Fabio Capello

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Fabio Capello nel 2014

Fabio Capello (1946 – vivente), allenatore di calcio e ex calciatore italiano.

Citazioni di Fabio Capello[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Prima della gara Juventus-Roma del campionato di Serie A 1999-2000] Il problema della sudditanza esiste, forse anzi sicuramente è un fattore involontario ma non possiamo fare finta che non ci sia [...]. Se analizziamo i fatti e facciamo i conti dei pro e dei contro che riguardano altre squadre, ci accorgiamo che alla fine qualche cosa esiste. La Juventus viene favorita perché sono ormai molti anni che si trova al vertice, non dobbiamo stupirci perché il problema esiste su tutti i campi.[1]
  • Il terrorismo di qualsiasi matrice va combattuto, ma non è giusto prendere l'Islam come nemico comune: il terrorismo non ha religione.[2]
  • [Ultime parole famose sulla Juventus nell'aprile 2003] È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.[3][4]
  • [Ultime parole famose nel febbraio 2004] Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita.[3][4]
  • Francisco Franco ha lasciato in eredità l'ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia[5].
  • Nessuno ha la potenza di Zlatan Ibrahimović. Lui e Marco Van Basten sono identici nell'eleganza.[6]
  • [Sulla stagione 2007-2008 che segna il ritorno in Serie A della Juventus] La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.[7]
  • Io sono dell'idea che più si fischia più si sbaglia. Meglio il metro inglese, in questo senso. In Italia si analizza troppo la moviola per giustificare o condannare le prestazioni della squadra. E finché si discute su contatti minimi si giustificano i simulatori.[7]
  • Ai nostri allenatori Mourinho non ha da insegnare niente. In Italia il calcio tatticamente è una cosa molto, molto seria. Sotto l'aspetto calcistico siamo i più avanzati e ormai tutti conoscono tutto. Mourinho adesso ha in mano una macchina straordinaria e non credo farà rivoluzioni, gli sarà sufficiente portare quell'un per cento di novità.[8]
  • [Ultime parole famose] [...] io con l'Inghilterra finisco il turno. Il mio lavoro sul campo termina con l'esperienza inglese. [«Abbiamo capito bene, dopo i mondiali del 2010 non sarà più un allenatore?»] Questo è sicuro.[8]
  • [Nel 2008] Ho letto dei 'no' degli ultrà in campagna acquisti: Vieri, Zauri, Stankovic. Una società ha il diritto di prendere chi gli pare: se a un tifoso non sta bene, quella stagione non andrà allo stadio. Ecco, in Italia i tifosi, e il tifo organizzato in particolare, hanno troppo potere.[8]
  • Guido la Nazionale inglese, era my dream, il mio sogno, quella azzurra non mi ha mai affascinato, qui ci sono 57 milioni di ct, io non sono fra questi. Io cerco sempre qualcosa di forte, mi esaltano le grandi sfide.[9]
  • [Su Calciopoli] Imbarazzo? E perché? Io ho vinto quei titoli sul campo, ce li hanno tolti è vero ma le medaglie le ho sempre, sono in un baule in cantina.[9]
  • In Spagna c'è grande rispetto, concetto base del mio modo di essere e allenare, le famiglie vanno allo stadio coi bambini, in Inghilterra gli impianti sono pieni, non succede mai nulla e polizia e steward svolgono un ruolo perfetto. In Italia invece comandano gli ultrà, negli stadi vedi e senti di tutto, il declino sarà sempre più evidente. Eppure basterebbe applicare la legge. Autorità e club devono prendere una decisione per far tornare la gente negli stadi e rendere questi più accoglienti.[9]
  • Io ho sempre detto: non voglio 7 giocatori, ma due buoni. Quando vuoi rifondare una squadra ci vuole solo la qualità. Al Milan sono arrivati Ibra e Robinho. Finalmente, ho detto a Galliani, avete preso due ottimi giocatori. Ci vogliono uomini che fanno la differenza non che fanno numero.[10]
  • Moratti dice che lo Scudetto del 2006 è suo? E io dico che è mio. La medaglia ce l'ho ancora a casa, non me l'ha tolta nessuno. Questo del Milan è il secondo titolo "vero", perché anche l'anno scorso è stato un torneo equilibrato. In quelli precedenti, invece, per l'Inter non c'era competizione.[11]
  • Dopo aver visto Rooney contro l'Italia [agli Europei 2012], credo che capisca solo lo scozzese.[12]
  • [Su Stramaccioni] Penso che Moratti l'abbia scelto non perché sia giovane, che sarebbe assurdo, ma perché è bravo.[13]
  • [Su Falcao] In tutta la mia carriera soltanto un giocatore mi lasciò un'impressione superiore al primo sguardo, e fu proprio Leo Messi la sera del Gamper contro la mia Juve. Falcao è un attaccante grandissimo, oggi sicuramente il numero uno.[13]
