Ratatouille

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Ratatouille

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Titolo originale

Ratatouille

Paese Stati Uniti d'America
Anno 2007
Genere animazione, commedia
Regia Brad Bird, Jan Pinkava
Soggetto Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird, Emily Cook e Kathy Greenberg
Sceneggiatura Brad Bird
Episodi
  1. Solanum melongena
  2. Allium cepa
  3. zucchina
  4. '
  5. Solanum lycopersicum
  6. Allium sativum
Doppiatori italiani
Note

Ratatouille, film d'animazione Disney-Pixar del 2007, regia di Brad Bird.

Frasi[modifica]

  • Emile, ci troviamo di fronte a possibilità inesplorate: dobbiamo cucinarlo! (Rémy)
  • Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare! (Gusteau)
  • Non tutti possono diventare dei grandi artisti ma un grande artista può celarsi in chiunque. (Ego)
  • L'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. (Ego)
  • Questo sono io, è ovvio che dovrei riconsiderare tutta la mia esistenza. Il mio problema? Innanzitutto sono un topo, il che significa che la vita è dura... e poi ho un senso del gusto e dell'olfatto altamente sviluppati. [...] Che c'è di male avere dei sensi sviluppati? [viene mostrata una scena in cui Rémy salva la vita al padre] L'odore sospetto era veleno per topi... e da quel giorno mio padre non mi ha più considerato strano. Ero molto orgoglioso del mio dono... finché papà non mi assegnò un compito: esatto, fiuta-veleni. [...] Se è vero che noi siamo ciò che mangiamo, io volevo magiare solo roba genuina ma per mio padre "Il cibo è carburante: se fai lo schizzinoso su quello che metti nel serbatoio finirai a secco". [...] So che dovrei odiare gli umani ma non ci riesco. Loro non si limitano soltanto a sopravvivere. Loro sperimentano, creano... Gusteau aveva ragione, ogni cibo ha qualcosa di unico ma combini una cosa con un'altra e crei qualcosa di nuovo. Così ora avevo una doppia vita. L'unico a saperlo era Emile. [suo fratello] (Rémy)
  • Animelle alla Gusteau: animelle cotte in crosta di sale e alghe... con tentacoli di seppia... purè alla rosa canina... uova di vongole giganti... funghi bianchi secchi?! E salsa di acciughe e liquirizia... Non conosco questa ricetta, ma è di Gusteau quindi... Lalo! Abbiamo delle frattaglie di vitello in ammollo si? (Colette)

Dialoghi[modifica]

  • Gusteau: L'alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero, chiunque può cucinare... ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi!
    Rémy: Ohh, pura poesia.
  • Cameriere: [visibilmente agitato] Vogliono sapere [i clienti del ristorante] che c'è di nuovo!
    I cuochi: Di nuovo?
    Cameriere: Sì, che devo dire?
    I cuochi: Tu che cosa hai detto?
    Cameriere : Ho detto che avrei chiesto!
    Skinner: Che cos'è tutto questo trambusto?
    Horst: I clienti hanno chiesto che c'è di nuovo.
    Cameriere: Che devo dire?!
    Skinner: [rivolto al cameriere] Tu che hai detto?
    Cameriere: HO DETTO CHE AVREI CHIESTO!!
    Skinner: Ma è semplice: tirate fuori una vecchia ricetta di Gusteau, qualcosa che non si fa da un po' di tempo...
    Cameriere: Conoscono tutti i vecchi piatti. A loro piace la zuppa della zia.
    Skinner: Vogliono qualcosa cucinato dalla ZIA?!
    Lalo: Ai clienti piace la zuppa, stavamo dicendo questo.
    Skinner: Molto bene; dite ai clienti che lo chef Linguini ha preparato per loro qualcosa di molto speciale. E non dimenticatevi di sottolineare che è di Linguini. [rivolto a Linguini] Ora caro Linguini potrai misurare la tua bravura. Era uno dei piatti preferiti di Gusteau: "animelle alla Gusteau".
    Pompidou:[bisbigliando in modo che lo senta solo Skinner] Capo, quella ricetta era un disastro, anche Gusteau l'aveva detto!
    Skinner: Il genere di sfida che si addice ad uno chef emergente...
  • [Rémy sta guardando un film]
    Donna: Questo è un sogno?
    Uomo: Il più bello dei sogni, amore mio.
    Donna: Sì, ma perché qui? Perché ora?
    Uomo: Perché non qui? Perché non ora? E quale posto migliore di Parigi per sognare?
  • Gusteau: Allora, quello chi è? [indica Alfredo Linguini]
    Rémy: Oh, quello? Non è nessuno.
    Gusteau: No, non è vero fa parte della cucina!
    Rémy: No, è un "plongere", roba del genere, lava i piatti, porta fuori la spazzatura, non cucina.
    Gusteau: Ma potrebbe!
    Rémy: Oh, eh eh, no.
    Gusteau: Come fai a saperlo? Cos'è che dico sempre? Chiunque può cucinare!
  • Ego: È lento per essere uno in rapida ascesa.
    Linguini: E lei è magro per essere uno che ama la gastronomia...
    Ego [visibilmente innervosito]: Non amo la gastronomia! Io la venero, e se non la venero non la celebro! Tornerò qui domani sera con grandi aspettative. Preghi di non deludermi.
  • Django: Dove stai andando?
    Rémy: Con un po' di fortuna, avanti.
  • Colette: Horst... è stato in carcere.
    Linguini: Per cosa?
    Colette: Nessuno lo sa con certezza. Cambia storia ogni volta che glielo chiedi.
    Horst: Ho truffato una grossa multinazionale... ho rapinato la seconda banca di francia usando solo una penna a sfera... ho fatto un buco nell'ozono sopra Avignone... ho ucciso un uomo con questo pollice.

L'articolo di Anton Ego[modifica]

  • Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco, pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio; prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero. Ad esempio, nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni: al nuovo servono sostenitori! Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cena, sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull'alta cucina, è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere! In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau "Chiunque può cucinare!", ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. È difficile immaginare origini più umili di quelle del genio che ora guida il ristorante Gusteau's e che secondo l'opinione di chi scrive, è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia! Tornerò presto al ristorante Gusteau's, di cui non sarò mai sazio.
In many ways, the work of a critic is easy. We risk very little, yet enjoy a position over those who offer up their work and their selves to our judgment. We thrive on negative criticism, which is fun to write and to read. But the bitter truth we critics must face, is that in the grand scheme of things, the average piece of junk is probably more meaningful than our criticism designating it so. But there are times when a critic truly risks something, and that is in the discovery and defense of the new. The world is often unkind to new talents, new creations. The new needs friends. Last night, I experienced something new; an extraordinary meal from a singularly unexpected source. To say that both the meal and its maker have challenged my preconceptions about fine cooking, is a gross understatement. They have rocked me to my core. In the past, I have made no secret of my disdain for Chef Gusteau's famous motto, "Anyone can cook". But I realize — only now do I truly understand what he meant. Not everyone can become a great artist, but a great artist can come from anywhere. It is difficult to imagine more humble origins than those of the genius now cooking at Gusteau's, who is, in this critic's opinion, nothing less than the finest chef in France. I will be returning to Gusteau's soon, hungry for more.

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