Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II

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Ghostbusters II – Acchiappafantasmi II

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Titolo originale

Ghostbusters II

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1989
Genere commedia, fantascienza, fantasy
Regia Ivan Reitman
Sceneggiatura Dan Aykroyd, Harold Ramis
Produttore Ivan Reitman, Bernie Brillstein, Joe Medjuck, Michael C. Gross
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II, film statunitense del 1989 con Bill Murray, Dan Aykroyd e Sigourney Weaver, regia di Ivan Reitman.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Io so chi è lei dottor Venkman. È che non vedo alcun fantasma! (Assistente del sindaco)
  • Ehi, io sono un elettore! Non dovreste essere voi a vendermi il fumo e a leccarmi il popò!? (Peter) [all'assistente del sindaco]
  • L'occultoteca, alle 19 i feriali a mezzanotte il sabato. Prego. (Ray) [rispondendo al telefono]
  • Oh, com'è allegra! I miei non credevano nei giocattoli. (Egon) [entrando nella cameretta di Oscar]
  • C'è una perditaccia di gas là sotto! Secondo voi da dove viene? Dal cielo? (Peter) [fingendo di essere un operaio]
  • Ci sono alcune cose in questo mondo che vanno oltre l'umana comprensione, che non possono essere spiegate. Cose che la maggior parte della gente non vuole assolutamente sapere. Ed è lì che arriviamo noi. (Peter)
  • Qualche volta se piove merda e qualcuno deve metterci un ombrello... e chi chiamerai? (Peter)
  • Noi redivivi, loro redimorti! (Peter, Egon, Ray) [dopo aver catturato i fantasmi dei fratelli Scoleri]
  • Pancia in dentro, petto in fuori ragazzi: siamo gli Acchiappafantasmi. (Peter)
  • Io ho più di due livelli per la biancheria, ok? Non c'è solo "pulita" e "sporca". Ho diverse sfumature di grigio, d'accordo? Mh? Vedi, l'appendi fuori dalla finestra per venti minuti e torna perfetta! (Peter)
  • Ragazzi! Ragazzi! State spaventando i normali, ok?! Non c'è proprio modo di rimandare a domani?! (Peter) [rivolto a Ray, Winston ed Egon, che hanno fatto irruzione nel ristorante dove Peter stava cenando con Dana, in pigiama, coperti di melma e parlando in tono confuso e concitato]
  • Una dolcezza di bambino. Era un po' irrequieto da principio, ma poi nel latte gli abbiamo messo un po' di pizza... è partito subito. (Janine) [raccontando la serata da babysitter]
  • Oh, non paura. Nessuno fa lui di male. È stato scelto per essere guscio dello spirito di Vigo e tu sarà la madre di imperatore del mondo... ciò non è carino? (Janosz) [a Dana]
  • Sposa me, Dana. Insieme noi alleva Vigo come nostro figlio. E lascia me dico una cosa a te: esistono molti pro in essere madre di dio vivente. È sicuro che noi avremo magnificente appartamento, auto, parcheggio gratis... Molti matrimoni comincia con una certa quantità di distanza, ma io crede che... che tu e io impara di amare noi. (Janosz)
  • Momenti di melma. (Ray)
  • Ed ecco un motivo richiesto, superchiesto dall'isola Liberty: dobbiamo spremere il tuo succo migliore di capodanno, da te, oh Grande Mela! (Peter) [prima di far camminare la Statua della Libertà tramite la musica]
  • Insisti Libby, fa questo lavoro e ti paghiamo un weekend a Las Vegas con il Colosso di Rodi! (Peter) [rivolto alla Statua della Libertà]
  • Vuoi un bambino? Ingravidati qualche bella diavolessa compiacente! Ti do fino al tre per tornare in quel brutto quadro da rigattiere! (Ray) [a Vigo]
  • No, io Ray sono Vigo, imperatore della terra. Andatevene voi omuncoli! (Ray) [posseduto da Vigo]
  • Ehi Vigo! Sì tu, bambola col bambino! Non sai che la moda degli spalloni è già passata? Senti, io ne ho conosciute bionde sceme nella mia vita, ma tu batti il record, ragazza! Soltanto un carpatico tornerebbe a vivere ora e sceglierebbe New York! Bella scelta, coglionaccio! Se avessi materia grigia in quell'enorme melone che hai piantato sul collo, la dolce vita andresti a trovartela giù nel sud della California, nella splendida San Fernando Valley! (Peter) [a Vigo mentre tiene in braccio il piccolo Oscar]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Ray: Quanti sono?
