L'attacco dei giganti (terza stagione)

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L'attacco dei giganti (terza stagione)

Stagione di una serie TV

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Paese Giappone
Episodi 22
Data 23 luglio 2018 – 30 giugno 2019
Rete televisiva NHK
Data italiana 18 febbraio – 28 ottobre 2019
Rete televisiva italiana VVVVID
Regia Tetsurō Araki
Doppiatori italiani
Cronologia
Stagione precedente Stagione successiva
seconda -

1leftarrow blue.svgVoce principale: L'attacco dei giganti.

L'attacco dei giganti, terza stagione dell'omonima serie del 2018 - 2019, composta da 22 episodi, tratta dai volumi 13 - 22 dell'omonimo manga di Hajime Isayama.

Episodio 1 (38), Segnale di fumo[modifica]

[4]

  • Armin aveva detto che oltre le mura avrei trovato il mare, ma oltre il mare che cosa mi aspettavo che ci sarebbe stato? (Eren)
  • Erwin: Ho capito. È stato un altro fallimento. Se stavolta fosse andata bene, avremo richiuso la breccia di Shiganshina in meno di un giorno.
    Levi: Ci mancano delle informazioni: se avessimo un manuale sul potere dell'indurimento sarebbe tutto diverso. E poi c'è lei, Christa... anzi: Historia Reiss. Grazie a lei potremo avere più informazioni sulle mura.
    Erwin: Ho letto il rapporto su quello che ha raccontato della sua infanzia, era la figlia illegittima di Lord Reiss. Sembra abbia avuto un'infanzia infelice, ma il vero mistero è come abbia fatto un semplice nobile regionale a conoscere il segreto delle mura.
  • Hanji [alle guardie]: Siamo nelle vostre mani per le indagini e quando acciufferete i ladri riferite loro questo messaggio: "Che voi l'abbiate ucciso [il reverendo Nick] per fare giustizia o per un po' di lealtà, voi sappiate che a me di tutto questo non importa proprio un bel niente. Voi proverete sulla vostra pelle sofferenze peggiori a quelle che avete inferto al mio amico perché siete soltanto delle inutili canaglie. Certo, provo pena per voi!". Riferite loro il messaggio. Con permesso. [si allontana con Moblit]
    Moblit: Caposquadra, sono stati davvero loro?
    Hanji: Certo, quello era Djel Sannes della gendarmeria centrale; aveva le nocche delle dita sbucciate, quindi è stata la gendarmeria centrale a torturare Nick e poi a ucciderlo.
  • Levi: Quante unghie hanno strappato via a Nick? Hai visto il cadavere? Quante unghie?
    Hanji: L'ho visto soltanto per un istante... mi sembra che gliele avessero strappate tutte.
    Levi: Chi parla lo fa alla prima unghia, ma se uno non vuole parlare resiste fino alla fine. Io penso che il reverendo Nick fosse un idiota, ma a quanto pare le sue convinzioni sono rimaste salde fino all'ultimo.
  • Levi: Nifa, conosci Kenny lo squartatore?
    Nifa: Intende il massacratore della capitale? Si dice che abbia sgozzato più di cento gendarmi, ma è solo una leggenda urbana che circolava qualche anno fa, no?
    Levi: Lui esiste sul serio, quella è una storia vera. Quando ero bambino ho vissuto con lui per un periodo.
    Nifa: Ma che dice? Che cosa le prende, capitano? Non è da lei scherzare in momenti simili.
    Levi [pensando]: Lui userebbe dei principianti senza farsi problemi. Per pedinare un obiettivo in gruppo servono posizioni defilate e posizioni con una buona visuale. [Levi si accorge che Kenny è vicino a loro e sta per sparare: urla per mettere in guardia Mifa] Mifa! [Kenny spara e uccide Mifa sul colpo]
  • Kenny: Ehilà, Rivaille! Sei cresciuto un pochino, eh? Eppure non sembra tu sia cambiato così tanto! [punta le sue armi contro Levi]
    Levi [sguainando le lame usate per difendersi dai giganti]: Kenny!!

Episodio 2 (39), Dolore[modifica]

  • Sono i nostri interessi che rendono importante la nostra vita. (Kenni, a Levi)
  • Jean: Capitano Rivaille, io credevo che combattere contro altre persone fosse una cosa sbagliata, credevo che nel costringerci a farlo lei avesse torto, avevo paura di ferire altri esseri umani... e invece l'unico ad avere torto ero io. La prossima volta premerò il grilletto!
    Levi: Io non ho detto nulla su cosa sia giusto o sbagliato; la ragione è che non lo so nemmeno io. Ora ti faccio una domanda: avevi davvero torto?
Venditore di pesce veneziano ritratto da Giuseppe Barison
  • La cosa più importante per un mercante è il fiuto: devi avere la capacità di intuire quale strada porterà maggiori profitti nel futuro, una volta fiutata la pista giusta non devi mollare. (Dimo Reeves)
  • La merce più importante per un mercante non è forse la fiducia? (Kenny a Dimo, prima di sgozzarlo)

Episodio 3 (40), Storie passate[modifica]

