William Carlos Williams

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William Carlos Williams

William Carlos Williams (1883 – 1963), romanziere, poeta e medico statunitense.

Citazioni di William Carlos Williams[modifica]

  • [Che da[1]] un altro continente, quando pensavo che nessuno avesse di me udito altro che il nome, una persona come lei abbia compreso fino a tal punto la mia poesia, e l'estrema attenzione che io le dedico, sembra avvicinarsi al miracolo. Come è potuto accadere? Dev'essere che la vita delle arti, e nelle arti, è più potente di quanto immaginavo. Grazie di aver resuscitato una fede che a volte, ma mai a lungo, vacilla. (da una lettera a Cristina Campo; in Il fiore è il nostro segno, p. 38)
  • Cara Cristina,
    Le notizie che mi dà del suo squisito libretto[2] o delle sue traduzioni mi colmano di spavento. Non pensavo che nessuno in questo mondo mi avrebbe mai potuto scoprire nei miei libri come ha fatto lei, né che qualcuno si sarebbe mai curato di fare tanto per me. Lei mi ha rovesciato come un guanto, mi ha interamente messo a nudo, e io non mi sento nemmeno a disagio, al contrario la accolgo con la gioia con cui si accoglie un amante e un amico. Nulla di fisico in questo; va molto più nel profondo, è per questo che dico che mi spaventa – non si ammettono tali intimità in questo mondo, dobbiamo nasconderle l'uno all'altro, ma lei mi ha scoperto, e io ne sono spaventato, è un'intimità che un uomo non può permettere in una moglie. E tuttavia è un'intimità a cui continuamente aspiriamo, e ci si spezza il cuore quando non si coglie all'istante nello sguardo di quelli che amiamo e che ci amano. (dalla lettera a Cristina Campo del [18 febbraio 1959; in Il fiore è il nostro segno, pp. 51-52)
  • [Cristina Campo] [...] io non l'ho mai incontrata eppure lei ha scoperto la mia parte più segreta e le ha dato una cornice di gran pregio, sensibile a ignote perfezioni di scrittura. Lei è una maga, o forse un angelo che mi custodisce. Ma come posso crederlo? (dalla lettera a Cristina Campo del [18 febbraio 1959; in Il fiore è il nostro segno, p. 52)
  • Ma è vero, essi la temono | più che la morte, la bellezza è temuta | più che la morte, | più di quanto essi temano | la morte.[3]

Citato in Allen Ginsberg Jukebox all'idrogeno[modifica]

  • [Su Allen Ginsberg] Da ogni evidenza egli è passato letteralmente attraverso l'inferno. [...] Dite quello che volete, egli ci dimostra, nonostante le più avvilenti esperienze offerte all'uomo dalla vita, che lo spirito dell'amore sopravvive per nobilitare la nostra vita se abbiamo lo spirito e il coraggio e la fede – e l'arte! – di resistere.
  • [A proposito di Allen Ginsberg] Era sempre sul punto di "andarsene": dove, non pareva importargli molto. Mi turbava, non avrei mai pensato che sarebbe vissuto abbastanza da crescere e scrivere un libro di poesie.
  • I poeti sono dannati ma non son ciechi, vedono gli occhi degli angeli.
  • Sollevate il lembo della gonna, Signore: stiamo andando all'inferno.

Citazioni su William Carlos Williams[modifica]

  • È morto, giorni fa, William Carlos Williams. Ora non c'è più nessuno da amare, nella poesia. Eliot, Marianne Moore, Djuna Barnes. Ma non danno, come lui, la primavera, il caldo tempo che torna malgrado tutto e che si vorrebbe baciare. (Cristina Campo)
  • Per Williams è il contrario. Come Saba, come Kavafis, come Brecht, egli vive della propria perenne trasmutazione, del proprio instancabile ritorno, di salmone controcorrente, alle sorgenti della parola, di quel sapore massimo d'ogni parola che dicevo in principio. Sono proprio costoro, i maestri dei misteri gaudiosi della parola, a immergerla di continuo, «perché essa viva», nelle luttuose acque di Parmenide. «Masterpieces are only beautiful in a tragic sense, like a starfish lying stretched dead on the beach in the sun. A touch of the unknown... A passionate statement about death». (Cristina Campo)

Citazioni su Paterson V[modifica]

  • La purezza del tessuto di questo libro mi sembra stupefacente. Tutte le linee segnate con una purezza di sogno – come viste attraverso un lievissimo velo di lacrime. È lo stesso tessuto del Viaggio ad Amore – bianchi spazi colmi di realtà come le cose stesse.
    E sono stata fulminata dalla sua traduzione di Saffo. Mai avevo letto nulla di simile. È un miracolo... «la mia lingua è spezzata» ... «mi rombano gli orecchi» ... «mi manca poco a morire». Quale lezione di concentrazione, di bellezza e di semplicità definitiva. (Cristina Campo)

Note[modifica]

  1. La lettera di William Carlos Williams è in alcune parti di difficile leggibilità. Cfr. nota a p. 38 di Il fiore è il nostro segno.
  2. Il primo libro di poesie di W. C. Williams tradotte da Cristina Campo, pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1958.
  3. Citato in Cristina Campo, Sotto falso nome, Adelphi, Milano, 1998, p. 179.

Bibliografia[modifica]

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