Jimmy Connors

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Jimmy Connors nel 1978

James Scott "Jimmy" Connors (1952 – vivente), allenatore di tennis ed ex-tennista statunitense.

Citazioni di Jimmy Connors[modifica]

  • Amo New York quando vinco e la amo quando perdo.[fonte 1]
  • Battere qualcuno 6-2,6-2 è divertente, ma andare 7-6 al quinto set dopo quasi cinque ore di gioco è meglio.[fonte 2]
  • Forse un giorno verrò amato teneramente a Wimbledon.[1][fonte 3]
  • [Su Federer nel 2005] Ha un polso incredibile che cambia qualsiasi colpo all' ultimo momento, ha occhio e fisico eccezionali. Commentare la sua finale è stato un piacere enorme, avrei pagato il biglietto volentieri. E non credo che quello di questa finale di Wimbledon sarà il suo ultimo spettacolo a questi livelli, penso anzi che continuerà per qualche anno ancora.[fonte 4]
  • In gran parte è diventato il numero uno per abbandono. Guarda, Borg ha lasciato, io sono diventato vecchio e a McEnroe gli si è intorpidito il cervello. Qualcuno doveva essere numero uno. Lendl ha saputo aspettare e gli è andata bene.[fonte 5]
  • La gente semplicemente non capisce che là fuori è una dannata guerra.[fonte 6]
  • Le macchine fotografiche ti stanno tutte puntate addosso mentre esci dal campo, che tu abbia vinto o che tu abbia perso. e anche i microfoni sono puntati su di te. Va benissimo fare così col vincitore, ma dovrebbero lasciare il tempo di ricomporsi al poveretto che ha appena passato un momento durissimo.[fonte 7]
  • [Sulla sua rivalità con John McEnroe] Le rivalità di oggi sono mosce. Quando guardo indietro, c'era molto di più che andare in campo per giocare a tennis. Era come i Los Angeles Lakers contro i Boston Celtics. Il tennis era il palcoscenico, ma era quasi secondario. Le nostre rivalità erano vere, profonde. Avrei giocato con le stampelle! Non c'era niente di tranquillo. Non avevo paura di fargli capire come mi sentivo e lui non aveva paura di lasciarlo capire a me.[fonte 8]
  • Mi è piaciuto avere avuto sempre il destino tra le mie mani.[fonte 9]
  • [Rivolto a McEnroe durante le semifinale di Wimbledon nel 1980] Mio figlio tiene un comportamento migliore del tuo. Lo porterò a giocare con te.[fonte 10]
  • Non credo di essere cambiato poi molto come giocatore, ma Mac, con tutte le sue scenate, mi ha fatto proprio apparire sotto una luce migliore![fonte 11]
  • Perché dovrei ritirarmi? Cos'altro posso fare in cui possa guadagnarmi da vivere in questo modo? Ma al di là di questo, mi piace giocare. Mi piace competere. Io vivo per competere. Per di più, mi piace dimostrare alla gente che si sbaglia quando dice che non sono più in grado di farcela.[fonte 12]
  • Qualcuno veniva per vedermi vincere, altri per vedermi perdere, ma i più venivano per vedermi combattere.[fonte 2]
  • Quando giocavi con Bjorn, qualunque cosa facevi in campo, finivi sempre tu in cattiva luce. Ho sempre mitigato la mia irruenza quando giocavo con lui. In ogni modo, entrare nella testa di Bjorn era impossibile.[fonte 13]
  • [Sul pubblico degli US Open] Siamo professionisti. Devi permettere alla folla di partecipare. I newyorchesi vogliono il sangue.[fonte 14]
  • [Nel 1994] Sono stato negli spogliatoi di recente con cinque top players. Non si è sentita una parola in venti minuti. Quando sono uscito, ho detto "È stato un piacere parlare con voi colleghi."[fonte 15]
  • [Sul team di doppio con Nastase] Quando le multe diventarono più salate dei premi che vincevamo, mi dissi che era arrivato il momento di mettere fine al sodalizio.[fonte 16]
  • Sin da bambino avevo capito che in pubblico devi dare spettacolo. Mia nonna mi diceva: se vinci, puoi permetterti tutto. Urlare scioglie la tensione, a me veniva facile, lo facevo e tornavo a giocare meglio di prima.[fonte 2]
  • [Su Björn Borg nel 1982] Sta per imbattersi nell'unico grande ostacolo sulla sua via e sono io... Stiamo andando incontro di nuovo a una rivalità del diavolo.[fonte 17]
  • Tutto quello che potevo dare, l'ho dato sul campo. Ho lasciato il DNA là fuori.[fonte 18]
  • [Nel 2006] Vado matto per l'attitudine di Andy, è la stessa che avevo io. Del resto mi ha conquistato con due parole: "Voglio vincere". Vorrei trasmettergli qualcosa, vorrei ridargli gioco e sicurezza: non pensavo di diventare coach, ho cominciato perché Andy ed io siamo diventati amici, continuo perché succhia ogni parola come una spugna e impara subito, voglio portarlo al massimo, al numero uno.[fonte 19]