  • Rod: Perdonami per tutto quello che è successo: era l'unico modo che avevo per riuscire a proteggerti.
    Historia: Papà... sei tu?
    Rod: Sei sempre stata nei miei pensieri, sognavo ad occhi aperti di poterti riabbracciare di nuovo... perché tu, Historia, sei la vera erede della famiglia reale.
    Historia: Sono l'erede? Io...
    Rod: Esatto, è così Historia. La nostra famiglia, la famiglia Reiss, è la vera famiglia reale e tu sei l'unica persona che adesso ha in mano il potere di salvare l'umanità intera.
  • La vita è una ruota, credo che il nostro ruolo abbia un ordine già stabilito. Anche se uno smette di recitare la sua parte un altro prenderà il suo posto: ecco perché questo ruolo continua a esistere nel tempo. (Djel, ad Hanji)
  • Credo che Ymir fosse uno dei giganti all'esterno delle mura e che abbia divorato un compagno di Berthold, Reiner e Annie. Divorare una persona non è sufficiente a far tornare umano un gigante, ma penso che probabilmente il compagno di Reiner possedesse già la capacità di trasformarsi in gigante; in altre parole, un gigante torna umano solo se mangia un'altra persona che può trasformarsi e questo gli permette di ereditare le abilità della sua vittima. Nello scontro dell'altro giorno Reiner ha lanciato dei giganti contro Eren mentre lui fuggiva: credo che volesse trasferire in uno di quei giganti la grande abilità di Eren, ovvero l'urlo che può controllare gli altri giganti e per questo motivo possiamo dedurre che Eren sia un semplice ricettacolo rimpiazzabile. In conclusione, se il governo ha un gigante a disposizione, faranno in modo che questo divori Eren. (Hanji)

Episodio 4 (41), Fiducia[modifica]

  • Hanji: Flegel, devi venire con me!
    Flegel: No, non ci vengo: voi ormai avete perso! Voi siete stati sconfitti!!
    Hanji [trascinando Flegel con sé]: Non è una novità, il corpo di ricerca non ha mai fatto altro che perdere.
  • Hitch: Lo sa che per colpa vostra sono morti più di cento abitanti del distretto di Stoes? [...] Ognuno di voi può essere convinto di combattere dalla parte della giustizia, ma avete gettato quelle vittime e le loro famiglie in un vero inferno!
    Levi: Già, questo lo so.
    Hitch [ad Armin e Mikasa]: E voi due, vi siete diplomati nel corpo cadetti della zona sud, lo stesso di Annie Leonhart: eravate suoi amici? No, scommetto che lei non aveva amici, era sempre così chiusa e scontrosa... sembrava che avesse paura di relazionarsi con gli altri. Sfortunatamente non sono riuscita a conoscerla bene, tuttavia è difficile accettare che sia dispersa. I giganti l'hanno mutilata fino a renderla irriconoscibile, vero?!
    Levi: No, non direi. Annie Leonhart era il gigante infiltrato a cui noi davamo la caccia. Maledizione, è davvero fastidioso, non siamo gli unici a essere all'oscuro: a quanto pare lo sono tutti, fatta eccezione per quelli al centro delle mura.

Episodio 5 (42), Risposta[modifica]

  • Il ruolo del nostro corpo è sempre stato quello di gettarsi in mezzo ai nemici: tirarsi indietro non ha mai risolto le cose. (Erwin)
  • Zachary: Essere un soldato a volte significa ubbidire al proprio superiore invece che al re.
    Dot Pixis: Soprattutto se il re è solo un impostore. Noi vogliamo incoronare il nostro vero sovrano.
    Aurille: Quindi conoscete la verità... pensate davvero che questa specie d'imbroglio potrà funzionare?
    Erwin: Se questa fosse stata davvero un'emergenza, la decisione di voi nobili avrebbe violato l'articolo 6 dello statuto dell'umanità;[5] inoltre, incoronando un falso sovrano, avete monopolizzato il potere e questo basta per essere condannati a morte.
  • Erwin: La soluzione migliore per l'umanità era quella di lasciare al comando il vecchio governo; come ha detto il comandante Pixis, avevano le conoscenze necessarie per difendere l'umanità dai giganti. Anche se loro avessero lasciato morire metà della popolazione, sarebbe stato preferibile all'estinzione. Forse dovevo consegnare Eren, rinunciare alla mia vita e alle mie responsabilità verso i compagni di squadra e infine affidare tutto al governo reale, se l'umanità è davvero più importante dei singoli.
    Zachary: La tua è sempre stata una missione infausta, Erwin: morire sarebbe di gran lunga più comodo. Ma allora perché non hai lasciato che ti uccidessero? [...] Quello che voglio dire e chd se non l'avessi fatto tu avrei comunque provato io a metterli nel sacco prima di morire. Gli effetti che questo colpo di stato avrà sull'umanità sono la cosa che mi importa meno.