    Madre: Quattordici. Sono tutti di là. Io spero tanto che ce la facciate. Per me è stato come un incubo...
    Winston: Grandi come?
    Madre: Sul metro e quaranta.
    [arrivano a una festa di compleanno per bambini]
  • Ragazzino: Sapete, mio padre dice così, che vendete fumo e merda.
    Ray: C'è qualcuno che ha difficoltà nel credere nel paranormale."
  • Winston e Ray: C'è un che di strano | quaggiù in città. | E chi chiamerai?
    Bambini [in coro]: ...He-Man!
  • Ray: Piccole ingrate larve di yuppie! Dopo quello che abbiamo fatto per la città!
    Winston: Sì, abbiamo materializzato quaranta metri di pupazzo. Fatto saltare via i tre ultimi piani di un grattacielo del centro, finendo per essere denunciati da ogni distretto contea, ed ente governativo di New York.
    Ray: Sì, però che pacchia!
  • Peter: Salve, bentornati a Mondo medianico. Sono Peter Venkman. Sto chiacchierando col mio ospite - autore, conferenziere e sensitivo - Milton Angland. Milton, il tuo nuovo libro si chiama La fine del mondo. Ora, ci puoi dire quando avverrà o dobbiamo comprare il libro?
    Milton: Be', io predico che il mondo finirà allo scoccare di mezzanotte della fine dell'anno.
    Peter: Quest'anno?
    Milton: Mh-mh.
    Peter: Dico, non è che ti lasci un gran margine, vero? Dal punto di vista delle vendite il tuo libro è uscito adesso e non vedrà i diritti di un'edizione economica per almeno un anno e passerà almeno un altro anno prima di sapere se ne faranno un telefilm, uno sceneggiato, una saga in cento puntate... No, lo dico per fare l'avvocato del diavolo, sai. Insomma, non avresti dovuto dire "Ehi, il mondo finirà nel 1992!" O meglio ancora: "Nel 1994!"
    Milton: Questo non è un mezzuccio per fare dei soldi, va bene? Io ho una forte convinzione medianica e penso che il mondo finirà con la fine dell'anno.
    Peter: Be', per il tuo bene spero che si avveri.
    Milton: Grazie.
    Peter: Ok, ma forse l'altro mio ospite non è d'accordo con te. Elaine, sbaglio o avevi in mente un'altra data?
    Elaine: Secondo la mia fonte la fine del mondo arriverà il 14 di febbraio dell'anno 2017.[1]
    Peter: Per San Valentino... Mazzata. Da chi hai avuto questa data?
    Elaine: Io ho ricevuto quest'informazione da un alieno. Come dissi a mio marito, fu a Brooklyn, Hotel Royal. Io stavo prendendo un drink al bar, da sola, e quell'alieno si mise accanto a me e attaccò discorso con me. Mi offrì un altro drink e... allora, che dire? Io credo che debba aver usato una specie di raggio, un dispositivo di controllo mentale perché mi costrinse a seguirlo in camera sua e fu là che mi disse la data della fine del mondo.
    Peter: Così il tuo alieno aveva una stanza all'Hotel Royal a Brooklyn...
    Elaine: Poteva anche essere una stanza nell'astronave arredata in modo da sembrare una stanza dell'Hotel Royal... Io non posso esser certa di questo, Peter!
    Peter: Naturalmente. E questo è il grande problema con gli alieni: non puoi fidartene proprio. Di tanto in tanto se ne incontra uno carino: Starman, E.T. ...ma di solito viene fuori che si mettono le dita nel naso! È scaduto il nostro tempo a disposizione per Mondo medianico. Ma oggi... [Si fa passare il gatto senza pelo dall'assistente] Otto, dammi... i senza pelo! Cristo! [restituisce il gatto] A presto! Qui Peter Venkman che vi dice... [mette la mano sulla tempia facendo finta di trasmettere il pensiero] Ah-ah-ah! Addio! Ciao!
