Surrogazione di maternità

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Citazioni sulla surrogazione di maternità o gestazione per altri o utero in affitto.

  • C'è qualcosa del concetto di utero in affitto che mi spaventa. E non ha nulla a che fare con l'omosessualità oppure l'eterosessualità; mi spaventa la logica del «lo facciamo perché è possibile» (Beppe Grillo)
  • Finché è su base volontaria e non c'è sfruttamento, per me è legittima. La ricerca dimostra che motivazione altruistica e passaggio di denaro - ad esempio in forma di rimborso spese - possono convivere. Facciamo piuttosto una legge severa che non permetta abusi, visto che il 95% degli italiani che ne fa ricorso all'estero sono eterosessuali. Mi stupisce invece la battaglia contro la maternità surrogata che stanno portando avanti alcune compagne femministe. (Monica Cirinnà)
  • Ho molte riserve sulla maternità surrogata [...]. È una pratica che si presta allo sfruttamento delle donne. (Laura Boldrini)
  • Il termine «utero in affitto» ha un connotato in sé, come termine utilizzato, offensivo, sia per la donna, che viene appunto ridotta al suo utero, sia per le persone che ritengono di poter ricorrere a questo strumento per perseguire la finalità di avere un figlio. (Maria Cecilia Guerra)
  • Io ho sempre trovato mostruoso che si possa affittare l'utero di una donna per poi portarle via il bambino — e il bambino non saprà mai chi è sua mamma — per una forma di egoismo affettivo che però fa un danno enorme sia alla mamma, sia ai bambini che si chiederanno sempre di chi sono figli. [...] Prima di tutto crei l'infelicità di una mamma che non saprà dove sono i suoi bambini solo perché in un momento di difficoltà economica ha dovuto accettare dei soldi per fare un'azione di cui si pentirà sicuramente. [...] Se vuoi un bambino, lo adotti prima di tutto, e questa è una cosa meravigliosa, perché chi è ricco può anche permettersi di adottare non uno, ma dieci bambini, andarli a trovare, coccolarli, fargli dei regali, preparargli una bella vita. Perché uno deve dire "No, questo è mio figlio perché viene dal mio seme però l'ho rubato alla mamma"? (Elio Fiorucci)
  • Ho conosciuto meravigliose famiglie omogenitoriali in America e un paio qui da noi, ed è certo che oltreoceano hanno ben più possibilità di viversela come le cosiddette famiglie "normali". Anche su la 'gestazione per altri', orrendo il termine utero in affitto, la mia posizione è di grande accettazione, anche se io mai ci ricorrerei né mi presterei. Ma per me le libertà individuali sono al di sopra di tutto. (Enrica Bonaccorti)
  • Madre surrogata. Utero in affitto. Parole tirate per i capelli, per dire una realtà che non è umana. [...] Nessuno qui condanna il desiderio di maternità o paternità, ci mancherebbe. Ma i figli non sono un diritto, sono un dono, e se la scienza ci può aiutare è chiaro che deve avere dei limiti. I figli devono avere un solo padre e una sola madre (un aggravante per l'orribile spettacolo degli omosessuali che abbracciano il loro figlio peluche), e dover dimostrare la cosa è talmente ridicolo che davvero sembra siano arrivati i tempi – direbbe Chesterton – in cui "tutto diventerà un credo... fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro, spade sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"... (Costanza Miriano)
  • Nel momento in cui siamo confrontati a una gestazione peraltro altruistica, nel momento in cui abbiamo chiarito la differenza che esiste tra principio di non commerciabilità del corpo umano e intangibilità, noi dobbiamo anche riconoscere, a questo punto, il principio di autonomia femminile. Nel momento in cui una donna decide in maniera chiara, in maniera autonoma, in maniera altruistica di aiutare una coppia a diventare genitori, essendo stata già lei madre, avendo già portato avanti una gravidanza, non avendo bisogni economici particolari, in nome di cosa dobbiamo vittimizzarla e dobbiamo considerare che non ha capacità di esprimere liberamente il proprio consenso? (Michela Marzano)
  • Non è una questione di omosessualità, parliamo di coppie sia omosessuali e eterosessuali. È una pratica da scongiurare perché i bambini non si comprano. È un commercio che va bloccato (Luigi Di Maio)
  • Non ho certezze assolute, ma riconosco che il mondo cambia, che la sterilità aumenta e le giovani coppie che vogliono un figlio non sanno come fare. Se altri Paesi emancipati dal punto di vista dell'etica pubblica, accettano questa scelta, con delle condizioni, non vedo perché noi non possiamo farlo. La realtà viene prima delle prese di posizione politiche e religiose. (Dacia Maraini)
  • Non l'abbiamo inventata mica noi la famiglia. L'ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c'è religione, non c'è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d'amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni. (Domenico Dolce)
  • [Offrire il proprio corpo, anche se sotto compenso economico, per donare un figlio a chi non può averlo autonomamente, non è un atto di libertà?] Se fatto con amore, perché no? Il mondo cambia, nascono nuove realtà, nuove esigenze. Il desiderio di maternità o paternità lo considero legittimo. E anche bello. Non è un atto di egoismo: c'è la voglia, molto umana e antica, di prolungare la vita, di trovare chi continuerà dopo di noi a percorrere la nostra strada, di curare e fare crescere una nuova creatura che avrà qualcosa di noi, pur essendo autonoma. (Dacia Maraini)
  • Quindi, se da solo non puoi figliare e ti serve un terzo incomodo per fare i comodi tuoi, è meglio tu non debba. [...] gli appagati e trionfanti papà, diciamo pure contronatura e contro ogni buonsenso, di questi bambini con una madre senza come possono essere poi tanto appagati? Come possono guardare queste meravigliose creature che gli gattonano attorno e danno ai loro contorti geni, nonché a patrimoni finanziari da non disperdere certo in beneficenza qui e subito, una cinica convinzione di totale appartenenza al mondo sulla pelle di quella anonima madre, snaturata ma senza ignominia, travolta nel suo dolore di eterna bambina violentata da ultimo anche con le migliori intenzioni e senza più un grido per farsi sentire da quel buio rimosso non solo da lei ma anche da chi l'ha sfruttato? Come possono questi padri surrogati di madri surrogate guardare questi figli amatissimi e doppiamente idolatrati quali premi di una hybris vittoriosa senza provare ribrezzo per se stessi al pensiero di quella mammifera incosciente, dolente, abbandonata a se stessa che glieli ha forniti e si è tolta di mezzo, anzi, che è stata di fatto tolta di mezzo magari con un bonifico conclusivo a sigillo di una lettera di credito iniziale? Di un credito di sangue mai più esigibile, estinto – come l'utero che l'ha pompato per nove mesi come se pompasse la ruota sgonfia di una bicicletta non sua? (Aldo Busi)

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