Episodio 6 (43), Peccato[modifica]

  • Rod: Dunque tu e Frieda vi siete incontrate?
    Historia: Frieda?
    Rod: Se la ragazza di cui parli era giovane e con lunghi capelli neri, allora è probabile che fosse Frieda Reiss: la tua sorellastra maggiore. Credo che Frieda sia venuta a trovarti perché era preoccupata per te e deve aver cancellato i tuoi ricordi solo per tenerti al sicuro e proteggerti.
    Historia: Lei ha cancellato i miei ricordi?
    Rod: Sì, esatto, ma a quanto pare aver toccato questo ragazzo [Eren] ha riportato alla luce quei ricordi.
  • Erwin: Quando al mondo resterà una sola persona, combattere sarà finalmente impossibile.
    Dot Pixis [sogghignando]: Questo non è il ragionamento che avrei voluto sentire da te.
  • Hanji: Considerato che avete vissuto insieme credo che tu sappia davvero poco di lui: per quale motivo, Rivaille?
    Levi: Mi dispiace, anch'io ho appena scoperto il suo cognome: sembra che si chiami Kenny Ackermann. [guardando Mikasa] Potrebbe essere un tuo parente.
    Mikasa: In base a ciò che so dei miei genitori la famiglia di mio padre, la famiglia Ackermann, fu perseguitata e fuggì dalla città; la famiglia di mia madre veniva dall'oriente, fu scacciata dalla città solo perché di razza diversa. I miei genitori si incontrarono sulle montagne vicino alle mura dove si erano rifugiati e poi si sposarono. Non so perché la famiglia Ackermann sia stata perseguitata, da quello che so mio padre non era di razza diversa come mia madre.
    Levi: Dimmi, Mikasa: ricordi un momento in cui hai sentito un potere risvegliarsi dentro di te?
    Mikasa [dopo aver rivissuto il momento in cui uccise i banditi che avevano trucidato i suoi genitori]: Certo che sì!
    Levi: Sembra che anche Kenny Ackermann abbia vissuto un momento simile: durante un particolare evento ha avvertito una forza immensa pervadere tutto il suo corpo, così ha capito cosa doveva fare. Anch'io ho vissuto un'esperienza analoga.

Episodio 7 (44), Desiderio[modifica]

  • Historia, questa caverna è stata costruita cento anni fa grazie al potere e al volere di un gigante, lo stesso che ha costruito anche le tre mura di cinta. Grazie a quelle enormi muraglie il gigante ha protetto l'umanità e attraverso il suo potere è intervenuto sulle menti delle persone modificando i loro ricordi. [...] Frieda non possedeva unicamente il potere del gigante, lei sapeva la verità su questo mondo e conosceva tutta la sua storia fino ad oggi. [...] È successo otto anni fa proprio in questo posto: Frieda ha divorato suo zio, mio fratello minore. Frieda ha ereditato il potere del gigante fondatore e tutti i ricordi del mondo così come era stato fatto di generazione in generazione per cento anni. (Rod)
  • È questa la mia missione, non è vero? Sì, divorerò Eren e mi riprenderò mia sorella così erediterò la storia del mondo, ed eliminerò tutti i giganti esistenti! Questa è la mia missione, Kenny!! (Historia)
  • Rod: Che cosa stai aspettando, Historia: hai paura? Sarà sufficiente che inietti quel liquido nel tuo corpo. [per trasformarsi in un gigante]
    Historia: Papà, perché... perché la famiglia Reiss in questi cento anni non ha sterminato i giganti e non ha mai liberato il genere umano? Voi avevate il potere di controllare tutti i giganti, giusto?
    Rod: Il motivo è che il primo re Reiss, colui che ha costruito le mura, desiderava vivere in un mondo dominato dai giganti. Il primo re era convinto che questa fosse la vera pace.
  • Per mio padre giunse il momento di tramandare il potere; mio fratello lo ereditò, capii cos'era successo incrociando il suo sguardo. Mio fratello era diventato onnipotente e onnisciente, una divinità: l'unico e il solo creatore e giudice supremo di questo mondo. Sai come si chiama un essere simile? Dio. (Rod)
  • Eren: Che cosa stai facendo, Historia?
    Historia [mentre apre il lucchetto della catena che blocca Eren]: Eren, scappiamo via!
    Eren: Non farlo! Da vivo finirò solo per crearvi altri problemi. Historia, ti prego, divorami: fà presto! [piangendo] Ormai vivere mi fa troppo male!
    Historia [dà un pugno in testa a Eren]: Sta' zitto, idiota! Sei un piagnucolone, taci!! Io dovrei sterminare i giganti? Chi se ne importa di una seccatura simile!! Io odio tutta l'umanità e non mi dispiacerà se i giganti l'annienteranno!! In pratica sono la nemica dell'umanità: hai capito? Sono una ragazzaccia, la più cattiva che esista!! Ti farò scappare da qui, e poi distruggerò ogni cosa!

