Libro dei Proverbi

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Libro dei Proverbi, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a Salomone.

Incipit[modifica]

Pergamena del Libro dei Proverbi

Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d'Israele,
per conoscere la sapienza e la disciplina,
per capire i detti profondi,
per acquistare un'istruzione illuminata,
equità, giustizia e rettitudine,
per dare agli inesperti l'accortezza,
ai giovani conoscenza e riflessione.
Ascolti il saggio e aumenterà il sapere,
e l'uomo accorto acquisterà il dono del consiglio,
per comprendere proverbi e allegorie,
le massime dei saggi e i loro enigmi.
Il timore del Signore è il principio della scienza;
gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione.

[La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974]

Citazioni[modifica]

  • Tale è la fine di chi è avido di guadagno; | la cupidigia toglie di mezzo colui che ne è dominato. (1, 19; 2008)
  • La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, | mentre egli benedice la dimora dei giusti. (3, 33; 1974)
  • Attieniti alla disciplina, non lasciarla, | pràticala, perché essa è la tua vita. (4, 13; 1974)
  • Va' dalla formica, o pigro, | guarda le sue abitudini e diventa saggio. | Essa non ha né capo, | né sorvegliante, né padrone, | eppure d'estate si provvede il vitto, | al tempo della mietitura accumula il cibo. (6, 6 – 8; 1974)
  • Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? | Quando ti scuoterai dal sonno? | Un po' dormire, un po' sonnecchiare, | un po' incrociare le braccia per riposare | e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, | e l'indigenza, come un mendicante. (6, 9 – 11; 1974)
  • Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza; | non lasciarti adescare dai suoi sguardi, | perché, se la prostituta cerca un pezzo di pane, | la maritata mira a una vita preziosa. (6, 25 – 26; 1974)
  • Chi corregge il beffardo se ne attira il disprezzo, | chi rimprovera l'empio se ne attira l'insulto. | Non rimproverare il beffardo per non farti odiare; | rimprovera il saggio ed egli ti amerà. (9, 7 – 8; 1974)
  • L'odio suscita litigi, | l'amore ricopre ogni colpa. (10, 12; 1974)
  • È sulla via della vita chi osserva la disciplina, | chi trascura la correzione si smarrisce. (10, 12; 1974)
  • Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi | così è il pigro per chi gli affida una missione. (10, 26; 1974)
  • La bilancia falsa è in abominio al Signore, | ma del peso esatto egli si compiace. (11, 1; 1974)
  • La giustizia degli uomini retti li salva, | nella cupidigia restano presi i perfidi. (11, 6; 1974)
  • Il giusto sfugge all'angoscia, | al suo posto subentra l'empio. (11, 8; 1974)
  • Chi disprezza il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace. (11, 12; 1974)
  • Senza una direzione un popolo decade, | il successo sta nel buon numero di consiglieri. (11, 14; 1974)
  • Benefica se stesso l'uomo misericordioso, | il crudele invece tormenta la sua stessa carne. (11, 17; 1974)
  • Chi pratica la giustizia si procura la vita, | chi segue il male va verso la morte. (11, 19; 1974)
La clemenza predispone alla vita | e la frequenza del male alla morte. (1959)
  • Un anello d'oro al naso d'un porco, | tale è la donna bella ma priva di senno. (11, 22; 1974)
  • Il giusto ha cura del suo bestiame, | ma i sentimenti degli empi sono spietati. (12, 10; 1974)
Il giusto ha cura della vita delle sue bestiole, | ma le viscere degli empi sono crudeli. (1959)
  • Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il consiglio. (12, 15; 1974)
  • Il figlio saggio ascolta l'istruzione di suo padre, | ma il beffardo non ascolta rimproveri. (13, 1; 1994)
  • Il pigro brama, ma non c'è nulla per il suo appetito; | l'appetito dei diligenti sarà soddisfatto. (13, 4; 1974)
  • C'è chi fa il ricco e non ha nulla; | c'è chi fa il povero e ha molti beni. (13, 7; 1974)
  • La ricchezza di un uomo serve come riscatto della sua vita, | ma il povero non ode mai minacce. (13, 8; 1994)
