Discussione:Michel de Montaigne

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Senza fonte[modifica]

  • Gli uomini probi fanno del bene alla gente ponendosi come esempio da imitare, mentre io ne faccio proponendo me stesso come esempio da evitare.
  • Non ho mai visto alcuna mostruosità e miracolo più evidente nel mondo di me stesso.
Certamente in Saggi, III, XI. Da controllare la traduzione. Citata anche nell'antologia del Bartlett. --Filippo Marchiali (scrivimi) 13:59, 26 giu 2020 (CEST)
Trovata. --DOPPIA•DI 14:25, 26 giu 2020 (CEST)
  • Scrivere non provoca tormento, ma nasce dal tormento.
Citata in epigrafe a Stephen King, Misery. Nei Saggi ricordo che c'è lo stesso concetto ma in forma più estesa, non so se si trova anche come sentenza. Purtroppo ho dimenticato il numero del capitolo, ma dovrebbe stare nel libro III. Curiosità: con questa citazione è stata inaugurata la voce nel 2004, vedi. --Filippo Marchiali (scrivimi) 13:59, 26 giu 2020 (CEST)
  • Un buon matrimonio sarebbe quello di una donna cieca con un uomo sordo.
Non è di Montaigne, che si limita a citare dicendo sì che è di un terzo, ma senza specificarlo. I curatori dell'edizione Bompiani l'attribuiscono a non-mi-ricordo-più-chi (se serve, controllo), ma facendo una ricerca ho visto che qui e qui (pubblicazioni coeve di Montaigne) è data come di Alfonso d'Aragona. Si trova nel libro III, forse in Su alcuni versi di Virgilio. --Filippo Marchiali (scrivimi) 13:59, 26 giu 2020 (CEST)
Confermo l'attribuzione ad Alfonso V d'Aragona‎; l'edizione Bompiani indica come fonte Conrad Lycosthenes (1518 – 1561) o Erasmo da Rotterdam (1467 – 1536), ma ne ho trovata una precedente, ovvero Antonio Beccadelli (1394 – 1471), in De dictis et factis Alphonsi regis. L'ho inserita nella voce; qualcuno può revisionarne la traduzione? --DOPPIA•DI 01:51, 27 giu 2020 (CEST)
In realtà è implicito che Tournon-Garavini (i curatori dell'edizione Bompiani dei Saggi) non considerino né Erasmo né Conrad Lycosthenes come autori della frase, giacché è notorio che questi ultimi si limitassero perlopiù a raccogliere degli apoftegmi in centoni, secondo il gusto della loro epoca. Li segnalano solo come le fonti (secondarie) cui Montaigne potrebbe aver attinto. Così come fonti secondarie sono anche le altre citate qui sopra. Ma soprattutto il detto non è neppure di Alfonso d'Aragona, il quale lo ripeteva soltanto pappagallescamente. È un proverbio greco antico variamente attribuito a Pittaco, Solone e un altro autore che al momento non mi è riuscito di identificare. Lo si può verificare qui alla pagina 35, sub 22. Per la cronaca, la traduzione corretta della formulazione data da Beccadelli dovrebbe essere: «Diceva [Alfonso d'Aragona] che un matrimonio può così davvero essere trascorso tranquillamente e senza lagna se la moglie diventa cieca e il marito sordo». Stando così le cose sarebbe il caso innanzitutto di trovare una fonte per il proverbio greco e inserirlo nella relativa pagina. Ma si può senz'altro riportare la frase anche nella pagina di Antonio Beccadelli, quindi nella pagina di Alfonso d'Aragona ma qui tuttalpiù nella sezione "Citazioni su" (com'è prassi in ipotesi del genere, cioè di citazioni indirette, non virgolettate); ed è sempre meglio specificare l'origine greca. Nella pagina di Montaigne potrebbe stare nella sezione "Attribuite"; visto che oggi è erroneamente ma prevalentemente nota come una sua sentenza, ne vale la pena. --Filippo Marchiali (scrivimi) 12:07, 27 giu 2020 (CEST)
Il terzo autore citato in quel documento è Biante. Non trovo altro se non un vago riferimento a Plutarco (per ora, nulla nelle sue opere). Non sono certo un esperto di filologia, non conosco il latino né il greco; io, per il momento, passo la palla. --DOPPIA•DI 15:53, 27 giu 2020 (CEST)