Io speriamo che me la cavo (film)

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Io speriamo che me la cavo

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Titolo originale

Io speriamo che me la cavo

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1987
Genere commedia
Regia Lina Wertmüller
Soggetto Io speriamo che me la cavo di Marcello D'Orta
Sceneggiatura Alessandro Bencivenni, Leo Benvenuti, Andrej Longo, Domenico Saverni
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori, Ciro Ippolito
Interpreti e personaggi

Io speriamo che me la cavo, film italiano del 1992 con Paolo Villaggio, regia di Lina Wertmüller.

Frasi[modifica]

  • La vita è comme 'a scaletta du pollaio: corta e chiena 'e merda. (Prete)

Dialoghi[modifica]

  • Direttrice: E, che, volete aggiustare tutti i guai del sud in qualche settimana? A cominciare dalla "De Àmicis"!?
    Marco Tullio Sperelli: Signora, mi scusi, ma almeno lei non potrebbe dire "De Amìcis"?
    Direttrice: [...] Ah, e no, Spere', qua tutti diciamo "De Àmicis"! Eh, adeguatevi, professo', mettetevi in sintonia: voi qua volete cambiare troppe cose!
  • Marco Tullio Sperelli: Io sono un uomo onesto, e sono anche sposato.
    Nicola: Oh, lo vedete? E' sposato!
    Gennarino: E la moglie dove la tiene?
    Marco Tullio Sperelli: No, io...mia moglie non ce l'ho più...
    Vincenzino: Eh, pecché è ricchione!
    Marco Tullio Sperelli: No, perché siamo divorziati. Era come la madre di Giustino, voleva avere sempre ragione lei!

Explicit[modifica]

[Ultimo tema letto dal protagonista, sul treno per il Nord] Quale parabola preferisci? Svolgimento. Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, una a destra e una a sinistra. Al centro quelli che andranno in purgatorio, saranno più di mille migliardi! Più dei cinesi! E Dio avrà tre porte: una grandissima, che è l'inferno; una media, che è il purgatorio; e una strettissima, che è il paradiso. Poi Dio dirà: "Fate silenzio tutti quanti!". E poi li dividerà. A uno qua e a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: "Uè, addò vai!". Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po' ridono e un po' piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle. Io, speriamo che me la cavo.

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