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Carleton Stevens Coon

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Carleton Stevens Coon (1904 – 1981), etnologo e antropologo statunitense.

Citazioni di Carleton Stevens Coon[modifica]

  • [Atene durante il IV e V secolo a. C.] [...] era una democrazia che gravava sulle spalle di un terzo di milioni di schiavi o quasi. [...] Il sistema stesso era una sorprendente sopravvivenza primitiva di un tipo di governo di villaggio, in cui l'intera comunità si riuniva all'aperto nella piazza del mercato per discutere e votare. [...] Mentre il governo persiano poteva essere definito una gerarchia ordinata a piramide, con l'imperatore al vertice, quello di Atene era un labirinto di canali direttivi disposti su un unico piano in cui ogni cittadino poteva emergere a turno per sorteggio o per elezione. Era un sistema efficacissimo, perché il gruppo era piccolo e le comunicazioni facili, ma non avrebbe potuto estendersi su aree più vaste con popolazioni più numerose senza ricorrere a nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione. Con i mezzi esistenti, l'istituzione politica, espandendosi, doveva necessariamente diventare più rigida. Un mutamento di questo tipo fu osservato nel sorgere dell'impero romano dalla base di una città stato democratica, più o meno simile come principio a quella di Atene, fino a divenire una riedizione ampliata del sistema persiano, con l'aggiunta del concetto di cittadinanza.[1]
  • Può darsi che Colombo non abbia mai capito il vero significato della sua scoperta, ma lui e i suoi numerosi successori, compresi i conquistadores Cortes e Pizarro, riuscirono a fare una cosa che costituisce il sogno di ogni archeologo, cioè risalire nel tempo. Quando Cortes e i suoi uomini misero piede nella valle del Messico, entrarono in una civiltà della prima epoca dei metalli, paragonabile, sotto molti aspetti, a quella dell'Egitto degli ultimi tempi pre-dinastici o dell'inizio delle dinastie e a quella dell'antichissima Sumeria. Fu come se, nel momento in cui sir Leonard Woolley scoperse la rampa che portava a una tomba reale a Ur, i re e le regine, i soldati e le ancelle fossero tornati tutti in vita e gli avessero offerto una tazza di tè.[2]

Note[modifica]

  1. Da Storia dell'uomo, 16 tavole fuori testo, traduzione di Antonio Frova, Garzanti, Milano, 1970, pp. 285-287.
  2. Da Storia dell'uomo, p. 342.

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