Storia di una capinera

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Storia di una capinera

Immagine 2012_july_Etna_central_crater_eruption_3322_meters_-_panoramio_(12).jpg.
Titolo originale

Storia di una capinera

Lingua originale italiano
Paese Italia, Giappone
Anno 1993
Genere sentimentale, drammatico
Regia Franco Zeffirelli
Soggetto Giovanni Verga (romanzo)
Sceneggiatura Franco Zeffirelli, Allan Baker
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Storia di una capinera, film italiano del 1993 con Angela Bettis, regia di Franco Zeffirelli.

Frasi[modifica]

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  • Il male sarà sempre in agguato per tentarvi, ma ricordate sempre che uno solo è il sentiero che porta alla felicità. Voi l'avete scelto una volta, siate dunque fedeli al vostro impegno e alla vostra decisione. (Madre superiora)
  • Con questo colera non si trova un pittore né per amore né per denaro. (Matilde)
  • Il colera non decide dove andare o quali persone colpire. È un po' come il vento. (Matilde)
  • L'unica cosa che s'impara in convento è obbedire agli ordini, e a piangere in silenzio. (Marianna)
  • La madre superiora aveva ragione di metterci in guardia, ma ha sbagliato tutto. Perché non c'era Satana che ci aspettava all'esterno del convento, c'era la vita, signora, e la libertà di viverla e goderla. (Marianna)
  • Voi non siete una suora, come io non sono un avvocato. Abbiamo tanta strada da fare tutti e due. (Nino)
  • Davanti a un miracolo come questo, come si fa a non credere all'esistenza di Dio! (Maria) [osservando il cratere dell'Etna]
  • Lei però è sempre accanto a me. Nel segreto più profondo del mio cuore. Quando si crede nell'eternità dello spirito, sentiamo, sappiamo che le persone che abbiamo amato e che ci hanno amato sono sempre con noi. (Maria) [a proposito di sua madre]
  • Io ho sempre pensato che più uno cerca di coprirsi e più gli altri vogliono vedere cosa c'è sotto. (Giuditta)
  • Vorrei soltanto che all'università... vorrei che ci insegnassero a dubitare di meno e a credere di più. Ci istruiscono a giudicare gli altri a persuaderli di cose alle quali spesso non crediamo neanche noi. Insomma è proprio l'opposto di quello che fai tu. (Nino) [a Maria]
  • O Signore, tu che sei padrone della mia anima, ti prego salvami dalla tentazione. [...] Voglio appartenere soltanto a te. (Maria) [preghiera]
  • Alla prossima estate. (Giuseppe) [brindisi]
  • Sono innamorata. Mi avevano detto che l'avrei dimenticato, ma non è accaduto. Quando si ama qualcuno, come l'amo io, non lo si può dimenticare. È impossibile. (Maria)
  • Giuditta sta per avere un bambino da te. Io ho vissuto solamente una fantasia, un bel sogno. Ma un figlio non è un bel sogno: è una cosa vera, una cosa benedetta. È l'unica cosa che importi. (Maria)

Dialoghi[modifica]

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  • Giuseppe: Che cosa succede?
    Contadino 1: Olio, sale e vino. Dobbiamo lavare la carrozza, signor Vizzini. È l'unica difesa contro il colera.
    Contadino 2: È nella polvere, signore. Mi auguro che voi lo capite. Il colera è nella polvere fina che ognuno si porta in casa.
  • Giuseppe: Ti piace, Maria?
    Maria: Una finestra senza sbarre!
  • Nino: Sapete in realtà che vorrei fare? Vorrei viaggiare. Vedere il mondo. Palermo, Napoli, Roma, Parigi! Non voglio passare cinquant'anni della mia vita seduto dietro a una scrivania, dal lunedì al venerdì.
    Maria: E allora perché non viaggiate?
    Nino: Perché i miei genitori, i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici per me. Mi devo sdebitare con loro, devo riuscire con le mie forze più presto possibile.
  • Maria: Io sono nata per essere suora. È questo il mio destino.
    Nino: Il tuo destino?! Quello che tu chiami desino, è quello che gli altri hanno prestabilito per te.
  • Maria: Questo mondo non è il mio mondo e mi fa paura. Anche le cose più belle mi danno tanta malinconia, perché so già che un giorno dovrò separarmene.
    Nino: Tutti dobbiamo separarci dalle cose che amiamo. La vita è fatta così. Ma questo non ha mai impedito a due persone d'innamorarsi. Guarda nel tuo cuore, Maria, prima di decidere di ritornare al convento per sempre. Lo so che hai paura, non sei abituata a sentirti parlare d'amore, ma mi devi credere, Maria, sei l'unica donna che amerò nella vita.
  • Maria [in confessione]: E ci fu un'altra occasione. La volta che andammo sull'Etna. E... e...
    Confessore: Credevo di aver sentito l'ultima di queste ridicole infatuazioni. Quello che dici è accaduto l'estate scorsa, smettila di pensarci. E rivolgi l'attenzione ai tuoi doveri verso Dio. Sei una novizia, ora, ricordatelo. Mettiti al servizio delle tue sorelle. Il lavoro ti toglierà dalla testa simili sciocchezze. Dirai tre Ave Maria. E recita l'Atto di dolore.
  • Teresa: Dei dottori senza cervello, per facilitarsi la vita, decisero che era epilessia. Ma è qualcosa di più semplice e immensamente più complicato.
    Maria: Che cos'è?
    Teresa: Ha qualcosa nel cuore che non potrà mai dimenticare.
  • Maria: Si può impazzire d'amore? Si può morire d'amore?
    Agata: Tanto, tanto amore. Tanta, tanta luce. Tanto, tanto sole.
  • Nino: Forse non hai capito quanto ti amassi e quanto sia stato difficile per me cercare di non amarti più.
    Maria: Non potevo capire, nessuno mi aveva detto cos'era l'amore. Io ho tanto sofferto, credimi. E non riuscivo a capire. Avevo paura, non osavo guardare in fondo al mio cuore. Non sapevo di aver trovato un tesoro... l'amore.
    Nino: L'amore che provavo allora, lo terrò stretto nel mio cuore finché vivrò.
    Maria: Quello che io sento per te resterà con me per sempre. Nino, una volta te l'ho detto: "Quando si ama qualcuno, quando qualcuno ama come io amo te, questa fiamma arderà nel cuore e nello spirito finché avremo vita". Sono pronta a tornare al convento. Il mio mondo è quello.

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