Episodio 8 (45), Le mura del distretto di Orvud[modifica]

  • Eren: Lasciami qui, Historia! Quel gigante è parte della tua famiglia, quindi posso sacrificarmi e farmi mangiare, ma tu devi andare via!
    Historia: Non me ne vado. [...] Sarò anche nemica dell'umanità, ma non volterei mai le spalle a un amico. Non riesco a essere una brava ragazza e non voglio nemmeno diventare Dio, però se vedo una persona piangere perché si crede inutile devo farle capire che non è vero e che deve smetterla di compatirsi. Ovunque questa persona si trovi e chiunque sia io non volterò mai la testa dall'altra parte.
  • Eren! [...] Grazie mille, ci hai salvati tutti! [si asciuga le lacrime con la mano chiusa a pugno] Comunque, a essere sincera, quando hai incominciato a correre come uno stupido verso il gigante ho seriamente pensato: "La fine si sta avvicinando, è così ovvio! Vuoi darti una regolata, deficiente? Sei soltanto un ragazzino frignone, porca miseria!!" e altre cose simili. (Sasha)
  • [Levi ha appena chiesto a Historia di prendere il ruolo che le compete, ossia quello di regina]
    Jean: Historia è riuscita a ritrovare la sua vera essenza dopo essersi allontanata dai Reiss, ma nonostante questo le verrà imposto un altro ruolo dall'alto, e quindi ci dispiace per lei.
    Historia: È giusto così. Il mio compito sarà quello di governare. D'accordo, lo accetto.
    Armin: Ma come, Historia...
    Historia: Ringrazio tutti voi del pensiero, ma credo che alla fine stia a me decidere se prenderlo come un dovere imposto oppure come una scelta.

Episodio 9 (46), Monarca delle mura[modifica]

  • [Le truppe di Levi stanno attaccando il padre di Historia che si è trasformato in un gigante]
    Hanji: Rivaille, come va con l'artiglieria?
    Levi: Il piscio delle cicale gli avrebbe fatto più danni.
  • Historia, sei diventata una ragazza forte. Ho sempre pensato che fossi debole ma in realtà era il contrario: il debole sono io. Non so il perché ma pensavo di essere speciale, accettavo il fatto che altri soldati si sacrificassero per me credendolo inevitabile. Come il potere del gigante, avevo accettato che il mio corpo fosse diventato come uno dei giganti che odiavo: volevo credere che quella forza fosse anche mia. I ragionamenti di una persona debole... cosa farò d'ora in poi? Adesso posso richiudere la breccia nelle mura, ma basterà a salvare l'umanità? Sono uno normale senza niente di speciale; l'umanità non ha niente di cui gioire ed è tanto sfortunata se il suo asso nella manica sono io. (Eren)

Episodio 10 (47), Amici[modifica]

  • In questo mondo la persona più importante è sicuramente quella che è più forte di tutti gli altri; la forza è l'unica cosa che conta, perché almeno così non si finisce come è finita mia sorella. (Kenny)
  • Le persone che ho conosciuto erano tutte uguali: ubriache di vino, ubriache di donne, ubriache di Dio, della famiglia, del re, dei sogni, dei figli, della forza. Tutte si sono ubriacate di qualcosa per poter tirare avanti nella vita. Erano tutte schiave di qualcos'altro, persino lui [Uri] lo era. E tu che cosa saresti quindi, un eroe? (Kenny a Levi)
  • Levi: Ache il mio cognome è Ackermann, giusto? Dimmi, che cos'eri davvero per mia madre?
    Kenny: Che idiota... suo fratello maggiore!
    Levi: Quel giorno... perché mi hai abbandonato?
    Kenny: Mi dispiace... Non potevo farti io da padre, Rivaille. [Ultime parole mentre passa a Levi la scatola con la siringa con il liquido per trasformarsi in gigante]
  • [Erwin, all'incoronazione di Historia, rivive i momenti prima dell'attacco a Rod Reiss sotto forma di gigante]
    Historia: Dica a tutti che sono stata io a dare il colpo di grazia al gigante, così diventerò il simbolo, la forza unificante delle mura e la situazione si stabilizzerà!
    [fine del flashback, Erwin torna a riflettere]
    Erwin: Chi si aspettava che l'avrebbe ucciso davvero.

Episodio 11 (48), Spettatore[modifica]

  • Eren: Uno dei motivi per i quali Historia ha deciso di diventare una regina era poter fare questo.
    Armin: "Questo" cosa?
    Eren: Dai bassifondi sotterranei fino alle mura ha radunato gli orfani e i meno fortunati per occuparsi di loro. Anche il capitano [Levi], che è cresciuto nella città sotterranea, l'ha sostenuta. Historia vuole aiutare le persone in difficoltà, ovunque esse si trovino: è questo ciò che Historia ha intenzione di fare.
Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1797
  • Vivere in un incubo. Sono successe tante cose e ora è tutto vago, arrivati a questo punto chi è il nostro nemico? In altre parole, cosa sono i giganti? Persone come noi che stanno continuando a vivere in un incubo? Anch'io per un momento sono stato un gigante come loro... (Eren)
  • Vuoi sapere perché le persone mediocri vivono tutta la loro vita senza fare nulla? Innanzi tutto perché non hanno immaginazione. Loro non otterranno mai niente e non si vergognano a passare la loro vita solo a defecare: non potranno mai compiere grandi imprese perché non sono in grado di capirle, non riescono neanche a concepirle! Una donna che è brava soltanto a fare le moine al primo uomo che passa e a servire vino ai tavoli non capirà mai! (Shadis, a Carla)
  • Le persone speciali esistono davvero, e la verità è che purtroppo io non sono una di loro: era una risposta così semplice, perché non me ne sono mai accorto? (Shadis)
  • Eren: L'istruttore ha ragione, io non sono una persona speciale: io sono... sono solo il figlio di un padre speciale, niente di più.
    Shadis: Quel giorno tua madre Carla mi rispose con queste parole:
    [Flashback sugli eventi ricordati da Shadis]
    Carla: Bisogna per forza essere speciali? Be', io non credo che sia davvero così, o perlomeno il mio bambino [volge lo sguardo a Een che tiene in braccio] può fare a meno di diventare qualcuno. Non serve che diventi migliore degli altri. Lo guardi bene, signor Keith: è così carino... lui è già importante così com'è, gli è bastato nascere in questo mondo.
    [fine del flashback]
    Shadis: Eren, è proprio come voleva tuo padre. Stai facendo ardere la tua vita e forse un giorno ti spegnerai fuori di queste mura, ma la verità è che io non sono in grado di cambiare niente: sono solo uno spettatore.

