Guida galattica per autostoppisti

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Guida galattica per autostoppisti

Immagine Hitchhiker Logo.svg.
Titolo originale

The hitchhiker's guide to the galaxy

Lingua originale inglese
Paese Usa
Anno 2005
Genere fantascienza, commedia, avventura
Regia Garth Jennings
Soggetto Douglas Adams
Sceneggiatura Karey Kirkpatrick, Douglas Adams
Produttore Gary Barber, Jay Roach, Roger Birnbaum, Jonathan Glickman, Nick Goldsmith
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Guida galattica per autostoppisti, film statunitense del 2005, regia di Garth Jennings.

TaglineNon dimenticatela sul pianeta Terra!

Incipit[modifica]

È un fatto importante, ancorché comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta Terra, l'uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell'imminente distruzione del pianeta Terra. Avevano tentato più volte di avvertire l'umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così, alla fine, decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L'ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l'inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: "Addio e grazie per tutto il pesce".

Frasi[modifica]

  • Barman, sei pinte di birra, e presto: il mondo sta per finire! [...] Tieni il resto: hai dieci minuti circa per spenderli. (Ford Perfect)
  • Il tempo è un'illusione; l'ora di pranzo una doppia illusione. (Ford Perfect)
  • [Dall'altoparlante] Popolo della Terra, qui è il prostetnico Vogon Jeltz dell'Ente Galattico Viabilità Iperspaziale. Come forse saprete, i piani di sviluppo delle regioni periferiche della galassia prevedono una superstrada iperspaziale che attraversi questo sistema solare, e il vostro pianeta è uno di quelli destinati alla demolizione. C'è poco da sorprendersi: progetti e ordini di demolizione erano esposti all'ufficio viabilità di Alfa Centauri da cinquanta anni terrestri! Se non vi prendete la briga di occuparvi degli affari locali, peggio per voi. Che pianeta di scioperati... non mi fa neanche pena. (Prostetnico Vogon Jeltz)
  • La Guida galattica per autostoppisti è un libro decisamente notevole; forse il più notevole, sicuramente quello di maggior successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell'Orsa Minore. Più popolare del Manuale di economia domestica celeste, più venduto di Altre 53 cose da fare a gravità zero e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Oolon Colluphid Dove ha sbagliato Dio, Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio e Ma chi è questo Dio, in fin dei conti?. La Guida ha già soppiantato l'Enciclopedia galattica come indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza per due importanti ragioni. Primo, costa un po' meno; secondo, reca la scritta DON'T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina. (Guida galattica)
  • I Vogon sono una delle razze più sgradevoli della galassia; non sono cattivi ma insensibili burocrati zelanti con un pessimo carattere, sì. Non alzerebbero un dito per salvare la propria nonna dalla vorace bestia Bugblatter di Traal senza un ordine in triplice copia spedito, ricevuto, verificato, smarrito, ritrovato, soggetto a inchiesta ufficiale, smarrito di nuovo e alla infine sepolto nella torba per tre mesi e riciclato come cubetti accendifuoco. (Guida galattica)
  • Il Babelfish è piccolo, giallo, ricorda una sanguisuga ed è forse la cosa più strana dell'universo. Si ciba dell'energia delle onde celebrali, assorbendo frequenze inconsce ed espellendo una matrice di frequenze consce verso i centri celebrali del linguaggio. La conseguenza pratica è che se ve ne ficcate uno nell'orecchio, comprenderete istantaneamente qualunque cosa in qualunque lingua. (Guida Galattica)
  • Resistere è inutile! (Guardia Vogon)