  • Norman: Senti, nessun medium che si rispetti vuole venirci [a programma Mondo medianico], la considerano una truffa!
    Peter: Io sono una truffa!
  • Peter: Ciao Egon. Come va la scuola? Scommetto che quelle scienziate sono impazzite per la tua grossa capocchia, eh?
    Egon: Credo che gli interessi di più il mio epididimo.
  • [Esaminando Oscar]
    Egon: Venkman, prelevi un campione di feci?
    Peter: È per uso personale?
  • [Egon agita un sonaglietto di Oscar]
    Ray: Non hai mai avuto un misirizzi?
    Egon: Sì, ma per pochissimo tempo. Ne estrassi il piombo.
  • Dana: Be', cosa ne pensi?
    Peter: Ah, è proprio brutto. Voglio dire, non come un uomo elefante, ma non è affascinante. È suo padre brutto?
    Dana: Non ascoltarlo...
    Peter: Ah, e puzza. [...] Suo padre puzza? Sì, tuo padre era del Puzzawere, eh? Come ti chiami?
    Dana: Si chiama Oscar.
    Peter: Oh, un nome da statuetta! Povero martire! Povero martire!
  • Egon: Io farei il test dell'espansività alla madre.
    Peter: E chi no?!
  • Ray: Forse qui abbiamo vinto la bambolina! C'è qualche fermento sotto la strada, qui ho 1118 sul PKE.
    Egon: E 2 punto 5 Gaf sul gargarometro.
  • Egon: Qualcuno dovrà andare là sotto.
    Ray: Sì, qualcuno deve andare là sotto. [Peter e Egon guardano Ray]
  • Vigo: Io, Vigo, il flagello della Carpazia, il travaglio della Moldavia, comando e voglio.
    Janosz: Oh, comanda me signore.
    Vigo: Sopra a una montagna di teschi nel castello delle pene ho regnato su di un trono di sangue. Ciò che era si ripeterà, ciò che è non esisterà più. Questa è la stagione del trionfo del male.
    Janosz: Di male?
    Vigo: Devi trovarmi un infante in cui io possa rivivere.
  • Louis: Voi ragazzi state commettendo un grosso errore, io mi occupo solo di cause fallimentari e occasionalmente testamentarie. Ho preso la laurea in legge alle serali.
    Ray: Siamo a posto, Louis: ci hanno arrestati di sera.
  • Louis [difendendo gli Acchiappafantasmi in tribunale]: Vostro onore, signore e signori del co-del co... del pubblico, non trovo giusto chiamare i miei clienti "truffatori". Ok, il black out è stato un grosso problema per tutti, ok. Io sono stato chiuso in ascensore per due ore e per l'appunto anche mi scappava. Però io non li condanno perché una volta io mi trasformai in cane e loro mi aiutarono. Grazie. [arringa]
    Egon: Ottimo Louis. Breve ma affossante.
  • Avvocato dell'accusa: Dottor Venkman, per favore, vuol dire alla corte com'è che lei e i suoi complici vi siete arrogati il diritto di scavare una buca enorme nel mezzo della First Avenue?
    Peter: Be', ci sono tante buche nella First Avenue. Pesavamo che nessuno se ne sarebbe accorto.
  • Giudice Spehen Wexler: Peter Wenkman, Raymond Stanz, Egon Spengler, alzatevi! Alzatevi! Anche lei signor Tully. Siete colpevoli di tutte le accuse. Vi ordino di pagare multe per un ammontare di 25.000 dollari a testa e vi condanno a 18 mesi di reclusione da scontare nel carcere di Rayker's Island!
    Ray [indicando la melma che ribolle]: Egon, eppur si muove!
    Giudice Spehen Wexler: E non ho finito! Su un piano personale lasciate che dichiari ufficialmente che in questa società non c'è posto per certi ciarlatani...
    Egon: Ehm, Vostro onore...
    Giudice Spehen Wexler: Silenzio! E truffatori come voi cinici fraudolenti...
    Peter: Vostro onore, questo è importante...
    Giudice Spehen Wexler: ...voi sfruttate la dabbenaggine degli ingenui...
    Ray: Sì, signore...
    Giudice Spehen Wexler: Stia zitto!
    Ray: Ma...
