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Domitilla D'Amico

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Domitilla D'Amico (1982 – vivente), doppiatrice e attrice italiana.

Citazioni di Domitilla D'Amico

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Citazioni in ordine temporale.

  • [Sul doppiaggio] Lo definisco un mondo magico. Per intraprendere questa carriera sicuramente devi avere tanta tanta passione dentro e ti deve veramente piacere moltissimo. Comunque è un mondo strano, pieno di gente molto estrosa e questo mi entusiasma.[1]
  • [«Ti sei mai sentita emotivamente coinvolta con i personaggi a cui hai dato la voce?»] Sempre, altrimenti il lavoro non viene bene, devi sempre metterci il cuore, e questo puoi farlo solo se hai una tecnica perfetta. Per fare un esempio, è come suonare uno strumento, se non ti eserciti per ore ed ore, non sarai mai in grado di esprimere al meglio ciò che hai dentro.[2]
  • [Su Federico Fellini] Era solito fare schizzi e giochi, come fosse un gesto di scrittura automatica, poi li strappava, li buttava. Se eri bravo glieli sottraevi. Ha disegnato per me due vignette con i pennarelli a spirito, una in particolare recita una cosa del tipo "Grandi applausi del pubblico per la piccola Domitilla" e ci sono io che mi inchino sul palcoscenico, la dedica e la firma. Me le diede ridendo, le ho entrambe incorniciate a casa. Era un bravo vignettista![3]
  • [«Pensi che il fiorire delle scuole di doppiaggio possa essere un bene per la professione, o che non preparino adeguatamente chi le frequenta?»] I ragazzi devono capire che — come in ogni campo — oltre alla passione è necessaria conoscenza, capacità di ragionare, apertura di orizzonti: sebbene le parole chiave siano dizione, recitazione, personificazione, non si può prescindere dall'amore e dalla conoscenza della letteratura, della lingua italiana, della poesia e della musicalità delle parole. Questo humus permette di aggiungere sempre un tocco che rende migliore il tutto. L'esercizio vero infatti dovrebbe essere il bel parlare: noi italiani possediamo uno strumento musicale leggiadro come non ne esistono altri al mondo, la nostra lingua, ma chissà perché abbiamo deciso di bistrattarlo.[3]
  • Sono una mamma molto generosa. Faccio del mio meglio, faccio il mio massimo. Non sono apprensiva, ansiosa. [parla della figlia] La lascio libera, ma con delle regole che si devono rispettare. Le lascio i suoi spazi ma so anche essere severa. Sono anche giocosa... cantiamo, ridiamo... mi porto un po' il lavoro a casa.[4]
  • La scena più imbarazzante che ho doppiato? In The Dreamers del maestro Bertolucci. In quel film [...] c'erano scene di sesso piuttosto forti. Ma la cosa più strana è che in sala di doppiaggio avevamo riprodotto il set. C'erano materassi, bicchieri di vino, sigarette: tutto quello che figurava nel film. E io avevo solo diciannove anni.[5]
  • [Su Kirsten Dunst] [...] era grata per il lavoro che ho svolto come doppiatrice con lei; ed era assolutamente semplice, autentica, alla mano. Molto più di tanti attori italiani, meno conosciuti e talentuosi di lei.[5]
  • [«Cosa significa per te doverti confrontare e "dare voce" a star di questo livello?»] Significa non tradire le loro magistrali interpretazioni, ogni attrice ha il suo modo, la sua caratteristica che la rende unica è arte.[6]

edesubitoserial.it, 4 agosto 2011. [collegamento interrotto]

  • [«Perché è importante il doppiaggio e perché andrebbe tutelato dal momento che molti paesi ne fanno a meno?»] A chi dice che è facile abituarsi ai sottotitoli, rispondo dicendo che una sovraimpressione può distruggere il bello, la magia dell'immaginare. Certo, è possibile che una traduzione inefficace distrugga la storia (che è anche peggio che distruggere l'immagine), ma quando si ha a che fare con film, degni di tale nome, il regista e la produzione sono sempre presenti e seguono in prima persona il processo di traduzione, adattamento e doppiaggio.
  • [«Hai ricevuto moltissimi premi per i tuoi doppiaggi. Qual è stato il più emozionante?»] Ovviamente un premio molto particolare e che nessuna giuria può assegnarmi, ovvero quando metto un film e nostra figlia Charlotte sembra riconoscere la voce della mammina! Penso che non ci sia premio più emozionante di questo!
  • [«Quali sono stati invece i personaggi [dei cartoni animati] più difficili da doppiare?»] Uno dei personaggi più difficili da doppiare è stato senza dubbio Kiki in Kiki consegne a domicilio, perché avevo ventun anni e dovevo fare la voce da bambina senza risultare falsa, e perché doppiavo anche Ursula, che doveva essere matura, l'alter ego di Kiki. Miyazaki si è complimentato, ha assistito a tre turni. [...] Altro personaggio molto difficile è stato quello in Ratatouille, può sembrare il contrario ma Colette parlava proprio a tremila con tanti cambi d'intonazione.

Doppiaggio

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Film

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Film d'animazione

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Serie animate

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Serie televisive

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Note

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  1. Da Intervista a Domitilla D'Amico, alerossi.com, 2003.
  2. Da Stefano Magni, Intervista a Domitilla D'Amico: la voce delle giovani star, mondorosashokking.com, 1º maggio 2010.
  3. a b Da Intervista a Domitilla D'Amico, taxidrivers.it, 5 settembre 2011.
  4. Da The brightest voice. Domitilla D'Amico, ilovecoffeeing.wordpress.com, 13 novembre 2014.
  5. a b Dall'intervista di Simonetta Caminiti, Domitilla D'Amico, la voce delle supersexy, ilgiornaleoff.it, 8 ottobre 2015.
  6. Dall'intervista Domitilla D'Amico, la forza di una voce, lifeandpeople.it, 15 dicembre 2018.

Altri progetti

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