  • Già ai miei tempi l'avevo portato con Marchisio in prima squadra per qualche allenamento. Si intravedevano in lui grandi potenzialità. In Giovinco rivedo Zola. Stesso dribbling ed entrambi abilissimi sui calci di punizione.[14]
  • La Triade? Non rinnego la loro amicizia, avevano qualcosa in più degli altri. Formano un mix completo. L'abilità gestionale a livello societario del dottor Giraudo, grazie al quale non c'erano bisogno degli investimenti della Fiat per fare il mercato. La competenza tecnica di Roberto Bettega e la bravura nell'acquistare i giocatori di Luciano Moggi. Una società che ti permetteva di dedicarti solo al campo e di fare l'allenatore, senza dover pensare a nulla.[14]
  • Lo volevo alla Roma, ma non riuscimmo a portarlo. Lo volli alla Juve perché ero convinto fosse un fuoriclasse vero. Quando arrivò a Torino calciava solo forte e male. Consigliai a Zlatan di perfezionare la tecnica di tiro ed ogni giorno si fermava dopo l'allenamento con Galbiati a fare tiri in porta. Credo che i risultati si vedano. Fa giocate che solo i fuoriclasse sanno fare e che sono impensabili per gli altri.[14]
  • [Riferito al periodo tra il 2004 e il 2006] Non era più il Del Piero spumeggiante degli anni di Lippi. Alessandro comunque merita tutta la mia stima e l'affetto. Si è sempre comportato da grande professionista, anche se era in parabola discendente.[14]
  • Ho votato tanti partiti diversi: PSI, PRI, DC per tanti anni, poi Lega nord e Forza Italia. Berlusconi è stato grandissimo come imprenditore, cioè in una posizione dove poteva decidere tutto o quasi. In politica invece è un uomo con le mani legate. Ha dovuto accontentare troppa gente e non ha potuto fare come voleva lui. Però lo voterò ancora[15]
  • [Su Gonzalo Higuaín] Lo presi io al Real Madrid quando non aveva ancora venti anni, mi piacque subito. Vidi delle cassette, mi interessò immediatamente perché si muoveva molto e partecipava sempre all'azione. Higuain non è un attaccante che resta fermo in area avversaria in attesa del pallone. Appena arrivò a Madrid si mise subito a disposizione del gruppo, lavorava tantissimo per migliorare tecnicamente. Ha sempre dimostrato fiuto del goal e grande determinazione, è un calciatore importante.[16]
  • Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.[17]
  • [Su Paul Pogba] Parliamo di un ragazzo che ha un potenziale da super giocatore. Bisogna vedere se quando gli mettono il volante in mano, nel senso di mostrare tutto il suo valore ed essere trainante per la squadra, dimostrerà di essere capace di guidare.[18]
  • [Su Ronaldo] Si presentò a Madrid che era 96 kg, gli ho chiesto di arrivare a 88-90. Non c'è stato niente da fare. Era un grandissimo giocatore, ma un leader negativo per il gruppo. Lo cedemmo a gennaio e l'ambiente in squadra cambiò completamente: riusciamo a recuperare nove punti al Barcellona, anche se l'impatto mediatico fu enorme.[19]
  • Io sono per la tecnologia totale. In tutti gli sport, dal rugby al basket fino al tennis c'è la tecnologia. Io per un gol-non gol sono stato eliminato al Mondiale con l'Inghilterra. Uno lavora due anni e dopo un errore del genere vai a casa. È una cosa importante.[19]
  • La mia avventura al Real Madrid finì con una telefonata di Berlusconi che mi chiese di tornare ad allenare il Milan. A lui dovevo tutto e non potevo dirgli di no.[20]
  • Loro [i tifosi spagnoli] si divertono alla partita, ci vanno tranquilli, con un panino in mano; da noi si va allo stadio solo per offendere. In Inghilterra applaudono la loro squadra quando retrocede, perché riconoscono ai giocatori l’impegno, l’applicazione: da noi quando succede? In Italia ho visto solo i tifosi del Frosinone applaudire la squadra nonostante la retrocessione[21].
  • Quando me lo sono trovato a Madrid mi dissi "Ancora qui questo...". A Roma si perse, come tutti quelli che sono andati lì. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo. Dopo Baggio è stato il più grande talento del calcio italiano. La genialità di Cassano è unica. Negli ultimi 20 metri dribblava, rifiniva, calciava... Molti confondono i fuoriclasse con i geni: sono cose molto diverse. Il più grande dispiacere che ho avuto è stato lo spreco del suo talento. Antonio si è perso in sciocchezze, in bambinate. Si è fermato al 50% delle sue possibilità. Ricordo che a Madrid avevamo il Gordo (Ronaldo) e il Gordito, cioè lui.[22]

