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Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016

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Elezioni presidenziali statunitensi 2016

Citazioni sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016.

  • Abbiamo interferito, stiamo interferendo e continueremo a interferire. In maniera attenta, chirurgica e a modo nostro, come sappiamo fare. (Evgenij Prigožin)
  • Anziché mostrare alle nostre figlie che è possibile diventare presidentesse, l'America ha dato prova che nessun nonno è troppo razzista per diventare leader del mondo libero. (John Oliver)
  • Donald Trump ha vinto la presidenza non grazie alla "classe operaia bianca", ma perché milioni di cittadini americani della classe media istruita hanno frugato nella loro anima e ci hanno trovato un suprematista bianco ghignante. E immense quantità di misoginia. (Paul Mason)
  • Trump non solo ha mandato all'aria i manuali elettorali, ma gli ha dato fuoco. E all'America è piaciuto. [...] Il punk è l'arte di salire sul palco senza nessuna preparazione e strillare: sono io contro il resto del mondo, e che cavolo potete farci? L'ultimo anno e mezzo è stata una sfida tra Trump e il mondo, e il mondo ha perso. (Kyle Smith)
  • Ha vinto la rabbia, la rabbia della protesta. Un miliardario losco, che non paga tasse da vent'anni, mente spudoratamente, è allegramente razzista, xenofobo e sessista, e non ha mai svolto un mandato elettivo o pubblico, ha saputo intercettarla. Magistralmente. [...] Hillary Clinton non è l'unica sconfitta in questo scrutinio. Un'ondata di protesta scuote le élite tradizionali sulle due sponde dell'Atlantico. L'elezione di Donald Trump è uno sconvolgimento maggiore, una data cardine per le democrazie occidentali. Come la caduta del muro di Berlino, come l'11 settembre 2001, questo evento apre su un mondo nuovo, di cui si distinguono a fatica per il momento i contorni, ma di cui una caratteristica è fin da ora certa: tutto ciò che era reputato impossibile o irrealistico è ormai possibile. (Jérôme Fenoglio)
  • Il presidente Donald Trump. Tre parole che erano inconcepibili per decine di milioni di americani – e per la maggior parte del resto del mondo – sono ora diventate il futuro degli Stati Uniti. Trump ha ripetuto la mossa di judo che consiste nello sfruttare il peso di un establishment compiaciuto contro quest'ultimo. La sua vittoria è uno smacco umiliante per i mezzi d'informazione, per gli istituti di sondaggi e per il gruppo dirigente dei democratici, dominati da Clinton. (Ross Douthat)
  • L'elezione di Trump non rende inutili le scoperte giornalistiche sul suo conto pubblicate in campagna elettorale. Il compito del giornalismo è dare delle indicazioni stradali. Non può e non deve funzionare come un pilota automatico. Gli elettori sono liberi di leggere o ignorare le scoperte che pubblicano i giornali, oppure assorbirne le conclusioni e poi votare un candidato che contraddice quello in cui credono e che è stato "smontato" dalla stampa. Comportarsi in maniera sciocca è un diritto inalienabile in una democrazia rappresentativa. (Jack Shafer)
  • La vittoria di Trump per me è stata snervante come nien'altro in campo politico – suggerisce non c'è alcuna barriera, alcun fondo, alcuna indicazione "devi-essere-come-minimo-tanto-così-decente" per servire il proprio paese. Avevo un'opinione migliore della mia nazione. [...] I sondaggi mostrano che generalmente gli elettori hanno visto quello che ho visto anch'io – la gente in effetti credeva che Trump non fosse qualificato, che fosse cattivo, disonesto e indecente. Semplicemente per loro tutto questo non aveva importanza. (Ezra Klein)
  • Mi dispiace dover essere ambasciatore di cattive notizie, ma sono stato chiaro l'estate scorsa quando vi ho detto che Donald Trump sarebbe stato il candidato repubblicano alla presidenza. Ed ora vi porto notizie ancora più terribili e sconfortanti: Donald J. Trump vincerà a Novembre. Questo miserabile, ignorante, pericoloso pagliaccio part-time, e sociopatico a tempo pieno, sarà il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Forza, pronunciate queste parole perché le ripeterete per i prossimi quattro anni: "Presidente Trump". (Michael Moore)
  • Non è la prima volta che il candidato che ho appoggiato ha perso (infatti è la sesta volta), ma è la prima volta che a vincere è un maiale incompetente con idee pericolose, un grave disordine psichiatrico, nessuna conoscenza del mondo e nessuna curiosità di imparare qualcosa. E non è solo Donald Trump ad aver vinto la scorsa notte — hanno vinto anche i suoi sostenitori. Il Ku Klux Klan ha vinto. I suprematisti bianchi hanno vinto. I sessisti, i razzisti e i buffoni hanno vinto. I maschi bianchi arrabbiati che pensano che la musica rap e il Cinco de Mayo siano una minaccia al loro stile di vita (o sono il motivo del loro stile di vita) hanno avuto occasione per festeggiare. Uomini che non hanno alcun diritto di chiamarsi tali e che pensano che le donne che aspirano a più dell'essere attraenti siano esagerate, brutte oppure degne del nostro disprezzo piuttosto che della nostra ammirazione, hanno segnato un centro per gli stronzi misogini di tutto il mondo. È stata data speranza all'odio. È stato dato il prestigio di "nuova voce di un outsider" che sta per "scuotere le cose" alla miserabile stupidità. (Aaron Sorkin)
  • Non ho mai sperato così tanto di essere in errore. Stavo solo cercando di dire a chiunque avesse a che fare con la campagna della Clinton che doveva andare a dare un’occhiata in Michigan e in Wisconsin. Più del 70 per cento degli americani è composto da donne, persone di colore o giovani adulti, o una combinazione di queste caratteristiche. Quindi quello che è successo non sarebbe dovuto succedere. (Michael Moore)
  • Nonostante noi giornalisti tendiamo a rappresentarci come cinici e freddi, possiamo anche essere idealistici e ingenui. Volevamo credere in un paese dove la decenza e la civiltà erano ancora importanti, e dove qualcuno così greve, odioso e irascibile non potesse essere eletto, perché l'America era meglio di così. (Margaret Sullivan)
  • Trump ha vinto perché in fondo in fondo nella vittoria non ci credeva neanche lui. Se non ci credi è meglio. Io non credo più in nulla. (Massimo Cirri)

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