    Giudice Spehen Wexler: Se non avessi le mani legate dalle inalterabili catene della legge, io invocherei la tradizione dei nostri illustri progenitori, tornerei a una più dura e severa giustizia! E vi farei mettere al rogo! [dalla melma appaiono i fantasmi dei fratelli Scoleri] Oh, mio Dio! I fratelli Scoleri! [il giudice si rifugia sotto il banco degli imputati] I fratelli Scoleri!
    Peter: Amici suoi?
    Giudice Spehen Wexler: Li giudicai per omicidio, gli detti la sedia! Dovete fare qualcosa!
    Egon: Perché non gli dice che non crede ai fantasmi?
  • [Peter indossa lo zaino protonico]
    Peter: Odio questa parte del lavoro. Chissà se questi affari funzionino ancora.
    Egon: Dovrebbero. Le batterie hanno una durata di cinquemila anni.
  • [Mentre accendono uno dopo l'altro il fucile protonico]
    Peter: Do...
    Ray: Re...
    Egon: Egon!
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    Louis: Cosa c'è cara?
    Janine: Ancora quel maledetto fantasma proprio non vuole lasciarci mai soli! Mi sa proprio che dovremo cambiare casa!
    Louis: No, aspetta! Sta' tranquilla, noi non sloggiamo, lui sì!
    Janine: E chi chiamerai?
    Acchiappafantasmi [in coro]: Gli Acchiappafantasmi!
  • [Spot pubblicitario]
    Winston: Col nostro programma speciale a metà prezzo!
    Peter: Cosa?! Aspetta, "metà prezzo"? Ma siamo impazziti?
    Ray: Credo di sì, Peter, perché non è tutto! Diglielo, Egon.
    Egon: Oh, alludi forse agli omaggi? All'elegante boccale termico acchiappafantasmi e ai palloncini?
    Janine: Uno per famiglia!
  • [Sperimentando l'effetto che gli insulti hanno sulla melma]
    Ray: Tu, indegno pezzo di mota! Ignorante disgustoso, bioccolo!
    Egon: Non sei che una molecola instabile elementare!
    Ray: Fetido, emetico liquame!
    Egon: Carica elettrochimica fiacca!
    Ray: Ne ho visti di ripugnanti spurghi di fogna nella mia vita ma tu vinci il premio, tu sei... sei... tu sei... sei...
    Winston [cercando di calmare Ray]: Ehi, ehi...
    Peter: È questo che fai tu nelle ore libere?
    Ray: Peter, è un'incredibile nuova frontiera. Dico, quale scoperta. Una sostanza psico-reattiva, di qualunque natura sia, è la risposta agli stati emotivi umani.
    Peter: Melma umorale. Oh, bambina!
    Winston: Dici che veramente si nutre di vibrazioni cattive?
    Ray: Come un piranha in una piscina affollata.
    Egon: Facciamo dei test per ottenere una reazione positiva di forza uguale.
    Peter: Che genere di test?
    Ray: Be', cantiamo per lei, ci conversiamo e... ehm, le diciamo cose confortevoli e nutrienti per lei.
    Peter: Non ci andrai anche a letto, vero Ray?
    [Ray guarda Egon, che distoglie lo sguardo]
    Peter: Oh, tu...
    Winston: Sono sempre i più silenziosi...
    Peter: Degenerato...
  • [Al telefono]
    Peter: Ray... Sì, è arrivata qui a casa mia Dana. Be', veramente la vasca da bagno ha cercato di agguantarli...
    Ray: Cosa?! Dici sul serio? È fantastico! No cioè... è terribile... ma stupendo per quello che noi... sì, certo. Sì, certo, di volata.
  • Ray: Tu trovi un nesso fra questo personaggio, Vigo... e la melma?
    Egon: Il peso atomico del cobalto è 58.9?
  • Egon: Vigo il carpatico, nato nel 1505, morto nel 1610.
    Peter: 105 anni? Attaccatino alla vita, eh?
    Ray: E neanche morì di vecchiaia! Fu avvelenato, pugnalato, impalato, impiccato, sbudellato, affogato e squartato.
    Peter: Ed è guarito?
    Winston: Pare non fosse molto popolare, eh?