  • La poesia Vogon è largamente riconosciuta come la terza peggiore dell'universo; al secondo posto quella degli Azgoth di Kria. Durante una declamazione del loro sommo poeta Gruntos il Flatulento della sua poesia Ode a un piccolo grumo di mollume verde trovatomi sotto l'ascella un mattino di mezza estate, quattro nell'uditorio morirono di emorragia interna e il Presidente del Consiglio medio-galattico per la Corruzione delle Arti sopravvisse staccandosi una gamba a morsi. La peggiore opera poetica era quella di Paula Nancy Millstone Jennings, del Sussex, andata fortunatamente distrutta con la Terra. (Guida galattica)
  • Lo spazio, dice l'introduzione alla Guida galattica, è vasto, ma proprio vasto! Neanche ve l'immaginate quanto enormemente, smisuratamente, sbalorditivamente vasto esso sia, eccetera. Inoltre dice che se vi riempite i polmoni di aria potete sopravvivere nel vuoto cosmico per circa trenta secondi. Ma essendo lo spazio vasto, come si diceva, le probabilità di essere raccolti entro quel lasso di tempo sono due elevato alla potenza di due miliardi settantanove milioni quattrocento sessantamila trecento quarantasette [2079460347] a uno, che, per una strabiliante coincidenza, è anche il numero di telefono dell'appartamento di Islington dove Arthur, a una festa mascherata, aveva conosciuto una graziosa signorina andando miseramente in bianco. Sebbene il pianeta Terra, l'appartamento di Islington e relativo telefono siano andati distrutti, Ford e Arthur sono stati invece salvati. (Guida galattica)
  • Beeblebrox, universalmente riconosciuto come la stella meno brillante di svariati sistemi solari, è più famoso per la controversa vittoria su Humma Kavula, secondo il quale in molti erano convinti di aver votato al concorso per l'essere senziente peggio vestito dell'universo conosciuto. (Notizia al telegiornale)
  • Ehi, smilza! Porti le mie mutande? Perché io porto le tue, e non è che sia una festa! (Zaphod Beeblebrox)
  • Il motore ad improbabilità infinita fu inventato svolgendo ricerche sull'improbabilità finita, spesso usata per rompere il ghiaccio alle feste facendo saltare simultaneamente tutte le molecole della biancheria dell'ospite di trenta centimetri sulla sinistra, secondo la teoria dell'indeterminazione. Molti autorevoli fisici protestarono vibratamente, un po' perché squalificava la scienza, ma soprattutto perché non riuscivano a farsi invitare a quel genere di feste. (Guida galattica)
  • Avrei un suggerimento, ma non mi ascoltereste. Nessuno mi ascolta mai. (Marvin)
  • "Dammi una mano", ha ha, che ridere. Come la guido la capsula con un braccio solo? Stupido umano... (Marvin)
  • Che cosa fare se vi trovate intrappolati senza alcuna speranza? Meditate su quanto siete fortunati che la vita finora vi abbia sorriso. O in alternativa, se non vi avesse sorriso, il che viste le attuali circostanze sembrerebbe più probabile, meditate su quanto siete fortunati che la vita smetterà presto di tormentarvi. (Guida galattica)
  • Avanti, chi è così fortunato da avere due braccia, si regga. (Marvin)
  • L'Enciclopedia galattica, nel capitolo dedicato all'amore, afferma che è troppo complicato da definire. La Guida galattica per autostoppisti, invece, sull'argomento amore dice: "Evitatelo, se possibile". (Guida galattica)
  • Incredibile: è anche peggio di quel che pensavo. (Marvin)
  • Piangeremo lacrime amare, lo so. (Marvin)
  • Potrei calcolare le tue probabilità di sopravvivenza, ma non ti piacerebbe. (Marvin)
  • L'arma a punto di vista svolge precisamente la funzione che il suo nome suggerisce. Se la si punta verso qualcuno e si tira il grilletto, all'istante l'altro vedrà le cose dal vostro punto di vista. Fu progettata da Pensiero Profondo su commissione di un consorzio intergalattico di casalinghe arrabbiate che dopo innumerevoli discussioni con i loro mariti, ne avevano fin sopra i capelli di finire le suddette discussioni con la frase "Non riesci proprio a capire, eh?" (Guida galattica)
  • [Ultime parole famose] Non so perché vi agitate tanto, i Vogon sono i peggiori tiratori della galassia. [Viene colpito dietro la testa] Mi è venuto il mal di testa... (Marvin)
  • [Ford gli attacca] Ha un asciugamano! Scappiamo! Presto, scappiamo! (Soldato Vogon)
  • [Ford chiude la staccionata] Ha chiuso il cancello dall'altra parte! Dobbiamo fare il giro... (Soldato Vogon)

Dialoghi[modifica]

