 2010.

Bibliografia[modifica]

  • Tullio De Mauro, Storia linguistica dell'Italia unita, Feltrinelli, Milano, 1963.

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