Episodio 12 (49), La notte prima dell'operazione di riconquista[modifica]

  • [Eren ha legato Sasha, che si avventava sulla carne senza dividerla con i compagni, a un palo della locanda per immobilizzarla]
    Eren: Dovrebbe funzionare.
    Connie: Finalmente ha esaurito le forze. Lo sai, anche un mostro come lei un tempo voleva dividere la sua carne con tutti noi.
    Eren: Eh? Ma quando?
    Connie: È successo quattro mesi fa, durante la manutenzione dell'artiglieria fissa. [Eren rivive il momento in cui Sasha mostra ai compagni la carne rubata al deposito viveri per spartirla con loro, un attimo prima della seconda apparizione del gigante colossale] [...]
    Eren: Quindi da allora sono passati solo quattro mesi?
    Connie: Sì, solo quattro mesi; tuttavia ora siamo diventati membri della squadra Rivaille: abbiamo fatto carriera in fretta.
  • Mikasa: Quando ci saremo ripresi il Wall Maria e avremo eliminato tutti i nostri nemici, potremo tornare indietro a quei giorni? [rivive i momenti in cui lei, Eren e Armin bambini erano felici nella città]
    Eren: Li faremo tornare, anche se non sarà tutto come prima; per questo dobbiamo fargliela pagare.
    Mikasa: Già.
    Armin: Ma non si limita tutto a questo. Il mare, un enorme lago salato che i mercanti non potranno prosciugare nemmeno mettendoci una vita. All'esterno di queste mura non ci sono solo i giganti: lave incandescenti, continenti di ghiaccio, distese di sabbia... sono entrato nel corpo di ricerca per vederli di persona!

Episodio 13 (50), La città dove tutto iniziò[modifica]

  • Mikasa: Che succede, Eren?
    Armin: Come mai stai tremando? Sei spaventato?
    Eren: Eh?! Ma che cosa stai dicendo?!
    Armin: È ovvio che mi stai mentendo, vedo le tue mani tremare.
    Eren: Tremano... perché ho tanto freddo!! Ho le mani congelate dal freddo, va bene?!
    Armin: Quindi è per quello, perché io ho iniziato a tremare prima e non riesco a smettere. [...] Eren, in vita tua hai mai avuto paura dei giganti? Tutti hanno paura dei giganti, è una cosa normale.
  • Eren: Ho davvero sigillato la breccia così facilmente?
    Mikasa: Sì, ce l'hai fatta: credi nelle tue capacità. [...]
    Levi: Non è finita: finché loro sono vivi possono aprire la breccia quante volte vogliono. Finché non uccideremo Reiner, Berthold e tutti i nostri nemici la riconquista del Wall Maria non sarà conclusa.
  • La priorità adesso è individuare la posizione del nemico. Senti, Arlet: la tua mente ci ha salvato più e più volte da questo tipo di situazioni, è arrivato il momento in cui ne abbiamo maggior bisogno. Puoi prendere tutti gli uomini che ti servono, scopri se il nemico si nasconde vicino al cancello interno. [Ai soldati]: Da questo momento risponderete agli ordini di Armin Arlett: le ricerche cominciano ora. (Erwin)
  • C'è un tempo per la rigidità e uno per la flessibilità, fate tutto seguendo i principi e le regole del buon soldato: la gerarchia di comando va rispettata, noi siamo venuti qui per vincere una battaglia. (Erwin, ai soldati che contestavano gli ordini di Armin)

Episodio 14 (51), Le lance fulmine[modifica]

  • La sopravvivenza dell'intera umanità dipende da questo momento e da questa battaglia: ancora una volta offrite i vostri cuori per l'umanità!! (Erwin, grido di battaglia)
  • [I miei soldati] Stanno avendo difficoltà contro i classe tre/quattro metri e ci sono già stati diversi feriti. La forza del corpo di ricerca non è più quella di una volta, eppure senza tutte quelle perdite non saremmo mai arrivati al punto in cui siamo ora. Durante l'addestramento parlavo spesso agli altri della teoria pensata da me e da mio padre, volevo entrare nel corpo di ricerca per dimostrarla; ma dopo esservi entrato, per qualche motivo smisi di parlarne del tutto. No, non è vero, conosco bene il motivo. Mi accorsi di una cosa: io solo stavo combattendo per me stesso, io solo stavo inseguendo il mio sogno. In un lampo mi ritrovai con subordinati da comandare e compagni da incoraggiare, dissi loro di offrire il proprio cuore per la salvezza dell'umanità: è così che ho ingannato i miei compagni, è così che ho ingannato me stesso, ed è così che ho creato la montagna di cadaveri su cui mi trovo adesso. Nonostante tutto non riesco a togliermi dalla testa quella stanza sotterranea; anche se la missione dovesse fallire, forse prima di morire riuscirò a vederla: la stanza lasciata da Grisha Jaeger, la verità sul nostro mondo. (Erwin)

