Bill Emmott

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Bill Emmott

Bill Emmott (1956 – vivente), giornalista e saggista britannico.

Citazioni di Bill Emmott[modifica]

  • Purtroppo nei media c'è sempre più competizione e frammentazione, mentre i politici sfruttano le nostre divisioni. Perciò sarebbe fondamentale più solidarietà e unità tra noi giornalisti. Perché questo è un momento decisivo per il futuro della democrazia. Salvini, in questo senso, è peggio di Berlusconi. [...] Perché quando questi politici populisti, come anche Trump, sanno di essere popolari, sfruttano il "popolo" per andare oltre leggi, giustizia e convenzioni, innescando una demagogia quasi dittatoriale. Nonostante la sua potenza mediatica, Berlusconi era meno ideologico. Salvini, invece, potrebbe volere anche pieni poteri un giorno. (14 febbraio 2020)[1]

Da Il Cavaliere nero

Intervista di Annalisa Piras, L'Espresso, 21 agosto 2003.

  • Dopo Mani pulite, il vostro paese si è avviato verso profondi mutamenti. Secondo noi Silvio Berlusconi ha bloccato quel processo.
  • In Silvio Berlusconi non esiste un singolo problema, ma una accumulazione di problemi. È l'esempio più eclatante di un uomo che ha usato la politica per costruire il proprio impero e per proteggersi dai guai giudiziari.
  • [Sul ruolo del periodico The Economist] Noi sosteniamo il capitalismo, ma in una relazione corretta con la democrazia. Lui sta abusando del sistema, distorcendo a suo vantaggio le finalità del potere politico. Silvio Berlusconi viola tutti i principi per cui noi ci battiamo.

Da «Berlusconi oggi può essere il vostro salvatore politico»

Intervista di Marilisa Palumbo, Corriere.it, 6 gennaio 2018.

  • Berlusconi resta inadeguato a guidare l’Italia. Ma potrebbe essere determinante per formare una coalizione centrista in grado di impedire a M5s o Lega di essere forza trainante nella formazione del nuovo governo. Sarà lui a presentarsi come salvatore politico, non dico sia una cosa buona. Ma Berlusconi non può diventare premier, sarà un manovratore dietro le quinte, è in quel ruolo che dobbiamo valutarlo e in quel ruolo non credo possa essere così negativo. Le sue posizioni sono più moderate di quelle di Salvini e Di Maio.
  • Renzi è più popolare di Berlusconi, ma Berlusconi ha più possibilità di formare una coalizione perché non ha irritato tanta gente quanto il leader dem.
  • [Su Matteo Renzi] Resterà una figura influente, ma credo abbia perso la capacità di far sì che le persone collaborino con lui o lo seguano, cosa di cui ogni leader ha bisogno. Rispetto a Berlusconi quello che gli manca – oltre al vantaggio di avere dei canali televisivi! – è l’abilità di fare compromessi e formare alleanze.

Da "Boris Johnson è "unfit" a guidare la Gran Bretagna"

Intervista di Gea Scancarello, it.businessinsider.com, 11 settembre 2019.

  • Penso che Boris Johnson sia unfit. Ha mostrato in queste prime settimane di non essere davvero capace di fare il mestiere. Magari può impararlo: tutti i primi ministri hanno bisogno di un po' di tempo per orientarsi.
  • Credo che chiedere al fratello di entrare a far parte del proprio governo sia stato uno sbaglio terribile, che ha dimostrato tutta la sua inesperienza. Il fratello aveva dato le dimissioni dal governo precedente chiedendo un referendum sulla Brexit, segnalando la propria contrarietà a lasciare l'Unione europea e a come le trattative venivano condotte. Chiedergli di entrare in un gabinetto successivo, forse per dimostrare il supporto della famiglia, era una bomba a orologeria: era solo questione di tempo prima che esplodesse.
  • Abbiamo capito che il problema della Brexit sono le scelte incompatibili l'una con l'altra: per esempio mantenere il Nord Irlanda nel Regno Unito ma evitare un confine tra l'Irlanda e l'Europa.
  • Boris Johnson ha annunciato con orgoglio che aumenterà il numero di poliziotti nei prossimi cinque anni: gli hanno fatto notare che alla fine di quel processo saranno ancora meno che prima della crisi.

Da "Meghan e Harry? Due opportunisti. La gente sta con la regina"

Intervista di Marcella Cocchi, Quotidiano.net, 11 gennaio 2020.

  • Se dovessi ironizzare sulla situazione del mio Paese, direi che ha qualche problemino psicologico: desidera essere indipendente, ma allo stesso tempo perde, o non capisce che sta perdendo, potere.
  • Harry e Meghan sono in conflitto di interessi. Vogliono essere indipendenti ma la verità è che non lo potranno mai essere fino in fondo perché il loro nome, le loro azioni, l’influenza sugli altri membri della famiglia, perfino la gestione delle associazioni di carità, non consentiranno loro di essere mai liberi dalle costrizioni. Se avessero davvero voluto essere indipendenti avrebbero dovuto rinunciare del tutto al loro status, ma non l’hanno fatto. Una situazione di comodo.
  • Direi che la Gran Bretagna ora è nostalgica, rispetto a un passato in cui proiettava la propria visione del mondo, mentre ora tutto è cambiato.

Da "Un momento molto triste. Al popolo britannico importa poco dell'Europa"

Intervista di Francesco De Leo, Affarinternazionali.it, 31 gennaio 2020.