  • Arthur Dent: Insomma, non sei di Guildford... il che spiega tante piccole cose di cui mi sono sempre meravigliato. E non sei un attore disoccupato, ma fai lo scrittore per questo, questa... specie di libro.
    Ford: Forte, eh?
    Arthur Dent: Non mi sento bene, vorrei una tazza di tè. Se ti chiedessi dove siamo me ne pentirei?
    Ford: Al sicuro, per ora.
    Arthur Dent: Bene.
    Ford: Siamo nei bagni su una nave della flotta costruzioni Vogon.
    Arthur Dent: Oh, portami a casa, Ford!
    Ford: Arthur, la tua casa è...
    Arthur Dent: Oh, mio Dio, la mia casa... la mia casa è stata demolita!
    Ford: Tu non ricordi? Okay. Arthur, ti devo dire una cosa. È spiacevole, ma... è vera. Il tuo pianeta è stato ridotto in polvere. [abbraccia brevemente Arthur]
    Arthur Dent: "In polvere"... Tu... non potevi farci niente?
    Ford: Ti ho salvato la vita! Okay, ora siamo pari! È una dura galassia: se vuoi sopravvivere qui fuori, devi sapere dov'è il tuo asciugamano.
  • Prostetnico Vogon Jeltz: Allora, terricoli, vi offro una scelta: o perire nel vuoto cosmico o... ditemi che pensate della mia poesia!
    Arthur Dent: A me è piaciuta un sacco!
    Prostetnico Vogon Jeltz: Hm?
    Ford [bisbiglia ad Arthur]: Sì, vai così! Così! Tatto ci vuole, tatto!
    Arthur Dent: Ehm, alcune parole non le ho capite tanto, ma ho trovato molto evocative le figure retoriche!
    Prostetnico Vogon Jeltz: Hm, continua.
    Arthur Dent: Be', sì, ehm,... Soluzioni ritmiche interessanti, che fanno come da contrappunto alla permeante metafora dell'umanità del...
    Ford [lo corregge]: Vogonità!
    Arthur Dent: Vogonità! Scusi! Vogonità dell'anima del poeta!
    Prostetnico Vogon Jeltz: Quindi... stai dicendo che... io scrivo poesie perché sotto questa malvagia e insensibile scorza, voglio solo... essere amato?
    Ford: Sì, sì, sì!
    Arthur Dent: Sì! Sì! La prego...
    Prostetnico Vogon Jeltz [impressionato]: Oh... [improvvisamente furioso] Buttateli fuori!
  • Trillian: Puoi mettere il tuo ego da una parte solo un momento? C'è qualcosa di importante.
    Zaphod: Se c'è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata!
  • Marvin: È meglio che sappiate che mi sento molto depresso.
    Trillian: Be', abbiamo qualcosa che ti terrà la mente impegnata.
    Marvin: Non funzionerà: ho una mente incredibilmente vasta.
    Trillian: Sì, lo so, ma... vogliamo che tu scenda nel compartimento d'ingresso numero due a prendere i clandestini e ce li porti qui.
    Marvin: E basta? Non mi piacerà.
    Trillian: Sì be', è la vita!
    Marvin: La vita? Non venitemi a parlare della vita.
  • Arthur Dent: Quella porta ha sospirato!
    Marvin: Allucinante, vero? Tutte le porte di questa astronave sono programmate per avere un carattere gioioso e solare. Comunque andiamo: ho l'ordine di accompagnarvi sul ponte. [Arthur e Ford sono sospettosi] Ah, fate pure! Io sto qui con un cervello grosso quanto un pianeta e mi chiedono di accompagnarvi sul ponte. Me lo chiamate un lavoro gratificante? Non direi! Ringraziate la società cibernetica Sirio per aver creato i robot con V.P.P.
    Arthur Dent: Con V.P.P.?
    Marvin: Vera Personalità di Persona. Sono un prototipo con personalità. Si vede subito, no?
  • Ford: Ehi, Zaphod, com'è che hai due teste?
    Zaphod: Oh, sì, non ti fanno presidente se hai un cervello intero.
  • Phouchg [tornano da Pensiero profondo sette milioni e mezzo di anni dopo avere chiesto la domanda]: Pensiero profondo, hai la...
    Pensiero profondo: Risposta per voi? Sì... ma non vi piacerà.
    Phouchg: Non importa, dobbiamo conoscerla!