Citazioni in lingua originale[modifica]

  • Ci sarà un'eccessiva pressione su Murray da parte dei media britannici e del pubblico, che per tutti questi anni sono stati affamati in attesa di un campione. Quando giocavo, Wimbledon non cominciava sui giornali britannici, o in televisione, fino a quando non venivano fuori tutti i giocatori britannici. Posso dire con ironia, che da americano ero un po' invidioso del fatto che avessero un'intera nazione alle loro spalle.
There will be excessive pressure on Murray from the British media and the public, who have been starved of a champion for all these decades. When I played, Wimbledon didn't start in the British newspapers, or on television, until all the British players were out. If I say that with tongue in cheek, as an American I was kind of envious that the whole nation was behind them.[fonte 20]
  • I newyorchesi amano vederti sputare l'anima là fuori; sputa l'anima a Wimbledon e ti fanno fermare e pulire.
New Yorkers love it when you spill your guts out there. Spill your guts at Wimbledon and they make you stop and clean it up.[fonte 21]
  • In un'epoca di specialisti, o sei uno specialista della terra battuta, o sei uno specialista dell'erba o sei uno specialista dei campi in cemento – oppure sei Roger Federer.
In an era of specialists – you're either a clay court specialist, a grass court specialist or a hard court specialist — or you're Roger Federer.[fonte 22]
  • Odio perdere più di quanto amo vincere.
I hate to lose more than I love to win.[fonte 23]

Citazioni su Jimmy Connors[modifica]

Jimmy Connors
  • Connors, a proposito, non è stato il padre del gioco di potenza. Sparava cannonate da fondocampo, questo sì, ma i suoi palleggi erano piatti e privi d'effetto e dovevano per forza rasentare la rete. (David Foster Wallace)
  • [Su Connors ventottenne] Entro due-tre anni smetterà perché non avrà più stimoli! (Pancho Segura)
  • Forse Jimmy Connors anziché il tennista avrebbe dovuto fare il pugile. (Rino Tommasi)
  • Ha sempre dovuto odiare gli avversari per dare il meglio. (Chris Evert)
  • Giuro che ogni volta che nello spogliatoio incontro Connors devo forzarmi per non dargli un pugno in bocca. (Arthur Ashe)
  • Il tennista più simile, negli atteggiamenti gladiatori e nella determinazione agonistica, a un pugile. Pur essendo stato sconfitto con scoraggiante con Borg, è andato ogni volta in campo convinto di vincere. (Rino Tommasi)
  • In tutta la sua vita, Connors è stato abituato a non fidarsi di nessuno e a non curarsi di nessuno se non di se stesso. Non ha mai voluto capire la dinamica del gioco di squadra. (Arthur Ashe)
  • Intendiamoci, Jimbo era uno straordinario fighter, un combattente formidabile e anche in quell'incontro macchiato da quel suo gesto[2] disputò una partita importante giocando il suo miglior tennis. Resto però convinto che senza l'incredibile sceneggiata avrei vinto quel set e mi sarei trascinato lo statunitense al quinto dove io arrivavo sempre piuttosto bene. (Corrado Barazzutti)
  • Jimmy Connors non si ritroverà mai all'età di cinquant'anni seduto in una sala d'attesa all'aeroporto a domandarsi: "E se...?" (Billie Jean King)
  • La sua grande annata fu il 1974, quando una squalifica della Federazione Internazionale gli impedì, forse, un successo a Parigi che l'avrebbe ammesso al poker del Grand Slam. Precursore, se non inventore, del rovescio bimane, mai si arrese alla superiorità di Borg, né, come l'Orso si fu ritirato, a quella di Mac. Non meno antisportivo di Mac, non meno disonesto nel carpire punti, riuscì ad incendiare come nessuno, eccettuato Agassi, il pubblico del nuovo Flushing Meadows, inaugurato nel 1978. (Gianni Clerici)
  • Nessuno può battermi 17 volte di seguito! [3] (Vitas Gerulaitis)
  • Non posso che ammirare Connors per il fatto di rimanere se stesso, immutabile, senza mai cambiare. Dovremmo essere tutti altrettanto fedeli a noi stessi, altrettanto coerenti. (Andre Agassi)
  • Non so se lo sapete, ma Connors aveva uno dei modi di giocare più eccentrici che la storia del tennis ricordi – era un giocatore aggressivo "di potenza" che scendeva raramente a rete, aveva il servizio di una ragazza rachitica, e colpiva sempre in maniera piatta e assolutamente senza effetto. (David Foster Wallace)
  • Per Jimmy, il tennis ha sempre significato soldi, e la Coppa Davis non era remunerativa! (John McEnroe)
  • Quando c'era Jimbo in campo gli americani impazzivano per lui, sembrava di stare al Foro Italico con me o Panatta. (Corrado Barazzutti)
  • Vorrei amare il Tennis quanto lo ama Connors. (John McEnroe)