  • Sento che questo è un momento molto triste e assolutamente non necessario, dovuto a decenni di mala gestione politica da parte dei governi britannici. Ma ora è successo e dobbiamo conviverci.
  • Credo che il problema principale sia stato da parte britannica. Tuttavia, l’Unione europea, sin dalla crisi finanziaria globale del 2008, non ha funzionato bene. Non ha protetto le vite, gli standard di vita dei suoi cittadini, ha dimostrato processi di decisione politica lenti e problematici, soprattutto riguardo all'euro, ma anche sull’immigrazione.
  • Credo che il problema più rilevante tra il popolo britannico sia che solo ad un piccola parte di esso importa abbastanza dell'Europa. L'Europa non è un tema importante per la maggior parte degli elettori britannici, perciò quando è stata offerta loro la scelta e hanno dovuto prendere una decisione, il fatto che l'Unione europea non funzionasse bene, insieme allo scontento per scelte del loro stesso governo, li ha portati a votare, con uno scarto ridotto, in tale direzione. Alla fine dei conti, però, sono troppo pochi i cittadini britannici a cui importa dell'Ue. Credo che in Italia, in Francia, in Germania, grazie all’esperienza della Seconda guerra mondiale, ci sia un più profondo sentimento di legame con l’Unione europea; in Gran Bretagna il problema è che troppe persone sono indifferenti o disinteressate all'Ue
  • Credo che il Regno Unito perderà la sua voce, la sua influenza nelle decisioni, nei comportamenti e nelle azioni che verranno intraprese da Germania, Francia, Italia e dai principali Stati membri dell'Unione europea riguardo alla collettività. Sarà un Paese con un ruolo marginale, a cui si telefona per secondo, o per terzo, non per primo, per essere consultato e con cui allinearsi. Perciò saremo messi ai margini, perderemo influenza, perderemo voce, tutto questo. Quello che guadagneremo, credo sia forse una sorta di chiarezza nella nostra politica, per troppo tempo occupata da litigi sull'Unione europea. Ma comunque credo che ne guadagneremo ben poco.

Da "La crisi sarà devastante: la Germania alla fine cederà ai coronabond"

Intervista di Francesco Cancellato, Fanpage.it, 26 marzo 2020.

  • Oggi come oggi, NHS ha la capacità di gestire i casi che ha di fronte, ma sappiamo benissimo che alcune parti del Paese, se l’epidemia va avanti, entreranno presto in crisi.
  • Ho paura per Londra. Nonostante abbia le migliori strutture sanitarie del Paese, e nonostante sia una città con una popolazione relativamente giovane, è anche una città con un elevato livello di interazione sociale. Al netto di Londra, tutti dovrebbero avere paura, oggi nel Regno Unito. Anzi, la dico meglio: tutti dovrebbero aver paura in Occidente.
  • A nessun leader politico sarà mai imputato il fatto di essere troppo prudente di fronte alla minaccia del virus. E questo porterà tutti i leader, anche i più aperti e progressisti, a esercitare la virtù della prudenza.
  • Una crisi economica è pressoché certa. Nel breve periodo questa è più in una crisi sanitaria, ma la crisi economica si manifesterà presto in tutta la sua potenza e porterà a una deciso crollo della ricchezza delle nazioni.

Da "Il Covid smaschera Boris Johnson", le parole di Bill Emmott

Intervista di Umberto De Giovannangeli, Ilriformista.it, 14 ottobre 2020.

  • Boris Johnson paga il fatto di aver dato vita a un Governo i cui membri sono stati scelti in base alla lealtà alla Brexit e non per capacità ad affrontare situazioni di grande difficoltà come quella determinata dal coronavirus.
  • L'impressione che si ha è che la popolazione italiana abbia una certa fiducia nel Governo di Roma e in quelli regionali per il rigore con cui è stata affrontata questa emergenza. In Inghilterra questa fiducia non c’è. Il numero dei pazienti negli ospedali cresce molto rapidamente e ciò che preoccupa molto è anche la reazione sociale che sta montando.
  • Le forze politiche populiste si sono rafforzate sulla base del risentimento che, mentre i banchieri venivano salvati, la gente comune veniva fatta soffrire. Lo stesso potrebbe accadere di nuovo durante il periodo di ripresa dalla pandemia.

Da La lezione degli Usa all'Europa

La Stampa, 6 novembre 2020.

  • Nemmeno i 230 mila morti e il caos e la confusione nel governo federale hanno portato a una sconfitta schiacciante per Donald Trump.
  • Il seguito inaspettatamente forte di Trump ha confermato che molti elettori, ben al di là di quella che è conosciuta come la sua "base", sono in sintonia con i suoi spietati discorsi su commercio e immigrazione e convinti che un uomo d'affari e un repubblicano che taglia le tasse possa essere meglio di qualcuno di centrosinistra per la ripresa economica.
  • Non dimentichiamo che Joe Biden ha conquistato il voto popolare con un ampio margine. Ma questo si spiega anche con un'affluenza insolitamente alta di elettori democratici e indipendenti che sono stati offesi dalla condotta volgare e spesso violenta di Donald Trump negli ultimi quattro anni.

Altri progetti[modifica]

  1. Citato in L'attacco a Repubblica, intervista di Antonello Guerrera, Repubblica.it, 14 febbraio 2020.