Citazioni su Fabio Capello[modifica]

Fabio Capello nel 2007
  • Capello è il migliore allenatore che abbia mai avuto. Il fatto che mi abbia chiamato in Russia è un onore straordinario [...]. E aggiungo una cosa: Capello è stato il tecnico con cui ho discusso di più, eppure mi ha chiamato in Russia dicendomi che la mia strada è allenare. (Christian Panucci)
  • Capello è stato l'allenatore che mi ha cambiato nel modo di giocare. Già dal suo primo anno ha voluto cambiare la mia posizione, quando arrivò giocai con Totti e Montella, ma già a metà stagione mi mise sulla fascia pensando all'anno dopo. Ti faceva tirare fuori il 110%, la sua più grande dote. Trattava tutti allo stesso modo, non c'erano giocatori di nome o altri, i regolamenti erano uguali. (Marco Delvecchio)
  • Capello ha i suoi metodi, non sono mai uscito a cena con lui e credo non l'abbia fatto nessuno di noi, però giudico l'allenatore e sui risultati non c'è nulla da dire. Capello sa come tenere in pugno le situazioni difficili. (Zvonimir Boban)
  • Capello? Lo stimo molto, sia sul piano professionale sia su quello umano. È per questo che un mese fa l'ho invitato a L'Aja a tenere una conferenza sugli allenatori olandesi. Io e Fabio abbiamo idee molto simili su lavorare con i giocatori e come trattarli. (Louis van Gaal)
  • Non mi piace parlarne, mi sembra di dedicare troppa attenzione a chi non la merita. Come si è comportato, il fatto che nessuno qui senta la sua mancanza, tutto indica che tipo di persona sia. Si è comportato così a Milano, a Roma e anche qui a Torino. Uno, due indizi, il terzo è una prova. (Alessandro Del Piero)
  • Ogni mattina mi guardo allo specchio e mi dico che Capello è la più grande offesa per la categoria. Mi vergogno di essere un allenatore. (Franco Scoglio)
  • Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di Lippi e di Trapattoni, non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie. (Antonio Conte).
  • Per un calciatore è un onore e una garanzia essere allenati da Capello. (John Carew)
  • Provo a dire, io che l'ho visto e ammirato in campo e che con lui ho dialogato particolarmente quando d'estate andavo a trovarlo a Grado e lui mi spiegava e mi raccontava, lui che aveva fama di carattere dolce e levigato come la carta vetrata. Dimmi come era Capello e come giocava. Faceva correre la palla, apriva e spalancava gli occhi anche per gli altri. E non faceva tanti gol, ma tutti importanti, quarantaquattro in campionato e anche otto in azzurro, con quel memorabile gol a Wembley, un gol che fece lacrimare una classe operaia che lassù nell'Isola per un attimo si sentì in Paradiso. E sapeva vivere. (Gianfranco Civolani)
  • Quando Capello si arrabbia sono pochi quelli che osano guardarlo negli occhi, e se ti offre una possibilità e tu non la sfrutti puoi anche andare a vendere salsicce fuori dallo stadio. Nessuno va da lui a parlargli dei suoi problemi. Capello non è tuo amico. Non chiacchiera con i giocatori, non a quel modo. Lui è il sergente di ferro, e quando ti chiama in genere non è un buon segno. D'altro canto non puoi mai sapere. Lui distrugge e costruisce. (Zlatan Ibrahimović)
  • Un grande tecnico, molto intelligente e non asfissiava i giocatori. Persona schietta, ma non fu un rapporto facile. Comunque preferisco chi ti parla in faccia. (Enzo Gambaro)