Note[modifica]

  1. Connors ha avuto sempre un rapporto difficile con il pubblico di Wimbledon, basti pensare che nell'edizione del 1977 fu fischiato. Tanto che Bud Collins disse, rispondendo sarcasticamente a questa frase: "Vorrei vivere fino ad allora".
  2. Il riferimento è alla semifinale degli US Open 1977, giocata tra Connors e Barazzutti e vinta dal primo con il punteggio di 7-5, 6-3, 7-5. Nel terzo set, sul punteggio di 5-3 per l'italiano, Connors tira un rovescio anomalo, che a giudizio di Barazzutti è chiaramente fuori. L'arbitro tuttavia non sembra essere dello stesso avviso. I campi in terra, tuttavia, permettono di controllare il segno della pallina sul campo e di valutare, in tal modo, se questa è uscita o meno. L'italiano, dunque, chiede che il segno venga controllato ma l'arbitro si attarda e così Connors piomba di corsa nell'altro campo, cancella il segno e poi torna trotterellando nel suo campo. Barazzutti è incredulo e lo diventa ancor di più quando l'arbitro redarguisce semplicemente l'americano – un gesto del genere è da considerarsi molto grave e meriterebbe ben altra punizione – giudicando per di più la palla buona ed assegnando di conseguenza il punto a Connors.
  3. Frase pronunciata dopo aver battuto 7-5, 6-2 al Masters del 1979 Jimmy Connors, con il quale Gerulaitis aveva perso gli ultimi 16 incontri.

Fonti[modifica]

  1. Citato in Drucker, p. 299.
  2. a b c Citato in Emanuela Audisio, Il grande mito di Jimbo Connors, Ubitennis.com, 28 dicembre 2009.
  3. Citato in Drucker, p. 268.
  4. Citato in Vincenzo Martucci, Laver: «Un onore essere paragonato a lui», Gazzetta dello Sport, 4 luglio 2005.
  5. Citato in Drucker, p. 316.
  6. Citato in Drucker, p. 27.
  7. Citato in Folley, p. 39.
  8. Citato in Connors: "Non ci sono più le rivalità di una volta", Ubitennis.com, 16 giugno 2011.
  9. Citato in Drucker, p. 31.
  10. Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, giugno 2008.
  11. Citato in Folley, p. 18.
  12. Citato in Drucker, p. 312.
  13. Citato in Folley, p. 25.
  14. Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, settembre 2008.
  15. Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, agosto 2008.
  16. Citato in Folley, p. 72.
  17. Citato in Drucker, p. 292.
  18. Citato in Drucker, p. 29.
  19. Citato in Vincenzo Martucci, L'ex numero 1: «Roddick c'è, in lui rivedo la mia grinta», Gazzetta dello Sport, 26 agosto 2006.
  20. (EN) Citato in Malcolm Folley, Murray: I've got £10m in prize money but I'd pay it all back to win at Wimbledon, Daily Mail Online, 18 giugno 2011.
  21. (EN) Citato in Ned Sherrin, Oxford Dictionary of Humorous Quotations, Oxford University Press, 2008, p. 320, ISBN 0199237166.
  22. (EN) Citato in Roger Federer, a class act on and off the court, leads tennis revival, SportsFeelGoodStories.com, 20 febbraio 2009.
  23. Citato in Rossana Capobianco e Alessandro Mastroluca, Il fascino dei bad boys, Ubitennis.com, 20 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]