Gastone Moschin

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Gastone Moschin

Gastone Moschin (1929 – 2017), attore italiano.

Citazioni di Gastone Moschin[modifica]

  • L'attore non deve diventare il personaggio: il suo compito è fingere.[1]
  • Sono sempre stato un po' orso, un po' timido, ma a questo punto della vita mi prendo anche delle soddisfazioni: per esempio dico sempre come la penso.[1]

Da Amici miei e Gastone Moschin: "Le zingarate sono nate così"

Intervista di Emiliano Liuzzi, Ilfattoquotidiano.it, 29 dicembre 2014.

  • Amici miei non è un film comico. Dentro ci sono maschere tragiche, come quella di Tognazzi. C'è la morte di Noiret, c'è la solitudine di tutti noi. Non nasce per far ridere. La risata scaturiva dalla grossolanità dello scherzo.
  • Amo il cinema, gli ho dedicato tutta la mia vita.
  • Cos'è la zingarata? Un'auto, e noi sopra. Monicelli accendeva la musica e dava il ciak. Improvvisazione, anche. Ma soprattutto è la fine dell'inizio, quando annoiati ci fermiamo alla giostra, sui cavallini, col pensiero che è notte fonda e che dobbiamo tornare alla vita reale.
  • [Su John Ford] Credo che in lui, in quei western, ci sia l'epicità che ritroviamo soltanto nella commedia italiana.
  • [Su Amici miei] Fu tutto perfetto. Anche se iniziammo male: Pietro Germi, il primo autore, morì una settimana prima dell'inizio delle riprese. Monicelli, con grande signorilità, girò il film come Germi lo aveva pensato.
  • Gli anni Sessanta e Settanta erano fatti di speranze.
  • [Sulla scena degli schiaffi alla stazione in Amici miei] Noi di corsa, saltando, dovevamo cercare di non far male a quei ragazzi. Ma il regista, col megafono, urlava, più forte, più forte. Non fu un vezzo, era il clima di quei giorni sul set. E a Mario piaceva giocare, nonostante l'autorevolezza che poi aveva. Lui che urlava picchiate, in faccia, più forte. E le comparse incazzate nere. Fu un incubo girare quelle scene.
  • Non azzardo se dico che Amici Miei è stato molto più documentario che film.
  • Oggi apriamo la finestra e l'Italia, il mondo, non ci permettono nessuna zingarata, nessuno spiazzo di allegria.

Note[modifica]

  1. a b Citato in "Sono orso e timido" Moschin si confessa, La Stampa, 25 gennaio 1989.

Filmografia[modifica]

Altri progetti[modifica]