Gerhard Berger

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Gerhard Berger (1991)

Gerhard Berger (1959 − vivente), ex pilota automobilistico austriaco.

Citazioni di Gerhard Berger[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Ayrton Senna] Non poteva sopportare in nessuna maniera di essere battuto, in qualsiasi cosa, nello sport e nella vita. Voleva arrivare primo in macchina, fare lo scherzo più bello e spiritoso, conquistare le ragazze più carine.[1]
  • Ayrton [Senna] non aveva mezze misure. Non parlava con i preti o i vescovi. Aveva un colloquio con Dio.[1]
  • [Sull'arrivo in Ferrari] Ricevetti una telefonata da Marco Piccinini [direttore sportivo della Scuderia], che mi chiese se volessi incontrare Enzo Ferrari. Quella fu la mia vittoria. Anche la McLaren mi voleva, con Ron Dennis, che mi disse: "Devi venire da noi". Ma il mio cuore era per la Ferrari. Arrivai a Maranello in macchina. Ricordo di aver atteso in una stazione di servizio, arrivò Marco [Piccinini] e mi coprì la testa perché, arrivando nell'ufficio di Enzo Ferrari, nessuno potesse vedere chi fossi. Poi visitai Fiorano. Per me era una grossa sorpresa, ero un piccolo meccanico austriaco seduto davanti a Enzo Ferrari. [...] Mi chiese se volevo guidare per lui e immediatamente firmai [...]. Ritornando verso casa, ero la persona più felice del mondo con quel contratto in tasca! Avevo incontrato Enzo Ferrari, ero pilota Ferrari... era come un sogno.[2]
  • Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la tecnologia a fare la differenza.[3]
  • [«Chi è il migliore (pilota) di tutti i tempi?»] Senna. È una domanda facile. Perché il connubio tra velocità, talento, strategia, professionalità, disciplina, personalità e charme erano uniche. In ognuna di queste era vicino alla perfezione.[3]
  • Nel 1987 avevamo una buona macchina [in Ferrari]. In Portogallo ero al comando: testacoda. Finii secondo, vittoria regalata a Prost. Passano alcuni giorni e ricevo una lettera di [Enzo] Ferrari: Caro Berger, ho ammirato e sofferto la sua bella corsa. Bravo! Sarà per la prossima volta. Quella lettera, incorniciata, mi accompagna da allora, segna un modo, uno stile unico. Ed anche una dolcezza che Ferrari spesso mascherava in pubblico.[4]
  • Se tornassi indietro, prenderei casa a Maranello, vivrei lì giorno e notte, pur di non perdere un solo istante di vicinanza con Enzo Ferrari, ogni gesto, ogni parola, con attorno quell'atmosfera magica, fatta di cappuccini al bar, di persone prese da una passione straordinaria, di campane che suonano se una Ferrari vince. Quando sei giovane, non capisci a fondo, pensi a vincere e basta. Poi monta un rimpianto che non va via più.[4]
  • Lewis è il primo pilota che posso mettere allo stesso livello di Ayrton.[5]

Note[modifica]

  1. a b Dall'intervista di Cristiano Chiavegato, Berger: io e Senna, amici per sempre, La Stampa, 25 marzo 1995, p. 27.
  2. Dall'intervista al programma I Signori della Formula 1 di Sky Sport F1; citato in Luca Ferrari, "I Signori della Formula 1": intervista a Gerhard Berger, Formulapassion.it, 15 settembre 2013.
  3. a b Da un'intervista ad Autosprint; citato in Riccardo Piergentili e Francesco Colla, Ferrari 312B - L'intervista a Gerard Berger, ex pilota Ferrari, Tuttosport.com, 2 ottobre 2017.
  4. a b Dall'intervista di Giorgio Terruzzi, Gerhard Berger: «Quei pranzi con Ferrari, si parlava prima di macchine poi si discuteva di donne...» , Corriere.it, 13 agosto 2018.
  5. Citato in Adam Cooper, Berger: "Hamilton è il primo pilota che posso mettere allo stesso livello di Senna", Motorsport.com, 23 aprile 2019.

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