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Joseph Fouché

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Joseph Fouché

Joseph Fouché (1763 – 1820), politico francese.

Citazioni di Joseph Fouché

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  • [A proposito dell'esecuzione del duca d'Enghien a Vincennes, 21 marzo 1804] È peggio di un crimine: è un errore politico.
C'est plus qu'un crime, c'est une faute. (da Memoirs of Fouché)

Attribuite

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  • La parola all'uomo è stata data per nascondere il pensiero.[1]
La parole a été donnée à l'homme pour déguiser sa pensée.
[Citazione errata] La citazione viene erroneamente attribuita a Charles Maurice de Talleyrand-Périgord e Fouché. Più probabilmente la citazione appartiene a Voltaire che scrisse nei Dialogues: «Ils [les hommes] ne se servent de la pensée que pour autoriser leurs injustices, et n'emploient les parles que pour déguiser leurs pensées» («Gli uomini usano il pensiero per giustificare le proprie ingiustizie, e il discorso solo per nascondere i loro pensieri»).[2]

Citazioni su Joseph Fouché

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  • Ed era pur quivi [nel dipartimento della Nièvre], che il Fouché, quest'uomo destinato a servire ed a tradire di mano in mano tante potestà, aveva cominciato la sua lunga carriera di apostasie. Prete egli stesso erasi mostrato il più ardente persecutore de' nobili e de' preti. (Louis Vivien de Saint-Martin)
  • Era del suo carattere di non indietreggiare dinanzi a verun incarico; egli aderiva esplicitamente alla massima di tutti coloro, che, deboli o iniqui, sono avidi di potere: esser lecito il male quando si commetteva per impedirne uno maggiore. Non ignorava che la sua polizia segreta era fonte di corruzione universale e di degradazione: ma la scusava col dire che risparmiava altri mali, quasiché ve ne potessero essere di peggiori! (Georg Gottfried Gervinus)
  • [In occasione del giuramento di fedeltà prestato da Fouché, dinnanzi a Luigi XVIII di Francia, dopo il secondo rientro a Parigi di quest'ultimo come re di Francia, alla presenza di Talleyrand] Tutt'a un tratto, la porta si apre: entra silenziosamente il vizio appoggiato al braccio del crimine, il signor di Talleyrand che procede sostenuto dal signor Fouché; la visione infernale passa lentamente davanti a me, penetra nell'ufficio del re e dispare. Fouché veniva a giurare fede e rispetto al suo signore [in qualità di nuovo Ministro di polizia]: il fedele regicida, in ginocchio, mise le mani che fecero cadere la testa di Luigi XVI tra le mani del fratello del re martire; il vescovo apostata [Talleyrand, neo Ministro degli esteri, vescovo di Autun dal 1788 al 1791] garantì il giuramento. (François-René de Chateaubriand)

Note

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  1. Citato in Heinrich Heine, Ideen. Das Buch Le Grand, XV.
  2. Cfr. Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, pp. 526-527, e The Oxford Dictionary of Quotations, a cura di Elizabeth M. Knowles, Oxford University Press, 1999, p. 797.

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