Beatrice Venezi

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Beatrice Venezi (1990 - vivente), direttrice d'orchestra, compositrice e pianista italiana.

Citazioni di Beatrice Venezi[modifica]

  • A volte mi sento meglio all’estero, qui ci sono ancora dei pregiudizi.[1]
  • Ci sono stati maestri di fama importante che hanno dichiarato che la direzione d’orchestra non è proprio storia da donne, a cui mancano attributi, polso e leadership. Io ho deciso che nella vita avrebbero dovuto rispettarmi nel ruolo, senza travestimenti. Come a dire: va bene, il podio è storicamente un luogo maschile, ma io ci salgo su con i tacchi e un vestito sognante da principessa perché così mi sento, che hai da obiettare?[2]
  • Devo dire che di artisti giovani e giovanissimi se ne vedono sempre di più sui palcoscenici internazionali. Diciamo che la mia è una condizione particolare perché alla giovane età si aggiunge anche il genere femminile, oltre alla mia volontà di non nascondere la mia femminilità. Inoltre parlo di avvicinare un pubblico più ampio ad un genere che a lungo è stato volutamente appannaggio di una élite culturale, mentre io sostengo che la classica fosse il pop (nel senso di “popolare”) dell'epoca e che dovremmo recuperare questa dimensione. Insomma, tutti questi elementi sommati creano sicuramente un certo scompiglio.[3]
  • Il benessere per una donna, a qualsiasi età, è un tema da trattare proprio come un appuntamento in agenda, o un argomento da curriculum: fondamentale e imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi migliori.[4]
  • Il più grande di sempre è Mozart, lui era più divino che terreno. Puccini è il più importante per me. Oltre a essere nati nella stessa città, Lucca, la sua musica ha segnato i passaggi principali della mia carriera. La prima volta che ho diretto un’orchestra è stato in Germania, con una Madama Butterfly.[5]
  • In "My journey-Puccini's symphonic works", che ho realizzato recentemente con l’Orchestra della Toscana, Puccini si esalta nel far cantare l’orchestra.[6]
  • In tutto il mondo mi invitano nei teatri più prestigiosi, come la Suntory Hall di Tokyo. Qui, in molti ambienti non sono benaccetta. [...] Una volta mi chiesero di indossare qualcosa di più maschile, uno smoking. Mi rifiutai.[7]
  • Io credo che il problema sia proprio pensare alla musica classica come musica colta. Questa musica nasce come pop, nel senso di popolare, il pop dell'epoca! L'educazione musicale nelle scuole, così come le istituzioni liriche e sinfoniche, così come la politica in generale, sono assolutamente deficitarie nello sdoganare la musica classica dall'ambito elitario in cui è stata confinata.[8]
  • La prima considerazione che viene fatta se sei una professionista – che si acuisce sempre di più mano a mano che si sale di grado e responsabilità – è in merito al genere, anziché al merito, al talento o alla preparazione. E proprio in questo senso, ritengo che le quote rosa siano un provvedimento ulteriormente ghettizzante dettato da un pensiero maschilista e anti-meritocratico.[9]
  • Lavoravo come maestro collaboratore, era la mia prima esperienza in Germania con una Madama Butterfly. A un certo punto il direttore d’orchestra -io ancora non avevo preso una lezione, niente, non sapevo nemmeno che cosa fosse ma sapevo solo che avrei voluto fare quello nella vita- A un certo punto mi disse: ok so che vuoi fare il direttore d'orchestra e domani la prova con l’orchestra la fai tu. Mi ha dato questa grande opportunità di provarmi da subito e di capire che c’era qualche talento che poteva essere sviluppato.[10]
  • Mi hanno insegnato l’amore per le cose belle, per l’arte e la cultura. A loro devo la mia forza di volontà, a loro devo l’avermi indicato la strada migliore per raggiungere i miei obiettivi.[11]
  • Mi piace dirigere in gonna, ho diversi abiti da sera, mi piace il rosso. Non dobbiamo imitare gli uomini quando dirigiamo. L'omologazione non porta a nulla di creativo. Noi donne abbiamo una visione diversa.[11]
  • Non ho voglia di travestirmi da uomo per dimostrare che so dirigere un'orchestra. Non serve lo sguardo accigliato per essere autorevoli. E chi l’ha detto poi che una figura cristallizzata e ingessata sia sinonimo di professionalità? Non mollo. Rifiuto gli stereotipi della musica classica, un mondo sostanzialmente maschile, e ai pregiudizi rispondo salendo sul podio con la gonna.[12]
  • Non penso serva sottolineare il genere di un professionista.[1]
  • [Puccini] Un personaggio, uno straordinario viveur innamorato delle donne, affascinato dalle belle auto, dalle barche, dalle moto e dall'eleganza. Il primo tra i grandi della classica a farsi immortalare da una telecamera in situazioni extraprofessionali, mentre andava a caccia o in barca tutto vestito di bianco. Una rockstar ante litteram: aveva intuito prima di tutti quanto fosse importante alimentare il mito intorno alla propria persona.[13]
  • Sono cresciuta a pane e Puccini.[9]
  • Sono una convinta assertrice della modernità della tradizione, ma a 29 anni è logico interessarsi anche a qualcosa di più leggero, come la moda. Fa parte di una ricerca estetica che in qualche modo ha contribuito ad avvicinare il pubblico.[6]
  • Troppo spesso ci dimentichiamo della dimensione ludica o del puro godimento estetico. Pensiamo che sia qualcosa che dobbiamo prima di tutto comprendere; invece c’è anche una parte di piacere legata all’esperienza musicale. Poi chiaramente, se si vuole e se si ha la possibilità, si può andare ulteriormente in profondità.[14]

