Renata Gelardini

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Renata Gelardini (1924 – vivente), scrittrice italiana.

La fanciulla di luce[modifica]

Incipit[modifica]

Toreru, il vecchio raccoglitore di bambù, non riusciva a dormire. La mente gli correva al tempo lontano, ai giorni in cui la sua capanna di giunchi aveva risuonato delle risa argentine dei figliuoli e dei nipoti... Non c'erano più: Toreru era rimasto solo.
Il vecchio, innervosito, abbandonò il giaciglio e uscì dalla capanna. Era una notte meravigliosa. Nel cielo cupo, simili ed immensi gioielli, splendevano la luna e miriadi di stelle. Toreru alzò lo sguardo stanco alle luci lontane e mormorò meccanicamente una preghiera agli dèi degli astri.
– Aiutatemi voi, perché sulla terra nessuno ha cura di me.
Dall'immensità della volta celeste si staccò una stella e, seguita da un infiammato pennacchio di luce rossa, sembrò precipitare sulla luna e spegnersi nel suo placido raggio. Toreru ne ebbe paura. Interrompendo la preghiera, mormorò con un senso di smarrimento:
– Ahimè, gli dèi del cielo lottano fra di loro!
Il vecchio raccoglitore di bambù non si ingannava: una strana scena si svolgeva lassù, nelle plaghe inargentate della luna, dove regnava assoluto il dio Tsuki-Yomi.

Citazioni[modifica]

  • Dicevano gli antichissimi Saggi... «Il mondo si è formato dal nulla e – nei tempi più remoti – fu abitato dalle divinità invisibili». Ma erano dèi e dee un po' pigri: se ne stavano lassù, nell'alto del cielo, in mezzo al caos degli elementi, e contemplavano il mare deserto... Non avevano voglia di far nulla. Peccato! Poi – non si sa come – nacquero due divinità meno pigre: il valoroso Izanagi e la gentile Izanami. (p. 51)

Bibliografia[modifica]

  • Renata Gelardini, La fanciulla di luce, La Scuola Editrice, Brescia, 1962.