Peter Handke

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Peter Handke
Peter Handke

Peter Handke (1942 – vivente), scrittore e commediografo austriaco.

  • Il nesso è possibile. Ogni singolo istante della mia vita combacia con ogni altro – senza anelli di congiunzione. Un legame immediato esiste; basta che io lo liberi nella fantasia. (Sorger, da Lento ritorno a casa)

Indice

[modifica] Il peso del mondo

  • De-pensarsi... finché non vi sia più nulla di sé e tutto si perda nel vento e nel sole, nulla, tranne un piccolo punto di dolore.
  • Il mito di Narciso: come se non fosse proprio la lunga e attenta contemplazione della propria immagine allo specchio a darci la forza e la schiettezza per osservare a lungo gli altri.
  • L'elemento del ridicolo nella sessualità: utilizzare una tecnica.
  • Mai cercare paragoni! Essi vengono vissuti.
  • Non c'è bisogno di mandare a memoria le frasi: esse anzi possono essere tranquillamente dimenticate, il bello è che ciò nonostante rimangono in testa.
  • Pian piano il silenzio esterno della sera si tramuta nell'interiore calore del corpo.
  • Tanto estraneo può diventare solo ciò che si ama alla follia.

[Peter Handke, Il peso del mondo, traduzione di R. Precht, Guanda]

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] In una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa

Al tempo in cui si svolge questa storia, Taxham era quasi dimenticato. La maggior parte degli abitanti della vicina Salisburgo non avrebbero saputo dire dove si trovava quel posto. Per molti, già il nome suonava straniero. Taxham? Birmingham? Nottingham? In effetti la prima squadra di calcio dopo la guerra si era chiamata "Taxham Forrest", fino a quando, dopo la promozione dall'ultima serie, venne ribattezzata e poi addirittura denominata, in seguito a ulteriori promozioni avvenute nel corso degli anni, "FC Salzburg" (anche se ormai potrebbe essere retrocessa pure di nome). Certo, la gente del centro di Salisburgo vedeva passare non pochi autobus con la scritta TAXHAM, né più pieni né più vuoti degli altri, ma quasi nessuno della città era mai salito su uno di quegli autobus.

[Peter Handke, In una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa, traduzione di Rolando Zorzi, Garzanti]

[modifica] Lento ritorno a casa

Sorger era sopravvissuto ad alcune persone che gli erano divenute vicine e non sentiva più nostalgia, ma spesso una voglia disinteressata di esistere e a volte un bisogno di salvezza, ormai animalesco, che premeva sulle palpebre. Da un lato capace di una quieta armonia, che si trasmetteva anche ad altri come una forza serena, e di nuovo troppo facile preda della strapotenza dei fatti, conobbe lo smarrimento, volle la responsabilità e fu pervaso dalla ricerca di forme, dalla loro distinzione e descrizione, ben oltre il paesaggio dove ("sul campo", "sul terreno") questa attività spesso martoriante, poi di nuovo divertente, solo con fortuna trionfante, era la sua professione.

[Peter Handke, Lento ritorno a casa, traduzione di Rolando Zorzi, Garzanti, Milano 1986]

[modifica] Citazioni su Peter Handke

  • «La drammaturgia di Handke – ha scritto Alberto Arbasino – è fatta di partiture vocali, che non operano né sulla storia, né sull'ideologia, ma risolutamente sul linguaggio, fratturando l'espressione e sopprimendo l'indagine con risultati affini alla prosa di Philippe Sollers, alla poesia di Nanni Balestrieri». (Ester Dinacci)
  • Finché Handke fa teatro sacrificando la parola al gesto può incontrare il favore del pubblico, come è avvenuto con «Il pupillo vuole essere tutore», ma nel suo recente lavoro «Quodlibet» Handke ha deformato la parola. (Ester Dinacci)

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