Libro dei Proverbi

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Libro dei Proverbi, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a Salomone.

Incipit[modifica]

Pergamena del Libro dei Proverbi

Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d'Israele,
per conoscere la sapienza e la disciplina,
per capire i detti profondi,
per acquistare un'istruzione illuminata,
equità, giustizia e rettitudine,
per dare agli inesperti l'accortezza,
ai giovani conoscenza e riflessione.
Ascolti il saggio e aumenterà il sapere,
e l'uomo accorto acquisterà il dono del consiglio,
per comprendere proverbi e allegorie,
le massime dei saggi e i loro enigmi.
Il timore del Signore è il principio della scienza;
gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione.

Citazioni[modifica]

  • Va' dalla formica, o pigro, | guarda le sue abitudini e diventa saggio. (6, 6)
  • Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza; | non lasciarti adescare dai suoi sguardi, | perché, se la prostituta cerca un pezzo di pane, | la maritata mira a una vita preziosa. (6, 25 – 26)
  • Le acque furtive sono dolci, | il pane preso di nascosto è gustoso.[1] (9, 17)
  • Il giusto sfugge all'angoscia, | al suo posto subentra l'empio. (11, 8)
  • Chi disprezza il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace. (11, 12)
  • Un anello d'oro al naso d'un porco, | tale è la donna bella ma priva di senno. (11, 22)
  • Il giusto ha cura del suo bestiame, | ma i sentimenti degli empi sono spietati. (12, 10)
  • Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il consiglio. (12, 15)
  • La giustizia fa onore a una nazione, | ma il peccato segna il declino dei popoli. (14, 34)
  • Una risposta gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira. (15, 1)
  • La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia. (15, 9)
  • Un piatto di verdura con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio. (15, 17)
  • Uno sguardo luminoso allieta il cuore; | una notizia lieta rianima le ossa. (15, 30)
  • La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi. (16, 9)
  • Delle labbra giuste si compiace il re | e ama chi parla con rettitudine. (16, 13)
  • È molto meglio possedere la sapienza che l'oro, | il possesso dell'intelligenza è preferibile all'argento. (16, 16)
  • Un amico vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura. (17, 17)
  • Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente. (17, 27)
  • Anche lo stolto, se tace, passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente. (17, 28)
  • Il vino è rissoso, il liquore è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio. (20, 1)
  • È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti. (20, 3)
  • Come acque profonde sono i consigli nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere. (20, 5)
  • È piacevole all'uomo il pane procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia. (20, 17)
  • I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine. (20, 21)
  • Le ferite sanguinanti spurgano il male, | le percosse purificano i recessi del cuore. (20, 30)
  • La violenza degli empi li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia. (21, 7)
  • È meglio abitare su un angolo del tetto | che avere una moglie litigiosa e casa in comune. (21, 9)
  • Un regalo fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento. (21, 14)
  • Tutta la vita l'empio indulge alla cupidigia, | mentre il giusto dona senza risparmiare. || Il sacrificio degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione. (21, 26 – 27)
  • Frutti dell'umiltà sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita. (22, 4)
  • Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo. (22, 16)
  • Non ti associare a un collerico | e non praticare un uomo iracondo, || per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita. (22, 24 – 25)
  • Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di carne, | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il dormiglione si vestirà di stracci. (23, 20 – 21)
  • Con la sapienza si costruisce la casa | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi. (24, 3 – 4)
  • Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole adulatrici. (25, 27)
  • Una città smantellata o senza mura | tale è l'uomo che non sa dominare la collera. (25, 28)
  • Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio. (26, 4 – 5)
  • Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze. (26, 11)

Note[modifica]

  1. Frase pronunciata da una "donna irrequieta", "una sciocca che non sa nulla", rivolgendosi "a chi è privo di senno." Cfr. 9, 13-16.

Bibliografia[modifica]

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