Andrea Zanzotto

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Andrea Zanzotto in un ritratto di Paolo Steffan

Andrea Zanzotto (1921 – 2011), poeta italiano.

Citazioni di Andrea Zanzotto[modifica]

  • Gioisco ricordando certi momenti molto lontani della primissima infanzia: io provavo qualche cosa di infinitamente dolce ascoltando cantilene, filastrocche, strofette (anche quelle tipo «Corriere dei Piccoli») non in quanto cantate, ma in quanto pronunciate o anche semplicemente lette, in relazione ad un'armonia legata proprio al funzionamento stesso del linguaggio, al suo canto interno.[1]
  • La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza, dell'anelito dell'uomo verso il mondo superiore.[2]
  • Mario Luzi, nella sua parabola esistenziale e poetica, ha confermato un'assoluta fedeltà a se stesso, anche in quella religiosità diffusa che per lui è sempre stata una vicinanza al cattolicesimo.[3]
  • Quando ancora non lo conoscevo [Vittorio Sereni] e restavo quasi a bocca aperta, stordito dai rispecchiamenti, dalle fioriture, dal candore, dai misteri della sua Frontiera (e pensavo: ma allora lui ha già detto tutto, di me, di noi, proprio di questi giorni e attimi...) mentre la leggevo portandola con me in treno sotto le armi.[4]
  • [...] quando si scrive una poesia è frequente la serendipità: miri a conquistare le Indie e raggiungi l'America.[5]
  • Questa silloge vuol essere soltanto uno speciem di lavori in corso, che hanno un'estensione molto più ampia. Si tratta quasi sempre di "incerti frammenti", risalenti a tutto il periodo successivo e in parte contemporaneo a Idioma (1986). Non tutti sono datati e comunque sono qui organizzati provvisoriamente per temi che sfumano gli uni negli altri o in lacune, e non secondo una sequenza temporale precisa, ma forse "meteorologica. (Nota finale in Meteo, Donzelli)
  • Rigoni Stern fa risentire quell'eco misteriosa di una lingua che era in noi e che noi abbiamo perduta.[6]
  • Sappiate scrivere ma non leggere, non importa.[7]
  • Sono andato laggiù col fiume, | in un momento di noia le barche | le reti si sono lasciate toccare, | ho toccato la riva con mano.[8]
  • [Carlo Sgorlon] Un narratore discreto, diciamo pure buono, ma io scrivo versi e tra di noi c' è una differenza di interessi.[9]

Citazioni su Andrea Zanzotto[modifica]

  • Ma tu continua a consumarlo, il dorso della mano, | a consumarlo con le dita, | Zanzotto amico, | tu che non chiedi pietà, non è vero? | tu che vuoi verità a costo di non essere. (Franco Fortini)

Note[modifica]

  1. Da Autoritratto, in Le poesie e prose scelte, a cura di Stefano Dal Bianco, Gian Mario Villalta, Mondadori, 1999.
  2. Da Avvenire, 15 febbraio 2011.
  3. Citato in Così lo ricordano, Poesia, Crocetti Editore, n. 193 aprile 2005.
  4. Da Per Vittorio Sereni, 1991, in Scritti sulla letteratura, a cura di Gian Mario Villalta, Mondadori.
  5. Dall'intervista di Zanzotto: "Le mie notti con Fellini quando sognavamo il cinema", Repubblica.it, 18 ottobre 2011.
  6. Dalla quarta di copertina di Mario Rigoni Stern, Uomini, boschi e api, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1980.
  7. Da L'elegia in petèl, in La beltà, Mondadori.
  8. Da Atollo, in Dietro il paesaggio, Mondadori.
  9. Citato in Corriere della Sera, 9 gennaio 2009.

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