Teorema (film)

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Teorema (film)

Immagine Teorema - Pasolini.JPG.
Titolo originale

Teorema

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1968
Genere film drammatico, film a tematica LGBT
Regia Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura Pier Paolo Pasolini
Produttore Donato Leoni
Interpreti e personaggi
Note
Musiche di Ennio Morricone

Teorema, film italiano del 1968 con Terence Stamp e Massimo Girotti, regia di Pier Paolo Pasolini.

Frasi[modifica]

  • Io non riesco più a riconoscere me stesso, perché quello che mi facevo uguale agli altri è distrutto. Ero come tutti gli altri, con molti difetti forse, miei e del mio mondo. Tu mi hai reso diverso togliendomi al naturale ordine delle cose; e mentre tu eri vicino non l'ho realizzato, lo capisco adesso che tu stai partendo e sapere di perderti è diventato la coscienza della mia diversità. Che cosa sarà di me da ora in poi? Il futuro sarà come vivere con un me stesso che non ha niente a che fare con me. Devo forse arrivare al fondo di questa diversità che tu mi hai rivelato e ch'è la mia intima e angosciosa natura? Ma anche se non lo voglio, tutto questo non mi metterà contro tutto, contro tutti? (Pietro) [all'ospite]
  • Mi accorgo ora che io non ho mai avuto alcun interesse reale per nulla. Non parlo di qualche grande interesse, ma nemmeno dei piccoli interessi naturali come quello di mio marito per la sua industria, o di mio figlio per gli studi o di Odetta per il suo culto familiare. Io ho nulla, e non so capire come ho potuto vivere in tanto vuoto, eppure ci sono vissuta. Se qualcosa c'era, un po' d'istintivo amore così per la vita, esso inaridiva, come un giardino dove non passa nessuno. In realtà quel vuoto era riempito da falsi e meschini valori, da un orrendo accumulo d'idee sbagliate. Ora me ne accorgo. Tu hai riempito la mia vita di un totale, reale interesse. Dunque partendo non distruggi niente di ciò che c'era in me prima, se non una reputazione di borghese casta, che che importa? Ma ciò che invece tu stesso mi hai dato, l'amore nel vuoto della mia vita, lasciandomi, lo distruggi tutto. (Lucia) [all'ospite]
  • Tu conoscendomi mi hai fatto diventare una ragazza normale, mi hai fatto trovare la soluzione giusta della mia vita. Prima io non conoscevo gli uomini ma avevo paura di loro, ecco. Amavo soltanto mio padre, ma adesso, lasciandomi, non solo mi fai precipitare indietro, ma mi fai andare ancora più indietro. È questo che volevi. Adesso il dolore di perderti causerà in me una ricaduta molto più pericolosa ancora del male che era dentro di me prima di questa mia breve guarigione dopo la tua presenza; prima quel male non lo riconoscevo, ma adesso sì: attraverso il bene che tu mi hai fatto ho preso coscienza del mio male. E adesso, come potrò sostituirti? Ma forse esiste qualcuno che può sostituirti? Credi che io non potrò più vivere? (Odetta) [all'ospite]
  • Tu sei certamente venuto qui per distruggermi, in me la distruzione che hai causato non poteva essere più totale. Hai distrutto semplicemente l'idea che io ho sempre avuto di me. Ora io non riesco a vedere assolutamente niente che possa reintegrarmi nella mia identità. Che cosa mi proponi? Uno scandalo simile a una morte civile, una perdita completa di me stesso. Ma come può far questo un uomo abituato all'idea dell'ordine, del domani, e soprattutto del possesso? (Paolo) [all'ospite]

Citazioni su Teorema[modifica]

  • Aveva capito [Pasolini] come e perché Teorema dovevo farlo soltanto io. Perché c'era un rapporto molto preciso tra me e la terra, che io ignoravo. Io gli dissi di no. Siamo andati avanti a litigare quasi un mese. Lui era incazzato duro. Avrebbe rinunciato al film. Era furioso. Era così convinto. Non lo potevi schiodare da quell'idea. Poi era molto riottoso nel dare spiegazioni. Non voleva spiegarmi. Io gli chiedevo che cazzo c'entrassi con questa serva, con la fronte bassa e le sopracciglia folte... Esistevano delle idee molto chiare al di sotto, nitide e profonde. È stata un’esperienza molto strana. Mi ha molto turbata. (Laura Betti)

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