    Egon: Non precisamente un figlio del popolo. Noto anche come Vigo il Crudele, Vigo il Torturatore, Vigo lo Schifato e Vigo il Sacrilego!
    Peter: Non era anche Vigo la Sporcacciona?
    Ray: Ah, senti questa questa, c'era una profezia: poco prima che la sua testa morisse, le sue ultime parole furono: «La morte non è che una porta, il tempo non è che una finestra: io tornerò!»
  • Peter: Allora, che è successo nel mio appartamento?
    Peter: I ragazzi ci hanno passato tutta la notte, rivoltato tutta la tua roba, gli oggetti personali, si sono provati i tuoi vestiti, fatto telefonate intercontinentali, saccheggiato il frigo...
  • Peter: Ho anche portato qualcosa dal tuo appartamento. Una selezione del guardaroba. Un paio di toilette provocanti. Lascio decidere a te.
    Peter: Ok, però dopo cena. Non puntare su queste basse strategie con me.
    Peter: No, no, no.
    Dana: Ora è diverso.
    Peter: Ora ho nuovissime basse strategie.
  • Ray: Tu che ne dici, cinese?
    Egon: Perché non Thai?
    Ray: No, troppo pesante. Greca.
    Egon: Messicana.
    Ray: Pizza.
    Egon: Margherita.
    Ray: Napoli.
    Egon: Ok!
  • Dana [brindando con il vino]: Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!
    Peter: Sì, ci credo. Sono io!
    Dana: Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato.
    Peter: A proposito di troncare con insoliti, perché mi mollasti?
    Dana: Non è che ti mollai, Peter. Io stavo... tentando di proteggere me stessa. Insomma, non eri tanto giusto per me, sai? Questo lo sai, vero?
    Peter: Oh, non sono giusto per me!
    Dana: Sei molto migliore di quanto i immagini, è che non ti valuti abbastanza.
    Peter: Eh, io ho bisogno di questi discorsi. Se avessi avuto questo sostegno per ventiquattrore su ventiquattro avrei trovato l'equilibrio mentale per la fine di questo secolo.
    Dana: Allora quand'è il duemila perché non provi a darmi un colpetto di telefono?
    Peter: Perché non ti do un colpettino adesso?
  • I sette nani avevano una società a responsabilità limitata per una piccola impresa mineraria e un giorno una bella principessa andò a vivere con loro e scambiarono gestione domestica con vitto e alloggio. Fu un grosso affare per loro: non erano tenuti a versare contributi, imposte sul reddito, niente... Il che veramente non si dovrebbe fare, ma il fisco nei boschi è malvisto... (Louis) [raccontando a Oscar la favola di Biancaneve e i sette nani]
  • Janine: Sei bravissimo con i bambini.
    Louis: Grazie. Ho fatto pratica con il criceto.
  • Louis: Dov'è Peter?
    Dana: L'hanno arrestato.
    Janine: Tipico!
  • Ray: Signor sindaco, siamo qui perché un flusso di melma psicomagneterica di immense proporzioni sta montando sotto la città.
    Sindaco: Psico... cosa?
    Peter: Parolona... parolona.
    Egon: Psicomagnoterica. Le emozioni negative si materializzano in forma di vischioso psico reattivo plasma con un potenziale esplosivo super normale.
    Sindaco: Ehm, non c'è qui un interprete arabo?
    Winston: Sì, vostro onore, vede, noi cerchiamo di dirle che tutti i cattivi sentimenti come odio, rabbia e violenza di questa città si trasformano in questo limo. Prima neanch'io ci credevo. Ma siamo stati a farci una nuotata dentro ed è finita che ci scannavamo tra noi!
    Assistente del sindaco: Ma questa è follia! Dobbiamo proprio stare ad ascoltarli?
    Peter: Ma non può smettere di sbatacchiare quelle labbra per due minutini? Lenny, lei è stato in strada ultimamente? Sa quanto c'è di anomalo là fuori? Noi abbiamo fatto i nostri calcoli: sembra che ci siano 3 milioni di perfetti stronzi completamente repressi che vivono nell'area dei tre stati!
    Assistente del sindaco: Oh, la prego!
    Peter: Mi scuso per lui. Tre milioni e uno.
    Assistente de sindaco: Ehi!
