Gianrico Carofiglio

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Gianrico Carofiglio (1961 – vivente), magistrato e scrittore italiano.

  • Non c'è problema? Ma come parli, Guerrieri? Sei impazzito? Dopo non c'è problema ti rimangono tre passaggi: un attimino, quant'altro e piuttosto che nell'immonda accezione disgiuntiva. A quel punto sei maturo per andare all'inferno, nel girone degli assassini della lingua italiana. (Guido Guerrieri: da Le perfezioni provvisorie)

Ad occhi chiusi[modifica]

Incipit[modifica]

Non c'è nessuno che smetta di fumare.
Si sospende, al massimo. Per giorni. O per mesi; o per anni. Ma nessuno smette. La sigaretta è sempre lì, in agguato. Qualche volta salta fuori nel bel mezzo di un sogno, magari cinque, o dieci anni dopo aver «smesso».
Allora senti il contatto delle dita sulla carta; senti il leggero, sordo, rassicurante rumore che fa quando la batti sul piano della scrivania; senti il contatto delle labbra sul filtro ocra; senti lo scratch del fiammifero e vedi la fiamma gialla, con la base azzurra.
Senti addirittura la botta nei polmoni, e vedi il fumo che si diffonde fra le carte, i libri, la tazzina di caffè.

Citazioni[modifica]

  • Ovviamente bisogna intendersi su cosa significhi cedevolezza. Significa resistere fino ad un certo punto, e poi sapere esattamente in quale momento cedere, e sviare la forza dell'avversario, che alla fine si ritorce contro di lui. Il segreto dovrebbe essere nel saper trovare il punto di equilibrio fra resistenza e cedevolezza; cedevolezza e resistenza; debolezza e forza. Il principio della vittoria dovrebbe essere tutto qui. Fare esattamente il contrario di quello che l'avversario si aspetta, e che a te verrebbe naturale, o spontaneo. Qualunque cosa significhino queste due parole. (pag. 142)
  • L'aria vibrava delle nostre possibilità infinite, in quelle sere di primavera. Vibrava nei nostri occhi un po' sfuocati dalla birra, sulle nostre pelli tese e abbronzate, sui nostri muscoli giovani.
    Sulla nostra voglia rabbiosa di tutto. (pag. 145)

Il passato è una terra straniera[modifica]

  • Manipolare le carte, manipolare gli oggetti, sono cose che vanno molto al di là del semplice gesto di destrezza. La vera abilità del prestigiatore consiste nella capacità di influenzare le menti. E fare un gioco di prestigio riuscito significa creare una realtà. Una realtà alternativa dove sei tu a stabilire le regole. La vera differenza non è fra manipolare e non manipolare. La differenza è fra manipolare consapevolmente e manipolare inconsapevolmente.
  • I giochi di prestigio, o il barare alle carte, sono una metafora della realtà quotidiana, dei rapporti fra le persone. C'è qualcuno che dice delle cose e contemporaneamente agisce. Quello che succede davvero è nascosto tra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l'attore ne è consapevole e controlla il processo.
  • Io personalmente mi sento vincolato a non violare solo le norme giuridiche che coincidono con i miei principi etici.
  • E alla fine lo colpii anch'io. Gli diedi uno schiaffo per far cessare quel parossismo. Gli diedi uno schiaffo per cattiveria. E per rabbia. Quella rabbia che ti prende quando sei di fronte alla debolezza, alla vigliaccheria di qualcuno e riconosci, o hai paura di riconoscere, la tua debolezza, la tua vigliaccheria. Quando sei di fronte al fallimento di qualcuno e cerchi di distruggere la paura, che quello stesso fallimento prima o poi tocchi a te.
  • La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo. Il gioco di prestigio è una cosa onesta perché è chiaro in anticipo che la realtà è diversa da quella che appare.

Il silenzio dell'onda[modifica]

Incipit[modifica]

Per la terza volta la incrociò davanti al portone del dottore, sempre di lunedì e sempre alla stessa ora. Era certo di averla già vista, prima di quegli incontri, ma non avrebbe saputo dire dove né quando.
Forse era anche lei una paziente e aveva l'appuntamento alle quattro, si disse salendo le scale verso lo studio.

