Marco Delvecchio

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Marco Delvecchio

Marco Delvecchio (1973 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Citazioni di Marco Delvecchio[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Sulla finale di Euro 2000] Siamo stati sfortunati, il gol di Wiltord fu una sequenza incredibile di episodi. Cannavaro che non rinvia di testa, la palla che passa tra le gambe di Nesta e poi sotto l'avambraccio di Toldo. Credo che il destino abbia voluto che andasse così. Quella era l'ultima azione. Dopo la partita mi hanno raccontato che a bordo campo c'era già la coppa con i nastrini dell'Italia.[1]
  • [Sull'esperienza all'Inter] Ho bellissimi ricordi dell'Inter. Non scorderò mai il mio esordio in Coppa Italia contro la Juve. Ero a Viareggio e mi chiamarono per giocare con campioni del calibro di Matthäus e Brehme. Stavo bene: Moratti mi considerava fondamentale e mi diceva che ero incedibile, che dovevo dare una mano a far ambientare i nuovi compagni.[2]
  • [Sull'addio all'Inter] Ero in Under 21, mi chiamarono e mi dissero che mi dovevo trasferire a Roma per via di uno scambio con Branca. Ero stupito e amareggiato e ci rimasi male. Misi però poco a dimenticare e ambientarmi. Devo anzi ringraziare Moratti perché mi diede la possibilità di fare una carriera che forse all'Inter non avrei fatto.[2]
  • [Sulla vittoria del campionato 2000-2001] Era una situazione inverosimile con un clima surreale. Nessuno di noi potrà dimenticare quel giorno, un successo così vicino, con il grande timore di non farcela. Gli ultimi minuti non passavano mai.[3]
  • [Sulla carriera a Parma] Parma è calcisticamente una situazione perfetta per ogni atleta. Una città a misura di uomo, dove si respira un'atmosfera serena e si ha la possibilità di fare bene. Nonostante mi sia trovato benissimo dal punto di vista ambientale, non sono riuscito a dare alla squadra l'apporto che avrei voluto. Sono arrivato dopo essermi operato al tendine di Achille, appena rientrato in forma ho avuto problemi ad un ginocchio, poi a fine stagione mi sono dovuto operare di nuovo sempre al tendine. Quando sono riuscito a scendere in campo ho dato il mio apporto, ma se fossi stato bene fisicamente avrei potuto dare di più.[3]
  • [Su Francesco Totti] Francesco è un professionista esemplare, che sa perfettamente come gestirsi e in campo riesce ancora a fare la differenza.[3]
  • [Su Zdeněk Zeman] Un allenatore molto simpatico e di compagnia, sembrava burbero ma è tutt'altro. Ricordo Di Biagio che ci scherzava, era il suo figlioccio. Lui stava allo scherzo, era molto divertente. Sul lavoro era molto esigente, faceva provare e riprovare gli schemi, poi c'era quella dose di lavoro atletico che ti levava la voglia di fare altro.[4]
  • [Su Lazio-Roma (4-1)] 21 novembre 1999, dopo mezz'ora eravamo 4-0, c'era gente incredula, non si era mai visto contro una Lazio fortissima. Rientrammo negli spogliatoi, esultavamo e Capello ci urlava che non era finita. Un derby veramente entusiasmante. Montella era straordinario, tecnicamente fortissimo, faceva la differenza. Appena capitava mezza palla buona faceva gol, non si poteva dir nulla. Ho avuto un buonissimo rapporto, poi abbiamo vissuto insieme tante altre esperienze.[4]
  • Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali.[4]
  • [Su Franco Sensi] Ho sempre detto che è stato il mio presidente. Nel senso che mi ha cambiato la vita. Mi ha subito voluto bene, tutto quello che ho lo devo a lui oltre che a me stesso. È stato un presidente molto importante, mi ha fatto togliere tante soddisfazioni e lo ringrazierò per tutta la vita, mi ha permesso di fare la vita che sto facendo e di realizzare il sogno dello scudetto.[4]
