Confessioni dai film

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Padre Logan (Montgomery Clift), confessore in Io confesso di Alfred Hitchcock (1953)

Raccolta di confessioni tratte dai film.

Confessioni dai film[modifica]

  • – Beneditemi padre, perché ho peccato. Chiedo perdono per la mia debolezza. Chiedo perdono perché è successo questo. Chiedo perdono per quello che ho fatto a voi. Aiutatemi, padre, cancellate i miei peccati. Proverò di nuovo a essere forte.
    [Il confessore si ferma a riflettere; il suo pensiero si ode come voce fuori campo] Padre, come ha potuto Gesù amare uno sciagurato come questo? Il male è ovunque in questo posto, sento la sua forza, persino la sua bellezza. Ma in quest'uomo non c'è niente di ciò. Non merita di essere definito "malvagio". [Riprende a parlare] Deinde ego te absolvo a peccatis tuis, in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Va' in pace. (Silence)
  • – Beneditemi padre, perché ho peccato. È una settimana che non mi confesso e questi sono i miei peccati.
    – Dimmi.
    – Sono andata con un uomo.
    – È il tuo fidanzato?
    – Sì.
    – Non potevate aspettare ad essere sposati?
    – Non sei riuscito a convincerlo, Steve. Benny non si vuole più fare cattolico. Io ho pensato che dandomi a lui forse avrebbe finito col decidersi. Oh, sapessi come mi vergogno.
    – Oh, Monny! [...] È d'accordo che i figli vengano allevati come cattolici?
    – No, perché dice che non è giusto. E a me non mi sposa affatto se io non lo accetto così com'è adesso.
    – Allora non potete sposarvi.
    – Benny dice di lasciare da parte la religione e sposarci civilmente.
    – Ma questo significherebbe vivere in peccato mortale. [...] Anche se soffrirai, devi lasciarlo. [...] È una relazione illecita che deve cessare. [...] hai fatto una cosa immorale, un peccato.
    – Non è vero questo! Io lo amo Benny. È peccato, l'amore?
    – Se non è subordinato all'amore più alto per Nostro Signore, sì. [...] Il tempo è un grande rimedio quando si tratta di cose di questo genere. Vedrai che con l'aiuto di Dio riuscirai a dimenticarlo.
    – Per questo e per tutti gli altri peccati che ho commesso, io chiedo perdono al Signore, padre.
    – Come penitenza dirai tre rosari. E adesso di' l'atto di contrizione.
    – O Signore, mi pento con tutto il cuore dei miei peccati.
    – "E ti prometto di non commetterli più".
    – Non posso prometterlo!
    – Ma devi.
    – Ho fatto male a venire! [fugge via dal confessionale] (Il cardinale)
  • – Da quanto tempo non ti confessi?
    – Da quando ho fatto la prima comunione.
    – Male, figlio. Molto male. Quanti anni hai?
    – Trentaquattro.
    – Ed hai vissuto tutto questo tempo come una bestia! Dimmi, quali peccati hai commesso?
    – Li ho commessi tutti, anche i più gravi.
    – Tutti?
    – Tutti. Ho anche ucciso.
    – Hai ucciso? E non hai sentito il bisogno di confessarti?
    – Come?
    – Non hai sentito il bisogno di correre a confessarti?
    – Avevo tredic'anni. [...] [Racconta che fu adescato da un autista. Confessa di averlo ucciso con una pistola mentre stavano per iniziare un rapporto sessuale] Sembra quasi che un peccato di sodomia per la Chiesa sia più grave dell'uccisione di un uomo.
    – Come ti permetti?! Insolente! Ricordati che io sono un prete e tu sei un peccatore! E dopo quella volta hai avuto altri rapporti con uomini?
    – No, vita sessuale normale.
    – Vale a dire?
    – Il bordello verso i diciottanni e poi soltanto rapporti con donne.
    – E questa secondo te è una vita sessuale normale?
    – Sì, perché?
    – Ma tu l'hai vissuta sempre nel peccato. "Normale" vuol dire "matrimonio", avere una moglie, una famiglia.
    – È quello che voglio.
    – Bravo, bravo, bravo...
    – Sto per costruirmi una vita normale. Sposo una piccola borghese.
    – Allora deve essere una brava ragazza. [...]
    – Mediocre. Piena di idee meschine. Di piccole ambizioni meschine. Sì, tutta letto e cucina.
    – Non usare queste espressioni.
    – La normalità. Voglio costruire la mia normalità, faticosamente.
    – Ma nella religione.
    – Fuori dalla religione! Dio è così buono, la Vergine è così materna, Cristo è così misericordioso... e il prete è pieno di... di comprensione. Non avete provato alcun orrore per il mio crimine, solamente un po' di stupore perché non sono venuto subito a confessarmi.
    – Devi pentirti, figliolo. Devi implorare perdono.
    – Mi sono già pentito. Voglio che il perdono me lo dia la società. Sì, mi confesso oggi per la colpa che commetterò domani. È il sangue che lava il sangue. Il prezzo che mi chiede la società io lo pagherò.
    – Fai parte di quelche setta, di qualche gruppo sovversivo?
    – No, no... Faccio parte dell'organismo che dà la caccia ai sovversivi.
    – Ego te absolvo peccatis tuis. (Il conformista)
  • – E ci fu un'altra occasione. La volta che andammo sull'Etna. E... e...
    – Credevo di aver sentito l'ultima di queste ridicole infatuazioni. Quello che dici è accaduto l'estate scorsa, smettila di pensarci. E rivolgi l'attenzione ai tuoi doveri verso Dio. Sei una novizia, ora, ricordatelo. Mettiti al servizio delle tue sorelle. Il lavoro ti toglierà dalla testa simili sciocchezze. Dirai tre Ave Maria. E recita l'Atto di dolore. (Storia di una capinera)