  • Chi risparmia il bastone odia suo figlio, | chi lo ama è pronto a correggerlo. (13, 24; 1974)
  • La sapienza di una massaia costruisce la casa, | la stoltezza la demolisce con le mani. (14, 1; 1974)
  • Chi procede con rettitudine teme il Signore, | chi si scosta dalle sue vie lo disprezza. (14, 2; 1974)
  • Senza buoi, niente grano, | l'abbondanza del raccolto sta nel vigore del toro. (14, 4; 1974)
  • Il beffardo ricerca la sapienza ma invano, | la scienza è cosa facile per il prudente. (14, 6; 1974)
  • In ogni fatica c'è un vantaggio, | ma la loquacità produce solo miseria. (14, 23; 1974)
  • Corona dei saggi è la loro accortezza, | corona degli stolti la loro stoltezza. (14, 24; 1974)
  • Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, | l'invidia è la carie delle ossa. (14, 30; 1974)
  • La giustizia fa onore a una nazione, | ma il peccato segna il declino dei popoli. (14, 34; 1974)
  • Una risposta gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira. (15, 1; 1974)
  • La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia. (15, 9; 1974)
  • Lo spavaldo non vuol essere corretto, | egli non si accompagna con i saggi. (15, 12; 1974)
  • Un piatto di verdura con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio. (15, 17; 1974)
  • I disegni falliscono, dove mancano i consigli, | ma riescono, dove sono molti i consiglieri. (15, 22; 1994)
  • Per l'uomo sagace la via della vita conduce in alto, | gli fa evitare il soggiorno dei morti, situato in basso. (15, 24; 1994)
  • Uno sguardo luminoso allieta il cuore; | una notizia lieta rianima le ossa. (15, 30; 1974)
  • All'uomo appartengono i progetti della mente, | ma dal Signore viene la risposta. (16, 1; 1974)
  • La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi. (16, 9; 1974)
  • La stadera e le bilance giuste appartengono al Signore, | sono opera sua tutti i pesi del sacchetto. (16, 11; 1974)
  • Delle labbra giuste si compiace il re | e ama chi parla con rettitudine. (16, 13; 1974)
  • Prima della rovina viene l'orgoglio | e prima della caduta lo spirito altero. (16, 18; 1974)
  • È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i superbi. (16, 19; 1974)
  • Corona magnifica è la canizie, | ed essa si trova sulla via della giustizia. (16, 31; 1974)
  • Il paziente val più di un eroe, | chi domina se stesso val più di chi conquista una città. (16, 32; 1974)
  • È molto meglio possedere la sapienza che l'oro, | il possesso dell'intelligenza è preferibile all'argento. (16, 16; 1974)
  • Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio | di una casa piena di banchetti festosi e di discordia. (17, 1; 1974)
  • Iniziare un litigio è come aprire una diga, | prima che la lite si esasperi, troncala. (17, 14; 1974)
  • Un amico vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura. (17, 17; 1974)
  • Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente. (17, 27; 1974)
  • Anche lo stolto, se tace, passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente. (17, 28; 1974)
  • Le parole del calunniatore sono come ghiotti bocconi | che scendono in fondo alle viscere. (18, 8; 1974)
  • Chi risponde prima di avere ascoltato | mostra stoltezza a propria confusione. (18, 13; 1974)
  • Chi ha trovato una moglie ha trovato una fortuna, | ha ottenuto il favore del Signore. (18, 22; 1974)
  • Lo zelo senza riflessione non è cosa buona, | e chi va a passi frettolosi inciampa. (19, 2; 1974)
  • Le ricchezze moltiplicano gli amici, | ma il povero è abbandonato anche dall'amico che ha. (19, 4; 1974)
  • Chi acquista senno ama se stesso | e chi agisce con prudenza trova fortuna. (19, 8; 1974)
  • Il senno rende l'uomo lento all'ira, | ed egli considera un suo onore passare sopra le offese. (19, 11; 1994)
  • Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore | che gli ripagherà la buona azione. (19, 17; 1974)
  • Molte sono le idee nella mente dell'uomo, | ma solo il disegno del Signore resta saldo. (19, 21; 1974)
  • Il vino è rissoso, il liquore è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio. (20, 1; 1974)
