Dacre Stoker

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Dacre Calder Stoker (1958 – vivente), scrittore e pentatleta canadese.

Citazioni di Dacre Stoker[modifica]

  • Come, mi dicevano, non siete ricchi con tutti quei film di vampiri? Ebbene no, non lo siamo, i libri sono ormai di pubblico dominio.[1]
  • Bram Stoker è stato un bambino molto malato, fino all'età di sette anni. A quei tempi sua madre e la tata gli raccontavano storie tradizionali irlandesi, che lo hanno molto influenzato. Sono stato campione olimpico e allenatore della squadra del Canada di pentathlon, ho visto molte persone prendere aiuti farmacologici. Così mi sono chiesto: come ha fatto Bram a guarire, e poi a diventare uno sportivo di successo? E se l'aiuto in questione fosse stato del sangue di origine soprannaturale?[1]

Da Intervista a Dacre Stoker (Undead, Gli Immortali)

Intervista di Domenico J. Esposito, Llacittadeimattidomenicoesposito.blogspot.com, 7 aprile 2011

  • Sentivamo il bisogno di effettuare qualche cambiamento ai personaggi così da poter modernizzare la storia. Dracula fu scritto in stile epistolare, che non dava al lettore più di una semplice idea delle relazioni tra i personaggi centrali. Abbiamo pensato che dopo venticinque anni la "banda di eroi" abbia subito una serie di eventi traumatici durante la caccia al conte Dracula in Transilvania, e che ne abbiano subito gli effetto e quindi siano cambiati.
  • Ian e Io abbiamo un abbozzo per un sequel di "Dracula the Un-dead". Se c'è abbastanza interesse da parte del lettore troveremo un editore, allora potremmo decidere di lavorare di nuovo insieme.
  • Mi piacciono molto due film di Dracula : la versione originale di Todd Browning del 1931 e la versione di Coppola del 1992. Penso che ci siano stati molti attori che hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretazione di Dracula, tutti sono un pò diversi, il Signor Christopher Lee, Bela Lugosi, Frank Langella e Gary Oldman sono al top della mia lista.

Da Il Ritorno di Dracula

Traduzione di Alessandro Manzetti, Latelanera.com, 24 agosto 2011

  • Abbiamo ritenuto che i lettori di oggi si sarebbero sentiti più a loro agio con una storia costruita con un normale stile narrativo, anzichè con lo stile epistolare utilizzato da Bram, che invece era molto popolare in epoca vittoriana. Abbiamo deciso che tutti i personaggi avrebbe cambiato notevolmente rispetto ai venticinque anni trascorsi dalla fine del Dracula di Bram. Gli eventi presenti in Dracula, la morte di amici e familiari, gli incontri ravvicinati con poteri sovrannaturali e terrificanti, la negazione dell’amore, avrebbero certamente avuto un effetto sui personaggi. Quindi, anche se le location sono simili, le persone coinvolte sono molto più complesse e interessanti rispetto alla storia originale. Nel romanzo di Bram Stoker i lettori in realtà non conoscono molto dei personaggi, le relazioni tra di loro, nella nostra storia cerchiamo di fornire queste informazioni.
  • La nostra storia è una combinazione di modernizzazione e continuazione del classico racconto. Ci siamo certamente presi qualche libertà con il personaggio di Dracula. Poiché tanti moderni fans di Dracula lo identificano con le varie versioni cinematografiche (Lugosi, Lee, Langella, Oldman) abbiamo deciso di fondere il più possibile la versione di Bram con le tante altre versioni successive. Abbiamo voluto mantenere l'aspetto di un predatore violento, e abbiamo anche aggiunto l'aspetto di una creatura errante disperata per il suo vero amore per Mina.
  • Nel romanzo Dracula di Bram, il Conte è presente solo per circa il 30% della storia, ma i lettori sono molto consapevoli della sua presenza al 100% del tempo.
  • Ho apprezzato molto la versione di Dracula di Todd Browning del 1931 con Bela Lugosi, e mi è piaciuta moltissimo la versione di Coppola del 1992 con Gary Oldman.

Da Intervista a Dacre Stoker

Intervista di Chiara Alivernini, Horrormagazine.it, 27 ottobre 2016

  • L'immaginario vampiro chiamato Conte Dracula è universale perché è stato basato in origine sulla mitologia del tempo e sulle superstizioni che poi erano parte di quasi ogni cultura nel mondo. Questo immaginario basato sulla realtà è il motivo per cui le persone possono in qualche modo identificarsi con l'idea della possibilità che i vampiri esistano.
    Una volta la superstizione [dei vampiri] era fatta per vivere nei libri, negli spettacoli teatrali, nei film, o con i giocattoli, i costumi, i giochi e la musica, diventando così parte della cultura popolare, e per questo motivo le persone non si sono mai veramente chieste da dove venisse. Dracula ha creato il suo proprio senso della realtà... spaventoso come potrebbe essere.
    Alcune persone hanno anche cominciato un "gioco di ruolo" e quindi hanno creduto di aver bisogno di prendere sangue dagli altri per sentirsi meglio e sopravvivere.
    Voglio dire, attualmente i vampiri trascendono la finzione per entrare a far parte di un vero e proprio stile di vita alternativo.
  • Mi piace l'idea originale di pagare un tributo di rispetto agli spiriti dei morti durante Halloween. La storia della mia famiglia trova le sue origini negli antichi druidi in Irlanda, perciò sono molto interessato nella comprensione del mondo spirituale. Allo stesso tempo, capisco come la cultura moderna abbia cambiato Halloween che è diventato una festa commerciale, un'occasione per guardare film dell'orrore e vestirsi con maschere spaventose.
  • La Mina del romanzo ha molto della moglie di Bram, e molto di sua madre. Entrambe donne molto forti, nel romanzo Mina fa da collante alla storia attraverso i suoi diari, ed è capace di usare macchinari moderni come la macchina da scrivere, questo la aiuta a mettere da parte ogni appunto, lettera e pagina di diario degli altri personaggi della storia. È anche la sola a venire ipnotizzata da Van Helsing perché si possa scoprire cosa sta facendo il Conte e dove è fuggito. Dunque è attraverso la mente di Mina che la verità viene fuori, la scienza moderna deve solo scardinare il lucchetto e liberare il potere della mente. [...] Lucy incarna invece l’opposto, la persona mondana, non professionale, è molto sensuale e si diverte ad avere corteggiatori, ma la più realistica è Mina; è quest'ultima il modello della donna nuova nella società post Vittoriana, e la donna nuova può essere sensuale, ma è certamente anche intelligente, attraente e allo stesso tempo rispettata dagli uomini.