  • [Sul gol nel derby di Roma nel 2001] Entrai nel secondo tempo al posto di Batistuta, dopo 4 minuti gancio su Nesta e destro sul secondo palo. Una delle nove grandi emozioni. È sempre stata una partita che mi faceva dare qualcosa in più, i tifosi mi dicevano che era la partita più importante dell'anno, me la sono presa a cuore. Si vede anche alle spalle, prima allo stadio non c'era un posto libero. Fare gol in uno stadio così pieno è spettacolare.[4]
  • [Sul suo ultimo gol nel derby] Periodo difficile, dopo i mondiali del 2002 ebbi una fascite plantare, rimasi 4 mesi fermo. Durante la settimana del derby riuscii a fare due allenamenti e Capello mi convocò. Totti chiese se fosse matto, gli dissi che magari era per farmi stare col gruppo. Alle 18.30 Capello diede la formazione ed ero titolare. Totti si girò e mi chiese ancora se fosse impazzito. Giocai quella partita con un po' di dolore e poco allenamento, destino volle che segnassi il gol del pareggio dopo quattro mesi che non giocavo. Doppia emozione, tornare a giocare, fare gol al derby. Totti non ci credeva, ma anche Batistuta corse ad abbracciarmi dalla panchina.[4]
  • [Sulla finale di Euro 2000] Questa è la bella ma sfortunata finale di Rotterdam. Fu la prima partita da titolare che feci, fino alla semifinale non avevo mai giocato, giocai secondo tempo e supplementari. Zoff mi vide in forma e mi fece giocare al posto di Inzaghi, Montella e Del Piero. A volte è destino, se dovessimo rigiocare quel minuto finale staremmo parlando di un'altra conclusione. Ogni volta che lo racconto mi vengono i brividi, sono successe troppe cose in quel rinvio, bastava qualcosa di diverso e avremmo vinto.[4]
  • Bobo è molto diverso, è un orsacchiotto. Risulta burbero se non sei suo amico, ma non è affatto così. Un ragazzo buono, a volte dovevo consolarlo perché aveva paura di tutto. Gli sudavano le mani, non sapevo come consolarlo.[4]
  • [Sul gol da ex con l'Ascoli] Questo è quello che succede quando torna l'ex. Ti capita quella palla che non puoi fare a meno di spingere in porta, successe sotto quella Curva sotto cui ho esultato spesso, l'unica volta in cui sono riuscito a godere appieno di un gol. Non si poteva tirarsi indietro, mi sarebbe piaciuto farlo un'altra volta con la maglia giallorossa. [...] Finì 2-2, andai a salutare i tifosi che mi avevano perdonato, mi chiamarono sotto la curva per darmi il bentornato. Momento emozionante, ci andai con la maglia di un'altra squadra.[4]

Citazioni su Marco Delvecchio[modifica]

  • Delvecchio, pure lui suda parecchio, se la schiaffa dentro poi ce fa vedé l'orecchio. (Brusco)
  • L'uomo-derby rimane Marco Delvecchio. (Mirko Vučinić)

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Valerio Gualerzi, Delvecchio e la finale persa "Vendicate Rotterdam", la Repubblica, 8 luglio 2006.
  2. a b Dall'intervista per I Signori del calcio, Sky; citato in Delvecchio: "Amareggiato quando andai via dall'Inter", Fcinternews.it, 28 aprile 2012.
  3. a b c Da un'intervista rilasciata a As Roma Membership; citato in Delvecchio: "Noi non eravamo un gruppo unito, Garcia ha carattere", Pagineromaniste.com, 1° aprile 2014.
  4. a b c d e f g h i Dal programma televisivo Slideshow, Roma TV; citato in Delvecchio: "Devo molto a Mazzone e Sensi, Capello ti faceva dare il massimo, Batistuta un fratello", Romaforever.it, 31 ottobre 2014.

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