  • È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti. (20, 3; 1974)
  • Come acque profonde sono i consigli nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere. (20, 5; 1974)
  • È piacevole all'uomo il pane procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia. (20, 17; 1974)
  • I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine. (20, 21; 1974)
  • Vanto dei giovani è la loro forza, | ornamento dei vecchi è la canizie. (20, 29; 1974)
  • Le ferite sanguinanti spurgano il male, | le percosse purificano i recessi del cuore. (20, 30; 1974)
  • Occhi alteri e cuore superbo, | lucerna degli empi, è il peccato. (21, 4; 1974)
  • La violenza degli empi li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia. (21, 7; 1974)
  • La via del colpevole è tortuosa, | ma l'innocente opera con rettitudine. (21, 8; 1994)
  • È meglio abitare su un angolo del tetto | che avere una moglie litigiosa e casa in comune. (21, 9; 1974)
  • Un regalo fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento. (21, 14; 1974)
  • È una gioia per il giusto che sia fatta giustizia, | mentre è un terrore per i malfattori. (21, 15; 1974)
  • Diventerà indigente chi ama i piaceri | e chi ama vino e profumi non arricchirà. (21, 17; 1974)
  • Meglio abitare in un deserto | che con una moglie litigiosa e irritabile. (21, 19; 1974)
  • Chi segue la giustizia e la misericordia | troverà vita e gloria. (21, 21; 1974)
  • Tutta la vita l'empio indulge alla cupidigia, | mentre il giusto dona senza risparmiare. (21, 26; 1974)
  • Il sacrificio degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione. (21, 27; 1974)
  • L'empio fa la faccia tosta, | ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta. (21, 29; 1994)
  • Un buon nome val più di grandi ricchezze | e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro. (22, 1; 1974)
  • L'accorto vede il pericolo e si nasconde, | gli inesperti vanno avanti e la pagano. (22, 3; 1974)
  • Frutti dell'umiltà sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita. (22, 4; 1974)
  • La stoltezza è legata al cuore del fanciullo, | ma il bastone della correzione l'allontanerà da lui. (22, 15; 1974)
  • Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo. (22, 16; 1974)
  • Non ti associare a un collerico | e non praticare un uomo iracondo, | per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita. (22, 24 – 25; 1974)
  • Non affannarti per arricchire, | rinunzia a un simile pensiero; | appena vi fai volare gli occhi sopra, | essa già non è più: | perché mette ali come aquila | e vola verso il cielo. (23, 4 – 5; 1974)
  • Piega il cuore alla correzione | e l'orecchio ai discorsi sapienti. | Non risparmiare al giovane la correzione, | anche se tu lo batti con la verga, non morirà; | anzi, se lo batti con la verga, | lo salverai dagli inferi. (23, 12 – 14; 1974)
  • Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di carne, | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il dormiglione si vestirà di stracci. (23, 20 – 21; 1974)
  • Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al vino | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro. (23, 29 – 34; 1974)
  • Con la sapienza si costruisce la casa | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi. (24, 3 – 4; 1974)
  • [...] con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, | e la vittoria sta nel gran numero dei consiglieri. (24, 6; 1994)
  • Chi trama per fare il male | si chiama mestatore. (24, 8; 1974)
  • Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, | se ha sete, dagli acqua da bere; | perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo | e il Signore ti ricompenserà. (25, 21 – 22; 1974)
  • Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole adulatrici. (25, 27; 1974)
  • L'uomo che non ha autocontrollo, | è una città smantellata, priva di mura. (25, 28; 1994)
  • Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, | così non si addice la gloria allo stolto. (26, 1; 1994)
