Elio Guerriero

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Elio Guerriero (1948 – vivente), religioso e teologo italiano.

Citazioni di Elio Guerriero[modifica]

  • Nella discesa del Sabato Santo agli inferi, cui alla von Speyr è dato di partecipare misticamente, Cristo ha incontrato e sconfitto il peccato, la realtà ostile a Dio e all'uomo cacciata dal mondo. Attraversando questa realtà senza vita né alito di spirito nell'estrema notte dell'obbedienza veramente cadaverica, Gesù porta la croce al di là del peccato, del male del mondo. Di qui la conclusione della von Speyr che raggiunge quella di Barth e di Origene: l'ultima realtà non può essere il no dell'uomo, bensì il sì di Dio. E se l'inferno è talmente reale da provocare dolore e sofferenza (è dunque assurdo parlare di inesistenza) è anche vero che, avendolo Cristo attraversato e sconfitto con la sua morte obbediente, possiamo fondatamente sperare che esso sia vuoto. È questa la parola forte di von Balthasar, l'annuncio che egli cercò di trasmettere con un'opera sinfonica ma anche profondamente unitaria.[1]
  • Padre Guido Sommavilla, letterato e filosofo, morto nel mese di settembre a 87 anni, era anzitutto un gesuita. Di quelli antichi, dalla grande formazione, che potevano occuparsi di politica oppure di paleontologia, mantenevano però salda la loro appartenenza e non mancavano mai di far seguire alla loro firma SI: Societatis Iesu, della Compagnia di Gesù.[2]
  • [Su Adrienne von Speyr] Pensando agli scritti di Madre Teresa [...] vedo un ponte ideale che lega le due donne. Entrambe sentono il peso del silenzio di Dio. Adrienne [...] chiede a tutti i cristiani di stare sulla soglia, di pensare che "i misteri bisogna lasciarli a Dio". Il silenzio di Dio diventa per lei presenza, pienezza, consolazione. Un silenzio che vive dentro di sé pensando all’angoscia del Getsemani, provata da Gesù. C'è una frase che fa sintesi del suo pensiero: "Se Dio si è donato: io sono invitato a donarmi".[3]
  • Von Balthasar che dopo la letteratura aveva studiato filosofia e teologia, voleva servirsi delle tre discipline per giungere all'anima, per vedere poi come essa si ponesse di fronte al suo destino eterno.[4]

Hans Urs von Balthasar[modifica]

  • Di suo pugno Adrienne scrisse relativamente poco. L'opera più significativa, benché incompleta, è l'autobiografia, Dalla mia vita [...]. Con stile piacevole, anche se a tratti prolisso, l'autrice narra i primi anni della sua vita, descrive l'ambiente familiare, la religiosità liberal protestante, rigorosamente privata dei genitori, si sforza di esporre con obiettività le difficoltà con la mamma, le sue aspirazioni alla concezione cattolica del cristianesimo. (pp. 119-120)
  • Adrienne era giunta al cattolicesimo per il desiderio di una vera confessione sacramentale. Da convertita, dedicò dunque grande attenzione a questo sacramento, che, in continuazione dell'atteggiamento di preghiera, rappresenta per lei la completa trasparenza di fronte a Dio, la perfetta nudità dell'uomo davanti a Dio. La confessione è dunque uno dei libri più arditi e originali di Adrienne. (pp. 125-126)
  • L'ancella del Signore è il primo libro con il nome di Adrienne [...]. Esso mette in risalto il sì obbediente della Vergine nel quale confluiscono l'amore di Giovanni e l'obbedienza di Ignazio. (p. 126)
  • Nella sua vita mistica la Von Speyr viveva in straordinaria familiarità con i santi. In questo volume [Libro di tutti i santi] viene presentato di volta in volta un breve ritratto di santo con la descrizione del suo atteggiamento nella preghiera, che è anche l'espressione del suo particolare carisma come della sua specifica santità. Tutto il volume diviene allora un inno gioioso, una confessione sinfonica della santità, del rapporto privilegiato della Chiesa con Cristo e con Dio. (pp. 130-131)

Il Giubileo[modifica]

  • Gesù Cristo è il centro della storia perché è il Figlio di Dio.
  • Il tempo di Cristo, unico ed irripetibile, è come il centro del cerchio dai quali si dipartono i raggi di collegamento con ogni punto della storia.
  • La risurrezione non è un evento che riguarda solo il Signore, ma diventa viva ed efficace quando attecchisce nel cuore dei discepoli, quando essi non possono contenere la gioia del loro cuore che trabocca in parole di annuncio e testimonianza.

Note[modifica]

  1. Da Teodramma d'amore, in Hans Urs von Balthasar, La mia opera ed Epilogo, Jaca Book, Milano, 1994, pp. 12-13. ISBN 88-16-30258-5
  2. Da Padre Guido Sommavilla: fede e coraggio, in Letture, novembre 2007.
  3. Citato in Filippo Rizzi, Adrienne: e la mistica si fa «moderna», Avvenire, 13 settembre 2007.
  4. Citato in Aa.vv., Hans Urs von Balthasar: cento anni dalla nascita, Editoriale Jaca Book, 2006.

Bibliografia[modifica]

  • Aa.vv., Il Giubileo, Editoriale Jaca Book, Milano, 1998.
  • Elio Guerriero, Hans Urs von Balthasar, Edizioni paoline, Cinisello Balsamo, 1991. ISBN 88-215-2301-2