Edgar Morin

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Edgar Morin

Edgar Morin, pseudonimo di Edgar Nahoum (1921 – vivente), filosofo e sociologo francese.

Dove va il mondo?[modifica]

  • Il futuro sarebbe molto semplice da predire se l'evoluzione dipendesse da un fattore predominante e da una causalità lineare.
  • Il passato è costruito a partire dal presente, il quale seleziona ciò che, ai suoi occhi, è storico, vale a dire precisamente ciò che, nel passato, si sviluppa per produrre il presente.
  • L'evoluzione è deriva, devianza, creazione, ed è interruzioni, perturbazioni, crisi.
  • La più grande illusione è credere di conoscere il presente perché ci siamo.
  • La prima difficoltà di pensare il futuro è di pensare il presente.

I sette saperi[modifica]

  • La conoscenza non può essere considerata come un attezzo ready made, che si può utilizzare senza esaminarne la natura. (p. 11)
  • La comprensione è contemporaneamente il mezzo ed il fine della comprensione umana (p. 14)
  • L'etica deve formarsi nelle menti a aprtire dalla coscienza che l'umano è allo stesso tempo individuo, parte di una società, parte di una specie (15)
  • Ogni conoscenza porta con sè il rischio dell'errore e dell'illusione (p. 17)
  • La capacità emozionale è indispensabile alla messa in opera di comportamenti razionali (p. 19)

La conoscenza della conoscenza[modifica]

  • Come hanno detto Marx e Engels all'inizio dell'Ideologia tedesca, gli uomini hanno sempre elaborato false concezioni di se stessi, di ciò che fanno, di ciò che devono fare e del mondo in cui vivono. E Marx-Engels non fanno eccezione.
  • Il carattere complesso dell'attività pensante [...] associa incessamente in sé, in modo complementare, processi virtualmente antagonistici che tenderebbero ad escludersi l'uno con l'altro. Così il pensiero deve stabilire frontiere e traversarle, aprire concetti e chiuderli, andare dal tutto alle parti e dalle parti al tutto, dubitare e credere, esso deve rifiutare e combattere la contraddizione ma, nello stesso tempo, deve farsene carico e nutrimento.
  • Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
  • Se non si ha qualche separazione, non si ha neppure più né soggetto né oggetto di conoscenza; non si ha più né utilità interna di conoscere né realtà esterna da conoscere.

Lo spirito del tempo[modifica]

  • La cultura di massa è il riflesso pubblicitario dell'evoluzione consumistica del mondo occidentale.
  • La (ricerca della) felicità è davvero la religione dell'individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente.
  • La concezione di felicità tipica della cultura di massa,[...], può essere detta consumatrice nel senso più largo del termine, vale a dire che essa spinge non soltanto al consumo dei prodotti, ma al consumo della vita stessa.
  • Alta cultura e cultura di massa si ricongiungono, l'una per il suo aristocraticismo volgare, l'altra per la sua volgarità assetata di riconoscimento sociale.
  • Qualunque sia il fenomeno studiato, occorre innanzitiutto che l'osservatore studi se stesso, poiché l'osservatore o turba il fenomeno osservato, o vi si proietta in qualche misura.

Bibliografia[modifica]

  • Edgar Morin, Dove va il mondo?, Armando Editore, 2012
  • Edgar Morin, I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina, traduzione di Susanna Lazzari, 2001
  • Edgar Morin, La conoscenza della conoscenza, traduzione di Alessandro Serra, Feltrinelli, Milano, 1989
  • Edgar Morin, Lo spirito del tempo, Edition Grasset & Fasquelle, Paris, 1962 – traduzione di Andrea Miconi per Meltemi editore 2002

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