  • – È da molto che non si è confessata?
    – Dalla prima comunione. Ma non mi sto mica confessando.
    – So che non è piacevole riconoscere le proprie colpe.
    – Comunque non se ne parla neppure, perché io non credo in Dio.
    – Ne è sicura? Lei non prega mai?
    – Solo quando non posso farne a meno. È un'abitudine rimastami dall'infanzia, una debolezza.
    – Lei è orgogliosa, non è vero?
    – Sì.
    – E mente, qualche volta.
    – Sì.
    – Non ha mai rubato?
    – Sì.
    – Che cosa ha rubato?
    – Roba da mangiare.
    – Le capita mai di arrabbiarsi?
    – Sì.
    – Commette mai peccati contro la purezza?
    – Non lo so.
    – Sa privarsi e sacrificarsi per gli altri?
    – Solo per mia figlia.
    – Fa il suo dovere di cittadina?
    – Più o meno.
    – Crede di sfruttare al massimo le capacità che sono in lei?
    – No.
    – Il mondo sarebbe migliore se noi lo fossimo. Ha fatto una buona confessione. (Léon Morin, prete)
  • – E infine, sono io che, un mese fa, una sera che tornavate con un paniere di uova, vi son saltato addosso col bastone.
    – Eravate voi...
    – Io non vi ho bastonato come ministro di Dio ma come avversario politico, eh. (Don Camillo)
  • – È ora, mio signore, di confessarvi a Dio, non a vostro figlio. Vi pentite di tutti i vostri peccati?
    [Guardando intensamente il figlio illegittimo] Di tutti, tranne uno. (Le crociate - Kingdom of Heaven)
  • – Ho detto trentasette parolacce questa settimana. Ho detto "vaff..." due o tre volte, ma la maggior parte era... [sussurra] "merda" e "bastardo". "Cesso" è una parolaccia?
    – Non so. Dipende in che senso lo usi.
    – Se dico "John, sei un cesso perché hai baciato Barbara"?
    – È una parolaccia.
    – Allora non sono trentasette. Sono settantuno. (Signs)
  • – Ho sempre pensato che la legge non potesse arrivare dappertutto, e quindi molte volte mi sono fatto giustizia da solo. Padre, ho appena ucciso una donna. Ho mentito, ho usato la gente per raggiungere i miei scopi, mi sono drogato e ho falsificato molte prove. Ho sempre fatto di tutto perché i criminali venissero puniti, e alla fine ho capito una cosa: stavo diventando esattamente come loro.
    – Hai una famiglia?
    – Sì, padre.
    – Raggiungila e ferma la tua corsa. Cerca nella pace la parte migliore di te, e fa' che vinca la lotta contro il male. (Programmato per uccidere)
  • – Il modo in cui mi guarda, la dolcezza delle sue labbra... Sto vivendo un momento terribile e mi è successo proprio ora. proprio quando pensavo che niente avrebbe più potuto distogliermi. E invece è successo. E dire che non sono più un ragazzino... È come se fosse entrato in un labirinto e non sapessi più trovare l'uscita. È una sensazione terrificante. Certo, so che è solo un momento, ma... quanto può durare un momento, padre?
    – Quanto può durare? Ci sono momenti brevi e momenti lunghi. L'eternità è un momento.
    – Sì, sì, lo so, padre, ma la prego, non rida di me.
    – Prova un po ad andartene da Roma. Anche perché, sarò sincero figliolo mio, io di tutto quello che fin'ora mi hai detto non ho capito niente. Ma che cosa ti è successo? Sappi che la vita è anche un gioco.
    – Lo so padre e so anche che ognuno di noi ha bisogno di tempo. Mi scusi se sono stato confuso. Il fatto è che io non sto bene.
    – Eh, me ne sono accorto. Ma nessuno è mai stato in ginocchio dove stai tu per venirmi a dire "Sto bene". È normale.
    – Grazie. Grazie. Ma che devo fare?
    – Va' in grazia di Dio. Ciao Maurizio. (Il piccolo diavolo)
  • – Io confesso a Iddio onnipotente e a te padre che ho peccato.
    – Quant'è che non ti confessi?
    – Non mi ricordo.
    – Neanche approssimativamente?
    – Ho ucciso il signor Villette.
    – Continua.
    – Villette, l'avvocato. Sono andato da lui stasera, con l'intenzione di rubare. Mi ero messo una tonaca per non essere riconosciuto. Mi ha sorpreso, voleva avvertire la polizia... (Io confesso)
Il chiostro di S. Maria della Quercia a Viterbo, dove avviene la confessione di Michael Corleone (Al Pacino) ne Il padrino - Parte III
  • – Io ho... ho tradito mia moglie.
    – Continua, figliolo.
    – Ho tradito me stesso. Ho ucciso uomini. E di altri ho ordinato la morte.
    – Ti prego, continua, figliolo.
    – Ah... è inutile.
    – No, coraggio!
    – Ho ucciso... ho ordinato di uccidere mio fratello. Mi aveva fatto uno sgarbo. Ho ucciso la carne di mia madre... [piange] Ho ucciso la carne di mia madre!
    – I tuoi peccati sono tremendi, ed è giusto che tu ne soffra. La tua vita potrebbe essere redenta, ma so che a questo tu non credi, non cambierai. Ego te absolvo in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti, amen. (Il padrino - Parte III)
  • – La giuria si ritirò per cinque minuti. Il giudice, emanando la sentenza, disse che avrebbe avuto per me la stessa considerazione che si ha per un cane rabbioso.
    – Sì, capisco. Capisco, figliolo.
