Allodola

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Un'allodola

Citazioni sull'allodola.

  • Al pari dell'allodola non ho alcun bisogno di cambiare. (Bobby Sands)
  • Che punto sarebbe quello dove s'è fermato l'azzurro? Lo sanno le allodole che prima vi si spaziano e poi vengono a buttarsi come pazze vicino a me? Una mi ha proprio rasentato gli occhi, come se avesse avuto piacere d'impaurirsi così, fuggendo. (Federigo Tozzi)
  • Come l'allodola che non può fare a meno di cantare al mattino. (Vincent Van Gogh)
  • Fuggi Romeo | il tempo è tiranno, | non è d'usignolo, | è di allodola il canto. (Carmen Consoli)
  • Il grido dell'allodola domani | dall'amor nostro ci disgiungerà. (Gabriele D'Annunzio)
  • Il tempo, in città, è come un'allodola in un ufficio di contabilità: è fuori posto e da fastidio. (Jerome K. Jerome)
  • L'Allodola non si vergogna | di costruire sul terreno | la sua modesta casa. (Emily Dickinson)
  • L'allodola vola in alto, ma fa il suo nido in terra. (proverbio italiano)
  • La cicuta – che portò a morte Socrate – è gradita dalle allodole (vi sono casi di cacciatori avvelenati per avere mangiato allodole che se ne erano cibate). (Fulco Pratesi)
  • Quale allodetta che 'n aere si spazia | prima cantando, e poi tace contenta | de l'ultima dolcezza che la sazia, | tal mi sembiò l'imago de la 'mprenta. (Dante Alighieri)
  • Saliva in ciel l'allodola festosa | al Signore cantando mattutino, | quando Maria uscì dalla casetta | con i panni lavati del Bambino. (Rosa Fumagalli)
  • Salute a te, o spirito di gioia! | Tu che non fosti mai uccello, e dall'alto | del cielo, o vicino, rovesci | la piena del tuo cuore in generose | melodie di un'arte non premeditata. | Sempre più in alto, in alto ti vedo | guizzare dalla terra, una nube di fuoco, | e percorri con l'ali l'infinito azzurro, | ti levi nell'aria cantando, | e librandoti alta ancora canta. (Percy Bysshe Shelley)
  • Tante volte ho guardato le allodole volare attorno alla mia casa. Non sono che umili, modeste creature. Chiedono solo un sorso d'acqua e poche bacche, per poter vivere e librarsi alte nel cielo. Un giorno ho cominciato a pensare che pure noi saremmo felici, se potessimo accontentarci di quello che ha l'allodola, se vivessimo anche noi come lei vive, rendendo grazie al Signore che ci ha creati. (Fratello sole, sorella luna)

William Shakespeare, Romeo e Giulietta[modifica]

  • È giorno, invece, è giorno! Ahimè, fa' presto! | Va'! È l'allodola quella che canta, | ora, con quel suo verso fuori tono, | sforzandolo con aspre dissonanze. | Dicono che l'allodola | sa modulare in dolci variazioni | le note del suo canto; questa no, | perché in luogo di dividere le note | in armonia, divide noi. L'allodola, | dicono pure, ha scambiato i suoi occhi, | col ripugnante rospo. | Che si siano scambiate anche le voci? | Perché questa, che va destando il giorno, | ci strappa trepidanti dalle braccia | l'uno dell'altro, e mi ti porta via.
  • L'allodola, | a martellar gli archivolti del cielo | con le sue note, sopra il nostro capo.
  • – Vuoi già partire? L'alba è ancor lontana. | Era dell'usignolo, | non dell'allodola, il cinguettio | che ha ferito poc'anzi il trepidante | cavo del tuo orecchio. Un usignolo, | credimi, amore; è lui che canta, a notte, | laggiù sull'albero di melograno.
    – No, cara, era l'araldo del mattino, | l'allodola; non era l'usignolo.

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