Beatrice Venezi, direttore d’orchestra in lungo

Beatrice Manca, Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2019

  • La nostra cultura è tutta esterofila, perfino quando scegliamo le vallette.
  • La musica classica è una cosa bella, e delle cose belle si deve godere.
  • L’educazione musicale nelle nostre scuole non è mai stata sufficiente: è deleterio pensare di innamorarsi della musica con un flauto di plastica, che tra l’altro è finto. E poi perché bisogna necessariamente insegnare a suonare uno strumento? Si dovrebbe insegnare ad apprezzare la musica, prima ancora che ad eseguirla. La cosa più logica è cominciare dal canto: la voce è il nostro primo strumento, quello che tutti possediamo.
  • [Un’educazione all’ascolto, quindi?] Esatto. Anche perché suonare in un’orchestra – così come cantare in un coro – è una grande lezione di educazione civica. Ti insegna ad ascoltare la persona che hai accanto, ad aspettare il tuo turno, a respirare insieme.

"Io sul podio salgo con i tacchi e un vestito da principessa"

TGcom24, 17 ottobre 2019.

  • Il direttore non può modificare nemmeno una nota di quelle scritte in partitura, il rispetto del testo e' assoluto. Però, la sua visione del brano puo' restituire a quel testo una luce nuova. Ho lavorato sui dettagli che fanno la differenza tra una interpretazione e l'altra: l'equilibrio fra le sezioni dell'orchestra, la velocità di esecuzione, la tensione fra i vari elementi.
  • L'educazione musicale in Italia è imbarazzante.
  • L'orchestra è uno strumento difficile, a volte spietato ma sempre meritocratico: il direttore viene giudicato continuamente, fin da come entra e cammina verso il podio.

Beatrice Venezi, il più giovane direttore d’orchestra donna che non nasconde la sua femminilità

Di Lei, 18 ottobre 2019.

  • [Perché hai scelto proprio Puccini per il tuo primo album, My journey – Puccini’s Symphonic Works?] Direi che è stata quasi una scelta obbligata. Innanzitutto condividiamo le origini, perché siamo entrambi di Lucca. Puccini è poi la figura che ha segnato certi momenti fondamentali del mio percorso artistico.
  • [Intervistatore: Ti sei affermata in un mondo prettamente maschile, per arrivare dove sei ora hai dovuto affrontare molti pregiudizi?] Sì, sia perché sono donna sia perché sono giovane. Ma soprattutto perché non ho voluto nascondere la mia femminilità, a partire da come mi presento sul palco. E poi c’è il fatto di aver voluto popolarizzare la musica classica mentre è sempre stata appannaggio di pochi, di un’élite.
  • [Una collega] Ha polemizzato sui social, dicendo che lei quando dirige si veste con lo smoking, insomma in modo classico, per non distrarre il pubblico dal’ascolto della musica. Come se bastasse un vestito per distogliere l’attenzione da certi capolavori immortali. Non ci voglio credere.

Note[modifica]

  1. a b Dall'intervista di Olga Bibus e Vincenzo Monaco, Beatrice Venezi, il direttore d'orchestra più giovane d’Italia: «Studiate tanto, ma ricordatevi di sbagliare» – Il video, open-online, 18 ottobre 2019.
  2. Dall'intervista di Silvia Renda, Beatrice Venezi: "Dirigo l'orchestra con tacchi e vestiti da principessa. La musica classica non è brizzolata", Huffington Post, 9 novembre 2020.
  3. Citato in Intervista a Beatrice Venezi, opera Life, maggio 2019.
  4. Citato in Woman Wellness Attitude: Beatrice Venezi, 5 marzo 2019.
  5. Dall'intervista di Nina Verdelli, Beatrice Venezi: «Io, maestro in gonnella», Vanity Fair, 28 ottobre 2019.
  6. a b Dall'intervista di Giovanni Ballerini, "La bellezza non aiuta a dirigere l’orchestra", Il Telegrafo, Livorno, 31 gennaio 2020.
  7. Dall'intervista di Silvia Marchetti, Chi è Beatrice Venezi, la più giovane (e sexy) direttrice d'orchestra, Tim Gate, 27 novembre 2019.
  8. Dall'intervista di Mattia Mei, Beatrice Venezi, in concerto co la Nuova orchestra Scarlatti, Musicoff, 19 ottobre 2017.
  9. a b Dall'intervista di Ingeborg Wedel, Sono cresciuta a pane e Puccini, Larivista.ch.
  10. Dall'intervista di Chiara Ribichini, Beatrice Venezi a Sky Tg24, direttore d’orchestra sui tacchi che rompe gli schemi. VIDEO, SKy Tg 24, 28 dicembre 2019.
  11. a b Citato in Chi è Beatrice Venezi, l’affascinante direttore d’orchestra, Donna Glamour, 3 dicembre 2019.
  12. Dall'intervista di Simona Antonucci, Beatrice Venezi: «So dirigere un'orchestra, non voglio vestirmi da uomo per dimostrarlo», Il Messaggero, 8 dicembre 2019.
  13. Dall'intervista di Gianni Poglio, Beatrice Venezi, la regina che dirige in lungo (anche i manager), Panorama, 24 ottobre 2019.
  14. Dall'intervista di Mauro Caironi, La missione di Beatrice Venezi: portare la classica ai giovani, Tio.ch, 14 giugno 2019.

Voci correlate[modifica]

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