    – E ora, padre, la cosa più importante che lei possa fare per me... pensa che Cora sappia?
    – Che non avevi intenzione... di ucciderla?
    – Deve aver capito. Per me è l'aspetto più tremendo di questa disgrazia. In qualche modo può darsi che le sia balenato in mente, quando la macchina ha urtato, che forse io volevo ucciderla. Padre, pensa che Cora sappia la verità?
    – Possiamo sperarlo.
    – Abbiamo sbagliato fin dall'inizio, per un motivo o per l'altro non siamo più tornati sul binario giusto, ma io... io non l'ho uccisa. L'amavo talmente tanto, avrei dato la vita per lei, lo giuro! (Il postino suona sempre due volte)
  • – Mi benedica padre perché ho peccato. Sono passati quattro mesi dalla mia ultima confessione.
    – Sì, figliolo.
    – Non so da dove cominciare.
    – Hai nominato il nome di Dio invano?
    – Sì... sì, a volte.
    – Hai mancato di onorare il padre e la madre?
    – Ah, ah.
    – Hai desiderato o rubato roba d'altri?
    – Sì... sì, ma non ne sono fiero.
    – Hai fatto cattivi pensieri, o commesso atti impuri?
    – Fosse solo questo...
    – C'è qualcos'altro che vuoi dirmi con parole tue?
    – Sì, ho fatto ogni tipo di cazzate... oh, mi scusi padre... cazzo, io... oh, Cristo, sono sboccato. Mi scusi, mi dispiace tanto... continuiamo.
    – Dieci Salve Regina, cinque Padre nostro.
    – Come sarebbe, nient'altro? È la mia penitenza? Sa una cosa, il mio amico Bobby era il migliore di tutti noi... ed è morto. Questo scotta, lo sa? Scotta tantissimo. Non lo trovo giusto padre. (Ritorno dal nulla)
  • [Una suora riferisce al confessore le parole e i comportamenti della madre superiora]
    – Mi ha detto: "Quale male è da tacere laddove non si è commesso il male?".
    – Spiegatevi. Non capisco.
    – "Certe cose non vanno confessate, poiché in se stesse non rappresentano un peccato".
    – Che tipo di cose?
    – Parlo dell'impeto, dei baci.
    – Dei baci?
    – Sì.
    – E questi baci li avete ricambiati?
    – No. La notte scorsa mi è venuta a trovare, aveva freddo. E mi ha chiesto di abbracciarla.
    – Le dovrete impedire di entrare, in caso si ripresentasse tale situazione.
    – Impossibile.
    – Rifiutate le sue attenzioni, come fosse Satana in persona. Non chiedetemi altro. Sia lodato il Signore per avervi protetta fino ad ora. E siete in salute?
    – Lo sono, padre.
    – Ascoltate, stasera verrete in chiesa. Vi prostrerete ai piedi dell'altare e trascorrerete la notte in preghiera. (La religiosa)
  • Mi perdoni, padre, perché ho peccato. Sono tre mesi che non mi confesso. I miei peccati sono questi. Ho nominato il nome di Dio invano in varie occasioni. In varie occasioni ho preso dei giornali senza pagarli. Ho deliberatamente tratto piacere da pensieri impuri... e sono stato coinvolto in un certo lavoro... che credo verrà usato per far del male a due giovani. Mi era già successo. Che alcuni ci rimettessero per il mio lavoro. Temo che possa succedere di nuovo... e io non ero minimamente responsabile. Non sono responsabile. Per questo e tutti gli altri peccati sono sinceramente pentito. (La conversazione)
  • – Padre, non posso più vivere in convento.
    – Perché dici questo, figlia mia?
    – Sono un'ipocrita nella vita religiosa. Indosso l'abito dell'obbedienza, ma evado la regola. Porto la croce di Cristo sopra un cuore saturo di odio.
    – Devi sforzarti, mia cara, queste calamità sono fatte per collaudarci.
    – Dubito anche di essere una buona cristiana. Quando penso a mio padre, non posso perdonare al nemico. E questo è solo uno dei miei difetti.
    – Prega il Signore di liberarti dal sentimento di vendetta.
    – Oggi, qui, è morta una tedesca. E per quanto mi sforzassi, non mi dispiaceva. Io che finora mi sono sempre dedicata a salvare vite, oggi quasi ne gioivo.
    – Forse siamo troppo esigenti.
    – Padre, non ne sono convinta. Non è pretendere troppo. Io semplicemente non so obbedire. E non sapendo obbedire...
    – Sei troppo severa verso te stessa, figlia mia.
    – Padre, sottoponete il mio caso al vescovo. Non sono più una buona monaca.
    – Hai fatto promessa solenne di ubbidire fino alla morte. Devi piacere al Signore e provare gioia nel mantenere fede ai tuoi voti. Il sacrificio è l'unica prova di quell'amore verso Dio. Farai una novena alla nostra Beata Vergine, che fa sempre miracoli. Non vuoi tentare?
    – Va bene, padre, dato che me lo chiedete. (La storia di una monaca)
  • – Sono confuso, non ho dormito tutta la notte!
    – Tranquillo, figliolo, apri pure il tuo cuore, che qui siamo nella casa del Signore. [...]
    – Mi è caduta dal cielo!
    – Chi?
    – La valigia! [...]
    – Cosa c'è nella valigia?
    – Soldi!
    – Soldi?! Quanti?
    – Tanti.
    – Tanti quanti?
    – Troppi. (Il cosmo sul comò)
  • – Vedo solo il nulla, lui ha deciso così. Vuole farmi credere che il cielo... che il cielo non esiste. Me l'avevano detto: è ancora più bello quando si nasconde.
    – Non vi crogiolate troppo, è pericoloso. Non lo fate. Tutti i giorni, quando dirò messa, penserò a voi, non sarete mai sola.
    – Non sono nel peccato.
    – Non lo siete di sicuro. Vi do l'assoluzione. (Thérèse)

