Giorgio Caproni

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Foto della tomba del poeta Giorgio Caproni e della moglie

Giorgio Caproni (1912 – 1990), poeta, critico letterario e traduttore italiano.

Citazioni di Giorgio Caproni[modifica]

  • Ah mia famiglia, mia famiglia dispersa [...] | ah mia casata | infranta — mia lacerata tenda volata via | col suo fuoco e il suo dio.[1]
  • Ah, mio dio, Mio Dio, | perché non esisti? | Dio onnipotente, cerca (sfórzati) a furia di insistere – almeno di esistere.[2]
  • Cosa volete ch'io chieda. | Lasciatemi nel mio buio. Solo questo. | Ch'io veda.[3]
  • La vita, una volta che è data, non la si può togliere. Chi non la desidera, non la dia. Tanto più che dando una vita non è che si faccia, da un punto di vista non-cristiano, un grosso regalo. Perché la vita è più sofferenza che gioia: a maggior ragione, quindi, non bisogna stroncarla. Semmai, bisogna cercare di aiutarla.[4]
  • Mi hai scritto una lettera tragica, che mi fa paura (). Che posso dirti? Sono vecchio anch'io, ho anch'io tanti malanni addosso e intorno (): sei stato grande nel dolore, nella gioia, nella vita. Sempre. E ora vuoi "buttarti giù dalla finestra"? Son pensieri degni di Carlo Betocchi, questi? Anch'io sono vecchio, ti ripeto. Anch'io mi trovo sull'orlo.[5]
  • Montale, | ciottolo roso, | dal greto che più non risuona, | ha tolto una canna | bruciata dal sole, | e intesse liscosa canzone.[6]
  • Tonica, terza, quinta, | settima diminuita. | Resta dunque irrisolto | l'accordo della mia vita?[7]
  • Un semplice dato: | Dio non s'è nascosto. | Dio si è suicidato.[8]
  • Un'idea mi frulla, | scema come una rosa. | Dopo di noi non c'è nulla. | Nemmeno il nulla, | che già sarebbe qualcosa.[9]

Citazioni su Giorgio Caproni[modifica]

  • Qui nacque Giorgio Caproni
    Poeta delicato e forte come la città
    che lo vide nascere. (A Livorno, una targa posta in Corso Amedeo l'11 novembre 2007 ricorda il luogo in cui Giorgio Caproni nacque)
  • Vorrei sfatare una volta per tutte la presunta irreligiosità di mio padre. Si parla di un Caproni ateo. Iniziò un colloquio con Dio nella seconda stagione della sua vita, o forse sarebbe meglio dire un colloquio con la trascendenza. Faceva fatica a trovare Dio perché faceva fatica a trovare il bene, senz'altro meno appariscente del male, che invece si incontra tutti i giorni. L'etichetta di ateo è stata attaccata in modo troppo sbrigativo, anche perché lui era profondamente religioso. Andava a Messa tutte le domeniche con mia madre. Forse ci andava per accontentarla, ma comunque ci andava. Diceva le preghiere due volte al giorno e un po' si seccava se tu te ne accorgevi. Era molto devoto alla Madonna della Guardia di cui aveva un'immaginetta nel taccuino. Poi la smarrì e ci restò molto male. Era un'immagine molto consumata vecchia di quarant'anni. Mia madre gliene portò un'altra. Sulla sua scrivania c'erano due testi che leggeva regolarmente: l'Antico e il Nuovo Testamento. (Attilio Mauro Caproni; citato in Avvenire, 5 gennaio 2012)

Note[modifica]

  1. Da Il muro della terra, in Tutte le poesie, Garzanti, Milano, 2002
  2. Citato in Gianfranco Ravasi, L'incontro: ritrovarsi nella preghiera, Oscar Mondadori, Milano, 2014, p. 99. ISBN 978-88-04-63591-8
  3. Da Istanza al medesimo, in Il muro della terra, Garzanti
  4. Da Cesare Cavalleri, «Un poeta in cerca dell'anima». intervista con Caproni del 1983Studi cattolici, ottobre 1983
  5. Da una lettera a Carlo Betocchi; citato in Corriere della sera, 1 aprile 2008
  6. Da Epigramma in Res Amissa
  7. Da Cadenza, 1972
  8. Da Deus absconditus, in Il muro della terra, Garzanti
  9. Da Pensatina dell'antimetafisicante

Bibliografia[modifica]

  • Giorgio Caproni, Res amissa (postumo), a cura di Giorgio Agamben, Garzanti, 1991. ISBN 8811631017

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