Citazioni[modifica]

  • Capì perché era meglio non domandare: se una cosa importante hai bisogno che ti venga spiegata, probabilmente non la capirai mai. (pag. 76)
  • Un conto è aspettare l'onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva. (pag. 109)
  • E quando sei su certe onde, montagne di acqua, vere montagne, non ti importa di nulla. Vuoi solo scoprire di che pasta sei fatto. Non ti importa di niente a parte essere lì sopra. E c'è un armonia perfetta, in quei secondi che sei lì in equilibrio fra il mare e il cielo, quasi fermo mentre scivoli velocissimo tra l'acqua e l'aria, e il fragore. Passi nel mezzo dell'onda, nel punto esatto, equidistante tra questi opposti. (pag. 109)
  • Pascal diceva che conviene scommettere sull'esistenza di Dio. In sintesi l'idea è che se scommettiamo sull'esistenza di Dio e Dio esiste vinciamo la scommessa con un guadagno infinito. Se dio non esiste, non perdiamo nulla e almeno abbiamo trascorso un esistenza resa più lieta dalla fede. (pag. 110)
  • L'amore è inventare l'altro con tutta la nostra fantasia e con tutte le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà. (pag. 173)

Né qui né altrove. Una notte a Bari[modifica]

  • L'attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri. Le persone attente sono curiose e attive; studiano e lavorano con entusiasmo, coinvolgimento e passione; scrutano i bisogni delgi altri e sono capaci di aiutare.
  • Secondo me le superstizioni sui fantasmi vengono proprio da esperienze di questo genere. Sei così abituato alla presenze di qualcuno che quando questo qualcuno se ne va ti capita di continuare a sentire il suo passo, il suo modo di bussare, qualsiasi cosa. È così che se hai voglia, o bisogno, di credere, ti convinci che esistono i fantasmi.
  • Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove.
  • Come tutti i narcisisti tu non hai mai vissuto per davvero. Hai sempre e soltanto interpretato un personaggio. E visto che è il TUo personaggio, gli hai dato tutte le qualità, altruismo incluso. Ma è tutta una recita, è tutta una dannata bugia.
  • In quei momenti pensi che il tuo amore non esiste, perché non c'è nessuno dall'altra parte a riceverlo.
  • Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto.[Guccini]
  • Allora sai cos'è l'angoscia? Bizzarro, vuol dire che anche tu invecchi?
    Pare che sia l'unico modo per evitare di morire giovani.
  • Lei era la perfezione e per questo intuivo che mi sarebbe stata negata, irrimediabilmente.
  • "Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
    "Perché?"
    "Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
  • "Far passare il tempo.."
    "Frase idiota, hai ragione. Ci pensa da solo il tempo a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto."

Incipit di Ragionevoli dubbi[modifica]

Quando Margherita disse che doveva parlarmi, pensai che aspettasse un bambino.
Era un tardo pomeriggio di settembre. Con tutta la luce drammatica dell'estate che finisce, che preannuncia la penombra e i misteri dell'autunno. Un buon momento per sapere che diventerai padre, pensai distintamente mentre ci sedevamo in terrazza, il sole basso alle nostre spalle.

Il bordo vertiginoso delle cose[modifica]