    Pensiero profondo: Va bene. La risposta alla domanda fondamentale... sulla vita... l'universo, e tutto quanto... è... quarantadue. [la folla di gente esulta ma poi si zittisce subito]
    Donna tra la folla: Quarantadue?!?
    Pensiero profondo: Sì, sì! Ci ho pensato attentamente, è questa! Quarantadue! [la folla si lamenta] Certo sarebbe stato più semplice se avessi conosciuto la domanda.
    Loonquawl: Ma era la domanda, la domanda fondamentale di tutto quanto!
    Pensiero profondo: Questa non è una domanda! Solo quando conoscerete la domanda comprenderete la risposta.
    Loonquawl: E dacci la domanda fondamentale!
    Pensiero profondo: Non posso, ma c'è qualcuno che può, un computer che calcolerà la domanda fondamentale. Un computer di tale e infinita complessità che la vita stessa farà parte della sua matrice operativa e voi assumerete nuove e più primitive forme ed entrerete nel computer a navigare i dieci milioni di anni di vita del suo programma. Io progetterò questo computer per voi e si chiamerà... [Fine del documentario]
  • Marvin: Stavo parlando col computer di bordo.
    Arthur Dent: E...?
    Marvin: Mi odia.
  • Arthur Dent: Marvin, hai qualche idea?
    Marvin: Ho milioni di idee: conducono tutte a morte certa.
  • Magrateano: [Appare in ologramma] Salve, questo è un annuncio registrato, siamo momentaneamente assenti. Il Consiglio commerciale di Magrathea ringrazia per la gradita visita, ma purtroppo l'intero pianeta è temporaneamente chiuso. Se volete lasciare il nome e un pianeta dove essere contattati, attendete il segnale acustico.
    Ford: Come fa un pianeta a essere chiuso?
    Zaphod: Acutissimo, cugino! Okay, computer? Continua così! Portaci laggiù!
    Computer di bordo Eddie: Con grande piacere!
    Magrateano: Ci gratifica constatare che il vostro entusiasmo per il nostro pianeta continui inalterato. Come segno del nostro apprezzamento, speriamo che gradirete i due missili termonucleari che in questo momento stanno convergendo verso il vostro apparecchio. Per assicurare la qualità del servizio, la vostra morte verrà monitorata per scopi formativi. Grazie. [Sorride e si spegne]
    Computer di bordo Eddie: Ragazzi, ho il piacere di dirvi che ci sono due missili termonucleari diretti verso di noi, se non vi secca io eseguirei una bella manovra evasiva!
  • Zaphod: Dove siamo?
    Trillian: Esattamente dove eravamo.
    Zaphod: E i missili?
    Ford: Sembra si siano... trasformati in... un vaso di petunie. E in una balena dall'aria molto stupita.
    Computer di bordo Eddie: Ha un fattore d'improbabilità di otto milioni settecentosessantasettemilacentoventotto a uno.
    Trillian: Siamo alla... normalità!
    Arthur Dent: [ironicamente] Normalità, sì... Possiamo parlarne finché i buoi tornano a casa.
    Ford: Cos'è normale?
    Trillian: Cos'è casa?
    Zaphod: Cos'è "buoi"?
    Arthur Dent: Ci vuole una tazza di tè per la mia normalità.
  • Guida galattica: È importante notare come, all'improvviso e contro ogni probabilità, un capodoglio si fosse materializzato parecchie miglia al di sopra della superficie di un pianeta alieno. E non essendo questa una condizione naturalmente sostenibile per una balena, l'innocente creatura ebbe pochissimo tempo per accettare la propria identità. Ecco che cosa pensava mentre cadeva.