Giovanna d'Arco[modifica]

  • – Devo confessarmi.
    – Ma ti sei già confessata, stamattina.
    – Devo confessarmi di nuovo.
    – Quale terribile peccato hai commesso nel frattempo, che non possa aspettare domani per essere perdonato?
    – Ho visto un povero monaco senza scarpe, e gliene ho date un paio.
    – La carità non è peccato, Giovanna.
    – Non erano mie le scarpe.
    – E di chi erano?
    – Di mio padre.
    – Ti perdonerà di certo.
    – L'ha già fatto. Ma voglio essere perdonata anche da Gesù.
  • – Perché ha dovuto morire?
    – Solo Dio può darti una risposta.
    – Lo so che Gesù dice di amare i nostri nemici, ma non ci riesco! Io voglio solamente che gli inglesi brucino all'inferno per sempre!
    – Io comprendo la tua rabbia, Giovanna, ma devi imparare a perdonare. È difficile, ma la vendetta non potrà mai portare con sé la pace.
    – E cosa la porterà?! E chi mi ridarà mia sorella?! E soprattutto perché ha dovuto morire lei al posto mio?! Perché non ha preso la mia vita invece della sua?! È stata colpa mia, ero io in ritardo e lei mi ha dato il suo nascondiglio! Perché Gesù ha salvato me?!
    – Calmati ora, Giovanna, per l'amor di Dio. Io non pretendo di conoscere la volontà del Signore, ma di una cosa sono sicuro: il Signore ha sempre una buona ragione. Forse ha scelto te perché ha bisogno di te, per qualche missione elevata. Quindi, se tu risponderai al suo richiamo, tua sorella non sarà morta invano.
  • – Ti vuoi confessare? Ti ascolto.
    – Ho commesso molti peccati, signore. Molti peccati. Ho visto molti segni.
    – Molti segni...
    – Quelli che ho voluto vedere. E ho combattuto per vendetta e... e per disperazione. Sono stata ciò che la gente pensa di potersi permettere di essere quando combatte per una... una causa.
    – Per una causa...
    – Sono stata ostinata, e... superba.
    – Superba...
    – Egoista.
    – Già. Crudele.
    – Sì, crudele.
    – Pensi di essere pronta adesso?
    – Sì.
    – Bene. Ego te absolvo in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.