  • Com’erano sempre calmi e imperturbabili gli occhi del signor Knaak! Occhi che non giungevano fino all’interno delle cose, là dove esse si fanno complicate e tristi; che non sapevano nulla, se non di essere scuri e belli.
  • Mi spiace, ha perso il segno. Non mi piace mettere il segno. Mi piace ritrovare il punto in cui ero arrivata ricordandomi la pagina e rileggendo magari qualche paragrafo prima.
  • Il revisionismo è una corrente del marxismo che sostiene la necessità di una attenuazione della lotta di classe fra borghesia e proletariato. Gramsci è stato il più importante revisionista italiano ed è soprattutto per colpa sua se oggi il PCI è un partito reazionario senza nessuna vera differenza rispetto alla Democrazia cristiana.
  • Com’era quella frase di Fitzgerald? Nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino.
  • Il silenzio si depositò sulla classe come una polvere leggera e persistente. La reazione che si riserva ai fenomeni davvero inusuali. Quando succede una cosa e ti accorgi che sta succedendo e non hai bisogno che ti venga detto dopo.
  • La retorica è la tecnica di concepire discorsi persuasivi e di perseguire la verità con il mezzo dell’argomentazione.
  • L’idea è che la cosiddetta realtà oggettiva appare diversa a seconda dei singoli individui che la percepiscono, la interpretano e poi la raccontano.
  • Protagora, cui si deve la celebre massima: l’uomo è misura di tutte le cose.
  • Ogni separazione ci fa pregustare la morte, e ogni rivederci ci fa pregustare la resurrezione. Perciò le stesse persone, che erano state indifferenti l’una all’altra, si rallegrano tanto, quando, dopo venti o trent’anni, si incontrano di nuovo.
  • Il sofisma è per definizione il discorso ingannevole basato sulla forza di suggestione del discorso retorico. Un nemico della verità.
  • Kant, sosteneva che mentire non è mai lecito e che la menzogna, ogni menzogna, è un’ingiustizia contro i diritti dell’umanità intera.
  • Quando fui nel supermercato provai una sensazione molto strana, che mi è capitata pochissime altre volte nella vita. La percezione di essere a uno snodo del tempo, superato il quale niente sarebbe stato lo stesso.
  • La percezione del cambiamento nell’attimo in cui il cambiamento stava per avvenire.
  • Ora è o vecchio o morto, ti ripeti prima di rimetterti a leggere, decidendo che non vuoi inseguire i tuoi pensieri in questa direzione. Si va in territori che proprio non hai voglia di esplorare.
  • Come quando ti avvicini a un arazzo, lo osservi da dietro e ti accorgi di come i puntini colorati che formano il disegno risultino da fili dello stesso colore che compaiono, scompaiono e ricompaiono ancora, dopo un cammino sotterraneo, in qualche punto lontano. Adesso provi qualcosa di simile. Ti sembra d’un tratto che le migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di frammenti di vita che hai disseminato nei tuoi quarantotto anni, gli svariati punti di vista degli altri su di te, i te stessi moltiplicati nella visione di tutti gli altri, non siano altro che i puntini di un arazzo che emergono inattesi da fili nascosti, fili che hanno fatto lunghi e nascosti percorsi.
  • Qualcuno si chiede per quale motivo si studi la filosofia, cioè una disciplina che in apparenza non ha alcuna utilità pratica. Ebbene la filosofia serve a non dare per scontato. Nulla. La filosofia è uno strumento per capire quello che ci sta attorno – per capire quello che ci sta dentro probabilmente è più efficace la letteratura –, ma capiamo davvero quello che ci sta attorno se non diamo per scontate le verità che qualcun altro ha pensato di allestire per noi. Fare filosofia – cioè pensare – significa imparare a fare e a farsi domande. Significa non avere paura delle idee nuove. Significa non fermarsi alle apparenze. Significa essere capaci di dire di no a chi vorrebbe imporci il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Cioè a chi vorrebbe pensare per noi.
  • [ Bartleby lo scrivano] Ve ne sto parlando perché è un grande racconto sulla capacità di dire no, che è una delle manifestazioni fondamentali del pensiero e della libertà.»
  • Non guardate indietro, ci siete già stati.
  • Cosa facevi tu, prima di un esame all’università? Non te lo ricordi e ti senti invadere da un panico leggero. Lo conosci questo panico, è quello che compare quando ti accorgi di avere smarrito la memoria di interi pezzi della tua vita. Non ti ricordi quando studiavi, non ti ricordi cosa provavi prima degli esami, non ti ricordi nemmeno quello che provavi dopo averli superati.

Bibliografia[modifica]

  • Gianrico Carofiglio, Ad occhi chiusi. Sellerio, 2003. ISBN 9788838919053.
  • Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera, Rizzoli.
  • Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell'onda, Rizzoli Editore, ISBN 9788817052085
  • Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio, 2010. ISBN 978-88-389-2454-5
  • Gianrico Carofiglio, Né qui né altrove. Una notte a Bari, Laterza Editore, ISBN 8842086304
  • Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Sellerio, 2010. ISBN 9788838921466

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]