    Ray: E qualche cervello di pollo qui non capisce che se non facciamo presto qualcosa tutta questa città salterà presto nella padella!
    Sindaco: E io come dovrei fare? Andare in tv e dire a dieci milioni di persone che devono essere carini l'uno con l'altro? Ma essere infelici e trattare il prossimo come mota è sacrosanto diritto di ogni newyorkese!
  • [Nel reparto psichiatrico del Parkview Hospital]
    Ray: Come le ho già spiegato prima, pensiamo che lo spirito di un tiranno moldavo del sedicesimo secolo sia vivo e vegeto in un dipinto nel museo delle arti di Manhattan.
    Psichiatra: E ci sono altri quadri in questo museo con dentro spiriti maligni?
    Egon: Lei sta sprecando tempo prezioso. Il tiranno trae forza da un flusso di melma psicomagneterica che si raccoglie sotto la città.
    Psichiatra: Parlatemi di questa melma.
    Winston: È una roba molto potente che fa ballare perfino il tostapane!
    Psichiatra [scettico]: Il tostapane?
    Winston: La vasca si mangiava il figlio di una sua amica!
    Psichiatra [scettico]: La vasca...
    Peter: Non guardi me. Questi sono completamente pazzi.
  • Poliziotto: Tenente, è meglio che ci parli lei con questo qua! [tendendo la cornetta del telefono]
    Tenente: Sono occupatissimo!
    Poliziotto: È il sovrintendente del porto alla banchina 37, dice che il Titanic è appena entrato in porto!
    [al porto intanto...]
    Scaricatore di porto: Meglio tardi che mai.
  • Sindaco: [...] io passerò alla storia come sindaco che lasciò che New York fosse risucchiata dal decimo girone dell'Inferno! Va bene, non abbiamo scelta, chiama gli acchiappafantasmi!
    Jack: Aspetti, io-io sono sicuro che c'è un altro mezzo.
    Sindaco: Jack, ho passato un'ora stanotte in camera mia a chiacchierare con Fiorello La Guardia, ed è già morto da quarant'anni!
  • Ray: Sembra un gigantesco... dolce di gelatina.
    Winston: Io odio la gelatina.
    Peter: Sì, ma fa bene alla pancina e contenta la mammina.
  • Egon: Quella melma sta pulsando di male. Richiederebbe un'enorme quantità di energia positiva spaccare quel guscio. E io ho seri dubbi che in questa città vi sia bontà residua per farlo.
    Ray: Non riesco a credere che questa città sia tanto guasta da non poter tornare indietro. Ma certo è sporca, è affollata, è fragorosa, è inquinata e c'è gente in giro che è pronta a camminarti sulla faccia a prima vista! Però, andiamo, ci sarà rimasta qualche scintillina di umanità in questo logoro borgo. Non c'è che pensare al modo di mobilitarla.
    Egon: Ha ragione, ci serve qualcosa dietro cui la città possa schierarsi, ci serve... un simbolo.
    Ray: Qualcosa che faccia appello al meglio di ognuno di noi.
    Egon: Un che di buono.
    Winston: Un che di degno.
    Peter: Un che di puro.
  • [Osservando la Statua della Libertà]
    Peter: Viene da chiedertelo, vero?
    Winston: Da chiedermi cosa?
    Peter: Se sia nuda sotto quel manto. È francese! Lo sai, no?
  • Winston: Uno meno!
    Ray: Sul terreno. [sparando a Janosz]
  • [Osservando il loro ritratto]
    Winston: Ehi ragazzi, date un po' un'occhiata!
    Ray: Wow!
    Egon: Primo Rinascimento credo: Raffaello o Piero della Francesca.
    Peter: No, per me è un Cannolicchio da Tortellino.

Citazioni su Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II[modifica]

Frasi promozionali[modifica]

  • Indovina chi sta arrivando a salvare il mondo di nuovo?
Guess who's coming to save the world again?[2]
  • Sono tornati![3]

Note[modifica]

  1. Nella versione originale il giorno citato è il 14 febbraio 2016.
  2. Dalla locandina in inglese. Cfr. Poster 2 - Ghostbusters 2, MYmovies.it
  3. Dalla locandina in italiano. Cfr. Foto Locandina da Ghostbusters II, filmTV.it

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