    Capodoglio: Ahhh, ohhh, che succede?! Chi sono?! Perché sono qui? Qual è il mio scopo nella vita e soprattutto che significa "Chi sono"? Okay, okay, calma! Calma! Riprendiamoci. Ah, che sensazione interessante! Che cos'è? È come un pizzicorino alla... be', sarà il caso di cominciare a dare il nome alle cose! Chiamiamola... coda? Sì, coda! Ehi, che cos'è questo fragore che mi sibila intorno a quella che chiamerò "testa"? Vento! Com'è come nome? Funziona? Sì! Ho le vertigini da cose nuove... Sarà il vento? Ce n'è veramente un sacco adesso, eh? E... e che cos'è che mi sta venendo incontro tanto in fretta, così grande e piatta e tonda... ci vuole un nome altisonante! Anzi, altisuonante! Suono... suolo... perfetto! "Suolo"! Ah ah! Chissà se diventeremo amici! Ciao, suolo! [Si schianta]
    Guida galattica: Curioso a dirsi, l'unico pensiero che attraversò la mente del vaso di petunie cadendo fu: "Oh, no! Un'altra volta!". In molti hanno ipotizzato che, se sapessimo perché il vaso di petunie abbia pensato questo, sapremmo molto di più sulla natura dell'universo di quanto ne sappiamo ora.
  • Arthur Dent: [Il portale nel quale sono saltati Ford, Trillian e Zaphod si è spento] Andiamo, andiamo, riparti!!
    Marvin: Lo dicevo che avremo pianto lacrime amare.
    Arthur Dent: [Schizzinosamente] Lo dicevi, lo dicevi??!
  • Arthur Dent: Insomma [ride convulsamente] è cosi che va a finire, eh?! Io da solo su un pianeta morto con un maniaco depressivo di robot!
    Marvin: E pensi di avere dei problemi? Che faresti se fossi tu il robot maniaco depressivo?
  • Arthur Dent: Tu chi sei?!
    Slartibartfast: Come? No, no, il mio nome non è importante... Ehm... Tu devi venire con me.
    Arthur Dent: Sta' lontano!
    Slartibartfast: Terribili eventi incombono... Ehm, tu... Tu devi seguirmi o mancherai!
    Arthur Dent: Mancherò cosa?
    Slartibartfast: Come? ...No, no, quale... Qual è il tuo nome, terrestre?
    Arthur Dent: Dent, Arthur Dent!
    Slartibartfast: Bene, mancherai com'è mancato Dentarthurdent!
  • Zaphod: Molto bene! Sì! Ci siamo! Ci siamo... Oh, grande Pensiero Profondo! Abbiamo viaggiato in lungo e in largo! Hai tu elaborato la Domanda Fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto?
    Pensiero Profondo: No...
    Zaphod: Come?!
    Pensiero Profondo: Ho guardato la TV... Ho progettato un altro computer apposta.
    Zaphod: Oh, certo! Dimenticavo! Ed è qui?
    Pensiero Profondo: No, non è qui... è un altro mondo.
    Zaphod: È su un altro mondo?!
    Pensiero Profondo: Ho detto è un altro mondo, stupido! O meglio era, finché i Vogon non l'hanno distrutto per far passare una superstrada iperspaziale.
    Zaphod: Be'... Okay! Davvero non hai la domanda o la maniera di... Sì, insomma, di averla? Non sai che ho passato per arrivare qui! Credo.
    Pensiero Profondo: Zitto, zitto! Ricomincia il cartone.
    Zaphod: Be', ho disturbato abbastanza, quindi... Fantastico, grande, uh, vado a cercare qualche altra cosa che mi dia una ragione di vita...
    Ford: Zaphod? Zaphod! Ci sarebbe l'arma!
    Zaphod: Quale?
    Ford: Quella che ti ha chiesto Humma! Gli hai dato la testa.
    Zaphod: L'ho fatto? Davvero, perché? He he... Che stupido...
    Ford: Okay... Oh, Pensiero Profondo! Qualcuno ci ha detto che qui c'è un'arma! [Pensiero Profondo fa aprire un passaggio segreto nella scalinata]
  • Arthur Dent: Effettivamente questo spiega un sacco di cose... Era tutta la vita che avevo la strana sensazione che stesse accadendo qualcosa di grosso e sinistro nel mondo!
    Slartibartfast: No, questa è normalissima paranoia, ce l'hanno tutti nell'universo. Sarà che sono vecchio e stanco, ma le speranze di scoprire che cosa stia realmente accadendo sono così assurdamente remote che la sola cosa da fare è infischiarsene e darsi da fare! Meglio essere felici che avere la verità in tasca.
