Virgilio Malvezzi

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Virgilio Malvezzi (1595 – 1654), scrittore, militare e politico italiano.

Citato in Francesco Flora, Storia della letteratura italiana, vol. III[modifica]

  • Egli è forse vero che i più degli uomini diventano grandi con la fraude, non perché ella sia più sicura del valore, ma perché è più facile: ond'è che si trovano assai fraudolenti e pochi valorosi. (p. 480)
  • La malinconia, che non è feccia ma fiore del sangue, che non è carbone ma gemma, è quella che produce gli eroi, perciocché, confinando con la pazzia, conduce gli uomini al massimo, fuori del quale non si può passare e dentro del quale si estende tutta la latitudine della nostra sapienza. (p. 480)
  • [La fortuna, qualità, come tutte le altre, innata.] È una specie d'entusiasmo [...] Ella è un incanto del temperamento, come la rettorica della lingua, e si fa servire da tutte l'altre parti dell'uomo. (p. 480)
  • La base sopra la quale ergendosi questo colosso del mondo palesa la sua bellezza è la morte. Ella è la parte più grave del concerto ove stanno appoggiate tutte le consonanze dell'universo. Che cosa sarebbe egli, dopo la perdita della giustizia originale, se non si morisse? [...] Chi levasse la morte, leverebbe dalla fabbrica del mondo la pietra angolare, leverebbe l'armonia, l'ordine, né vi lascerebbe altro che dissonanze e confusioni [...] La morte non può essere cattiva né con dolore, se è vero che sia naturale il morire, perché le cose naturali son buone. (p. 481)

Bibliografia[modifica]

  • Francesco Flora, Il Flora, Storia della letteratura italiana, cinque volumi, vol. III, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972.

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