Antonio Cassano[modifica]

  • Il migliore allenatore che abbia mai avuto. Ha fatto tanto per me e io poco per lui: non lo meritava, ma la stima che ci ha legato e ci lega tuttora è immensa.
  • Io e lui non andavamo mai d'accordo, al punto che una volta quando stavo alla Roma mi venne in mente un'idea che tutti e due ancora applichiamo con successo. Gli dico: "Visto che facciamo stronzate dalla mattina alla sera e ci mandiamo continuamente a quel paese, almeno mettiamoci la mano davanti alla bocca, così evitiamo che tutto il mondo veda, capisca e ci prenda per il culo". E lui quel giorno lì per la prima volta ha ascoltato me. Per la prima e unica, sia chiaro.
  • Se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti. L'ho incontrato per la prima volta nel 2001, mi voleva a tutti i costi a Roma e rifiutai la Juve. Ancora oggi dico di aver fatto la scelta migliore.

Note[modifica]

  1. Citato in Capello contro Juve e arbitri "La sudditanza esiste", Repubblica.it, 21 febbraio 2000.
  2. Citato in Ernesto Menicucci; Capello pronto a riaccendere la Roma, Corriere della Sera, 16 settembre 2001, p. 55.
  3. a b A fine maggio 2004, Capello diventa ufficialmente allenatore della Juventus.
  4. a b Citato in "La Juve? Non mi interessa" Così parlava Capello romanista, Repubblica.it, 28 maggio 2004.
  5. Citato in Capello «franchista» fa infuriare la Spagna, Corriere della Sera, 9 febbraio 2006
  6. Da La Gazzetta dello Sport, 9 novembre 2007.
  7. a b Dall'intervista di Valerio Clari, Capello consulente Inter "Occhio al contropiede", Gazzetta.it, 11 marzo 2008.
  8. a b c Dall'intervista di Corrado Zunino, Mourinho in Italia non cambierà il calcio e tra due anni smetto, Repubblica.it, 24 luglio 2008.
  9. a b c Da Tuttosport, 27 ottobre 2009, p. 3.
  10. Da Gr Parlamento; citato in Tuttosport, 1 febbraio 2011, p. 2.
  11. Citato in Inter. Capello: "Lo scudetto del 2006 è mio, la medaglia non me l'ha tolta nessuno", Sportnews.eu, 19 maggio 2011.
  12. Citato in Tancredi Palmeri, Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare, Gazzetta.it, 30 dicembre 2012.
  13. a b Citato in Paolo Condò, Capello e l'allarme russo. Milan, occhio allo Zenit, Gazzetta.it, 13 settembre 2012.
  14. a b c d Dalla trasmissione televisiva Undici; citato in FABIO CAPELLO: "Giovinco come Zola. Calciopoli? I due Scudetti sono nostri. Eravamo i più forti: non rinnego il passato juventino. Del Piero grande professionista. Ibra fuoriclasse vero", Vecchiasignora.com, 20 novembre 2012.
  15. Citato in Biografia di Fabio Capello, Corriere.it, 4 novembre 2013.
  16. Da un'intervista rilasciata a Sky Sport; citato in Higuain fa cantare Napoli, Capello ricorda: "Lo portai io al Real... ", Goal.com, 2 marzo 2014.
  17. Citato in Capello: «Differenze Juve-Roma? La mentalità vincente...», Tuttosport.com, 16 ottobre 2014.
  18. Dall'intervista di Filippo Cornacchia, riportata in parte su «Pogba, hai il volante col City devi guidare», Tuttosport. com, 14 settembre 2015.
  19. a b Da un intervento ai Globe Soccer Awards a Dubai nel 2015; citato in Capello: "Ronaldo leader negativo: via lui e il mio Real Madrid trionfò", Gazzetta.it, 28 dicembre 2015.
  20. Citato in "Guarda che l'Inter vende Roberto Carlos". E Capello lo portò a Madrid, Foxsports.it, 23 dicembre 2016.
  21. Citato in La sottocultura dei professionisti del tifo è inaccettabile, Corriere della Sera, 5 maggio 2017
  22. Dall'evento Milano Calcio City, 29 settembre 2019; citato in TMW - Capello: "Scudetto, sarà sfida a tre fino alla fine. Occhio all'Atalanta", Tuttomercatoweb.com, 29 settembre 2019.

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