Johann Gottfried Herder

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Johann Gottfried Herder

Johann Gottfried von Herder (1744 – 1803), letterato, filosofo e filologo tedesco.

  • Il sentimento è la misura della nostra sensibilità; la vera origine del vero, del buono, del bello! (da Studi e progetti)
  • Da un po' d'aria mossa dipende tutto quello che mai gli uomini hanno pensato, voluto, fatto e quanto faranno di umano sulla terra. (da Idee per la filosofia della storia dell'umanità)
  • [...] quando la druda di Hamilton – si chiama Madame Harte – faceva le sue mille posizioni e figure in vestito greco, io la stuzzicava, ed essa, di ripicco, volgeva sempre a me nella società i suoi atteggiamenti di baccante. Del resto, essa è à fond una persona molto volgare d'animo, senza delicato sentire, come credo, per cosa alcuna, che sia grande, sublime, eternamente bella: una scimmia però, di cui non c'è la maggiore.
    A spettacolo finito, io restai veramente irritato contro di lei per avermi bruscamente svegliato dai miei sogni e aver distrutto una gran parte delle mie idee, in verità un po' esagerate, sugli atteggiamenti artistici. Io veggo cioè che qualsiasi abilità non basta pel vero sentimento dell'arte, e dal paese dell'arte io torno nemico d'ogni arte scimmiesca. (da una lettera alla moglie del 21 febbraio 1789 da Roma.[1])
  • Sulla filosofia dell'umanità, sull'economia dei popoli noi abbiamo avuto opere eccellenti da quel paese, giacché la libertà del pensiero illumina e predilige il golfo di Napoli più che ogni altra parte d'Italia. (da Briefe zur Beförderung der Humanität (1793–1797), lettera 59[2])

Citazioni su Herder[modifica]

  • Herder ebbe la sfortuna che i suoi scritti fossero sempre o nuovi o invecchiati; per le menti più sottili e robuste (come per Lichtenberg), persino l'opera principale di Herder, le sue Idee per la storia dell'umanità, furono per esempio qualcosa di vecchio già al loro apparire. (Friedrich Nietzsche)
  • Herder non è nulla di quello che egli fece credere di sé (e che egli stesso desiderava credere): non un grande pensatore e inventore, non un fecondo terreno nuovo e germogliante, con la forza fresca e intatta della foresta primordiale. Ma possedeva in grandissima misura il senso del fiuto, vedeva e coglieva le primizie di stagione prima di ogni altro, che poi poteva credere che le avesse fatte crescere lui: il suo spirito stava tra la luce e l'oscurità, tra il vecchio e il nuovo e, come un cacciatore in agguato, ovunque vi fossero passaggi, abbassamenti, sconvolgimenti, segni di un intimo sgorgare e divenire: lo spingeva l'irriquietezza della primavera, ma egli era la primavera! (Friedrich Nietzsche)
  • La scienza si può felicemente introdurre anche nella storia, tirando una larga induzione dallo studio e dal paragone de' fatti umani nelle storie consegnali. Abbiamo Herder che nelle sue Idee per servire alla storia dell'umanità cerca di fondare una filosofìa storica ; ma egli la sbagliò nel modo. Volle ricavare la storia umana unicamente dalla storia fisica del globo; credendo di trovarvi l'unità cosmica. Per lui la storia dell'umanità è l'istoria naturale di un sistema di forze e di tendenze in relazione alle leggi matematiche del tempo e del luogo. (Candido Mamini)
  • Quantunque Herder non abbia fornita la nomologia storica, ciò non ostante ègli ha diritto ad essere salutato padre della scienza preparata da Vico, perciocché fu il primo ad aprire la via maestra che deve condurre alla meta, muovendo dal concetto integrale dell'umanità e facendo della legge di questa una funzione della legge superiore moderatrice della vita del cosmo. (Francesco Bertinaria)

Note[modifica]

  1. In (DE) Reise nach Italien, Briefwechsel mit seiner Gattin, Giessen, 1859, p. 259; citato in Benedetto Croce, Volfango Goethe a Napoli, Aneddoti e ritratti con cinque incisioni, Luigi Pierro Editore, Napoli, 1903, p. 39.
  2. Citato in Volfango Goethe a Napoli, p. 29, nota 2.

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