Episodio 15 (52), La venuta[modifica]

  • Eren si è trasformato in un gigante, quindi gli esseri umani possono farlo. Il gigante colossale è apparso e poi è scomparso all'improvviso, quindi è probabile che sia un essere umano: questo significa che esistono giganti nemici sotto forma di persone. Ma allora... (Marco, prima di essere assalito da Reiner, riflettendo sui discorsi tra Berthold e Reiner che gli hanno fatto credere che i due potessero essere dei giganti)
  • Che sensazione strana, non provo nemmeno paura. Vedo chiaramente tutto ciò che mi circonda e comunque andranno le cose sento che accetterò il risultato. Sì, non è colpa di nessuno: era inevitabile, dopo tutto è il mondo a essere così crudele. (Berthold, subito prima di trasformarsi nel gigante colossale)

Episodio 16 (53), Partita perfetta[modifica]

  • Non guardarmi dall'alto in basso: è l'altezza il tuo unico punto di forza! (Eren, sotto forma di gigante, al gigante colossale)
  • Levi: È una totale disfatta e a essere sinceri sono convinto che nessuno di noi uscirà vivo dalla battaglia.
    Erwin: Sì, se non avessimo un piano per contrattaccare.
    Levi: Quindi hai un piano?
    Erwin: Ce l'ho.
    Levi: E perché non me l'hai detto subito, perché te ne stavi zitto con quella faccia del cavolo?
    Erwin: Se il piano avrà successo, forse sarai in grado di uccidere il gigante bestia ma dovremo sacrificare la mia vita e quella dei nuovi arruolati. È esattamente come dici tu: la maggior parte di noi morirà in ogni caso. Anzi, è molto probabile che i giganti ci uccidano tutti; tuttavia dobbiamo cercare una possibilità di vittoria, senza badare al costo di vite umane, quindi dovrò chiedere loro di morire per me. Sarà necessaria una messa in scena degna di un grande truffatore, cavalcherò davanti ai miei uomini altrimenti nessuno mi seguirà: questo vuol dire che morirò per primo e non conoscerò il segreto che si cela in quella cantina.
  • Floch: Comandante, sta dicendo che moriremo tutti?
    Erwin: Proprio così.
    Floch: Anche se il nostro destino è comunque segnato vuole che moriamo combattendo?
    Erwin: Esatto.
    Floch: Ma... proprio perché moriremo nulla ha più un senso: potremo morire disobbedendo e non cambierebbe niente, giusto?
    Erwin: Precisamente, soldato. È vero, nulla ha più senso: la morte prescinde dai nostri sogni, prescinde dalla vita felice che noi abbiamo vissuto o dalle pietre che ci massacreranno. Tutti prima o poi moriremo, ma credi che la vita sia priva di valore? Che essere venuti al mondo non abbia alcun significato? Pensi lo stesso dei nostri compagni, che il loro sacrificio non abbia avuto un senso? Non è così!! Saremo noi a dare un significato alla loro morte, ai nostri sfortunati e valorosi caduti. Solo i vivi possono ricordarli, noi moriremo qui e affideremo il nostro significato a coloro che resteranno in vita!! È l'unico modo che abbiamo per opporci e lottare contro questo mondo crudele! Soldati, infuriatevi!! Soldati, gridate!! Soldati, combattete!! [grido di battaglia]

Episodio 17 (54), Il coraggioso[modifica]

  • Arriva... È questa la morte? Chissà che cosa starà facendo Hitch... lo so, probabilmente starà dormendo. Ah, che invidia: non capisco, perché proprio ora... (Marlo, ultime parole vedendo che sta per essere colpito da una delle pietre lanciate dal gigante bestia verso di lui e gli altri soldati)
  • È dimagrito... il gigante colossale è diventato molto più esile: allora Hanji aveva davvero ragione, il gigante colossale non regge gli scontri prolungati! Ripensate agli esperimenti di Eren, poteva trasformarsi solo tre volte di seguito e lui è un gigante di quindici metri, quindi uno di sessanta metri deve consumare ancora più energia! Probabilmente quando ci ha attaccati con il vapore ustionante stava consumando quasi tutta la sua carne lasciando solo le ossa. (Armin, a Mikasa e Jean, osservando il gigante colossale)
  • [Il gigante colossale sta lanciando potenti getti di vapore verso Armin, che con l'apparecchio per il movimento tridimensionale si è aggrappato ai denti del gigante]
    Quindi Armin vuoi davvero morire così? Il piano che hai finalmente escogitato sfruttando la tua intelligenza, prevede che tu muoia bruciato in questo modo? [...] Cosa stai cercando di fare, è un diversivo? Eren è ancora svenuto laggiù e non può intervenire, Mikasa e gli altri sono impegnati con Reiner perciò non devo aspettarmi altro? Se hai scelto davvero questa come la tua fine, allora va bene: ti lascerò riposare in pace. (Berthold, pensando)
  • Resisti! Non mollare, avanti! Affido tutto a Eren: il mio sogno, la mia vita, ogni cosa! Non esiste nient'altro a cui possa rinunciare, queste sono le uniche cose. Sono sicuro che Eren riuscirà a raggiungere il mare anche per me. Sì, lui... vedrà il nostro mare! (Armin, parole pronunciate poco prima essere spazzato via dalle fiamme del gigante colossale)
  • Ho sempre saputo che eri tu il più coraggioso di tutti. (Eren, vedendo il corpo esanime di Armin)