Dalla prefazione de I poteri delle tenebre

Bram Stoker e Valdimar Ásmundsson, I poteri delle tenebre Dracula il manoscritto ritrovato, traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni, Carbonio editore, Milano, 2019, pp. 9-19 ISBN 978-88-99970-29-1

  • Dracula è considerato un classico, in parte perché, a più di un secolo dalla sua prima edizione, lettori e ricercatori stanno ancora tentando di fare luce sulla genesi e sull'interpretazione del romanzo.
  • Viene da chiedersi, a questo punto, se anche tutte le altre edizioni tradotte di Dracula debbano essere esaminate alla ricerca di differenze sostanziali.
  • Dal momento che due miei testi sono stati tradotti in varie lingue, so per esperienza personale che la traduzione letteraria non è semplice, e che per ottenere un buon risultato serve una notevole quantità di lavoro. Ancora oggi, nonostante la possibilità di utilizzare software linguistici altamente avanzati, nel processo di traduzione il fattore umano rimane fondamentale. È di primaria importanza che il traduttore comprenda il genere del romanzo e il periodo storico in cui è ambientato. Il traduttore deve garantire che il significato, l'emozione e l'atmosfera presenti nella versione originale rimangano intatti per chi leggerà quella tradotta, soprattutto perché la traduzione letterlae non è una via percorribile quando si tratta di narrativa. Una traduzione scadente può danneggiare le opere anche degli autori più determinati e diligenti.
  • Alcuni potrebbero trovare sorprendente che l'opera di Bram sia stata tradotta persino in svedese e in islandese, ma a mio parere la passione per i vichinghi e "l'Antico Nord" che animava i circoli letterari dell'epoca è una spiegazione più che sufficiente.
  • Mi sento di affermare con una certa sicurezza che il mio avo non solo era consapevole delle differenze tra Dracula e le edizioni svedese e islandese, ma che fu lui stesso a orchestrarle.
  • È un peccato che, qualunque sia la ragione, Makt Myrkranna risulti un progetto rozzo, incompiuto. Sembra che Bram avesse delineato la Parte I – i dettagli del viaggio di Harker e gli orrori nel Castello Dracula – ma che non abbia mai sviluppato la storia nella Parte II. Quest'ultima offre solo descrizioni molto succinte dei movimenti e delle conversazioni tra i personaggi, lasciati appena abbozzati per giungere in fretta al finale.
  • Il mistero che circonda il thriller gotico di Stoker si infittisce con il passare degli anni, e la resurrezione di Makt Myrkranna è l'ennesimo, fulgido esempio dell'immortalità di Dracula.

Da Il nuovo Dracula è islandese

Intervista di Cristiano Saccoccia, Classicicult.it, 13 aprile 2020

  • Bram era riservato e non [ha] lasciato molto di sé.
  • I vampiri nella letteratura risalgono a tempi persino precedenti alla scrittura di Dracula da parte di Bram, e sono stati oggetto di diverse ondate di interesse in letteratura, nei fumetti, negli spettacoli televisivi, nei film e nelle serie tv. Il fatto che il mito del vampiro abbia le sue radici in un senso comune della realtà è il perché – nella mia opinione – ci sia un perdurante interesse e ci sarà sempre una fascinazione per i non morti.
  • Non credo che Bram si sia messo a scrivere un libro per i posteri con significati nascosti e materiali coi quali gli studiosi avrebbero scritto le loro tesi. Il fatto che la scrittura di Bram riflettesse tanti argomenti significativi e interessanti e tante sensibilità dell'Inghilterra vittoriana.
  • Bram fece molte ricerche sulla Transilvania, anche se non si recò mai lì; il suo scritto dimostra che aveva una buona comprensione dei paesaggi, delle città, delle tratte ferroviarie, e dell'aspetto multiculturale del Paese. Credo abbia individuato la perfetta collocazione per il suo romanzo, la "terra oltre la foresta" era un perfetto scenario che era appena al di là del mondo civilizzato noto ai suoi lettori. Era il posto giusto per un romanzo basato tanto sulla realtà quanto sulla fantasia.

Note[modifica]

  1. a b Citato in «Ecco il vero Dracula come lo voleva Bram», intervista di Riccardo De Palo, Ilmessaggero.it, 2 ottobre 2019

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