Toro

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Un toro

Citazioni sul toro.

  • I testicoli del toro vanno mangiati sul posto. Se il toro ci sta. (Marcello Marchesi)
  • I toreri hanno sempre saputo che il toro da corrida non è che un bovino, un erbivoro, e non è aggressivo per natura: il famoso torero Belmonte riconosceva che era assai difficile suscitare l'aggressività di un toro al pascolo. Bisogna che sia così stanco da non poter più fuggire, e convinto che l'attacco sia la sola via d'uscita, cosa praticamente impossibile di fronte a un solo uomo. Per questo genere di tori si può semplicemente parlare di una reattività più forte, ottenuta con la selezione. Ma non si può certo sostenere che il toro da corrida sia passato dalla categoria degli erbivori, per natura timorosi, a quella degli animali predatori. (Éric Baratay)
  • I tori sono nella forma migliore [per la corrida] a maggio e giugno, ancora buoni a luglio e ai primi d'agosto, ma a settembre i pascoli sono riarsi dal caldo e i tori sono magri e fuori forma, a meno che siano stati nutriti di grano, il che li rende grassi, lisci e lucenti, e violentissimi per qualche minuto, ma incapaci al combattimento, come un pugilista nutrito esclusivamente di patate e birra. (Ernest Hemingway)
  • Il toro, ho spesso letto, è simbolo della forza bruta e irriflessa. E allora (secondo l'antica mentalità delle corride) giù, torturiamolo, irridiamolo facendogli incornare uno straccio sempre sfuggente. Infine ammazziamolo. Così combatteremo, vinceremo quella forza bruta che è il male, il demonio. Ma che ne sa lui, il toro, dei nostri simboli e delle nostre simbologie? E così, per soddisfare questa umana capacità di fare esercizi simbolici, per stare al gioco sadico di un nostro transfert, ogni toro che entra nell'arena è sottoposto a indicibili sevizie. (Danilo Mainardi)
  • Il toro, in Spagna e in altri paesi caldi e cattolici, muore credo ogni giorno d'estate, straziato dalle banderillas di fuoco e alla fine soffocato dal proprio sangue. (Anna Maria Ortese)
  • Io sono il toro dalla grande mole, | ma mi mancano le parole, | tipo yeti tu mi credi abominevole | perché mi vedi precipitevole, | ma è solamente l'indole | con cui mi dipingono le favole. (Caparezza)
  • Lasciatemi, basta, | lasciatemi fuggire: | non voglio più tori, | che pena mi fanno. (Eugenio de Tapia García)
  • Le donne bisogna trattarle come i tori: metterle alle corde senza che se ne accorgano. Il resto è facile. (Matador)
  • Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l'aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe. (Kahlil Gibran)
  • Ma si sa, qualunque sia il toro che ha montato, il vitello è nostro comunque. (Lev Tolstoj)
  • Quando un grosso e generoso torello, dopo aver resistito a colpi dieci volte più forti di quelli che avrebbero ucciso il suo assassino, cade infine tramortito, gli si lega la testa a terra con le corde e gli viene inferta una larga ferita nel collo; quale mortale può, senza provare pietà, ascoltare i penosi muggiti impediti dal prorompere del sangue, i dolorosi sospiri che denunciano quanto forte sia la sua angoscia, i profondi gemiti disperati che provengono dalle profondità del forte e palpitante cuore, guardare le violente convulsioni delle membra, vedere, mentre il sangue fumante scorre via da lui, l'occhio appannarsi e offuscarsi, e osservare infine la lotta, l'ansito, gli ultimi disperati sforzi per la vita, segni certi della sua prossima fine? (Bernard de Mandeville)

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