Lingua sanscrita

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Manoscritto in sanscrito

Citazioni sulla lingua sanscrita.

Citazioni[modifica]

  • Dal Bopp fino al Curtius il codice più attendibile ed autorevole fu il Sanscrito come quello che aveva dato la prima scintilla, il primo impulso alla nuova scienza [della ricostruzione critica del testo di uno scrittore del quale si abbiano parecchi codici manoscritti]. Il Sanscrito quindi venne messo a base di ogni indagine glottologica e morfologica e fu chiamato la sorella maggiore delle lingue indo-europee, quella che più di ogni altra aveva conservato puro il tipo di famiglia. E in massima non si aveva torto. La trasparenza di una lingua, abbiam detto, è prova della sua antichità, e non v'è dubbio che tra gl'idiomi indo-europei il Sanscrito è quello che meglio di ogni altro si lascia analizzare e, per cosi dire, anatomizzare. (Carlo Formichi)
  • Il Sanscrito, vuoi lo si consideri come lingua, vuoi come letteratura, si appresenta ai nostri Umanisti come il miglior complemento degli studi del Greco e del Latino, però più che lingua orientale il Sanscrito dovrebbe chiamarsi la lingua classica per eccellenza. (Carlo Formichi)
  • Le vere lingue dell'India [...] appartengono a due famiglie, quella dravidica, [...] e l'indoaria. La lingua indoaria principale era il sanscrito, e tutte le lingue indoarie dell'India sono figlie del sanscrito. (Jawaharlal Nehru)
  • Quello che vi ha di particolare nelle composizioni drammatiche degli Indi si è che i personaggi non vi parlan tutti la medesima lingua: essi ne parlano almeno due, il sanscrito o l'idioma nobile, ed un altro idioma più familiare chiamato pracrito. Le donne, di qualsiasi condizione, semplici mortali, ninfe divine o dee, son quelle che parlano il pracrito. Gli uomini o gli dei parlano il sanscrito, eccetto quelli che rappresentan le parti di buffoni, e che si suppone implicitamente partecipino della mollezza e della timidità femminile, onde si fan parlare come le donne. (Claude Fauriel)

Angelo De Gubernatis[modifica]

  • Com'è noto, ne' drammi indiani i brahmani ed i principi parlano sanscrito; i personaggi inferiori e le donne usano il dialetto o pràkrito, non troppo dissimile dai presenti dialetti ariani dell'India.
  • Nell'ordine delle idee la scoverta del sanscrito resta, secondo Hegel, efficace pe' tempi nostri, non meno di ciò che pel secolo decimoquinto sia stata la scoverta dell'America nell'ordine dei fatti.
  • Si deve agli Inglesi il diseppellimento del sanscrito e la prima notizia venuta in Europa della antica letteratura indiana; ai Tedeschi i più profondi scavi di quella gran miniera non ancora esaurita.
  • So bene essere opinione di parecchi dotti indianisti che il sanscrito non fu mai parlato nell'India, e che sia stato soltanto sempre una lingua letteraria, cortigiana, dotta, in alcun modo convenzionale. Ma questa opinione mi parve sempre eccessiva, anzitutto perché sarebbe impossibile il negare una continuità fra la lingua così detta vedica, che fu certamente una lingua popolare e la lingua sanscrita, che, se divenne privilegio speciale d’una casta, non può negarsi che abbia potuto essere intesa, ed anche parlata da uomini di casta diversa.

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