Svjatlana Aleksievič

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Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (2015)
Svjatlana Aleksievič

Svjatlana Aleksievič (1948 – vivente), scrittrice bielorussa, premio Nobel per la letteratura nel 2015.

Citazioni di Svjatlana Aleksievič[modifica]

  • Per la prima volta le proteste in Bielorussia hanno un volto nuovo. Le facce dei manifestanti non sono quelle dei giovani, ma di anziani senza nulla per vivere. Questa è una rivolta per il pane. Di chi non ha più nulla da perdere. E questo a Lukašenko fa paura.[1]
  • È sbagliato paragonare quello che sta succedendo ai fatti di Kiev. In Ucraina la gente combatteva per l'indipendenza. Il sentimento antirusso è stato il fattore scatenante della rivoluzione arancione del 2004 e della rivolta di Majdan del 2014. Da noi la protesta ha un aspetto totalmente diverso, puramente materiale. È una rivolta per il pane. L'idea di libertà e indipendenza in Bielorussia non è forte come lo è in Ucraina.[1]
  • Sperare di ottenere un risultato immediato, come fa l'opposizione, è da ingenui. L'opposizione ha sopravvalutato le sue capacità. E ha esagerato quando ha parlato di lotta al regime. Lo trovo anche irresponsabile. I giovani che oggi protestano e vengono fermati domani verranno espulsi dalle Università che frequentano. Il nostro Paese così finirà per essere privato di nuove leve intellettuali.[1]
  • L'Occidente cerca il dialogo con Lukašenko, ma lui è inaffidabile. Civetta con l'Europa solo quando vuole intimorire e ricattare Putin per estorcergli denaro. Ed è assolutamente incapace di guardare all'Occidente. Se qualcuno lo farà, sarà un leader più giovane, ma temo che in Bielorussia non ci sarà un cambio di guardia senza spargimento di sangue.[1]
  • Mi pare che l’energia della protesta si stia accumulando tanto in Russia quanto nel mio Paese. L’unica cosa che mi dispiace è che l’opposizione non sia alla guida di questo processo. Penso che il modo in cui vanno le cose, da noi ma anche in Russia, farà emergere leader del tutto diversi. Ma non c’è dubbio che il movimento sarà sempre più vasto. Basta vedere le facce delle persone scese in piazza e il rancore che si vedeva da ambedue le parti. Quanto al confronto con la Bielorussia, dico solo una cosa: il nostro potere non esiterà a spargere sangue.[2]
  • Parlando a Londra con Mikhail Khodorkovskij ci siamo detti che ci rendiamo conto di una cosa. Se una persona è stata nel Gulag sovietico, appena uscita non può essere libera, non sa cosa voglia dire la libertà. Hanno preso il sopravvento i banditi e continuiamo a vivere secondo le regole del Gulag. Noi non possiamo che preparare la gente per il futuro che potrebbe anche essere abbastanza lontano.[2]

Note[modifica]

  1. a b c d Dall'intervista di Rosalba Castelletti, Svetlana Aleksievic: "La mia Bielorussia in rivolta per il pane, la sfida dei vecchietti soffocata dal regime", Repubblica.it, 26 marzo 2017.
  2. a b Dall'intervista di Fabrizio Dragosei, Mosca, arrestato Navalny La Nobel Svetlana Aleksyevich «In Russia si vive ancora nel gulag», Corriere della Sera, 28 marzo 2017.

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