Episodio 18 (55), Sole di mezzanotte[modifica]

  • Avrei dovuto sapere che sarebbe andata così, ma tu eri l'unico su cui potevamo fare affidamento... Armin, perché ogni volta ti ostini a non fuggire? (Eren)
  • Eren [pensando, dopo avere visto l'umano che controllava il gigante bestia]: Cosa? Quell'uomo ha i segni della trasformazione attorno agli occhi... è il gigante bestia.
    Zeke: Finalmente... tu sei Eren Jaeger. [...] Non assomigli per niente a tuo padre. [...] Ti prego di credermi Eren, io posso capirti: la verità è che siamo entrambi sue vittime. Tuo padre ti ha solo plagiato, Eren.
  • Levi: Dovreste essere in grado di capirlo, senza Erwin l'umanità non potrà vincere contro i giganti. [...]
    Eren: Senza l'aiuto di Armin sarà impossibile. [...] È... è sempre stato così: ha avuto l'idea di usare il macigno per chiudere la breccia di Trost, ha scoperto la vera identità di Annie, è stato lui ad avere l'idea di spostarci durante la notte, è riuscito a scoprire dove si nascondeva Reiner, e la verità è che siamo riusciti a sconfiggere Berthold solo grazie ad Armin!! Né io né il comandante riusciremo a salvare l'umanità, sarà soltanto Armin!!
  • Quando ho trovato il comandante in fin di vita volevo porre fine alle sue sofferenze, ma ho pensato che per lui sarebbe stato troppo facile. Il comandante Erwin doveva ancora rimanere in questo inferno, e in quel momento ho capito: l'unico in grado di distruggere i giganti è un demone, e adesso la mia missione è quella di riportare in vita questo demone. La vergogna è il mio significato, ma sono sopravvissuto quindi non intromettetevi! (Floch, a Mikasa ed Eren che volevano che Levi salvasse Armin anziché Erwin)
  • Sai, anch'io vorrei riportare qualcuno in vita: molti, in verità. Da quando sono nel corpo di ricerca ho perso molti amici, [...] ma credo lo capiate anche voi: tutti prima o poi dobbiamo dire addio a qualcuno. Sembra impossibile da accettare, cerchi di non perdere completamente la ragione, fa male... fa davvero male, lo so. Però, Mikasa, dobbiamo continuare ad andare avanti. (Hanji, mentre consola Mikasa)
  • [Levi ha iniettato il siero ad Armin, che ora come gigante sta divorando Berthold]
    Eren: Capitano, perché lo ha fatto?
    Levi: Così ora potremo lasciarlo andare. [Il comandante] Non aveva scelto di diventare un demone, era soltanto un nostro desiderio; ecco perché quando era riuscito a liberarsi da questo inferno abbiamo provato a riportarlo tra noi. Ma adesso dobbiamo lasciarlo riposare.

Episodio 19 (56), La cantina[modifica]

  • Hanji: Ti è stata affidata la vita di Erwin e il potere dei giganti: non importa cosa diranno gli altri, questo è cosa sei ora Armin.
    Armin: Io... perciò... dovrei sostituire il comandante Erwin? Questo è impensabile.
    Levi: Non fraintendere le parole. Tu non potrai mai sostituire il comandante Erwin ma devo dire che è innegabile che tu abbia una forza particolare che nessun altro possiede. Io non credo che avrò rimpianti, però non far rimpiangere questa scelta a loro due [Mikasa ed Eren] e a chiunque altro. Non devi avere rimpianti neanche tu stesso, questa sarà la tua missione ora.

Episodio 20 (57), Quel giorno[modifica]

  • Chi era realmente in errore, io o il mondo? [...] Probabilmente entrambi: io ero ignorante e sciocco, il mondo era folle e ingiusto. (Grisha)
  • Pensi che io sia fuori di testa? Tutti gli esseri umani vogliono vedere un po' di crudeltà. Sì, lo so, la pace è davvero magnifica ma tuttavia le manca qualcosa: non credi? La sensazione di vivere sul serio e la consapevolezza che ogni singolo giorno potrebbe essere l'ultimo; è questo il normale pensiero di ogni essere umano. (Gross)

Episodio 21 (58), Il gigante d'attacco[modifica]