Le ceneri di Angela[modifica]

  • – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Mi benedica padre perché ho peccato. È la mia prima confessione.
    – Sì, figlio mio. E quali peccati hai commesso?
    – Ho detto una bugia, ho picchiato mio fratello, ho rubato un penny dalla borsa di mia madre e ho mangiato una salsiccia di venerdì.
    – Sì, figlio mio. Niente altro?
    – Ho ascoltato cose sporche sulle ragazze del mio vicolo che non gli importa di quello che fanno perché tanto... perché tanto l'hanno già fatto coi loro fratelli.
    – Mh. E chi ti ha detto queste cose?
    – È stato Mike Malloy, padre.
    – Come penitenza dirai tre Ave Maria, tre Padre Nostro e una preghiera speciale per me.
    – Sono io il bambino più cattivo, padre?
    – No, figlio mio. Hai ancora molta strada da fare.
  • – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Mi benedica padre perché ho peccato. È passato un giorno dall'ultima confessione.
    – Un giorno? E che peccati puoi aver commesso in un giorno, figlio mio?
    – Ho dormito troppo e ho quasi mancato la Prima Comunione, avevo i capelli come un presbiteriano e ho vomitato la colazione della Prima Comunione. Ora mia nonna dice che ha Dio nel suo cortiletto e non sa cosa deve fare.
    – Di' a tua nonna di lavare via tutto quanto con un po' d'acqua.
  • – Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Mi benedica padre perché ho peccato. È passato un minuto dall'ultima confessione.
    – Un minuto?! Sei il bambino che è appena stato qui?
    – Sì, padre.
    – Che cosa c'è adesso?
    – Mia nonna dice: "Devo usare acqua santa o acqua normale?".

Voci correlate[modifica]