    Arthur Dent: E tu lo sei?
    Slartibartfast: Uhhhh... No. [ride] E qui cadono tutti i discorsi!
  • Topo pandimensionale#1: Come sai, abbiamo passato molto tempo sul tuo pianeta cercando la Domanda Fondamentale per poi vedercelo scoppiare in faccia. Letteralmente!
    Topo pandimansionale#2: Ecco perché sei qui! Ci hanno offerto un vantaggioso contratto per dei chat-show in 5D.
    Arthur Dent: Sì?
    Topo pandimensionale#2: Ma questo è il punto; dobbiamo avere un prodotto! Ci serve la Domanda Fondamentale, o almeno che suoni fondamentale.
    Arthur Dent: Certo...
    Topo pandimensionale#2: Sì, abbiamo ricostruito il tuo pianeta e ora ci serve solo il pezzo mancante del puzzle...
    Arthur Dent: Aha..?
    Topo pandimensionale#2: Che si dà il caso sia il tuo cervello. Altro tè?
    Arthur Dent: Chiaro... Uh? Ehm, scusa... Hai detto che vi serve il mio cervello?
    Topo pandimensionale#2: Sì, per completare il programma!
    Arthur Dent: [ride convulsamente] Okay, io non posso darvi il mio cervello, lo uso!
    Topo pandimensionale#2: Non tanto.
    Arthur Dent: "Non tanto"? Sfacciato... Sfacciato topo sfacciato... [dalla sua sedia escono fuori bracci meccanici che lo tengono bloccato] Ah! Zaphod! Trillian! Ford?! [i tre si sono addormentati] Che c'era in quel cibo? Oddio, che c'era nel mio tè??
    Topo pandimensionale#1: Tranquillo, non sentirai niente! [fanno uscire fuori due seghe circolari che si avviano verso la testa di Arthur]
    Arthur Dent: Oddio! Aspettate! Aspettate un attimo! Vi serve una domanda la cui risposta sia quarantadue?! Be' che ve ne sembra di "sei per sette"? O a "Quanti Vogon ci vogliono per cambiare una lampadina"? O questa: "Quante strade un uomo farà"?!?
    Topo pandimensionale#2: [ferma le seghe] Ehi... Questa non è male!
    Arthur Dent: Bene. Tenetevela! Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha portato una virgola di felicità! A parte una... la domanda, l'unica della quale averei voluto la risposta... [guarda Trillian] "È la ragazza giusta"? E la risposta non è quarantadue, ma "sì"... Indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì. E per... Una settimana... Una settimana nella mia triste ed effimera esistenza... Mi ha reso felice.
    Trillian: [svegliandosi per un attimo] Bella risposta...
    Topo pandimensionale#1: Fesserie, noi vogliamo la fama, non la felicità!
    Topo pandimensionale#2: Sììì!
    Topo pandimensionale#1: Basta con queste scemenze sentimentali!
    Topo pandimensionale#2: Il cervello! [riattiva le seghe]
  • Trillian: Marvin, ci hai salvato la vita!
    Marvin: Lo so... Orribile, vero?
  • Slartibartfast: Sono stato appena informato da uno dei ragazzi che dato che manca ormai così poco... Pensavamo di andare avanti e finire la Terra.
    Arthur Dent: Ah?
    Slartibartfast: E quindi, quindi si... Be', sì, se si potrebbe rifare esattamente com'era esattamente come quando l'hai lasciata, no?
    Arthur Dent: Sì.
    Slartibartfast: Oh, a meno che non ci sia ehm... Be', insomma, qualche cosa che vuoi cambiare. Qualcosa di cui il tuo pianeta possa fare a meno.
    Arthur Dent: Sì... Me.
    Slartibartfast: Ohhh! [al telefono] Pronto? No, resta così, lasciala... Sì...
    Arthur Dent: Andiamocene via!
    Trillian: Volentieri. Hai un posto in mente?
    Ford Perfect: Io conoscerei un ristorante al termine dell'universo.
    Trillian: Io ho un certo appetito.

Explicit[modifica]

Non che a qualcuno interessi quello che dico, ma il ristorante è all'altro capo dell'universo. (Marvin)

Altri progetti[modifica]