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Franco Baresi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Franco Baresi nel 2012

Franco Baresi (1960 – 2026), calciatore italiano.

Citazioni di Franco Baresi

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  • Ascoli voleva dire fatica, pressione del pubblico, dell'ambiente, del presidente Rozzi, di tutto ciò che girava attorno alla squadra. Già si percepiva arrivando allo stadio. Questo si aggiungeva ad avversari tostissimi in campo. Magari strappavamo punti, ma erano sempre sudati. Di partite in discesa dalle vostre parti ne ricordo davvero poche, anche con lo squadrone di Sacchi.[1]
  • [Rispondendo a chi chiedeva: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»] No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia.[2]
  • Uno dei campi peggiori in cui ho giocato è stato il Del Duca di Ascoli. L'unità d'intenti, tra squadra e tifosi, il grande incitamento di tutto il popolo dell'Ascoli, hanno reso spesso a noi del Milan la vita difficile.[3]

Citazioni su Franco Baresi

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  • Baresi II è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra con il brasiliano Mauro, battitore libero del Santos e della nazionale brasiliana 1962 (Bicampeao do mundo em Cile). (Gianni Brera)
  • Dava tutto sé stesso. Parlare con lui era parlare con un uomo. (Giuseppe Farina)
  • E da oggi Franco Baresi è il migliore libero d'Italia, Freda e Ventura esclusi naturalmente. (Beppe Viola)
  • Franco era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensi che alla partita di addio al calcio di Albertini [...] ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. (Alberico Evani)
  • Ho sempre studiato gli italiani. Franco Baresi, da cui tutto è cominciato. (John Terry)
  • I compagni obbedivano ciecamente alla sua autorità e ai rivali mostrava le sapienti regole del calcio aperte alla pagina che parla del fuorigioco. «Sono un libero liberato» dichiarò Baresi a France Football. Vero. Raccontano i giocatori del Real Madrid che i rivali del Milan non guardavano né loro né il pallone: guardavano solo Baresi. Così si rispetta un vero capo. Raccontano ancora che «a ogni fuorigioco provocato gli scappava un sorriso». (Jorge Valdano).
  • I rossoneri sono fortissimi in attacco, ma non hanno trovato l'erede di Baresi. (Roberto Rosato)
  • Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. (Silvio Berlusconi)
  • Mitico e unico numero sei! [...] Franco Baresi, nato a Travagliato, Brescia, l'8 maggio 1960. Segno zodiacale: Biscione. (Tifosi)
  • [Dopo la finale del campionato mondiale di calcio 1994] Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante, venti giorni dopo l'operazione al menisco, la prima e ultima finalissima mondiale della vita. (Giorgio Tosatti)
  • Scirea era più elegante. Non so se fosse, o sia, una qualità, ma non mi viene in mente una sua rudezza. Baresi, invece, di botte ne ha date. Ma come guida la difesa – e talvolta, addirittura la squadra – non la guida nessuno. Formidabile. (Gianni Agnelli)
  • Aperto a tutto e a tutti quelli che arrivavano, però era il suo esempio a essere importante, questa è la cosa fondamentale. [...] Il segreto di quel Milan era nell'esempio che davano i giocatori che avevano vinto tantissimo e non si accontentavano. E Franco era unico. Aveva l'orgoglio di giocare per questa maglia, per i tifosi, da capitano trasmetteva queste sensazioni. Se succedeva che la squadra si addormentasse un po', dava la scossa. Non voleva mai perdere, era questa la sensazione forte che arrivava.
  • Aveva una grande velocità, grande intuizione, intelligenza tattica. Possedeva una visione del gioco quasi unica. A livello difensivo è stato il migliore in assoluto di quel periodo, non soltanto perché giocava in un grande Milan, proprio rispetto a tutti i giocatori del mondo in quel momento.
  • Franco era un ragazzo fantastico. Ha lavorato tantissimo per diventare quello che è diventato, è stato il simbolo per tutti coloro che venivano a giocare nel Milan. Vedere come si allenava, come si comportava, come era sempre presente e capire tutto quello che ti dava in campo e fuori, è stato fondamentale per la crescita di altri giocatori.

Citazioni in ordine temporale.

  • Nel 1999, allo scoccare del secolo rossonero, un sondaggio [...] scelse Baresi come calciatore del 900. Una decisione contestata da alcuni. In realtà Rivera è stato superiore per qualità, un campione di livello mondiale e Pallone d'oro [...]. E ancora più completo – per chi scrive – è stato Paolo Maldini, lui sì davvero il più grande milanista di ogni tempo. Ma Baresi è stato il più amato e su questo non esistono discussioni. Nessuno come e quanto lui. A Rivera non è mai stato perdonato il pessimo risultato da dirigente [...], a Maldini una certa indipendenza di giudizio [...]. Baresi ha messo invece d'accordo tutti: sostenitori della tribuna e ultras, compagni di squadra e avversari, giornalisti e il presidente Berlusconi, che lo considera ancora oggi un sesto figlio, qualcosa di speciale e pure di diverso dagli altri giocatori. Un amore che Kaiser Franz si è certamente meritato per fedeltà e per l'alto rendimento assicurato nel tempo. Dopo quella stagione del debutto, condita con la stella rossonera, è rimasto per lottare e combattere nel purgatorio della B, senza mai arretrare di un passo. Lo ha fatto per due volte: dopo lo scandalo del Totoscommesse e dopo un'ultima e drammatica giornata di campionato a Cesena, anno 1982. Il Milan sprofondò nel periodo più nero della sua storia, il futuro sembrava non esistere più e nessuno poteva immaginare i trionfi che sarebbero giunti nel giro di pochi anni. Ma Baresi non scappò e questo gli è valso un posto inalienabile nel cuore del pubblico casciavit.
  • Baresi è stato il migliore interprete del nuovo corso [...] concretizzatosi [...] con lo sbarco di Arrigo Sacchi a Milanello. I maligni raccontano di quando il profeta della zona consigliò al sempre più apprezzato libero del Milan e della Nazionale di guardare le videocassette del Parma per capire i movimenti di Signorini. Verità o leggenda, Baresi è diventato il punto fermo, l'ultimo baluardo, la prima garanzia del Milan più bello di ogni tempo.
  • Gli rimproveravano la mano alzata sul fuorigioco, in realtà ha sollevato più spesso le coppe.

Note

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  1. Dall'intervista di Gigi Mancini, Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A", ilrestodelcarlino.it, 29 novembre 2016.
  2. Citato in C'è Juventus vs Milan. Bettega e Baresi la giocano così, La Gazzetta dello Sport, 19 novembre 1999.
  3. Da un'intervista rilasciata al Guerin Sportivo, citato in Gigi Mancini, Stadio Del Duca, intervista a Franco Baresi. "Triste vederlo a pezzi, ora costruite il ritorno in A", ilrestodelcarlino.it, 29 novembre 2016.

Filmografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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