  • Come svolazza il passero e come vola la rondine, | così la maledizione non meritata non ha effetto. (26, 2; 2010)
  • Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio. (26, 4 – 5; 1974)
  • Malferme sono le gambe dello zoppo, | così una massima sulla bocca degli stolti. (26, 7; 1974)
  • Una massima in bocca agli stolti | è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco. (26, 9; 1994)
  • Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze. (26, 11; 1974)
  • Hai visto un uomo che si crede saggio? | È meglio sperare in uno stolto che in lui. (26, 12; 1974)
  • Mantice per il carbone e legna per il fuoco, | tale è l'attaccabrighe per rattizzar le liti. (26, 21; 1974)
  • Non ti vantare del domani, | perché non sai neppure che cosa genera l'oggi. (27, 1; 1974)
  • La collera è crudele, l'ira è impetuosa; | ma chi può resistere alla gelosia? (27, 4; 1974)
  • Leali sono le ferite di un amico, | fallaci i baci di un nemico. (27, 6; 1974)
  • Chi ha cura del suo fico ne mangia i frutti; | chi veglia sul suo padrone sarà onorato. (27, 18; 2010)
  • Come gli inferi e l'abisso non si saziano mai, | così non si saziano mai gli occhi dell'uomo. (27, 20; 1974)
  • Quelli che violano la legge lodano l'empio, | ma quanti osservano la legge gli muovono guerra. (28, 4; 1974)
  • Meglio il povero che cammina nella sua integrità, | che il perverso che cammina nella doppiezza, ed è ricco. (28, 6; 1994)
  • Il ricco si crede saggio, | ma il povero intelligente lo scruta bene. (28, 11; 1974)
  • Chi copre le sue colpe non prospererà, | ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia. (28, 13; 1994)
  • Chi procede con rettitudine sarà salvato, | chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto. (28, 18; 1974)
  • Chi ama la sapienza allieta il padre, | ma chi frequenta prostitute dissipa il patrimonio. (29, 3; 1974)
  • Il re con la giustizia rende prospero il paese, | l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina. (29, 4; 1974)
  • L'uomo che adula il suo prossimo | gli tende una rete per i suoi passi. (29, 5; 1974)
  • Lo stolto dà sfogo a tutto il suo malanimo, | il saggio alla fine lo sa calmare. (29, 11; 1974)
  • La verga e la correzione danno sapienza, | ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre. (29, 15; 1974)
  • Correggi il figlio e ti farà contento | e ti procurerà consolazioni. (29, 17; 1974)
  • L'orgoglio dell'uomo ne provoca l'umiliazione, | l'umile di cuore ottiene onori. (29, 23; 1974)
  • Tre cose mi sono difficili, | anzi quattro, che io non comprendo: | il sentiero dell'aquila nell'aria, | il sentiero del serpente sulla roccia, | il sentiero della nave in alto mare, | il sentiero dell'uomo in una giovane. (30, 18 – 19; 1974)
  • Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, | eppure sono i più saggi dei saggi: | le formiche, popolo senza forza, | che si provvedono il cibo durante l'estate; | gli iràci, popolo imbelle, | ma che hanno la tana sulle rupi; | le cavallette, che non hanno un re, | eppure marciano tutte insieme schierate; | la lucertola, che si può prender con le mani, | ma penetra anche nei palazzi dei re. (30, 24 – 28; 1974)
Il geco si regge sulle mani | e dimora nelle aule del re. (30, 28; 1959)
  • Tre esseri hanno un portamento maestoso, | anzi quattro sono eleganti nel camminare: | il leone, il più forte degli animali, | che non indietreggia davanti a nessuno; | il gallo pettoruto e il caprone | e un re alla testa del suo popolo. (30, 29 – 31; 1974)
  • Spremendo la collera ne esce la lite. (30, 33; 1974)

Explicit[modifica]

Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani
e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.

[La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974]

Bibliografia[modifica]

  • La sacra Bibbia, traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
  • La sacra Bibbia, edizione CEI, 1974.
  • Proverbi, edizione Nuova Riveduta, 1994.
  • La sacra Bibbia, edizione CEI, 2008.
  • La Bibbia, Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3

Altri progetti[modifica]