Ovosodo

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Ovosodo

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Titolo originale

Ovosodo

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1997
Genere commedia
Regia Paolo Virzì
Sceneggiatura Francesco Bruni, Paolo Virzì, Furio Scarpelli
Produttore Rita Rusic, Vittorio Cecchi Gori
Interpreti e personaggi

Ovosodo, film italiano del 1997 con Edoardo Gabbriellini e Claudia Pandolfi, regia di Paolo Virzì.

Frasi[modifica]

  • Da un po' di tempo ero preso da qualcos'altro. Indovinate cosa? Le ragazze, l'altra metà del cielo. E valutavo: ora che sono il figliolo di un latitante, sarà peggio o sarà meglio? Cos'avrà voluto dire per una ragazza? Mi avrebbero evitato? Mi avrebbero ammirato? Ero vittima di un incantesimo. Mi sembravano creature dello spazio che mi mettevano anche un po' di paura. Cosa passava in quelle teste? Provavano le mie stesse emozioni? Io lo confesso, non sapevo bene cosa volevo da loro, ma lo volevo tanto... (Piero)
  • Mi fischiavano le orecchie. Era la mia mente che faceva casino per non pensare quello a cui stava pensando. (Piero)
  • Tutte le mattine, prima di portare Giovanna al nido, e poi andare a lavorare in ospedale, Susy mi accompagna al lavoro in macchina. E tutte le mattine, che piova o ci sia il sole, lei mi dice la stessa identica cosa: "sei sempre più bello". E io vado a lavorare contento. Chi lo sa, forse sono rincorbellito del tutto, o forse sono felice... a parte quella specie di ovo sodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico... (Piero)
  • Tommaso fu l'incontro centrale della mia adolescenza, come Brian Eno per gli U2 e Bearzot per la Nazionale. Gloria e infamia lo ebbero come centro propulsore. [...] Con lui mi avventuravo in un mondo sconosciuto di persone e cose che non c'entravano nulla con le abitudini di quartiere, le amicizie del palazzo, i pomeriggi a studiare nell'alimentari della mamma di Mirco. Dei primi mesi della nostra amicizia mi ricordo un gran casino di pasti saltati, Tienamen, il Comandante Marcos, Malcolm X, Mandela e il movimento della Pantera, Zhāng Yìmóu, Peter Jackson, Tondelli e Thomas Bernhard, sbronze, Kurt Cobain, baci dati e ricevuti, nuove Posse, puzzo di piedi, e rientri a casa all'alba con la testa rintronata. (Piero)
  • Mi toccò uno di quei milioni di posti di lavoro promessi dal nuovo governo, alla fabbrica del babbo di Tommaso, ma senza raccomandazione. Le liste del collocamento sono una specie di hit-parade della scarogna, e io - tra mamma morta, babbo in galera e fratello handicappato- ero entrato trionfalmente nella Top Ten. (Piero)
  • Dice che la malinconia non è altro che una forte presenza nel cervello di un neurotrasmettitore che si chiama serotonina. E succede che si ciondola come foglie morte e un po' ci si affeziona a questo strazio e non si vorrebbe guarire più. (Piero)
  • Voglio vivere solo come un cane, rovistando fra le immondizie della vita. (Tommaso)
  • Maiala della mamma. (Tommaso)

Dialoghi[modifica]

  • Piero: Poi ti volevo fare una proposta seria: non ci muoviamo più di qui tutto il giorno, anche domani, dopodomani!
    Lisa: Ma lo sai, io tra poco parto...
    Piero: Ecco appunto, io fossi in te non c'andrei in Corsica! Sul serio mi sono informato: i traghetti in genere sono piuttosto scomodi, arrivano in ritardo, a volte affondano, così, all'improvviso! E poi d'estate fa caldo... la vegetazione è secca, è la condizione ideale per pericolosissimi incendi. È dimostrato.
    Non parliamo poi degli attentati indipendentisti! Morire in vacanza dev'essere parecchio brutto, no? Ti piace l'idea di morire?
    E allora si muore insieme, io e te, qui, adesso! Ci prendiamo per mano, chiudiamo gli occhi e ci buttiamo nel fosso...
    Lisa: Te l'ho detto, Ernesto mi aspetta al porto con i biglietti...
    Piero: Io con un uno che si chiama Ernesto non ci prenderei nemmeno l'autobus!
    Lisa: Perché?
    Piero: No scherzo... scherzo troppo eh? Ma vuoi sentire una cosa seria?
    Lisa: Vai.
    Piero: Ti amo.
  • Tommaso: Ma questo cazzo di amore, di cui tutti vi riempite la bocca, a me m'accascia. Piero, io voglio vivere solo come un cane e rovistare tra le immondizie della vita, come diceva quello straordinario poeta ungherese che non ricordo neanche come si chiama...
    Piero: Ma ti levi di 'ulo come diceva il mi zio di Lucca!
  • Professore della commissione d'esame: Dunque vediamo, a proposito dell'opera di D'Annunzio, Giacomo Debenedetti parla di una sorta di "meccanicismo deduttivo". Ci vuole per cortesia commentare questo giudizio alla luce dell'analisi da voi svolta durante l'anno su Decadentismo e Superomismo?
    Piero: Alla luce dell'analisi svolta in classe su Decadentismo e Superomismo si può dire che quando Giacomo Debenedetti parla di... di quella cosa che ha detto lei, io sono abbastanza d'accordo.

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