  • Grisha: Gufo, qual è questo compito che vorresti affidarmi?
    Kruger: Ti devi infiltrare tra la gente dentro alle mura e riprendere il gigante fondatore; per riuscirci ti donerò il mio gigante.
    Grisha: Quindi vuoi dire che io dovrò...
    Kruger: Tu diventerai un gigante e mi mangerai, dovrai fare lo stesso col possessore del gigante fondatore.
    Grisha: Perché non puoi farlo tu?
    Kruger: Qualunque persona ottenga il potere dei nove giganti muore dopo tredici anni; ho ottenuto il mio potere esattamente tredici anni fa.
Sentiero che costeggia le cantine sotterranee di Münchberg in Baviera
  • Se chi ha dentro di sé uno dei nove giganti muore senza tramandare il suo potere a nessuno, esso viene ereditato automaticamente da uno dei sudditi di Ymir che nasce dopo quel momento: una specie di filo invisibile collega tutto il popolo di Ymir senza una spiegazione logica. Uno dei possessori disse di aver visto dei sentieri, diceva che la carne e le ossa di un gigante e a volte anche i ricordi e le volontà venivano trasmessi tramite i sentieri. Questi si intersecano tutti in un'unica coordinata, e questa rappresenta il gigante fondatore. (Eren, riportando le parole dette da Kruger a Grisha)
  • In realtà a questo mondo non esiste nessuna verità assoluta: chiunque può diventare un dio o un demonio sai? Basta che uno solo dica che quella è la verità. (Kruger)
  • Mia adorata Historia, al momento qui accanto a me c'è Reiner: mi sta osservando mentre ti scrivo questa lettera d'amore. È davvero disgustoso, nessuna ragazza lo vorrà mai, perlomeno mi ha promesso che ti consegnerà questa lettera a ogni costo: vuole ripagarmi per aver salvato le loro vite quel giorno. Ti devo chiedere scusa, non avrei mai pensato che avrei preferito andare con loro che stare con te. Io morirò tra poco però non mi pento di nulla, o forse è quello che vorrei dire perché ammetto di avere un rimpianto: quello di non essere riuscita a sposarti. (Ymir, lettera per Historia)
  • Il gigante che ha ucciso mia madre e il signor Hannes era la prima moglie di mio padre e aveva il sangue reale. Il problema è che se lo dicessi... se toccassi una persona di sangue reale trasformata in gigante a quel punto potrei usare il potere del gigante fondatore: è possibile, ma non ne sono sicuro. Però, cosa farebbe l'esercito a Historia per accertarsi di questa possibilità? (Eren)
  • Kruger: Devi farti una famiglia. Metti su casa una volta entrato dentro alle mura.
    Grisha: Non dire sciocchezze, io ho già Dina e poi perderò tutti i ricordi di ciò che è successo prima di diventare gigante, no?
    Kruger: No, non è detto: forse qualcuno potrà vederli in futuro. [...] Una moglie, un figlio o le persone della città. Ama qualcuno dentro alle mura: tu ci devi riuscire o la storia si ripeterà e rifaremo gli stessi identici errori che abbiamo già fatto. Se vorrai salvare Mikasa, Armin e gli altri dovrai portare a termine la missione.
    Grisha: Mikasa? Armin? Chi sarebbero?
    Kruger: Io non lo so di chi sono questi ricordi.

Episodio 22 (59), Al di là delle mura[modifica]

  • Dunque adesso che destino ci attende? Per tutto questo tempo abbiamo temuto e odiato i giganti, abbiamo pregato affinché sparissero da questo mondo ma allo stesso modo il mondo ci vede come mostri pericolosi, non come esseri umani. Che succederebbe se quell'inferno si ripetesse di nuovo? Temo che l'inferno avrà fine solo quando saremo estinti. (Roy)
  • Floch: Marlo Freudenberg era entrato di recente nel corpo di ricerca, eppure è riuscito a tenerci tutti uniti. La situazione era disperata, il corpo di ricerca era a un passo dall'annientamento e quando eravamo tutti troppo spaventati per agire è stato l'unico che ha continuato a incoraggiarci. [...] Era un uomo davvero incredibile.
    Hitch: Sì, questo lo so bene; infatti credo che fosse per questo che non mi dava mai retta.
    Floch: Però alla fine credo che si sia pentito di essere andato lì.

Explicit[modifica]

  • Armin: Eren, guarda questo: al di là delle mura...
    Eren: C'è il mare, e al di là del mare c'è la libertà. Ho sempre creduto che fosse vero, ma mi sbagliavo. Al di là del mare c'è il nemico; è tutto uguale a quello che ho visto nei ricordi di mio padre. Dimmi: se riusciremo a uccidere i nemici dall'altra parte, allora saremo finalmente liberi?

Note[modifica]

  1. Nell'edizione italiana dell'anime con questo nome si identifica il personaggio che, nel manga, è conosciuto come Rivaille Ackermann.
  2. Nell'edizione italiana dell'anime con questo nome si identifica il personaggio che, nel manga, è conosciuto come Hansie Zoe.
  3. Nell'edizione italiana dell'anime con questo nome si identifica il personaggio che, nel manga, è conosciuto come Elvin Smith.
  4. Per gli episodi vengono indicate due numerazioni: quella all'interno della serie (indicata sui DVD e Blu-Ray) e quella globale (indicata nei cartelli con il titolo all'inizio degli episodi)
  5. Questo articolo punisce con la pena di morte chi "ostacola la sopravvivenza dell'umanità anteponendo gli interessi del singolo", come riferito da Aurille poco prims.